venerdì 8 gennaio 2021

Vergognoso cialtrone!



Levati quella mascherina insulso fellone, tronfio di nullità estrema! Levatela che non sei neppure degno di pronunciare quel nome, ebete ciarlatano! E ricorda che sei alleato con uno che pagò tangenti alla mafia! Ti allego uno stralcio della sentenza, ammesso che tu sia in grado di leggerla:

“Grazie all’opera di intermediazione svolta da Dell’Utri, veniva raggiunto un accordo che prevedeva la corresponsione, da parte di Silvio Berlusconi, di rilevanti somme di denaro in cambio della protezione a lui accordata da parte di “cosa nostra” palermitana. Tale accordo era fonte di reciproco vantaggio per le parti che ad esso avevano aderito grazie all’impegno profuso da Dell’Utri: per Silvio Berlusconi esso consisteva nella protezione complessiva sia sul versante personale personale che su quello economico; per la consorteria mafiosa si traduceva, invece, nel conseguimento di rilevanti profitti di natura patrimoniale”

Levati quella mascherina cialtrone!

Quando ci vuole...

 


La dea dei colletti inamidati



La dea dei colletti inamidati, la regina dei circoli viziosi, la compagna di viaggio di tanti, troppi, illuminati che gongolando s'ergono a vati della modernità, del frenetico mondo dove cervici fumanti spianano la strada al successo corroborante il tanto amato Pil; la padrona del tempo che scorre come fiume placido attraverso le tragedie scatenate dalla smaniosa riduzione dei costi sfanculanti sicurezza, controlli, protezioni; il tanto amato emblema per quella giustizia seriosa ma flaccida e nemica di quell’arsura di equanimità riverente gli assassinati, si proprio lei Madame Prescrizione, la quale ha compiuto anche oggi il suo capolavoro, la salvezza dei trentadue probabili colpevoli di omicidio colposo per la tragica, inaudita, vergognosa tragedia alla stazione di Viareggio, dove tanti, troppi, morirono infuocati dalla trascuratezza, dalla dabbenaggine, dalla crudeltà di scelte ed omissioni in nome del "far malloppo" ai danni dei soliti incolpevoli. Ammiriamo il capolavoro cincischiante dei famosi e riveriti "avvocatoni" impegnati da chissà quanto tempo e a prezzo di inaudita fatica a far trascorrere giorni, mesi, anni sminuzzando tesi, anteponendo ed evidenziando codicilli, cavilli, impercettibili risvolti penali per portare al trionfo dello scagionamento i propri clienti tanto amati e prodighi nell'elargir loro prebende sontuose. 

Questo paravento tanto amato dalla quasi totalità dei nostri politici, integerrimi e sempre pronti a difendere la giustizia, meglio ancor se prescritta, è un enorme masso occludente il percorso democratico che si cementa fondamentalmente sull'equità, sulla responsabilità, sull'uguaglianza difronte alla Signora con la Bilancia in mano. 

Bignamicamente: se non si riesce a fare sana giustizia, in ossequio alle vittime incolpevoli di disastri come quello viareggino, se non si riesce ad ingabbiare i bifolchi, il paese è e resterà di merda.

Così, per la cronaca!

 Mentre siamo ingolfati da schemi, grafici e dati sulla pandemia, una nota famiglia sabauda festeggia il nuovo anno con un dividendo da spartirsi in allegria, ma con il consueto e rigido protocollo che li vede da sempre, da occhi allocchi, come esempio di imprenditorialità e di stile regale: stiamo proprio parlando di loro e degli azionisti di riferimento FCA, la monarchica casa Agnelli capitanata da quel John che ha pure imbrigliato capitalisticamente la libertà di stampa riformista, Repubblica docet, e da poco convolato a nozze con Peugeot nella nuova società Stellantis, operazione molto remunerativa per Casa Sabauda ma impoverente il potere degli stessi nei confronti dei francesi, che si sa, s'incazzano. E proprio da questa fusione che il già stracolmo portafogli agnellino si rigonfierà ulteriormente grazie al dividendo di 2,9 miliardi di euro, cifra scoppiettante, insufflante sorrisini soffusi nelle tasche nobiliari del parentado illustre. 

Lo scorso anno FCA ottenne una garanzia dallo stato per un prestito da 6,3 miliardi, quest'anno si dividono 2,9 miliardi. 

A voi eventuali commenti in merito mentre, come il sottoscritto, prestiamo le orecchie ad eventuali promozioni dell'abituale supermercato di fiducia, per il sempre più traballante bilancio famigliare.    

Padellaro


Occhio a tutti i Trump: pure a quelli d’Italia

di Antonio Padellaro

Non sfotterò Matteo Salvini, quello delle photo opportunity con Donald Trump (che domandava: ma questo chi è?), quello che indossava la mascherina con il logo Trump (fino a quando non è stato battuto da Joe Biden), quello che oggi scarica l’ex amico eversore (come è sempre stato) dicendo “è una follia”. Né rinfaccerò a Giorgia Meloni la sbandata per il guru sovranista Steve Bannon, uno poi accusato di frode e diventato impresentabile perfino per l’inquilino della Casa Bianca (che infatti lo cacciò). E neppure infierirò sulle vedove del presidente “sciagura” (Paul Auster), come Maria Giovanna Maglie in gramaglie, come il mesto Daniele Capezzone, perché la coerenza richiede di sbagliare oggi come si sbagliava quattro anni fa. E mi auguro che adesso non venga in mente a qualcuno di moderare Rete 4, forse l’ultima emittente orgogliosamente trumpiana. Questi sono i miei sentimenti dopo aver visto l’altra notte le sembianze dei sovversivi di Capitol Hill, una massa di esaltati certo, ma anche gli avamposti di un’America la cui disperazione è stata vigliaccamente usata e abusata da quel signore con la chioma arancione. Fu proprio Bannon a ricostruire la genealogia della crisi che ha spinto masse di operai bianchi tra le braccia di Trump. Quando hanno mandato Lehman Brothers in bancarotta, la corruzione della finanza e poi “le banche che hanno guardato da un’altra parte, gli studi legali che hanno guardato da un’altra parte, le società di revisione che hanno guardato da un’altra parte, i media finanziari che hanno distolto lo sguardo”. Questo ha acceso un fiammifero, e Trump è stato l’esplosione. Tutti hanno guardato da un’altra parte e probabilmente starebbero (staremmo) ancora guardando da un’altra parte se non fosse emersa dagli scantinati della società quella moltitudine di facce qualunque, guidate da uno sciamano a torso nudo con un peloso copricapo vichingo, con al seguito un tizio abbigliato da Batman. Tra uno sventolio di bandiere a stelle e strisce ornate con i simboli complottisti di QAnon. Agricoltori senza terra, meccanici senza officine, famiglie senza sussidi, biker con armi automatiche, che per una volta nella vita si sono presi la loro rivincita violando lo studio di Nancy Pelosi, mettendo i piedi sulla scrivania. Sapendo che, prima o poi, verranno a prenderli, uno per uno. Ecco, vorrei che Salvini, Meloni, la Maglie, insieme allo show permanente del Covid governo ladro continuassero a funzionare come promemoria. A ricordarci che i sovversivi se ne sono andati, ma che continuando a guardare da un’altra parte quel Trump, o un altro Trump, potrebbe presto ritornare e sarebbe molto, molto peggio.

Nostrano

 


giovedì 7 gennaio 2021

Lo Scoiattolo saccente


 

Per forza accadono quest'incredibili eventi! 
Dai il potere in mano ad un psicologicamente instabile, un riccastro senza scrupoli (chi mi ricorda... chi mi ricorda...) ad un'analfabeta della democrazia, uno che ha sempre vissuto comandando, disprezzando l'altro, prevaricando il buon senso e la ragione. Lo agevoli incomprensibilmente a diventare il più potente uomo del pianeta e costui, una volta sfanculato, col cavolo che ti lascerà facilmente il trono, visto che gli serve e lo utilizza esclusivamente in chiave di riparo penale per le vergognose scorribande economiche, i soprusi finanziari che lo hanno reso famoso quasi come un Al Capone moderno.

Dalle nostre parti tutto quanto accaduto ieri negli States, dovrebbe suonarci come campanello d'allarme, visto che molti gnomi culturali, che stanno attualmente ingolfando l'etere con fregnacce senza remora, da sempre hanno imitato il Biondastro, galleggiando, primeggiando proprio grazie a quel gradimento ottenuto attraverso la falsificazione continua e pervicace dei fatti e, soprattuto, della verità.
Come non pensare a lui, al nostro Cazzaro cantore di balle confezionategli ad hoc da sottoposti lautamente retribuiti, - quando era ministro degli Interni, si fa per dire naturalmente, glieli pagavamo noi - ignaro geneticamente su come funzioni il sistema politico, soprattuto durante delle enormi tragedie tipo quella attuale? Come non riuscire a connettersi con la realtà, presagendo urticanti problematiche future, legate all'atavica ignoranza costituzionale di chi non troppo tempo fa citofonò a capocchia di fava ad un'abitazione privata, chiedendo se vi fosse in casa uno spacciatore?

Prima che sia troppo tardi traiamo spunti e meditazioni su ciò che sta accadendo oltre Atlantico; in special modo ci pensi l'Egoriferito che potrebbe accendere una miccia devastante, con l'arrivo di molteplici gnomi-Trump nostrani al potere, e lo spettro della salita al Colle del Pregiudicato Erotomane. Meditate gente, ascoltando lo scoiattolo!