mercoledì 2 dicembre 2020

Daje Jòzsef!

 


La stupenda nemesi che ha colpito Jozsef Szàjer ha dei connotati d'immenso! 

Omofobo, sovranista, ungherese (che non è una colpa, ma se sei seguace di Orban sì) difensore della famiglia tradizionale, è stato beccato a divertirsi con altri ventiquattro uomini in una festicciola a Bruxelles, tra l'altro il Belgio è il paese più colpito dal Covid, in rapporto alla popolazione. Partendo dal presupposto che ognuno sia libero di divertirsi come meglio gli pare, duole constatare il doppio ruolo di questo omuncolo, sposato con una giudice e papà di un ragazzo, che nel parlamento invocava il rigore della morale, tipico paravento di chi sappiamo bene, vedasi le pie saune romane con giovinetti al tempo del dott. Tarcisio che è anche ed ancora cardinale, per fortuna depauperato di ogni potere, e alla sera si faceva un trenino con amici! 

Se sei personaggio pubblico, se insulti gli altri, se ti mostri integerrimo e poi sei beccato a fare quello che a parole detestavi, sei fondamentalmente un uomo di merda. E ciò fa scopa col fatto di essere sodale con Orban, l'amichetto del Cazzaro, che non c'entra nulla ma è bene sempre tirare in ballo per concimarne la statura politica.  

Malumori

 


Meditativo


FATTI DI VITA
Tutti (e Toti) pazzi per il Natale, lo sci e la “zona bianca”

di Silvia Truzzi

Tutti pazzi per il Natale, o forse tutti impazziti. Tutti e, in primis, Toti. Il presidente della Liguria ha proposto di “Introdurre una ‘zona bianca’ per le Regioni in base al rischio Covid”. Cioè: “Oltre alle regioni in area gialla forse è opportuno inserire quelle in area bianca, per consentire ulteriori libertà come i ristoranti aperti alla sera o la possibilità di seguire la messa di mezzanotte, dove il Covid ce lo consente”. Mentre il governo sta dicendo che ci sarà il coprifuoco anche per la Vigilia e Capodanno, e perfino la Cei non fa obiezioni sull’anticipo della messa di mezzanotte, Toti invoca una fantomatica zona bianca, evidentemente improponibile. Le ragioni delle regioni sono fin troppo ovvie: “Il Natale vale 3 mesi di fatturato, ci giochiamo la finale di Champions dell’economia”, ha detto Toti (i nostri politici hanno un immaginario inquietante). E comunque: non c’è dubbio che il problema della sostenibilità economica sia fondamentale, e che il sistema dei ristori debba essere reso più efficiente e celere. Tuttavia i numeri sono quello che sono. Ora la questione di vita o di morte non è più la risalita della curva, ma l’apertura degli impianti di risalita. Un tema che inspiegabilmente assilla Toti da settimane. L’altro giorno, dopo il primo confronto con i ministri, ha detto: “Le regioni si sono interrogate sulla possibilità di riaprire gli impianti di risalita per gli ospiti degli hotel o per chi possiede un seconda casa per dare una parziale compensazione a località sciistiche o, in caso questo non sia possibile, la chiusura dei confini del Paese per evitare che il nostro pubblico vada a sciare in Paesi in cui gli impianti saranno verosimilmente aperti: la Svizzera lo sta facendo, l’Austria, la Slovenia. Non vorremmo subire oltre al danno anche la beffa di tenere chiuso e vedere persone che vanno altrove in vacanza e poi rientrano magari importando il contagio”. Cosa volete, la Liguria è rinomata in tutto il mondo per le sue piste. Cortina? Madonna di Campiglio? Selva di Val Gardena? Le piste di Monesi di Triora sono notoriamente più frequentate. Battute a parte: con 800 morti al giorno, vi pare possibile che stiamo parlando seriamente del fatto che lo sci è uno sport individuale con un implicito distanziamento in pista? All’inizio di agosto si discuteva dell’apertura delle discoteche, scelta che non si sarebbe rivelata felice (e i numeri durante l’estate non erano nemmeno paragonabili a quelli di oggi). Il ragionamento sui contagi “esteri” è oltre la soglia della comprensione: non ci si può esporre al contagio in Svizzera, ma a Bardonecchia sì?

Spostiamoci in Veneto. Ieri il presidente Zaia ha dovuto comunicare una giornata nera (107 morti). I ricoverati sono più di tremila, quasi 700 in più che nel picco della prima ondata, a marzo. Questo nonostante il virus appaia meno diffuso fra la popolazione (in percentuale rispetto ai tamponi eseguiti). “L’aumento dei ricoveri si spiega con il fatto che rispetto a marzo non abbiamo più il lockdown”. Quindi “ho detto ai ministri: se l’assembramento è il problema, deliberate su assembramento”. Sulla scivolosa questione dello sci, però, Zaia ha ribadito che una delle ipotesi potrebbe essere consentire di “sciare solo a chi soggiorna in albergo o in appartamento in una delle località di montagna”. Richiesta condivisa da tutte le Regioni interessate, a cominciare dalla Lombardia, cioè una Regione che nemmeno è riuscita a predisporre un piano di vaccinazioni contro l’influenza stagionale, che la settimana scorsa “guidava la rivolta” (Il Giorno). Ai signori della neve e delle zone bianche vogliamo ricordare che secondo uno studio tedesco a marzo Ischgl, località sciistica dell’Austria, è stata responsabile della diffusione del Covid dalla Germania alla Scandinavia. E raccomandare il ricorso alla materia grigia, quando straparlano di zone bianche.

martedì 1 dicembre 2020

La Silente e lo Smargiasso

 Dura è stata dura, su questo non vi sono dubbi. Essere stata per quattro anni al fianco di uno smargiasso senza cultura, senza qualità, dedito ad imporre lo scapestro che è in lui, non è certamente impresa facile. 

Silente oltremodo, pare abbia sofferto questa unica esperienza, dedicandosi intensivamente agli sterminati armadi sfornanti abiti costosissimi per placare la propria inquietudine che, pare, sfocerà a gennaio nel sospirato divorzio, sembra che l'accordo sia stato raggiunto sulla cifra di cinquanta milioni di dollari. 

Ma il calendario non contempla riposi, e così Melania si è impegnata strenuamente negli ultimi addobbi natalizi nella reale Casa Bianca, con risultati non propriamente ottimali. 

Qui sopra vediamo quello che apparentemente potrebbe sembrare un emporio di alberi natalizi, mentre invece è uno dei saloni della presidenziale dimora. 

Ma c'è di peggio: 

Per fortuna che non sarò invitato dai Trump! Dovessi passare in questa stanza mi strizzerei due parti di me in segno di scongiuro! Belin Melania! Ma questi vasoni neri non mi sembrano per nulla strenne natalizie! Melania! D'accordo che vuoi esternare la tua costernazione di essere vicina al quell'essere biondastro! Ma daiii! E' Natale e tra non molto l'energumeno andrà fuori dalle balle! Resisti Melania, resisti! Jingle Bells! 

  

Il Pensiero di Lorsignori

 

Dunque, dunque: ci risiamo! Lorsignori (caro correttore lo so è sbagliato, è inutile che me lo segnali, li chiamo così: Lorsignori) si stanno riorganizzando, per nulla scottati dalle canagliate agostane che han causato la seconda ondata - chi pensa che sia stata la scuola è un Facci! - e non contenti stanno Toti, ops! tutti ciarlando schizofrenicamente di piste innevate salubri e nocovid, come se la virologia sia una scienza che s'ottiene con i punti del supermarket. 

Li sentite vero? Pedissequamente, come bradipi obnubilati dalla scorie del mondo, friniscono all'unisono per tentare di agevolare le sane ferie in allegra sciolina al popolo degli gnorri, all'allegra brigata del "tanto il virus lo prendono gli altri, che sono tutti babbei!"

Ma i sani di mente sembrano essersi scrollati di torno quell'intorbidimento culturale e psichico tanto deleterio quanto soporifero per le valide sinapsi che permettono di cogitare. 

Perché se ami la montagna puoi godertela liberamente praticando delle salubri camminate tra fiocchi bianchi e solitudine, ascoltando quel silenzio tipico di quei santuari delle bellezza quali sono i nostri gioielli alpini ed appenninici. Non c'è bisogno assolutamente di creare assembramenti in rifugi, in baite, in ristoranti, in vie luccicanti di ninnoli. La montagna la si ama anche in questa naturale modalità, lontano dai chiacchiericci blasonati ed affaristici. 

Perché la terza ondata va schivata e lo sci ne costituisce un serio pericolo. 

Perché quest'anno non potremo fare veglioni e feste, è chiaro il principio e spero che lo sia per Toti, ops! tutti. 

Le canaglie che tentano di ammansire le scelte giuste del Governo, sono le stesse che ad agosto menavano le gonadi chiedendo quella libertà tramutatasi dopo qualche mese in schiavitù pandemica. Sono scelte impopolari certo, e i sondaggi stanno penalizzando la maggioranza, visto che media compiacenti la dipingono come un correo negazionista di libertà, scambiando i farsi gli affaracci propri con il rispetto degli altri, un pilastro in una sana democrazia. 

Di conseguenza è certo, giusto e sacrosanto che quest'anno le feste natalizie saranno diverse, limitate, frenate dalla preoccupazione che a gennaio si possa ritornare ai livelli di novembre. 

C'è un temibile e bastardo virus in giro, capace di uccidere centinaia di persone al giorno: lo capite o no, stolti soloni del nulla?        

New entry


 L'insegnante Marco Galice entra di diritto nella mia personale Hall of Fame (in compagnia tra l'altro di Castro, Bergoglio, Belushi, il Cigno, Audrey, il Golden Boy, Onfray, Paperoga, il Boss, gli Stones, Babe e Stan, Rombo di Tuono, Travaglio, etc.)

Benvenuto Professore! E grazie!


IO VI ACCUSO
Barbara D’Urso, Maria De Filippi, Alfonso Signorini, Alessia Marcuzzi e tutta la schiera della vostra bolgia infernale… io vi accuso.
Vi accuso di essere tra i principali responsabili del decadimento culturale del nostro Paese, del suo imbarbarimento sociale, della sua corruzione e corrosione morale, della destabilizzazione mentale delle nuove generazioni, dell’impoverimento etico dei nostri giovani, della distorsione educativa dei nostri ragazzi.
Voi, con la vostra televisione trash, i vostri programmi spazzatura, i vostri pseudo spettacoli artefatti, falsi, ingannevoli, meschini, avete contribuito in prima persona e senza scrupoli al Decadentismo del terzo millennio che stavolta, purtroppo, non porta con sé alcun valore ma solo il nulla cosmico.
Siete complici e consapevoli promotori di quel perverso processo mediatico che ha inculcato la convinzione di una realizzazione di sé stessi basata esclusivamente sull’apparenza, sull’ostentazione della fama, del successo e della bellezza, sulla costante ricerca dell’applauso, sull’approvazione del pubblico, sulla costruzione di ciò che gli altri vogliono e non di ciò che siamo.
Avete sdoganato la maleducazione, l’ignoranza, la povertà morale e culturale come modelli di relazioni e riconoscimento sociale, perché i vostri programmi abbondano con il vostro consenso di cafoni, ignoranti e maleducati. Avete regalato fama e trasformato in modelli da imitare personaggi che non hanno valori, non hanno cultura, non hanno alcuno spessore morale.
Rappresentate l’umiliazione dei laureati, la mortificazione di chi studia, di chi investe tempo e risorse nella cultura, di chi frustrato abbandona infine l’Italia perché la ribalta e l’attenzione sono per i teatranti dei vostri programmi.
Parlo da insegnante, che vede i propri alunni emulare esasperatamente gli atteggiamenti di boria, di falsità, di apparenza, di provocazione, di ostentazione, di maleducazione che diffondono i personaggi della vostra televisione; che vede replicare nelle proprie aule le stesse tristi e squallide dinamiche da reality, nella convinzione che sia questo e solo questo il modo di relazionarsi con i propri coetanei e di guadagnarsi la loro accettazione e la loro stima; che vede lo smarrimento, la paura, l’isolamento negli occhi di quei ragazzi che invece non si adeguano, non cedono alla seduzione di questo orribile mondo, ma per questo vengono ripagati con l’emarginazione e la derisione.
Ho visto nei miei anni di insegnamento prima con perplessità, poi con preoccupazione, ora con terrore centinaia di alunni comportarsi come replicanti degli imbarazzanti personaggi che popolano le vostre trasmissioni, per cercare di essere come loro. E provo orrore per il compiacimento che trasudano le vostre conduzioni al cospetto di certi personaggi.
Io vi accuso, dunque, perché di tutto ciò siete responsabili in prima persona.
Spero nella vostra fine professionale e nella vostra estinzione mediatica, perché solo queste potranno essere le giuste pene per gli irreparabili danni causati al Paese.
Marco Galice

Stramegamente d'accordo!

 

L’amaca

Il dibattito no!
di Michele Serra
Arriveranno i vaccini e il dibattito scientifico sui social sarà certamente infocato e appassionante, con risse tra fautori di quello tedesco, quello russo, quello cinese, quello americano se non lo sequestra Trump, quello argentino dedicato a Maradona. E ci sarà il derby tra la ricetta delle multinazionali e quella alternativa fatta in casa dalla casalinga di Voghera, e naturalmente i novax sempre presenti, come farne a meno, e infine verrà organizzato qualche spettacolare duello televisivo tra virologi, a colpi di provetta.
Desidero non partecipare al dibattito per una ragione — mi rendo conto — non troppo significativa rispetto ai tempi, ma per me insormontabile: e cioè che di vaccini non so niente, non sono medico, non ricercatore, non infettivologo, non sono mai entrato in un laboratorio.
Gli argomenti dei quali non so niente sono, per altro, quasi infiniti: è per questo che, lungo i secoli, si sono formate le competenze, i vari corsi di laurea, le specializzazioni, le professioni.
È per questo che se è rotto l’ascensore non mi calo nella tromba con un cacciavite e un martello, ma chiamo il tecnico dell’ascensore. Eccetera.
Dunque a mia tutela, e a tutela di quei pochi che non vorranno avere un’opinione sul vaccino anti-Covid, rivolgo una supplica alle autorità sanitarie del mio Paese: per piacere, decidete voi, decidete per il meglio ma soprattutto decidete con chiarezza, diteci la marca, la posologia, se digiunare prima o dopo, come vestirci per andare a vaccinarci, tutto quello che volete purché non ci lasciate in balia del dibattito.
Sui vaccini, per cortesia, il dibattito no.