venerdì 26 marzo 2021

Fiabe

 


L'Amaca

 

Rivoluzionari a costo zero
di Michele Serra
Il personale sanitario che non intende vaccinarsi ne ha tutto il diritto. A una condizione: si leva il camice, esce dall’ospedale, rinuncia allo stipendio e si rifà una vita altrove. Il ruolo non consente alternative. Il medico o l’infermiere che non si vaccina, a parte l’ovvio rischio al quale espone gli ignari pazienti, è una persona che non crede nel sistema sanitario nazionale.
È libero di disertare. Non di indossare, a tradimento, una uniforme che non è la sua.
Escano dalla sanità pubblica e se ne facciano una propria. Fondino cliniche, propongano cure alternative, pubblichino studi scientifici non ortodossi, ne hanno facoltà. La storia dell’umanità è piena di eterodossie, eresie, opinioni di minoranza che si sono poi rivelate utili. Ma gli eretici veri sono persone che rischiano, gli eretici costruiscono altri luoghi, gli eretici si contrappongono al potere pagandone il prezzo. Non se ne stanno, culo al caldo, a spillare lo stipendio a un padrone, lo Stato, che dimostrano di disprezzare, considerando insulsi i suoi sforzi e nulle le sue direttive — vaccinatevi! — ma riscuotendo, a fine mese, regolare stipendio.
A parte i casi liguri (vedi le cronache) si sa anche di medici di base no-vax. È veramente difficile non disprezzarli. Non perché siano no-vax, ma perché lo sono a spese dello Stato, che si è invece abbondantemente e ufficialmente espresso a favore delle vaccinazioni anti-Covid. Il medico o l’infermiere no-vax è come l’impiegato delle Poste che, per ragioni sue, si rifiuta di fare le raccomandate. Se ne vadano altrove. Fare il rivoluzionario a costo zero è molto comodo, ma molto poco etico.

giovedì 25 marzo 2021

Grande Daniela!

 Bertolaso, l’ambulanza umana delle emergenze

di Daniela Ranieri 

Ci sono cose tra cielo e terra che nessuno si è mai preso la briga di spiegare e che assumono cristalizzandosi il carattere dell’indiscutibilità. Una di queste è Guido Bertolaso e il ruolo ch’egli ricopre per la Nazione.

“Entro giugno tutti i lombardi avranno la prima dose di vaccino. Ci metto la faccia”, ha detto ieri. Giorni fa, con la stessa faccia, aveva detto: “Entro giugno tutti i lombardi saranno vaccinati”, che, come tutti capiscono, è cosa ben diversa; in mezzo, aveva messo i bresciani: “Tutti vaccinati, entro luglio”, dal che – Aristotele alla mano – si evince che i bresciani non sono lombardi.

Se c’è un’emergenza, Bertolaso accorre. Coi suoi motti motivazionali da coach d’Italia (“Più siamo, prima vinciamo”), Bertolaso è una presenza fissa, fa parte dello sfondo di tutte le inquadrature di disastri registrati in Italia negli ultimi vent’anni. Commissario straordinario per terremoti, epidemia di Sars, emergenza rifiuti, vulcani delle Eolie, archeologia romana, G8, rischio bionucleare, frane, incendi boschivi, nel 2010 addirittura (autonominatosi) commissario-passante per il terremoto di Haiti (criticò Obama per la gestione dell’emergenza, la Clinton definì le sue uscite “osservazioni da dopo partita”), indi candidato sindaco di Roma del centrodestra per lo spazio di un mattino, dopodiché gli fu preferito Alfio Marchini (per dire), Bertolaso è un’ambulanza umana. Chissà che aspetta a farsi montare una sirena sulla testa. Oggi Bertolaso è consulente per la campagna vaccinale in Lombardia, come si desume del resto dalla campagna vaccinale stessa; ruolo che gli fa dire: “Qui non sono nessuno, senza poteri, non posso firmare un pezzo di carta né stanziare un euro”. Menomale che l’ha detto lui. Bei tempi, quando “il modello Bertolaso” erano le Ordinanze di Protezione civile, con cui distribuiva soldi pubblici e poteri straordinari per i “grandi eventi” berlusconici.

Particolarità di Bertolaso è l’estrema suscettibilità unita a un atteggiamento passivo-aggressivo da genio incompreso, del genere “se non mi volete me ne vado, poi vedete come fate senza di me”. Un tempo minacciava di tornarsene in Africa, dove stava prima della Covid; ora di tornare a fare il nonno, cioè il commissario straordinario ai nipotini, e ogni volta che prende cappello può contare su legioni di politici che lo difendono, lo endorsano, lo propongono quale salvatore della Patria, s’adontano con l’Italia tutta incapace di apprezzare i pregi di un ingegno militare e manageriale simile. (Chi è e a cosa serva Bertolaso chiedetelo al Comitato 3 e 32, sorto all’Aquila dopo il terremoto del 6 aprile 2009, a cui naturalmente egli, voluto da Berlusconi, è stato commissario).

Ieri ha chiuso il collegamento con SkyTg24 perché alla conduttrice è venuto in mente di chiedergli conto della vaccinazione dei poveri anziani lombardi con patologie (non convocati, sconvocati, convocati due volte o a centinaia di chilometri di distanza). Bertolaso s’è offeso, ha messo su il broncio che l’ha reso famoso fino a Haiti: “Tanto criticare Bertolaso (Bertolaso parla di sé in terza persona, come i papi e i calciatori, ndr) è uno sport abbastanza normale”.

Ma chi lo vuole, Bertolaso? Chi lo trattiene? Un anno fa Renzi (e chi, se no) lo voleva commissario di Conte, nel senso proprio che voleva commissariare Conte per via bertolasica: “Ci vuole uno come Guido Bertolaso a dare una mano a Palazzo Chigi. Forse ci vuole proprio Guido Bertolaso” (venti giorni dopo strillava di riaprire tutto perché così avrebbero voluto i deceduti di Covid – negozi, scuole, chiese – con 900 morti al giorno; oggi no: strano).

Lo vuole Fontana, l’aquila di Varese, che l’aveva già imbarcato come suo consulente personale per la costruzione dell’ospedale in Fiera di Milano, l’“astronave” i cui fasti sono noti ai nostri lettori (secondo i medici intensivisti, una sbruffonata, staccata da tutti gli ospedali); poi l’hanno voluto il presidente delle Marche (del Pd) per replicare l’astronave a Civitanova Marche (18 milioni di euro, dentro: pazienti umbri), e a novembre, ingolosita, la presidente leghista dell’Umbria, a capo della “task force antipandemica”, ruolo che lui accettò schernendosi: “Ringrazio chi ha immaginato che un mio ruolo potesse essere utile per affrontare in Umbria un momento difficile anche se non drammatico”, infatti oggi l’Umbria ha le terapie intensive piene e il record nazionale di mortalità. Ah: lo volle pure il presidente siciliano di destra Musumeci, come commissario per il “turismo sicuro” e per la sua (di Bertolaso) barca ormeggiata a largo di Trapani. Tutto gratuito, ci mancherebbe, quando la Patria chiama. Oggi lo vuole Salvini, che addirittura intima a Draghi di adottare il “modello Bertolaso” che tante gioie sta dando ai lombardi. Cioè, per usare le parole dell’interessato, di far gestire la campagna vaccinale d’Italia a uno che non è nessuno.

Mi vergogno

 


Inconcepibile

 


L'Amaca

 

Una fotografia della nostra epoca
di Michele Serra
L’irruzione dei Nas nel giacimento segreto di vaccini della Ciociaria è un ottimo soggetto per una novella di Zerocalcare o una tavola di Makkox (ai tempi, per una sceneggiatura di Steno).
Ma l’intrico di mosse e contromosse tra i produttori dei vaccini e le varie autorità statali e interstatali che tentano, con scarsi risultati, di indirizzarne la distribuzione, ogni giorno che passa diventa, sempre di più, una fotografia spietata della nostra epoca.
Dire “produttori dei vaccini” è incompleto.
Per mettere meglio a fuoco l’immagine, bisognerebbe dire “proprietari dei vaccini”.
Ogni eventuale destinazione sociale o extra-contrattuale di quelle fiale salvavita è affidata al buon cuore dei proprietari.
I vaccini sono loro. Un bene privato. Le leggi, del resto, sono dalla loro parte: si brevettano anche le sementi (che è come brevettare la madre e il padre), figuratevi un vaccino, con quel che costa la ricerca.
Il problema è che ogni priorità e ogni decisione, non solo nel merito dei vaccini, è nelle mani di una oligarchia economica il cui potere spaventa non per pregiudizio ideologico, ma per evidenza pratica. No, la proprietà non è un furto, ma può essere un problema.
L’impressionante intervista a Vandana Shiva (su Green&Blue) sui destini dell’agricoltura mondiale è certamente influenzata, politicamente, dall’idea comunitaria che Shiva ha della società. Ma che Bill Gates, da solo, possa influenzare il destino agricolo e alimentare più di milioni di contadini tutti assieme, francamente non è un fatto che rassereni le persone ragionevoli. Dobbiamo sperare, per sfangarla, che Gates sia buono e AstraZeneca generosa? O possiamo contare su qualche altro fattore, che magari, addirittura, ci coinvolga?

La intervistano ancora!

 


Ella, la Bella Etruriana, riesce ogni giorno a sorprendermi, concedendo interviste che lasciano basiti per l'irriverenza alla realtà, ma lei ancora non sa di far parte di un microrganismo attualmente al 2,3%.
Detta le condizioni come se avesse ancora autista e ministero, o sottosegretariato che dir si voglia.
Riporto alcuni passi dell'intervista oggi su Repubblica.
Che giudizio dà dell’incontro di ieri?
«Il Pd di Zingaretti definiva Conte leader della coalizione e punto di riferimento della cultura progressista. Io non sono mai riuscita a immaginare come leader della sinistra l’uomo che ha firmato i decreti Salvini e che ha esaltato il sovranismo all’Onu. Mi pare che Letta abbia marcato una differenza da Zingaretti ed è un passo in avanti."
Secondo lei Conte riuscirà a risollevare i 5S o, come sostiene Renzi, quel movimento è destinato a un forte ridimensionamento?
«I 5Stelle mi sembrano molto in crisi e lo dimostra anche lo scontro Grillo-Casaleggio. Chi è intellettualmente onesto deve prendere atto che la strategia di Renzi ha funzionato sia contro il populismo di Salvini nel 2019 che contro il populismo grillino nel 2021».
(I 5Stelle mi sembrano molto in crisi, dice. Invece Italia (semi) Viva, viaggia a gonfie vele!!!)
Quali margini ci sono ancora per costruire una coalizione larga di centrosinistra?
«Iv ha appena lanciato una grande iniziativa, la Primavera delle idee, e fino a giugno lavoreremo per mettere insieme proposte, progetti e sogni."
(La Primavera delle Idee!!!! mi scompiscio!!! E' la classica saltimbancata tipica dell'Era del Ballismo! Solo che ora non se li fila più nessuno!)
Alle prossime amministrative Italia Viva si terrà mani libere per le alleanze? È possibile che sostenga candidati (magari civici, come a Torino) appoggiati anche dal centrodestra?
«Noi facciamo parte di un’alleanza nella quale ci piacerebbe essere coinvolti di più. A Torino o Bologna o Napoli vedrei bene un candidato o una candidata di Italia Viva. Se poi qualcuno vuole farci fuori dalla coalizione dovrebbe dircelo, non alimentare voci su una nostra inesistente fuga verso la destra».
(Come no! Ci fidiamo tantissimo di Ella e del Circense!)
Il governo Draghi alle prese con chiusure ed emergenza vaccini: nella sua azione rintraccia la discontinuità in nome della quale avete fatto cadere Conte?
«Nell’azione sicuramente, a cominciare dall’arrivo del generale Figliuolo o nei cambi strategici al Mef, all’Ambiente, alla Giustizia.
Vaccini, Recovery, crisi economica: c’è una svolta vera e la presenza di Draghi al Consiglio Europeo è un salto in avanti importantissimo. Lo stesso Draghi in Parlamento ha detto che siamo al lavoro sui vaccini per “recuperare i ritardi dei mesi scorsi”, nel segno della discontinuità».
(Ecco il "Bugiardismo" emergere, come sempre d'altronde! Con l'arrivo del Dragone tutto sembra migliorato! Come no! E' la classica metodologia dei tempi, per fortuna andati, dove l'evidenza veniva costantemente sbeffeggiate dall'imperante Ballismo)
Due mesi dopo la crisi: ritiene che la gente abbia capito i motivi del siluramento di Conte e che ciò vi abbia portato maggiori consensi?
«Non abbiamo avuto più consensi. Ma abbiamo fatto la cosa giusta. Fare politica pensando solo all’immediato e al consenso significa cedere al populismo. La narrazione della crisi è stata a senso unico e ci ha dipinto come irresponsabili. Verrà il giorno in cui si riconoscerà che il nostro è stato un servizio all’Italia».
(Cara la mia Bella Etruriana, non solo non avete avuto più consensi, ma, come i panda, avvertite molto prossima l'estinzione. E allora sarà enorme Torcida!)