mercoledì 29 luglio 2020

Ekkisenò??!


Mettiamo il puro caso che per un allineamento dei pianeti forte ed inaudito vi sobbalzasse il cervello portandovi a non recepire più nulla dalla realtà, creandovi un mondo parallelo e mettiamoci pure il fatto che facendo di mestiere il carabiniere cominciaste a far tutto quello che un carabiniere non dovrebbe fare, compreso il traffico di droga ed i pestaggi, e che poi, una volta colto con le mani nella marmellata, abbiate necessità di trovarvi un avvocato capace e senza alcun lato oscuro in grado malauguratamente di crearvi ulteriori problemi. 
Da chi andreste, quale difensore scegliereste? 

Non avrei dubbi in merito: 


Vivessi a Piacenza sceglierei lui, Emanuele Solari, senza tentennamenti. Ordine e disciplina, credere e combattere! Che ci potrebbe essere di meglio? Costui è il numero uno, come gli postò tale Montella, credo pure lui, guarda il caso, carabiniere...

Timone ben saldo!

Cari lettori e amici virtuali, sodali con me in questa avventura, che mi donate linfa vitale e, soprattutto, la speranza che qualche seme sparso dalla mia dabbenaggine, fruttifichi per rinforzare la mano, che siamo noi, reggente il timone affinché la rotta non finisca per portarci nelle acque melmose ove stagnano i Porro, i Facci, le Chirico, (quanto mi sta sulle palle questa Annalisa Chirico non ve lo immaginate neppure!) e tutta la cianfrusaglia danneggiante il libero pensiero, la libera opinione! 
Ebbene vi sprono a non perdere la rotta anche oggi! Rimanete fermi a guardare le vicende di quell'insulso ometto che i tribali accordi tra becere accozzaglie fingenti di essere un polo di centro-destra, che se fosse fatto con il pieno rispetto della Politica meriterebbe pure rispetto e sani contrasti per una democrazia sempre migliore, ma che in realtà sono una commistione tra fasci, avidi difensori di un pregiudicato e  citrulli adoratori del dio Po, hanno posizionato, senza nessun merito, sullo scranno più alto della regione Lombardia. Non arretrate di un millimetro mentre il Cazzaro vomita insensatezze circa lo stato di emergenza, giustamente richiesto da Conte perché, al diavolo gli imbecilli alla Sgarbi, alla Zangrillo, il virus è ancora qui, proprio qui tra noi, solo per distrarci dal problema Fontana. Si il problema Fontana, l'emblema del cazzaro leghista! 

E allora per rimanere inamovibili, senza distrazioni di sorta, leggete di seguito questo articolo inchiesta, di Repubblica. 
Leggetelo con calma, soppesando le parole, soffermandovi sui fatti eclatanti che portano a pensare all'ennesima presa per il culo, la sfrontatezza con cui ci vorrebbero tutti babbani. 
Ma non lo siamo per fortuna. Non lo siete! 
Buona lettura! (io intanto sto preparando il profilo per entrare dentro il gruppo di quei 18mila psicopatici di cui vi raccontavo nel post precendente. Farò un 25enne molto religioso, tradizionalista, nemico di papa Bergoglio. Che la Provvidenza mi faccia entrare, facendomi incontrare anche un terrapiattista!! Pregate affinché ciò si realizzi!) 

Le contraddizioni di Fontana. Il conto svizzero non era dormiente

28 LUGLIO 2020

L'inchiesta camici in Lombardia: accertati movimenti per centinaia di migliaia di euro tra il 2009 e il 2013. I pm scavano per capire di chi fossero. Perquisita la società del cognato


DI LUCA DE VITO


MILANO — C’è una lunga serie di incongruenze nelle dichiarazioni di Attilio Fontana rispetto a quanto emerge dall’inchiesta della Procura di Milano. Mentre i magistrati e i militari della Guardia di Finanza dragano le carte raccolte in questi mesi e vanno alla ricerca dei camici (ieri sera è stata fatta una perquisizione presso la società del cognato di Fontana), mettendo insieme i pezzi dell’indagine e le versioni del governatore ogni giorno si evidenziano nuove contraddizioni.

Il denaro all’estero

Il primo aspetto riguarda le provviste di denaro depositato all’estero, la cui prima traccia nel tempo è il trust alle Bahamas aperto nel 1997. Si tratta dei 5,3 milioni scudati nel 2015, diventati 4,4 oggi e scoperti sul conto Ubs di Fontana quando ha provato a fare il bonifico per risarcire il cognato. Il lascito di un’eredità, secondo la versione ufficiale. Il Governatore, nell’intervista rilasciata ieri a Repubblica, ha dichiarato che i suoi genitori non hanno mai evaso le tasse, ma come questo possa coniugarsi con la detenzione illegale di grosse cifre di denaro su un conto svizzero intestato alla madre non è chiaro. Se fossero stati soldi legalmente portati all’estero, allora non ci sarebbe stato bisogno di scudarli con i trust alle Bahamas (di cui Fontana risultava beneficiario) e di redigere una voluntary disclosure nel 2015 per regolarizzare la posizione. Un’incongruenza che non ha spiegazioni e su cui Fontana non è riuscito a fare chiarezza.

Di chi sono quei soldi

Un altro aspetto su cui si stanno concentrando gli investigatori, riguarda la vera natura di quelle cifre detenute all’estero. Possibile che un medico e una dentista negli anni ottanta avessero tanti soldi in Svizzera? E che bisogno c’era di utilizzare strumenti come i trust alle Bahamas per schermarli? Il sospetto è che possa trattarsi, almeno in parte, di soldi dello stesso Fontana. Un passaggio delicato, perché in caso il denaro avesse altre provenienze andrebbe a confliggere con quanto dichiarato nella voluntary del 2015 che ha come causale «eredità». Il riscontro di una dichiarazione mendace configurerebbe un reato molto grave, il falso in voluntary. Un’ipotesi tutta da dimostrare con riscontri investigativi per gli inquirenti, ma su cui il governatore potrebbe sgombrare il campo da subito: sono soltanto soldi dei genitori quelli? O nel tempo se ne sono aggiunti altri, appartenenti a qualcun’altro? E lo stesso Fontana ha mai avuto un conto in Svizzera prima del 1997 o ai tempi del primo trust, quando era sindaco di Induno Olona da due anni?

I movimenti

Le risposte di Fontana sono vaghe e spesso contraddittorie quando si riferisce alla sua situazione patrimoniale. Ad esempio, nell’intervista pubblicata ieri da Repubblica, quando parla del conto dei genitori, dice: «Era un conto non operativo da decine di anni, penso almeno dalla metà degli anni Ottanta». Affermazione contraddetta da quanto emerso dalla voluntary: da quei documenti risulta una serie di movimenti registrati tra il 2009 e il 2013. Prova che il conto è stato attivo, movimentando centinaia di migliaia di euro, e in un lasso di tempo in cui la madre del governatore aveva tra gli 86 e i 90 anni. Le cifre le ha anticipate la newsletter di Domani: nel 2010 sul conto svizzero arrivano 129 mila euro, l’anno dopo ne escono circa 500 mila. Nel 2012 ne arrivano 442 mila e nel 2013 altri 200 mila. Un conto tutt’altro che dormiente, quindi.

Le date della fornitura

Altre incongruenze emergono poi sul fronte della ormai famosa fornitura di camici mai portata a termine. In questo caso riguardano le dichiarazioni di Raffaele Cattaneo (assessore della giunta) e Filippo Bongiovanni (ex numero uno di Aria) rese davanti ai magistrati. Fontana ha detto lunedì in consiglio Regionale di non aver saputo dell’affidamento oneroso della fornitura prima del 12 maggio. Smentito da Bongiovanni (che ha informato la segreteria dal 10 maggio) e anche da Cattaneo che ai pm ha detto di aver informato Fontana da subito. Lo stesso governatore ha detto di aver saputo dall’inizio della disponibilità di Dama a dare un mano, così come detto per altre quattro aziende: ma perché allora avrebbe dovuto presumere che si trattasse di una donazione nel caso della società del cognato se per le altre era pacifico che fossero forniture onerose?

I camici mancanti

Infine l’aspetto più spinoso che riguarda direttamente il reato per cui Fontana è indagato, ovvero la frode nelle pubbliche forniture legata alla mancata consegna dell’ultima tranche di dispositivi. Bongiovanni ha detto ai pm di non aver chiesto che la fornitura, bloccata dopo la consegna di 50 mila camici, venisse portata a termine. Avrebbe spiegato che non ne avevano più bisogno. Nessuno — in Aria come in Regione — ha pensato di far comunque consegnare i 25 mila camici rimanenti, nonostante in quel periodo il bisogno di dispositivi di protezione per gli ospedali fosse cogente. Perché rinunciare? Forse per consentire a Dini di rivenderli e di ridurre l’impatto economico dovuto alla necessità di stornare le fatture per non intaccare l’immagine di Fontana? Anche per questo il nucleo valutario della Guardia di Finanza ieri sera ha sequestrato i camici rimanenti trovati nei magazzini della Dama.

   

Non vedo l'ora di parlar con loro!



E quindi esiste davvero! Mannaggia a me che tolgo ore col sonno alle navigate gustose come questa. Qui dentro a questo gruppo, QAnon Italia, pascolano più di 18mila, si avete capito bene sono diciottomila, complottisti, la creme, il succo concentrato di tutti coloro che, una prece, hanno devoluto le proprie sinapsi all'aria fritta ad minchiam! 
Per intenderci sono quelli che oggi dicono: 

"La falsa pandemia è un progetto di governo mondiale. E' in atto una strategia di tensione globale. E' la lotta del bene contro il male. "

Sono quelli che scrivono 


"il vaccino Ogm di Bill Gates è eugenetica nazista. E' un progetto di estinzione delle razze animali non desiderate. Per Gates l'uomo è indesiderato: sogna un mondo transumano"

I loro modelli sono i grassoni statunitensi pro Yellow Idiot, il sarcofago dell'ignoranza che una concatenazione di eventi, tra cui il QI della maggioranza degli americani a livello sottobosco, ha posto sullo scranno più potente, apparentemente, del globo. 

E questi complottisti si sono radunati sotto gruppi come questo. E io che continuavo a perdere tempo in serie tv e giornali! Questa è una meraviglia! Ardo argomentare con qualcuno di questi totalmente fuori di cabina! E' diventato lo scopo prioritario della vita. Magari avrò anche la fortuna di incontrare qualche terrapiattista! Solo al pensiero che possa passare una serata a chattare con un terrapiattista che magari pensa che Papa Bergoglio sia Satana, che "i Gates e i Clinton sono ghiotti di adenocormo" (si, si, si!!! Dicono questo lì dentro!!!) ovvero adrenalina ossidata e compiono rituali satanici (mi rifiuto di scrivere con chi) per prelevargli questo composto chimico per l'eterna giovinezza.

Quindi da oggi stop alle cazzate. Impegno e dedizione. Debbo entrare lì dentro. Prima cosa da fare: un profilo fake che mi permetta di far parte del gruppo più fuori di testa incontrato finora. Ssssst! al lavoro! Passo e chiudo!!

Vi far sapere gli sviluppi naturalmente... 


Fantastico!




martedì 28 luglio 2020

Finale malsano



“Conosco un sacco di gente, ma non conosco nessuno che sia finito in terapia intensiva, quindi perché questa gravità?”
(Andrea Bocelli)

"All’alba sbroccheròòò! Sbroccheròòòò!! SBROCCHERÒÒÒÒÒÒ"

Risvegli


La Nutella mattutina: Stormy Monday suonata e cantata da Gary Moore ed Albert King. Ah se le nuove leve l’ascoltassero! Quanti fracassi e rime ad minchiam in meno e quanti parcheggiatori in più!

Stipiti ed intese


Aleggiava in aria strana ieri alla Regione Lombardia, allorché il Governatore prendendo la parola, ha spiegato agli astanti la vicenda dei camici che lo vede impelagato, ma in fierezza, come hanno confermato gli applausi e lo sventolio di bandiere verdi dei compagni di coalizione. Gli han creduto, come al tempo il parlamento credette alla parentela egizia di Ruby. Stessa modalità, tipicamente babbana, servile, unta, enfatica, stordente, supportata sapientemente dagli apparati di sistema, con i bar stracolmi di benpensanti a ribadire lo straniamento stordente di come sia inammissibile prendersela con uno che finisce nel torchio solo per il fatto di aver caritatevolmente agevolato la beneficenza. Ci han creduto tutti, ringhiando, e denunciando le classiche manovre della giustizia rossa ad orologeria. Che il benefattore abbia dei conti off shore, questo non importa a nessuno, perché opportunamente denunciato ai tempi della legge apposita del Bomba per agevolare il rientro dei capitali sonnacchiosi all’estero. Quante brave persone diceva ai tempi il poeta cantautore partenopeo! E non conta neppure che la stessa regione lombarda non sia stata informata mai da uno straccio di atto pubblico sulla regalia del cognato del Governatore. E neppure che i restanti 25mila camici oggetto della donazione siano stati deviati verso altri lidi questa volta remunerativi. Dai meandri del club di fedeli al socio in affari, che molti stan cercando di riabilitare pur se in passato pagò tangenti alla mafia, ecco arrivare l’imprimatur “Fontana è un galantuomo” che è come se Al Capone avesse etichettato un suo fido aiutante al tempo del proibizionismo con “è un buon bevitore!”, o se Nerone avesse detto di un suo servo “si destreggia arditamente con il fuoco!” 
C’è un altro aspetto nella vicenda, raggelante ma non troppo per chi conosce e segue da lustri le vicende terrene dell’Egoriferito duevirgolanovepercento, e risponde ad un nome: Patrizia Baffi, l’unica consigliera regionale lombarda di Italia (semi)Viva, che ha deciso di non votare la mozione di sfiducia proposta dal M5S e svogliatamente supportata dal PD, contro Fontana.
Un flebile segnale di quanto sciaguatta nella cervice del Bomba: il desiderio di accasarsi in quelle lande, fetide ma pur sempre migliori in quanto a visibilità, unica arma ormai per non estinguere quell’ideale minestrone che tanti danni fece ai tempi dell’Era del Ballismo. 
Galantuomo, Fontana, Elargizione, Camici, Off Shore, Baffi, Intesa: il compendio per una giornata da calci agli stipiti.