martedì 20 luglio 2021

Codardi!

 


A quelle 221.354 persone (mi sforzo di definirle così) facenti parte del personale scolastico che ancora non si è vaccinato, vorrei semplicemente dir loro che ci siamo rotti i coglioni delle loro "segate", dei loro insulsi ragionamenti, delle loro pretese di libertà, della loro tenacia negazionista.
Ci siamo rotti i coglioni, lo confermo, di assistere a questo immondo comportamento angulillesco, mina vagante per un probabile ritorno a forme di chiusure, ristrettezze, all'ennesimo lockdown. Anche un idiota patentato, probabilmente presente in gran numero in quei 221.354 babbani, può arrivare a pensare che in un ambiente come quello scolastico, la possibilità di infettarsi alla grande abbia una percentuale altissima di realizzazione, a meno che non si pensi che il virus non esista, che è tutta una macchinazione, i chip nei vaccini, l'olio per togliere il malocchio, il pianeta oscuro, i Maya, okkio che quello porta sfiga, se salti tre mattonelle di fila centri l'ambo, eccetera...
Chiaro e lampante che non siano tutti insegnanti costoro, la percentuale infatti non è nota. Ma certamente ci sono.
Bene! Vien da sé che se un docente scelto, e pagato, per insegnare, s'ingabbiasse in strani ragionamenti demenziali ricordanti il terrapiattismo, non solo non dovrebbe più ricevere lo stipendio ma, in caso di contagio, sarebbe pure giusto che si pagasse le cure mediche!
Ed infine, a rischio di nota sul registro, ammettendo che in quel numero vi siano ancora persone decise a vaccinarsi ma impossibilitate a farlo per la nota ma occulta disorganizzazione del sempre sia lodato Pennasulcappello, mi sgorga altresì dal cuore un sontuoso vaffanculo per i restanti spocchiosi della ragione, del rispetto e del sacrificio di molti. Vaccinatevi codardi!

lunedì 19 luglio 2021

Sempre lui!

 


I due Matteo, un problema alquanto spinoso per la povera penisola: il primo oramai in preda a rigurgiti pre-estinzione, oramai questione di mesi, che tenta come un'anguilla di Comacchio appena pescata, di rimanere in auge pensando, come da dna, di abbracciare l'azienda dello zio puttaniere nonché pregiudicato. 

L'altro un serio e apparentemente insolubile caso al limite della psichiatria: agendo solo ed esclusivamente a favore dei sondaggi, che lo premiano ancora inaspettatamente a meno di considerare la nazione totalmente in balia degli allocchi, continua a dire fregnacce che minanti lo sforzo dei normodotati ad incentivare la vaccinazione. 

Non si augura il male a nessuno, sia chiaro! Ma a volte, vedendolo perennemente senza mascherina blaterare a favore degli idioti senza dignità che continuano a sfanculare il vaccino anti Covid, un pensierino s'inerpica in cervice... visto che ancora non si è sottoposto alla punturina salvifica... lo so, lo so, sbaglio.. ma magari in una forma lieve... soltanto per farlo defecare addosso... 

Veniamo da un periodo allucinante, abbiamo avuto migliaia di morti, abbiamo assistito e compartecipato alla sofferenza di molti, ricordate i caschi irroranti ossigeno? Non possiamo tollerare che questo sopruso della ragione, questo stallo del pensiero, politicante senza alcun valore sociale, possa continuare a tenere il piede in centinaia di staffe solo perché arso dal consenso popolare! Non è possibile accettare che questo omuncolo perseveri nella ignobile arte da saltimbanco per accarezzare gli imbecilli no vax, a mio parere non solo da escludere da ogni ritualità pubblica, ma anche da privare del diritto di voto. Non ti vuoi vaccinare? Peggio per te! Non entri più in un bar, in un ristorante, in uno stadio, se lavori nella sanità cercati un altro posto, e se mai il destino decida di infettarti ti curiamo, ci mancherebbe! Ma alla fine di tutto riceverai la cartella esattoriale con le spese da rimborsare alla comunità. 

Ci vuol tanto a sparare una legge in tal senso? 

Ma tu dimmi...

 


domenica 18 luglio 2021

 

L'uscita mattutina è stata costellata da una dimenticanza, apparentemente innocua, frutto di sbadataggine: "isso" è rimasto in casa e la conseguente scoperta di non averlo in tasca ha innescato un dedalo di smarrimento misto a voglia insana di ritornare ad afferrarlo immediatamente con frasi del tipo "e se ti chiama qualcuno?" - "metti il caso che inciampi fracassandoti l'alluce, come farai a chiedere aiuto?"
Ma la smania di provare ad essere libero dalla schiavitù dello smartphone ha prevalso su ogni altra logica, aprendo la sit commedy da sempre cercata e mai realizzata per mancanza eclatante di iniziativa, supportata dall'insano moto di pensiero tenendente a rimandare di giorno in giorno le spinose questioni sociali. Sedersi ad un tavolino ad esempio senza il cellulare, è una pratica che non vivevo da almeno dieci anni. Arriva il caffè e subitaneamente ecco partire il comando di afferrare lo strumento nella tasca destra dei pantaloni; ma non c'è cari neuroni, non l'ho portato. E allora che faccio? Leggo dietro alle bustine dello zucchero di canna? Guardo le vetrine attorno? Spaesato, inorridito, mi lascio trascinare dai pensieri, vagando oltremodo sui ricordi, sui progetti, sulle urticanti prossime giornate. Veicolo il moto d'insoddisfazione sorto dall'impossibilità della sana e robusta navigata con frammentazione di cogitata, avvertendo altresì uno stantio odore di naftalina per una metodologia meditativa lasciata ahimè negli scaffali della mente ove crediamo di riporre ciò che a prima vista appare obsoleto e superato dalla modernità.
Ed ecco che, incomprensibilmente arriva dai primordi dell'io una certa sensazione flaccida ma continua, quasi fosse un soddisfacimento di ataviche interazioni sopite dall'andare dei tempi, un senso di autonomia, di distacco, di gagliardo, simile a ritrovarsi da solo con se stesso in una metropoli straniera, in cui non spiccichi nulla della lingua di casa. Soddisfazione, si! Libertà da una schiavitù confusa con il progredire tecnologico imposto da pochi per l'imbarbarimento culturale di molti.
Sai che faccio? Domani ci riprovo a uscire senza "isso"!
Vuoi vedere che in fondo in fondo questa è la strada per un'inaspettata libertà di coscienza?

sabato 17 luglio 2021

Raccontino

 Indifferente all'aria gelida, in quel tardo autunno del 2024, la notizia sparata dalla radio, che lasciava accesa più per compagnia che per interesse, impercettibilmente gli arrivò alle coclee, senza fermarsi in cervice: "si è avuta ora notizia che nel mondo almeno un milione di persone, pare, abbia subito una metamorfosi facciale. Dalle prime informazioni ricevute, sembra che tutte abbiano fatto il doppio vaccino.”

Minchiate, pensò, mentre si preparava la borsa per andare al lavoro. "Guarda che s'inventano per scocciarci ancora! Non gli è bastata la gragnolata di rompimento di palle nel pandemico?"
Uscendo, distrattamente, si mirò allo specchio; quella noncuranza d'un tratto si trasformò in un secchio di acqua gelida sulla schiena: il naso! Gli parve che stesse crescendo, notava un cambiamento facciale come quando, afflitto da ascesso, rimirandoti, non ti riconosci più, per l'eclatante gonfiore cambiante i lineamenti canonici. Lasciò cadere la borsa ed in preda ad un terrore ancestrale accese la tv, che proprio in quel momento affrotanva il tema: "stanno aumentando esponenzialmente i casi di naso allungato a persone già in possesso della doppia vaccinazione anti Covid. L'effetto riscontrato porta a far assomigliare i colpiti alle scimmie nasiche, per meglio dire la Nasalis Iarvatur, che vive nelle foreste tropicali del Borneo."
Afferrò il cellulare, Google lo portò a rimirare la scimmia, cacciò un urlo agghiacciante ed iniziò a tempestare di telefonate il proprio medico, perennemente occupato, probabilmente, con informatori farmaceutici. Il naso intanto stava arrossendo, vistosamente. Uscì sul pianerottolo suonò al vicino, compagno di tante bevute parossistiche il quale, aprendogli la porta, gli mostrò il suo volto, alterato dal grande naso rosso e lungo che svettava nei lineamenti.
"Ah, ah, ah, che naso!!!"
"Ridi, ridi che tra non molto ne avrai uno uguale!"
"Cazzo, lo sapevo che non mi sarei dovuto vaccinare! Queste sono le conseguenze di aver preparato un vaccino in poco tempo! Siamo rovinati!"
"Sempre meglio comunque che essere finiti dentro ad un casco irrorante ossigeno in un reparto alta intensità!"
"Sei sicuro? Come faremo ad uscire con questo naso?"
"Se diventerà comune a milioni di persone, sarà normalità"
"Già la normalità! Tutto deve rientrare nei canoni del normale: pandemia, morti, malati, vaccini, ritorno alla normalità! Ed ora i nasi lunghi, e la ricerca della normalità! Non ne posso più di ricercare il normale. E non voglio che questo naso entri nel pensiero comune! Rivoglio in mio naso!"
"Entra dai che guardiamo il TG! Guarda il giornalista! Anche lui col naso di scimmia! Non è fantastico?"
Stava parlando un luminare otorino, supportato da un famoso dermatologo e da uno dei migliori chirurghi plastici del pianeta, tutti e tre già assomiglianti alle nasiche. Tutti concordavano sul fatto che l'allungamento del naso, che non colpiva il setto, trattandosi solo di escrescenza carnale, in fondo non rappresentava un pericolo per la salute delle persone colpite, bensì un fattore esclusivamente estetico.
Cambiarono canale: stavano intervistando un acclarato primario di otorinolaringoiatria, anch'egli con il naso a scimmia, che invece ipotizzava l'inizio di una metamorfosi della razza umana. Sudando, andarono sulla rete ammiraglia, dove in collegamento con gli States un non meglio precisato esperto, stava discernendo sull'aumento probabile delle qualità olfattive dei colpiti dalla metamorfosi facciale.
Si ricordò del lavoro e subito chiamò in ditta, dicendo che non sarebbe potuto andare perché gli stava crescendo il naso. La collega cercò di tranquillizzarlo “ guarda che qui in ufficio tutti, ad eccezione di Carlo che non si è voluto vaccinare, abbiamo il naso scimmiesco!”
Adducendo anche ad un finto mal di testa, decise che sarebbe rimasto lo stesso a casa, scusandosi per il contrattempo.
Decisero allora di uscire in strada, sfidando il problema estetico. Tutto attorno notarono un pullulare di persone intimidite dal cambiamento, che percependo a mano a mano la comunanza, riprendevano coraggio, alcune erano quasi sorridenti. L’edicolante, il macellaio, il netturbino, il vigile: tutti nasici! Capannelli di persone colloquiavano tra loro, sviscerando il problema, alcuni già erano in possesso di soluzioni trovate fresche fresche sul web, tra cui si stagliavano gli impacchi di fette di zucca triturate e mescolate con semi di garofano, un consiglio appena detto alla tv nel corso di un programma d’intrattenimento, da un ex aviatore in pensione che aveva ricevuto il consiglio da una prozia residente a Giacarta. Videro immediatamente invasati uscire dai supermercati con enormi quantità di zucche, e subitaneamente notarono gli addetti del market esporre cartelli del tipo “Zucche esaurite”
Nel breve tratto di strada che li separava dal bar, vennero avvicinati da un giovane sussurrante loro se volessero acquistare delle ottime zucche appena colte nell’orto di un suo parente, il quale, essendosi già sottoposto agli impacchi, stava notando un certo regredire della protuberanza.
Il bar era stracolmo, qualcuno ancora aveva il naso normale, la stragrande maggioranza no. S’accesero discussioni tra colpiti e non, quest’ultimi sbattuti fuori dal locale, incolpati di aver evitato la vaccinazione. Più avanti notarono delle risse davanti ad un negozio di occhiali, il commesso assalito dagli ultimi acquirenti richiedenti il rimborso.
La programmazione di tutti i canali tv venne stravolta, edizioni straordinarie e talk show ne presero il sopravvento; a posteriori si seppe che i virologi dopo aver lottato strenuamente per mantenere una posizione dominante, iniziarono ad accettare comparsate in programmi zodiacali. Alcuni vip si sottoposero a full immersion sul tema, pur di continuare ad intascare il tanto sospirato gettone di presenza. Nacquero associazioni nappopiattiste, neganti l’allungamento e sfoggianti documenti d’identità taroccati, mostranti già il naso allungato. Un famoso politico ancora in auge, intervistato e circondato da una ventina di telecamere che lo stavano immortalando mentre donava il sangue, dopo aver snocciolato la canonica lista di priorità in una cinquantina di punti, si scagliò contro il governo, di cui il suo partito era perno, reo a suo dire di non aver salvaguardato i tratti somatici tipici di quelle terre sfigurate dall’arrivo massiccio dei migranti, rei di aver inoculato, a suo dire, il cambiamento facciale che a breve, ne è certo, si scoprirà essere frutto di un batterio modificato e pullulante in Africa.
Alla domanda di uno sconsiderato giornalista ancora facente correttamente il proprio mestiere, sul perché egli avesse ancora il naso normale, il politico illustre rispose: “perché non ho fatto ancora il vaccino, che ho in programma la prossima settimana, a Dio piacendo, e a Maria a cui chiedo di assisterci in questa dura prova!” Il successivo snocciolamento del rosario a beneficio delle telecamere, fu interrotto da un enorme frastuono, un indescrivibile rombo assomigliante ad un tuono, dentro il quale molti credettero di udire la frase “Ma va’ a dar via le ciap!”cosa che la “Nuova chiesa autonoma di Pontida dei santi immacolati dell’ultimo giorno successivo al primo della rinascita morale e spirituale detonata dall’arrivo in tolda dell’unico immarcescibile illuminato e figlio di Maria, grazie al fatto che non dice mai una bugia” smentì subitaneamente attraverso l’oramai celebre comunicato trasmesso da quasi tutte le testate giornalistiche:
“Si invitano tutti i fedeli a sospendere le molteplici forme di preghiera quotidiane e ad unirsi alla lotta contro l’ennesima provocazione alimentata dalle menzogne dei soliti noti, i pentastellati-rossi-e-travagliati, che avrebbero sentito all’interno del rombo di stamani la frase “Ma va’ a dar via le ciap!” Oltre a smentire categoricamente tale assalto mediatico, ricordiamo a tutti gli oranti della “Nuova chiesa autonoma di Pontida dei santi immacolati dell’ultimo giorno successivo al primo della rinascita morale e spirituale detonata dall’arrivo in tolda dell’unico immarcescibile illuminato e figlio di Maria, grazie al fatto che non dice mai una bugia” di versare la quota per l’estinzione del debito comune a fronte della scomparsa dei 49 milioni, tra l’altro prorogato al 2123.”
Dopo una manciata di mesi dall’evento ecco comparire le prime pubblicità nasiche: monocoli, occhiali senza archetto, modelle che al grido di “nasico è bello” comparivano su riviste, sui social, per normalizzare il cambiamento facciale della quasi globalità del genere umano.
Coloro che ancora non avevano i tratti modificati furono assaliti dal panico, scegliendo le uniche due strade possibili per abbandonare i lineamenti naturali: l’intervento chirurgico o la doppia vaccinazione lungamente sfanculata in tempi passati.
Dopo un anno dal mutamento per gli irriducibili con i propri nasi ancora all’insù, a patata o alla francese, iniziò un duro periodo di ghettizzazione: gli fu negato l’accesso ai centri commerciali, sui mezzi pubblici, negli stadi, negli hotel. Girovagarono in gruppo per molto tempo nelle città oramai inospitali, mentre sullo sfondo manifesti raffiguranti miss Universo, nasica anch’ella, suggellarono l’entrata nel pensiero comune della suddetta trasformazione epocale, la prima della dozzina ancora diabolicamente occulte, che fosse riuscita ad emergere dal forzato e soporifero substrato di normalità che il granitico sistema simil democratico vigente imponeva, al fine di preservare gli innumerevoli allocchi da scocciature nevrotiche ed irritanti.

venerdì 16 luglio 2021