lunedì 17 agosto 2020

Resistere!



Non ci stupiamo più della lampante idiozia, del latente babbanismo imperante in molte zone del paese. Ancor più è chiaro il cretinismo dilagante in cervici come quella di questo amico fraterno del Cazzaro, ovvero dell’unità di misura infima e primordiale del decadimento neurologico responsabile dell’apatia culturale attanagliante la nazione. Leggere certe affermazioni da un lato ci incoraggia, ci sprona a non finire nella trappola costruita scientemente al fine di imbrigliarci tutti dentro la nassa di ossequioso servilismo, di narcotizzazione delle menti, architrave per quelli alla briatore per intenderci. Resistere è obbligo imprenscindibile di tutti i sani di mente! Vamos!

sabato 15 agosto 2020

Inaudito Ferragosto


La notizia si è sparsa in un battibaleno, probabilmente ad opera delle coclee: quadricipiti increduli, polmoni inebetiti, piedi piagnucolanti. Dalla sede centrale, le sinapsi confermavano la scelta ferragostana:”lo portano a camminare in montagna!” 
Sconcerto, voci di corridoio travisanti la realtà mi davano addirittura in compagnia di Messner per pianificare un prossimo ottomila. “Ma si è rincitrullito? Con tutta l’adipe che ha, con la maestosa pigrizia che l’avvolge, ma dove crede di andare?” In zona cervelletto subito sono partite immagini di amache, cuscini, biografie di Poldo, di valanghe, di sentieri sospesi nel vuoto. Ma non son servite a nulla. Andando allo strascico, quando il gruppo decide, nulla può convincere per una conversione verso i sani principi oziosi tipici della festività, neppure la veglia invocante temporali. La faccia degli scarponi, avvolti in ingarbugliate ragnatele, rende tangibile lo stupore corporeo già predisposto all’ennesimo gozzoviglio a tasso alcolico rigorosamente da scomparsa eterna di patente. Preparandomi all’ascesa medito e rimugino sui danni incontrollabili dell’attività fisica, tra le sommesse risatine dell’esausto divano, oramai sognante la giusta e salutare, per lui, rottamazione. Buon Ferragosto!

Nel regno dei Coglioni

 

di Andrea Scanzi 

Come ho fatto finora a non conoscere tali “sorelle Enardu”? Reato gravissimo. Siamo a livelli enormi. Mi dicono che una delle due abbia fatto “Uomini e donne” e “Il grande fratello”, e nonostante questo sia a piede libero. Già questo conferma che paese straordinariariamente tollerante sia il nostro. 

Pare anche che una delle due sia “ex di Pago”, che non so chi sia. Di Pago conosco solo il succo di frutta. Fatto sta che Serena (quella convinta d’essere famosa) ed Elga, si trovavano in Sardegna. Festeggiavano Viviana, la loro personal trainer. Bello. E come hanno festeggiato? Con una torta con la bandierina nazista. Wow, che stile! Che ironia! Che democrazia!

Osservate il livello elevatissimo di intelligenza, acume e grazia che trasuda da questa foto. Siamo dalle parti di Heidegger. Neuroni come se piovessero. Poi domandatevi: dove volete che vada, un paese che eleva a “vip” simili incommensurabili gigli in fior?

Siamo oltre la catastrofe. Condoglianze.

(La svastica, ragazzi. La SVASTICA. Roba da ergastolo. E questi ridono)

Molto cool!

 

L’insostenibile imbecillità degli anglicismi


di Giorgio Comaschi 


Dialoghi in un’estate del 2020. «Hai mai avuto esperienze positive di car-wrappling a Milano? Fammelo sapere, intanto vado a farmi una bella shower, mentre aspetto la call di un mio facility operation manager che mi deve schedulare il planning. Semmai dopo ci sentiamo in una conference-call. Intanto mia moglie è impegnata in alcune faciity-soft in giardino anche perché lei è veramente brava ultimamente nel problem solving. La faccio spesso lavorare con me perché ha molte skills fra cui la capacità di gestione di subcontractors e di budget. Stasera usciamo insieme alla crew per una serata friendly e molto trendy in una splendida location. A me del resto piace la semplicità, l’essere easy ed essere sempre clear quando mi esprimo. Mia figlia sta crescendo bene, è la make-up artist di una start-up che si occupa del fashion. Nascono brand importanti nel suo ambient. Ha un fidanzato molto cool che lavora full-time come brand ambassador di una ditta che produceva all’estero ma che adesso ha fatto reshoring…». Scusa ma cosa stai dicendo? Non ho capito niente. «Guarda non ho capito assolutamente neanch’io quello che ho detto. Ho usato tutti quei termini perché fa molto figo e pensavo che tu mi apprezzassi e pensassi che sono uno avanti. Del resto in Italia adesso tutti parlano così. Se non dici una parola in inglese almeno ogni tre parole in italiano sei fuori. O se non ne inventi qualcuna come il nostro governo che usa, per esempio, smart-working come se significasse lavoro da casa e invece vuol dire un’altra cosa. Ma dove vivi scusa? Secondo me hai bisogno di farti un bel cooling break. E non pensare che si dica pausa rinfrescante. Il termine pausa rinfrescante la usano solo i poveretti, come te». Sai che forse hai ragione. Di dove sei tu, per curiosità? «Sono di Abbiategrasso. Ma ultimamente la chiamo “Have fat”. Non è più carino?» Sì, decisamente sì. Ho capito…adesso è molto più chiaro. Siamo degli imbecilli. «Esatto! Anzi: right!»

venerdì 14 agosto 2020

Dagli ai paria!


Gran parte dei 60milioni di virologi italiani han decretato la fine della pandemia, alcuni mettendone pure in dubbio l’esistenza; molti biascicanti sé stessi dall’alto dei propri corpi scolpiti e disegnati coreograficamente con aquile e tigri, tra polpacci inneggianti alla forza, rigorosamente in celtico, dovendo sottostare alla perenne esposizione delle chincaglierie del casato quale unico e fondamentale florilegio per quell’innesco alimentante il proprio ego impomatato, han deciso di trascorrere vacanze all’estero, frullandosene dei pericoli, inesistenti come i loro simboli epici sgarbeschi, cazzari, zangrillanti e tenorili han loro garantito, sbeffeggiando quella ragione che sta alle loro cervici come Spinoza ad Annalisa Chirico, confermando che su queste lande vige oramai solo ed esclusivamente il dogma del “schiaccia e prevali pervicacemente sui paria”, ed è proprio per questo che probabilmente Covid ha avuto ed avrà sempre un occhio di riguardo, nella remota ipotesi che esista, sia chiaro, per questo stivale tendente al Facci-pensiero, ops! Questo si che non può esistere!

Ohh Raymond!



Questo portatore insano di baguette sotto l’ascella, rancoroso oltremodo con noi per via della madre di tutte le Batoste (GrossoGrossoGrosso!), continua a ruttare per evidente ed eclatante invidia dal maestoso 2006. Taci Raymond che sei gobbo e gobbo resterai in secula secolorum! Bonjour GrossGobbò!

Forse lo ricorderete


Qualche tempo fa scrissi di un uomo anziano seduto su una panchina e quella sua domanda rivolta all’amico su cosa ci fosse dopo la vita. Quel suo sguardo tra dubbi ed ansie, sul senso di solitudine evidente nella gestione della fine. Quell’uomo se ne è andato, ha necessariamente risolto il suo dubbio, forse entrando in una nuova vita, forse nel nulla, forse nell’attimo eterno infinito che identifichiamo con pace. Avrà davanti a sé sicuramente la conferma che alle molte preoccupazioni forse era meglio non aver dato troppo peso, che in fin dei conti si soppesa sempre un breve intervallo temporale, che tutto passa, che le gioie alla fin fine sono il carburante essenziale per il proseguo del cammino. Sfrondando ogni abbacinante deviazione psicologica, l’entrata nell’uscita dal tempo supporta la certezza di un infinito, di una compartecipazione al grande ingranaggio universale che la scintilla della vita due miliardi di anni fa accese probabilmente nella casualità, così tanto impensabile però allo svolgersi degli eventi che, eccoci nel mistero, la probabilità che tutto si sia srotolato al tirar dei dadi sgombra il terreno e alimenta l’altra via che pare impossibile ma resiste da millenni pur se attaccata forsennatamente dai sapientoni. Caro amico che hai davanti la Verità: divertiti e sorridi al triste affanno inconcludente di noi che siamo ancora in apprensione per lo scorrere a volte insensato delle famigerate lancette. E Buona Vita!