domenica 13 dicembre 2020

Tipico dei somari

 Con tre righe tre, il Saputello tremendamente ricco, ha affossato una parte vitale della cultura nazionale, MicroMega retto coscientemente da Paolo Flores d'Arcais e riferimento intellettuale per molti.

Ma il Saputello tremendamente ricco ne ha deciso la fine, basandosi su chissà cosa visto che i suoi orizzonti, le sue aspettative, i suoi traguardi a noi sono preclusi dall'inqualificabile gap da portafoglio che il saputello ha per tradizione e nepotismo. Già l'imbrigliamento di caposaldi del libero pensiero quali erano Repubblica e L'Espresso, ci hanno consegnato la realtà del personaggietto (cit.) che è in lui, un mix tra divaricazione sociale, snobismo accentuato, insulsa aria tirata (ops, mi perdoni il fratello) da canne fumarie infradiciate da quell'insano svolazzare sull'ignavia generata dall'eclatante differenza di classe, di casta, di appartenenza alla propria real casa, come il Saputello ben sa.
Degenerativa è senz'altro la convinzione insita nella "riccanza" di poter gestire e dirigere menti e sinapsi dei diversamente loro vassalli, che per quattro monete stivano dignità, ardire, ragione dentro angusti stanzini, al fine di acquisire quella sottomissione ai voleri del capo, Saputello in questa vicenda, e alle sue algide ma pur sempre dorate scelte intellettuali, rappresentanti il confezionamento del recinto di pensiero piacente da sempre ai Saputelli tremendamente ricchi come lui.
MicroMega era, ed è perché non sparirà, un cavallo imbizzarrito, simbolo del ribollire perenne e pericoloso, per tutti i John del globo, del libero pensiero. Alla vista del recinto sabaudo ha fieramente recalcitrato nella giustezza del combattimento contro coloro che, per bieco sfruttamento dei neuroni d'altri alimentanti i propri sconfinati possedimenti, vorrebbero tutti silenti ed ossequiosi, pronti a ricevere lo zuccherino pro die.
Ciò che stupisce ed irrita, è che sia Repubblica che l'Espresso rimangano sedati, paciosi ed annuenti al volere del capo, Saputello Meccanico per giunta!

sabato 12 dicembre 2020

Fraintendimenti




Cos’è la tenerezza




Sappiatelo!

 La Storia non ammette deleghe e ripensamenti, il giudizio prima o poi riesce ad etichettare chiunque, consegnando alla memoria collettiva, quella per cui ancor'oggi si riesce a riassaporare virtù, errori ed abitudini dei grandi, o mefitici, personaggi nostrani ed internazionali, del passato e del presente. Ciò avverrà anche per lui, certamente, e per le sue malefatte, i suoi inverecondi cambi umorali, le insulse sviolinate concettuali trasportanti nei recinti malevoli dell'"ad minchiam", le abnormi contraddizioni di pensiero, parola forte questa riferita ad uno come lui, le smargiassate da consegnare a sceneggiatori scafati, le auto parodie, le visioni destrorse, a volte pure fasciste, dentro ad un tempio del pensiero sano e solidale, per me naturalmente, qual era il partito erede di tante conquiste raccolte con sofferenza e compartecipazione, e da lui in un batter d'occhio, distrutto, liofilizzato, evaporato.

Tra non molto lo etichetteranno, probabilmente con una sola parola che a lui si confà più che la panna alle fragole: livore. E la conferma di questo suo rancore, d'invidia, di ostilità è sbocciata ieri, allorché si è permesso di criticare, avvertire e perché no, intimidire il Premier, il quale era impegnato in una riunione ufficiale a Bruxelles molto importante che ha portato tra l'altro buoni frutti come il via libera al Recovery Found; attraverso un'intervista ad un giornale spagnolo ha sparato le solite frottole al sapore di crisi governativa, mentre era in corso una riunione europea. Chi potrebbe avere il coraggio di compiere un simile oltraggio se non una persona gravemente posseduta dal suo ego stratosferico, non più controllabile e direttamente responsabile del giusto, sacrosanto, declino politico e d'immagine che finalmente un intero popolo, risvegliatosi dal lungo letargo causato dalle incommensurabili balle tronfie, emblema della real casa durante la terrible Era del Ballismo, ha saggiamente deciso di riservargli per levarselo, Signore aiutaci, definitivamente dalle scatole, o se preferite: dai coglioni?

No, non lo voglio neppure più nominare, non voglio più vederlo, ascoltarlo, rimirarlo. 

E' lui, il Problema del nostro progetto di poter vivere socialmente lontano da soliloqui, protagonismi, smancerie, orfinismi, peracottai, etruriane e da quelli come lui.

C'è un aspetto che mi preme evidenziare, e per cui ho lottato in tutti questi anni, perennemente circondato da allocchi imbolsiti e devoti; sappiatelo bene, annotatevelo, memorizzatelo: è molto pericoloso. Per raggiungere i suoi scopi non guarda in faccia a nulla e a nessuno, figuriamoci a dei valori!
Se vedesse un pertugio per rianimare il politicamente defunto che è un lui, statene certi, che è pronto a stringere accordi con chicchessia, fascisti, piduisti, cazzari, pagatori seriali di tangenti alla mafia compresi. 
Non ci credete? 
Bene: sappiate che lo sta già facendo, signori miei. Ops!

venerdì 11 dicembre 2020

Ritaratura



Così, tanto per ridimensionare un po’ le fisime quotidiane ansianti. (Il nostro sole è un pulviscolo al confronto di Antares e  Betelgeuse; un po’ come il Cazzaro e il Grullo al confronto di un uomo saggio...Ops!)

Quesiti


 

Ufficio numero 13

E adesso che finalmente sappiamo come morì, dopo torture nell'ufficio numero 13, dopo aver sopportato sevizie, come un cane abbandonato, adesso, sì adesso, cosa faremo, pardon: cosa faranno? 

Resteranno ulteriormente in silenzio, fingendo di occuparsi d'altro, e tu Ministro degli Esteri venuto dal mondo diversamente pensante, osteggiante il malefico politicare ad minchiam guardante introiti e rapporti commerciali, si proprio tu Luigino, cosa stai cogitando in merito? 

Giulio è stato torturato ed assassinato da torturatori ed assassini egiziani! Vogliamo porre fine a questa vergogna, vogliamo alzare i toni dello scontro, vogliamo dire a quel bastardo osannato recentemente dal Nipotino gallico con tanto di accoglienza da capo di stato, che noi lo riteniamo responsabile dell'omicidio, che i rapporti commerciali se li possono mettere nel culo e che sino a quando non sarà fatta giustizia con i boia in galera per sempre, noi italiani e connazionali di Giulio, perseguiremo la linea della fermezza, non ci arresteremo davanti a nulla, provocheremo un sacrosanto conflitto diplomatico, rinvigoriremo azioni politiche, istituiremo delle commissioni internazionali facenti luce sul massacro, non piegheremo la testa davanti a nulla, perché siamo desti, fieri di appartenere alla nostra nazione, che esige il rispetto delle convenzioni internazionali, che protegge i suoi figli nel mondo, che si adopera costantemente affinché gli italiani siano rispettati ovunque? 

Che aspettiamo? La vergogna è alle porte, strombazza, dileggia, infanga la memoria di Giulio Regeni! Orsù dunque, destatevi rammolliti ed imbolsiti dalle manfrine di palazzo! 

Ciao Giulio!