martedì 21 gennaio 2020

Scusate forse esagero!



Ma andate a cagareee!!! Mi sono appena mangiato una polenta d’oro con polpette, un ottimo vino, cioccolato e rutto libero alla faccia di questo imbecille e dei 4654 zombi inani culturali che hanno digiunato. Ma va a cagher! (con tanto strutto)

Fratelli meditate!



Oggi in Emilia Romagna i sani di cuore dovrebbero dar fondo alle superbe scorte gastronomiche, assaporando ogni ben di Dio tipico di quelle nobili terre: tortellini, salumi, bolliti, torte. Dovrebbe scorrere il lardo a fiumi, le osterie traboccare di ogni grazia del cuore. Perché il Cazzaro ha chiamato al digiuno i suoi aficionados dopo che si è fatto votare dai suoi l'autorizzazione a procedere nel processo per la vicenda Gregoretti. Punto finale, capolinea della ragione, del pensiero, della politica. E Bologna e la regione detta da sempre rossa non possono permettere un tale scempio, una devastazione culturale e di pensiero inammissibile, inaccettabile.
D'accordo che il PD arriva dall'Era del Ballismo, dove per mano di quel nano inane Egoriferito perdette dignità e rotta per mescolarsi idealmente al partito del malaffare retto dall'oramai sarcofago narcotizzato, pur sempre pregiudicato.
D'accordo tutto, persino la corruttela imperante in certi ambienti una volta esempio per molti. Ma per una questione di decoro, di pensiero, di tradizione Bologna e l'Emilia Romagna non possono finire nelle mani di questo unno della malora, rosariante con chissà chi, modellatore di menti, di opinioni, portatore del nulla venduto come pregiato ninnolo stordente molti. Non è concepibile solo accostare un cotanto Cazzaro alla tradizione emiliana-romagnola, ai suoi miti, alla sua abbondante cultura canora, letteraria, sociale.
La terra di Guccini, di Dalla e di tanti altri non può trasformarsi in coacervo di babbeismo razzista, di fregnaccia indecorosa, di rincorsa a quello che gli idioti vorrebbero udire; alla caccia alle streghe per rigurgitare il possesso, rimarcando differenze sociali fini a sé stesse. No, è inconcepibile! Se non ce la facesse Bonaccini, sono certo che interverrebbero le Muse dall'alto! Insufflerebbero arie musicali abbraccianti le terre pericolanti, magari sulle note di Futura o di Amerigo. Le parole? Ah quelle sicuramente sarebbero "cazzo state facendo?"

lunedì 20 gennaio 2020

Sveglia!


Ogni anno arriva tramite l'Oxfam la conferma dei danni che il capitalismo contemporaneo provoca a tutta l'umanità.
Se ci soffermiamo al dato che 2000 diversamente umani posseggono risorse come 4,6 miliardi di persone, scatta un moto d'ira rivoluzionario, una sana voglia di ribaltare tutto, di ripartire da zero, di annullare ogni differenza, in nome e per conto di tutti noi. 
Chi dovrebbe andare a riposo rimane a rompere i coglioni, sottraendo reddito ai giovani. 
Cianfrusaglie respiranti fagocitano tutto, accatastando ricchezze rubate alla stragrande maggioranza di esseri uguali a loro, ma che il fato o il sistema ne hanno decretato la fine, l'inutilità sociale, ancor prima di nascere. 
Già il sistema: perfezionato come non mai, parrebbe infischiarsene di queste disparità; si tende ad annullare, a schiavizzare il lavoratore per incanalare enormi quantità di denaro in mano a pochi. 
Non è più il tempo del "Che", non vi sono in giro saldi pensatori in grado di iniziare ad avviare un processo in grado di sparigliare le attuali regole. 
Il "Rimbambismo" la fa da padrone, salite su un treno o andate in un qualsiasi aeroporto per convalidare questa certezza: hanno annichilito quel poco di buono con smartphone di ultima generazione, siamo atterriti, rintontiti, non ci rendiamo conto che se fossimo uniti potremmo invertire la rotta. 
La vergogna non abita più su questa sfera blu, la prevaricazione è signora indiscussa. 
Schiavi e negrieri in cravatta si sfiorano oramai senza paura. La riverenza, il capo chino, la sottomissione. Ecco cosa emerge in questo tempo, pieno di briganti, zeppo di segregati. 
Svegliamoci!  

Duro momento



Da due giorni non mangio, attanagliato come sono dalla vicenda di questo artista, si artista, tale Junior Cally e i suoi testi, a detta degli esperti, misogini e volgari. Non sanno, Junior e i suoi fans, che nell’Olimpo la Musa Euterpe sta facendo lavande gastriche a gò gò ingurgitando ettolitri di Xanax, minacciando di spargere nell’universo melodie gigidalessiane per la nullità, la pochezza, l’estraneità dalla Musica di ribaldi incespicanti sulle note come questo uomo mascherato rumorista e dalla rima facile in modalità mulo/vaffan... il quale, perchésanremoèsanremo, sta inopinatamente in ribalta, quando al massimo dovrebbe staccar biglietti per sane minzioni. Salvaci Euterpe, non ci meritiamo cotanta desolazione!

domenica 19 gennaio 2020

Memento



Vent’anni sono passati dalla sua scomparsa. E allora ci vuole un ricordo... (quello in foto sulla destra mi sembra di conoscerlo...)

domenica 19/01/2020
I CONTI IN SVIZZERA
Il bottino di Bettino: ecco la lista delle spese private
NELLE SENTENZE DEFINITIVE

di Marco Travaglio

Nel giorno del pellegrinaggio ad Hammamet con figli d’arte, complici, coimputati, miracolati, noti ladroni o aspiranti tali (chi non è capace a rubare invidia tanto chi ci riesce), scassinatori, pali e addetti al piede di porco, ci uniamo anche noi al ricordo dell’indimenticabile statista pregiudicato morto latitante 20 anni fa. Purtroppo il nostro è il ricordo di chi ricorda, non di chi s’è scordato tutto o non sa nulla, come l’intera stampa italiana, che da giorni riempie paginate su Bettino senza mai citare il bottino. L’inviata del Corriere sul luogo del delitto e del relitto, per dire, si domanda pensosa se Craxi fosse “latitante, come accusano gli esponenti del M5S (sic,

ndr) o esule, come vorrebbe la figlia” e si risponde che “l’enigma ancora divide. Ma il tempo della damnatio memoriae può dirsi finito”. Invece è appena cominciato, a giudicare dalla sua, di memoria, e da quella degli altri “giornalisti” all’italiana.

Segnatevi questa data: 29 settembre 1994. Mentre il premier Silvio B. compie 58 anni, il pool Mani Pulite fa arrestare Giorgio Tradati, vecchio amico di Craxi e uno dei prestanome dei suoi conti esteri. Il 4 ottobre il pm Antonio Di Pietro lo fa deporre al processo Enimont. E il suo racconto rade al suolo la difesa di Craxi sui “finanziamenti irregolari alla politica”: “Nei primi anni 80, Bettino mi pregò di aprirgli un conto in Svizzera. Io lo feci, alla Sbs di Chiasso, intestandolo a una società panamense (Constellation Financière). Funzionava così: la prova della proprietà consisteva in una azione al portatore, che consegnai a Bettino. Io restavo il procuratore del conto… il prestanome”. Lì cominciano ad arrivare “somme consistenti”: nel 1986 sono già 15 miliardi. E altri 15 su un secondo: quello che Tradati, sempre su input di Bettino, intesta a un’altra panamense (International Gold Coast) presso l’American Express di Ginevra. Ma stavolta c’è una variante: un conto di transito, il Northern Holding, messo a disposizione da un funzionario della banca, Hugo Cimenti, per rendere meno individuabili i versamenti. Come distinguevate – domanda Di Pietro – i bonifici per Cimenti da quelli per Craxi-Tradati? Risposta: “Per i nostri si usava il riferimento “Grain”, che vuol dire grano…”. Risate in aula. Poi con Tangentopoli tutto precipita. “Intorno al 10 febbraio 1993 Bettino mi chiese di far sparire il denaro dai conti, per evitare che fossero scoperti dai giudici di Mani Pulite. Ma io rifiutai… avrei inquinato le prove… E fu incaricato un altro. I soldi non finirono al partito… Hanno comprato anche 15 chili di lingotti d’oro (poi ritrovati dai giudici elvetici, per un valore di 300milioni di lire, ndr).

Craxi rimpiazza Tradati e affida i suoi conti a Maurizio Raggio, ex barista di Portofino, strano personaggio con interessi in Italia e all’estero, fidanzato con la contessa Francesca Vacca Agusta, vecchia amica di Craxi. Raggio si precipita in Svizzera, svuota i conti e si ritrova fra le mani 40 miliardi di lire. Di Pietro sguinzaglia i carabinieri a Portofino, dove vive con la contessa a Villa Altachiara. Troppo tardi. La coppia se l’è già svignata in motoscafo, prima a Montecarlo, poi in Messico. Cimenti intanto conferma ai pm: Raggio ha lasciato sui conti solo un milione di dollari e trasferito il resto su depositi alle Bahamas, alle Cayman e a Panama. Intanto Tradati continua a raccontare: “I prelievi dai conti svizzeri di Craxi servivano anzitutto per finanziare una tv privata romana, la Gbr di Anja Pieroni (una delle amanti, ndr)… e acquistare un appartamento a New York e uno a Barcellona”.

Donne e motori. Il resto lo racconta Raggio, arrestato il 4 maggio ’95 in Messico, dal carcere di Cuernavaca.

In poco più di un anno di latitanza, ha speso 15 miliardi su 40. Il resto, l’ha riportato a Craxi, latitante ad Hammamet, che gli ha detto come e dove spenderlo. La sua deposizione verrà autenticata dal Tribunale e dalla Corte d’appello di Milano, nelle sentenze del processo All Iberian confermate dalla Cassazione (Craxi e B., condannati in primo grado e prescritti in appello). Ecco quella d’appello: “Craxi dispose prelievi… sia a fini di investimento immobiliare (l’acquisto di un appartamento a New York), sia per versare alla stazione televisiva Roma Cine Tivù (di cui era direttrice generale Anja Pieroni, legata a Craxi da rapporti sentimentali) un contributo mensile di 100 milioni di lire… Dispose l’acquisto di una casa e di un albergo (l’Ivanhoe, ndr) a Roma, intestati alla Pieroni”. Alla quale faceva pure pagare “la servitù, l’autista e la segretaria”.

A Tradati diceva sempre: “Diversificare gli investimenti”. E Tradati eseguiva, con varie “operazioni immobiliari: due a Milano, una a Madonna di Campiglio, una a La Thuile”. Senza dimenticare gli affetti familiari: una villa e un prestito di 500 milioni per il fratello Antonio (seguace del guru Sai Baba) bisognoso di soldi per una mostra itinerante e una fondazione dedicate al santone indiano. Intanto il Psi è finito in bolletta per l’esaurimento delle mazzette e prima il tesoriere Vincenzo Balzamo, poi i segretari Giorgio Benvenuto e Ottaviano Del Turco, non sanno più come pagare i dipendenti. Ma Craxi se ne infischia e tiene tutto per sé. Poi vengono le spese di Raggio: 15 miliardi per “il mantenimento della sua detenzione” in Messico e la latitanza in Centroamerica con la contessa e certe distrazioni piuttosto care: 235.000 dollari “per un’amica messicana”; e una Porsche acquistata a Miami.

Case, aerei e Bobo. Il resto rimase nella disponibilità di Craxi, che da Hammamet commissionò a Raggio alcune spesucce: l’acquisto di “un velivolo ‘Citation’ del costo di 1,5 milioni di dollari”, l’estinzione di un “mutuo personale” acceso da Raggio (circa 800 milioni di lire), le parcelle degli avvocati e una raffica di “bonifici specificatamente ordinati da Craxi, tutti in favore di banche elvetiche, tranne che per i seguenti accrediti”: 100.000 dollari al finanziere arabo Zuhair Al Katheeb; 80 milioni di lire alla Bank of Kuwait Ltd “in pagamento del canone relativo a un’abitazione affittata dal figlio di Craxi in Costa Azzurra”. Il povero Bobo – spiega Raggio – “aveva affittato una villa sulla Costa nell’ottobre-novembre 1993, per sottrarsi al clima poco favorevole creatosi a Milano”.

Dunque, conclude il Tribunale, i conti di Craxi servivano “alla realizzazione di interessi economici innanzitutto propri” e “Craxi è incontrovertibilmente responsabile come ideatore e promotore dell’apertura dei conti destinati alla raccolta delle somme versategli a titolo di illecito finanziamento quale deputato e segretario esponente del Psi. La gestione di tali conti… non confluiva in quella amministrativa ordinaria del Psi, ma veniva trattata separatamente dall’imputato tramite suoi fiduciari, così da mettere in difficoltà lo stesso Balzamo… Significativamente Craxi non mise a disposizione del partito questi conti, se non per soccorrere finanziariamente Gbr, in cui coltivava soprattutto interessi ‘propri’”. E, da vero uomo d’affari,
“si informava sempre dettagliatamente (con Tradati, ndr) dello stato dei conti esteri e dei movimenti sugli stessi”.
I tesori nascosti. Le rogatorie dalla Svizzera confermano che Tradati non mente. E dimostrano che sui conti di Craxi, nel 1991, mentre l’amico Bettino imponeva la legge Mammì scritta su misura per la Fininvest, Berlusconi bonificava 23 miliardi di lire in più rate tramite la società occulta All Iberian. Nessuna risposta, invece, avranno le rogatorie del pool sugli altri tesori di Craxi: quelli gestiti da altri tre prestanome – Gianfranco Troielli, Mauro Giallombardo e Agostino Ruju – su conti e società fantasma fra Hong Kong, Singapore, Bahamas, Cayman, Liechtenstein e Lussemburgo. Tutti miliardi rimasti inaccessibili, almeno ai giudici. Chissà mai chi ci campa a sbafo da 26 anni.

venerdì 17 gennaio 2020

Sappiatelo!




Amici romagnoli, emiliani! 
Mi rivolgo a voi col cuore in ansia esortandovi a non lasciare la retta via, con i suoi sbagli ma pur sempre retta e giusta! 
Il vostro voto di domenica prossima potrebbe, Dio non voglia, aprire le porte ai pseudo fascisti e io non riesco ad immaginare la grande madre rossa in mano ad una Bergonzoni qualsiasi, alla presa del potere per opera di un Cazzaro Verde trasformatosi in neo uomo per così dire forte, con il codazzo di rosari, presepi e quant'altro di irritante ci possa essere su questa terra! 
Amici, meditate soprattutto ad un aspetto, per certi versi allucinante: il vostro voto potrebbe aprire le porte alle elezioni, le quali diverrebbero lo sdoganamento dell'ennesima volgarità democratica, l'arrivo della coalizione di destra che governerà sino alla data in cui si eleggerà il nuovo Presidente della Repubblica. Colei che è in foto, una devota ai tempi del Pregiudicato, rischierebbe di essere la prima donna Presidente della nostra storia e, da come si sta comportando da Presidente del Senato, la parzialità la farebbe da padrona nelle stanze del Quirinale. 
Pertanto, amici tanto ammirati in cucina, nel vivere in soave fragranza, nel rispettare i cosiddetti altri! Mantenete dritta la barra, agevolate l'affievolimento di consensi quasi certo visto la nullità di pensiero dei molti che attorniano il bullo con felpa. 
Non cadete nel tranello! Non lasciatevi intorbidire la mente! Rimanete orgogliosi e saldi nel decoro istituzionale. Altrimenti sarà la fine, il buio culturale casellatesco. Giammai!