venerdì 19 marzo 2021

Sta accadendo in Alloccalia

 


Non c'è Drago che tenga qui ad Alloccalia, non c'è decenza né dignità. Con più di centomila morti, in una situazione al limite della pazzia, con oltre ventimila contagi pro die, un paese serio con politici nella norma delle regole basilari della convivenza, che potrebbe fare se non eseguire i consigli della componente più autorevole in materia pandemica, in questo caso la sigla tante volte nominata nei media, ovvero CTS che sta a Comitato Tecnico Scientifico? 

Nessun ignorante in materia, neppure i ciarlanti omni saccenti, né la congrega politica dovrebbe osare porre dubbi alle loro conclusioni, principalmente perché nel Cts risiedono  scienziati e studiosi eccellenti, ed anche se in Alloccalia ve ne sono circa 60milioni, in questo comitato coloro che vi appartengono, diciamocelo, pare abbiano una marcia in più.

Ma lo Scellerato, il Cazzaro di tutti loro, tra un rodimento e l'altro, soffrendo oltremodo del continuo e perseverante sfanculamento alle sue babbane teorie liberatorie, una volta trovatosi nell'ammucchiata governativa, scempio tra gli scempi, ha "suggerito" al Dragone Banconiano di sostituire personalità illuminate, tra cui colui che si adoperò per colorare saggiamente le regioni attraverso miriadi di dati certi e rigorosi, con personaggi come quello in foto che, e questa è una vergogna, non tanto per la preparazione personale, né per l'esperienza, bensì solo per la vicinanza all'idee di partito, al fine di controllare e inficiare la Scienza per i famigerati porci comodi, ovvero validare tesi che hanno generato la seconda e la terza ondata virale. 

Per fortuna, e riconosco pure per dignità, l'ing. Gerli una volta avvertito il risentimento generale, ha già rinunciato all'incarico, inducendo il Cazzaro alla solita, invereconda, marcia indietro, di cui è portatore insano; ha infatti testé dichiarato di non conoscere il Gerli.  

I professori Brusaferro e Localetti infatti, si sarebbero trovati nella difficile coabitazione con uno che tempo fa, andando dietro ai suoi studi numerologici, aveva anticipato alcune previsioni che riassumo: Veneto in zona bianca (attualmente è rossa) - a marzo in Lombardia 350 casi giornalieri (sono a quasi 4000). Una chiara ed inequivocabile spina nel fianco, non c'è che dire! 

Ma il fatto più urticante di questa vicenda è un altro: per la serie "Se l'avesse fatto lui!" (e per lui intendo la Persona per Bene che diresse il paese al meglio durante l'agghiacciante incontro con il pandemico, all'anagrafe Giuseppe Conte) il Dragone Banconiano si è inchinato alla famigerata metodologia Cencelli, l'inverecondo "un colpo al cerchio ed uno alla botte", tralasciando ogni dubbio, pensiero, salvaguardia in materia di gestione del contrasto al mefitico bastardo virale, anteponendo interessi di bottega alla strategia della battaglia comune, infischiandosene dei pericoli, delle cadute scientifiche, degli inabissamenti della ragione, per quella tranquillità governativa tramandata da tutto quello che anni addietro era conglobato dentro il termine "Balena Bianca."

E per ultimo: ciò che il Cazzaro tenta pervicacemente di instaurare è pertugio visivo dei danni irrimediabili che, Dio non voglia, un giorno ci potrebbero piovere addosso con quella politica inane, tutt'ora stemma del suo casato, luogo ove possono pure volatilizzarsi quarantanove milioni di euro senza lasciare alcuna traccia. Il che è tutto dire!     

Tra amici e marachelle

 


Travagliooo!!

 

Amici loro
di Marco Travaglio
Spunti per la commedia all’italiana. Titolo: Amici loro.
Episodio 1. Mentre i giornali festeggiano l’assoluzione dell’Eni a Milano nel processo per le presunte tangenti in Nigeria perché “il fatto non sussiste”, dopo aver nascosto la condanna dell’Eni a Potenza per traffico illecito di rifiuti perché il fatto sussiste, l’Eni vuole patteggiare a Milano 11 milioni di risarcimento e 800mila euro di multa per tangenti in Congo (induzione indebita). Quindi il fatto che non sussisteva in Nigeria sussiste in Congo. Il sito di Rep parla pudico di “attività Eni in Congo”: le mazzette sono un’“attività” come un’altra. La storia ricorda quella di Fabio Riva (ex Ilva), assolto dalla bancarotta perché “il fatto non sussiste” tra gli alti lai dei “garantisti” che gridano al martirio: peccato che avesse tentato di patteggiare 5 anni e il gup li avesse rifiutati perché erano pochi. Cioè: era innocente, ma non lo sapeva, causa un grave difetto di autostima. Fortuna che poi gliel’ha spiegato il giudice.
Episodio 2. Non contento delle nomine di Brunetta, Gelmini, Garofoli, Funiciello, Vezzali, Borgonzoni e altri migliori, il Governo dei Migliori si migliora vieppiù inserendo nel Cts in quota Lega l’ingegnere padovano Alberto Giovanni Gerli, “Big Data Scientist” e inventore di un “sistema predittivo” sui contagi (ma anche sui “numeri per avere successo in amore”) che non azzecca una previsione manco per sbaglio. “Veneto in zona bianca” (è rosso). “350 casi in Lombardia salvo varianti” a marzo” (4mila al giorno). E così via. Ieri s’è dimesso come un Gallera qualsiasi (“a seguito delle inattese e sorprendenti polemiche”), non prima di aver chiarito chi l’ha nominato. Siccome lo staff Draghi, in comprensibile imbarazzo, non rispondeva, ci ha pensato lui: “Ringrazio la Presidenza del Consiglio per la nomina”. Se questi non fossero i Migliori, sarebbero financo sospettabili di essere i Peggiori.
Episodio 3. Rep ordina un sondaggio sulle Comunali a Roma, dove stando ai media la Raggi non la rivotano neppure i gatti e i ratti. Purtroppo la sindaca è prima col 26%, contro il 19% di Bertolaso e il 17 di Gualtieri. Mannaggia, che fare? Il sondaggio finisce in cronaca locale, con un titolo di consolazione: “Raggi in fuga, ma Gualtieri vincerebbe tutte le sfide a due”. Segue un appello strappalacrime a “centrosinistra e centrodestra” perché non “regàlino il Campidoglio alla solita Virginia. Sarebbe diabolico”. Ma una soluzione c’è. Siccome Gualtieri vincerebbe tutti i ballottaggi, ma non ci arriva perché è terzo, basta sostituire la legge elettorale col regolamento del tennis: tabellone con sfide a due. O mandare al ballottaggio il secondo e il terzo classificato. Anzi, meglio: abolire il primo turno e passare direttamente al secondo.

Precisazione

 



A coloro che oggi saranno in vena di sfottò, vorrei ricordare alcune cosucce:
1. L'attuale rapporto rossonero tra partecipazioni Champions e Coppe con le Orecchie in bacheca è 0,25 (7 vinte su 28 partecipazioni) e non 0,02 (1 vinta, l'altra non conta per ovvie ragioni di dignità, su 35 partecipazioni)
2. Abbiamo una sala trofei, in foto, che per entrare sono obbligatori occhiali da alta quota, per evitare danni alla retina a causa dell'abnorme luccichio.
3. Generalmente a noi quando rischiamo di sfigurare un portiere con i tacchetti, ci buttano fuori.
4. Non sono presenti nel team biondini antipatici più che un'amichevole a Vilar Perosa.
(Forza Benevento!)

giovedì 18 marzo 2021

Sulla cresta dell'onda... anomala!

Prima, seconda, terza e probabilmente quarta ondata pandemica, non riescono a far collimare alla nostra comunità, intenzioni, progetti e speranze. Tutto ruota attorno al solito ed ormai increscioso cicaleccio aggiungente ansia alla già abnorme stillicidio di sentimenti da un anno a questa parte avvolgente ognuno di noi. 

Se per ipotesi, la "Persona per bene" cacciata a malo modo da Palazzo Chigi avesse operato e realizzato un terzo di ciò che fino ad ora il Drago Silente ha compiuto, probabilmente sarebbe già stata installata la ghigliottina nelle lande di quelli che ancor oggi non hanno spiegato che fine abbiano fatto gli oramai famigerati 49 milioni volatilizzatisi tra le ampolle del dio Po. 

Dicevo del cicaleccio, quello strano modo di sbraitare, come se fosse colpa di chissà chi, impregnando l'aria di tremebonda sofferenza, da parte di coloro che risultano essere tra i più colpiti dal magma virale: ristoratori, bar, turismo, sci e sciolina, commercio. E' sacrosanto che si lamentino, è verità la sofferenza dei loro affari, ci mancherebbe! Ma siamo dentro ad un evento mai vissuto prima, l'inaudito si è materializzato, la psicosi è sovrana, lo stress è di casa ovunque e, soprattutto, oltre centomila persone se se sono andate prematuramente, tra sofferenze, solitudine e impotenza. Proprio per questo, non si riesce a comprendere ove rivolgano le loro accuse e le responsabilità, non essendoci sul proscenio che il bastardo mutante. Proprio oggi ricordiamo i defunti da Covid, nella giornata appositamente istituita e che dovrebbe, negli anni, rammentarci sempre la priorità della sanità, la ricerca, entrambe lontane da lucri e ribalderie, cosa che attualmente non è, ci sono regioni che sono commissariate da anni, depredate da orchi famelici, ce ne sono altre protese verso il privato per squallidi interessi, ci sono stati governi, tanti, troppi, che hanno sforbiciato senza alcuna decenza detraendo risorse al pubblico, indebolendolo solo per rafforzare la sanità privata, vedasi il metodo del Celeste portato avanti ancora oggi nella regione che dovrebbe essere faro per tutti, visto redditi pro capite e cospicue risorse a disposizione, si proprio lei, la Lombardia retta da un poveretto costretto a rifugiarsi nella Brichetto, che ci fa rimpiangere il comico Gallera e da quella fucina di negligenze che è stato ed è il Bertolaso di tutti loro. 

Dovremmo già da ora aver imparato parecchie cose dalla tragedia comune non ancora evaporata, ed invece siamo quasi tornati al punto di partenza, con Cazzari ed Ebetini sempre più imbizzarriti e ciancianti attorno al nulla solo per egoistici ritorni elettorali. Una merdosa situazione, imbarazzante, destabilizzante. 

S'avverte incredibilmente ancora l'egoismo di pochi sulle necessità della società intera, ciò che dovrebbe essere riposto in cassetti in solaio, è priorità di casta. Non conta infatti che le giovani generazioni stiano saltando i momenti migliori della propria vita, non ha valore ciò che in natura è basilare, la salvaguardia degli anziani; salti di fila, furbastri ingalluzziti, avidità, ansia del ritornar a cenare nel bisso, voglia di isole lontane, bignamicamente il piacere di innalzarsi e differenziarsi nel sociale, sono già fumiganti ed in attesa che i canapi si abbassino. Molti di noi sperano, sognano che tutto ritorni come prima, "daggi oggi la nostra divaricazione quotidiana", e coloro che ricordiamo oggi, i martiri pandemici, sembrano sempre più non aver affievolito i miasmi di questa rapto-tecno-pluto-finanzacrazia. 

"Tanto eran vecchi!" si sente sussurrare nelle dorate alcove. Come se ciò fosse colpa o maleficio di pochi e non la giostra luccicante tendente, da sempre, ad assopirci davanti allo sfarzoso falò del nulla.        

Confessione

 


mercoledì 17 marzo 2021

Attorno al silenzio draghiano

 AstraZeneca, il silenzio di Draghi è inaccettabile

di Daniela Ranieri 

Avevamo lasciato i giornali nell’inerzia dell’adorazione per l’irresistibile taciturnità di Mario Draghi. Che fascino! E che sprint, il nuovo corso! Poche chiacchiere, molti fatti, niente conferenze stampa annunciate via social, niente ritardi, niente Casalini nell’inquadratura. Da svenire il Draghi che firma un Dpcm mandando avanti i ministri Speranza e Gelmini; sublime il Draghi che annuncia un decreto legge in una conferenza stampa senza domande, coi giornalisti assetati di una parola ma tutto sommato felici anche solo di essere stati al suo cospetto.

Tuttavia, l’amore per l’algida operatività dei banchieri centrali registra una prima, piccolissima crepa nella giornata di lunedì, quando la Germania, e a domino l’Italia, la Francia e la Spagna sospendono le vaccinazioni con AstraZeneca, il Santo Graal del “cambio di passo” del Governo dei Migliori e dell’europeismo palingenetico su cui ideologicamente si fonda. Mentre legittimamente la popolazione va nel panico (perché vaccinata o vaccinanda con Az) o sprofonda nella desolazione, da Palazzo Chigi non si leva una parola. Staranno studiando le cartelle cliniche dei deceduti di morte sospetta? Staranno conferendo con le cancellerie e le presidenze d’Europa? E però Macron, che pure è un gelido enarca, annuncia di persona la sospensione con poche, inequivocabili parole: “Sulla base della raccomandazione del nostro ministro della Salute è stata presa la decisione di sospendere in via precauzionale la vaccinazione con AstraZeneca, sperando di riprenderla rapidamente se il parere dell’Ema lo consentirà”.

Ecco, magari in momenti come questi ci sarebbe voluto, a capo del governo, qualcuno di meno misteriosamente elusivo e di un po’ più empatico coi destini della Nazione; uno capace di assumersi la responsabilità di una decisione francamente inintelligibile per i cittadini, che dà adito a congetture e a paure se possibile ancora più nefaste dei freni principali alla campagna di vaccinazione: l’inosservanza degli impegni per le forniture da parte delle case farmaceutiche; le difficoltà logistiche; la peste no-vax. Che effetto avrà sulla fiducia delle persone questa ritrosia a comunicare col popolo in un momento così delicato? Si può solo immaginare cosa sarebbe successo se l’omissione fosse stata commessa da Conte: editoriali sull’esecrabile governo degli incompetenti, maratone di ore attorno al tema “mancanza di anima” dell’alleanza Pd-5Stelle, crocifissione di Arcuri, minacce di Renzi, interviste di Renzi, tweet di Renzi e dei sui cascami pappagalleschi, in Parlamento e nelle redazioni.

Sarebbe bastata una paginetta Word con poche essenziali indicazioni, per ridare un po’ di fiducia a una popolazione stremata, e anche per non dare l’idea di essere di quelli che oltre all’aplomb non perdono tempo a parlare al popolo per cui governano e che in realtà sottovalutano (ricevendo in cambio ringraziamenti folli, lodi imbarazzanti, panegirici stellari, specie da parte di chi si sente poco popolo e molto “migliore” ad honorem). Naturalmente, i fan della oligarchia neoplatonica-liberale danno la colpa al ministro Speranza, residuo del Conte II, che secondo loro avrebbe indotto Merkel, Macron, Sanchez a bloccare le vaccinazioni con l’eccesso di zelo tipico di certa di sinistra anticapitalista, e si sono messi a fare capriole semiotiche per rintracciare nel mutismo di Draghi l’ulteriore conferma della sua straordinarietà (come il Klamm del Castello di Kafka, che non parla e non compare, risiedendo in questa invisibilità il suo potere); mentre più passano le ore, più questo silenzio apparirà un modo di dire “arrangiatevi. Non devo spiegare niente”. È inaccettabile che parli solo domani, a 4 giorni dal blocco, a Bergamo, nella Giornata per la memoria delle vittime; o che a parlare siano i retroscena che lo dipingono “irritato” con l’Ema, perché delle due l’una: o il blocco è ingiustificato e dettato da ragioni non scientifiche, il che sarebbe esiziale per la credibilità dei governi dell’Unione; o ci sono buoni motivi per dubitare della non tossicità del vaccino, e non si capirebbero allora le professioni di fede di questi giorni da parte di tutte le autorità, manco il vaccino di Az fosse una divinità incontestabile. A peggiorare l’omissione, c’è che il giorno prima era andato in Tv da Fazio il generale Figliuolo, decoratissimo, in divisa alle 10 di sera, a ordinare (a chi?) di vaccinare “chi passa” per non buttare le dosi avanzate (che si suppone adesso saranno tantissime), generando un’onda di estatica ammirazione presso certi commentatori sensibili ai presentat’arm. Silenzio del presidente del Consiglio banchiere graditissimo alle élite imprenditorial-editorial-finanziarie e propaganda militar-populista del “commissario straordinario” in mimetica, che invece, a ben vedere, dovrebbe parlare poco ed essere operativo: un mix inedito per una democrazia.