Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
sabato 15 maggio 2021
Tutto bene, tutto bene!
Come quando ti fermi in autostrada perché non capendoci più una mazza, hai necessità di far minzione, assaporare un caffè e fumarti una paglia.
Dunque cerco di ricapitolare: il segretario del PD va a manifestare la solidarietà del partito ad Israele assieme al Cazzaro, alla Bella Etruriana e ad altri saltimbanchi diversamente stantii sulle regie poltrone.
Uber, una delle migliori consorelle della famigerata Gig Economy, luminare assoluto in materia di schiavismo 2.0, diventa la regina dell’elusione fiscale per aver dichiarato perdite operative per 4,5 miliardi di dollari, riuscendo a non pagare tasse su 5,8 miliardi di risultato operativo.
Come ha fatto: semplice, grazie ad un sistema planetario oramai scafato e collaudato a cui abbiamo delegato l’arte sopraffina di prendere per il culo quasi sei miliardi di umani, e cioè una complicatissima rete di prestiti e transazioni tra una miriade di società localizzate nei cosiddetti paradisi fiscali nelle Bermuda e nei Paesi Bassi (che dovremmo buttar fuori dall’Europa assieme a quel simpaticone di loro condottiero).
Uber ha trasferito i diritti di sfruttamento del suo brevetto mediante un prestito di 16 miliardi da una delle sue controllate a Singapore, che possiede una delle controllate olandesi, ottenendo così uno sgravio fiscale di 1 miliardo di dollari per i prossimi vent’anni. Tutto questo mentre noi umani mensilmente, rimirando la cifra delle trattenute in busta paga, malediciamo dei e fato, incolpevoli in materia.
Il Parlamento italiano è silenziato, sminuito, depauperato dei suoi poteri, in virtù della luna di miele col dragone di quasi tutte le forze politiche, chiamiamole ancora così. Mentre il Bibitaro dorme accovacciato accanto al Pregiudicato, ed il Cazzaro dialoga con la pappina smolle ritornata da Parigi, vien da immaginare ciò che sarebbe stato scritto dai grandi Giornaloni, se l’attuale pace forzata attendente i miliardi europei, fosse stata vissuta ai tempi della Persona per Bene, cancellata per volontà dell’Ebetino pescato tra l’altro a scambiarsi doni natalizi con lo 007 Mancini in un autogrill, alla vigilia del ritiro delle sue ministre, poi reintegrate naturalmente nel governo dragone, e a cui noi allocchi riuniti fermamente crediamo.
Sono iniziate le manovre per il Quirinale: il Cazzaro vuole Draghi come successore di Mattarella non per riconoscimento politico, che non sa neppure cosa sia, ma per liberare il tanto agognato Palazzo Chigi. Immaginarlo come Premier ci rinfranca e ci pone speranzosi rispetto al futuro. Qualcuno intanto sogna di far cadere il Premier attuale per andare alle urne, ottenere la maggioranza, portando al Quirinale il Puttaniere. Anche in questo caso si tratterebbe di un momento storico meraviglioso, col mondo che si prostrerebbe davanti ad un così fulgido esempio di correttezza e lungimiranza politica.
Per il resto tutto bene.
Selvaggia
venerdì 14 maggio 2021
Ritorno sul discorso di Ovadia
Non ne poteva più!
Mi ha sempre portato buonumore leggere il suo pamphlet saltimbanchesco di proprietà della Famigliola Meneghina, l'ho sempre visto come un giornalista che, dopo aver riposto nel baule dignità e fedeltà alla verità, ha accettato di fuorviare gli allocchi per il bene del suo feudatario, il Pregiudicato Ricoverato Puttaniere.
Che cosa abbia minato la sua fedeltà alla Ciancia Nanesca, probabilmente lo si deve ricercare negli anni passati, quando il poveretto dovette coabitare con la Leonessa Plasticata Santa(de)chè, un periodo lugubre che solo un paziente riverente come lui poté trascorrere.
Non è facile per niente dover quotidianamente alterare ciò che la coscienza imporrebbe di pubblicare; non è da tutti scattare sugli attenti al fine di mascherare le innumerevoli malefatte del proprio datore di lavoro.
Per questo credo mi mancheranno i suoi titoloni a nove colonne, confermanti ogni dì ciò che anche lui interiormente conosce: vendersi per qualche sgheo ad una causa ignobile, alla fine logora chiunque, anche un Sallusti.

