Mentre ricordiamo il trentennale dell’abbattimento del Muro di Berlino, accanto a noi si sta erigendo una colossale barriera, un’epica struttura avvolgente ogni anfratto di quest’italica terra, composta da materiali impercettibili ma resistenti, molto resistenti: indifferenza, odio, guerra alle cosiddette diversità. Un popolo simbolo da sempre di accoglienza, di fraternità, anch’esso accolto da altri in epoche lontane, grazie all’azione attanagliante di pensatori di frodo, di gnomi politici, di palestrati senza neuroni, di rancorosi ricordanti un’epoca vergognosa e letale, come quella condotta dallo sciagurato Pelatone, stanno centrando il tremebondo scopo di inglobare dentro la “normalità sociale” gesta e filosofie minanti la stessa democrazia, inneggianti a differenze e chiusure culturali senza alcun rapporto con la sana cultura del vivere in solidarietà. Ci fossero giusti al potere, da domani si bloccherebbero i programmi scolastici di tutte le scuole, lasciando spazio e tempo a meditare sul perché una donna quasi ottuagenaria scampata al macello nazista debba vivere in queste lande sotto scorta armata. Sarebbe chiedere però troppo a questi circensi ballisti ed ex bibitari!
Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
domenica 10 novembre 2019
sabato 9 novembre 2019
Fantastico!
Sabato 09/11/2019
Astenersi incensurati
di Marco Travaglio
Renzi piazza un altro colpaccio nella campagna acquisti della cosiddetta Italia Viva: l’ingaggio a parametro zero di Francesca Barracciu, condannata in appello a 3 anni e 3 mesi per peculato ai danni della Regione Sardegna, nel processo per 80mila euro di rimborsi pubblici per spese private che, quando era solo imputata, aveva indotto Renzi a cacciarla dal suo governo. La prestigiosa new entry consolida Iv nel ruolo di bad company del Pd, che al confronto pare un convento di orsoline. Presto anche FI, da sempre più simile al bar di Guerre stellari che a un partito, sembrerà un collegio di educande. Soprattutto se, in aggiunta a Francesco Bonifazi indagato per finanziamento illecito da Parnasi, arriveranno l’ex governatrice umbra Catiuscia Marini (inquisita per abuso d’ufficio, rivelazione di segreto d’ufficio, favoreggiamento e falso nella Sanitopoli perugina) e il governatore calabrese uscente Mario Oliverio (imputato per associazione a delinquere e corruzione). La loro illustre presenza, in aggiunta a quella di vari indagati e imputati minori, aumenterebbe a dismisura la densità di impresentabili in rapporto non tanto agli elettori del partitucolo (al momento inesistenti), quanto agli eletti (sempre più numerosi, almeno fino alle urne).
La selezione della classe dirigente italo-viva è chiaramente ispirata alla scena madre di Mezzogiorno e mezzo di fuoco, capolavoro di Mel Brooks. Lì il cattivo che deve arruolare una sporca dozzina per assaltare Rock Ridge si siede dietro un banchetto ed esamina i curricula dei candidati in fila indiana con la domanda: “Precedenti penali?”. Il primo risponde: “Stupro, assassinio, incendio doloso, stupro”. E lui: “Hai detto due volte stupro”. “Sì, ma mi piace tanto lo stupro!”. “Ottimo, firma qua. Avanti il prossimo… Precedenti penali?”. “Atti di libidine in luogo pubblico”. “Non è mica tanto grave”. “Sì, ma in una chiesa metodista!”. “Ah carino! Arruolato! Firma qua!”. Questo spiega come mai l’auspicata (da Renzi) transumanza di parlamentari da Forza Italia proceda tanto a rilento: in simile compagnia, persino chi conviveva amabilmente con B., Dell’Utri, Previti&C. teme di perdere la faccia. Resta invece insondabile il motivo per cui Matteo la Cozza faccia causa a chiunque lo accosti a scandali personali o familiari. Dovrebbe ringraziarci, invece: più aumentano i sospetti, più si rafforza la sua leadership nella bad company, più nuovi adepti arrivano. Il prossimo passo sarà un’inserzione sui social: “AAA cercansi condannati, imputati e indagati purché avviso-muniti. Astenersi incensurati. Telefonare Matteo, ore pasti. Cioè h 24”.
Appunti
Il sindaco di Predappio (mi ricorda qualcosa di profondamente diarroico) nega il finanziamento a due studenti che vorrebbero visitare col Treno della Memoria, il campo di sterminio di Auschwitz, perché a detta sua sarebbe un’iniziativa di parte (imbecille!); la senatrice Liliana Segre, scampata agli stessi campi nazisti, è stata messa sotto scorta per le ripetute minacce subite da parte di anonime, rancorose bertucce-ominidi; e poi c’è ancora chi si scandalizza perché i giovani vanno a lavorare all’estero! Fate bene amici, scrollatevi pure la polvere dai calzari (cit.) Questa terra si sta fascistizzando sempre più! Andate, andate via! Senza alcuna remora!
venerdì 8 novembre 2019
giovedì 7 novembre 2019
A Giovannino
Ciao Giovannino,
mi rivolgo a te, ai tuoi sorrisi che leggo sono molti, soprattutto quando ascolti la musica.
Sei nato a Torino e la natura con te si è rivelata matrigna, avendoti affibbiato una rarissima malattia, la ittiosi arlecchino, che colpisce una persona su un milione e che rende la pelle sottilissima, come carta velina.
I tuoi genitori, Giovannino, se ne sono andati e, credimi, non voglio assolutamente commentare questo distacco, tanto grave e problematica è la situazione. Tu però Giovannino sei al centro dell'attenzione del paese per così dire sano: fioccano richieste d'adozione, il personale sanitario del reparto dove hai visto la luce, ti considera già un figlio loro.
Giovannino, sei nel mio cuore, forse non conta nulla, ma credimi da quando ho appreso la notizia, ti penso molto. Sei riuscito a superare la fase delicatissima delle prime settimane, dicono che nessuno dei colpiti da questa rarissima malattia riesce a sopravvivere. Tu invece hai passato già questa fase acuta. Ti portano in giro nel reparto e, come detto, appena ascolti la musica, sorridi.
Sorridi alla vita. Sorridi e sconfiggi qualsiasi avversità. Sei forte Giovannino, sei esempio, faro, riferimento.
Grazie Giovannino. Ti mando un bacino, un buffetto. Mi hai insegnato molto, hai già riempito il tuo vaso, sovrabbondi di bene per gli altri. Grazie Giovannino!
Dal futuro
Gazzetta della Spezia 23/09/2088
Nella foto l’aerobus 3 trasportante il presidente della Regione Liguronte a posare la prima pietra del nuovo ospedale Felettino. Dopo molte e travagliate problematiche, sorte già nel secolo scorso, il presidente Baghironi della giunta indaco-ocra ha deciso di togliere l’appalto alla società vincitrice della LXXXII gara, e di assegnarla al consorzio “Che.Femo. Spa” al fine di dotare la città della Spezia di un nosocomio decoroso. Attualmente, visto il costante innalzamento dei mari, la popolazione spezzina è stimata in 2.456 unità, per cui il progetto revisionato prevede tre stanze di cui una per il Pronto Soccorso, a parere di molti abbastanza angusto. Per le urgenze e gli interventi specialistici gli spezzini si potranno appoggiare ai grandi nosocomi sorti nelle vicinanze il San Gotto di Follo City e il Castagnasso di Pitelli Town. Si prevede di inaugurare la struttura nel 2090 alla presenza della Regina Elisabetta d’Inghilterra.
martedì 5 novembre 2019
Anonimamente
Un errore pacchiano, la seconda pagina della Gazza di oggi ad esempio, dare importanza a questi diversamente stabili mentalmente che stanno farneticando sulla diversità, sulla razza bianca, sull'idiozia materializzata attorno al presunto diverso.
Come quel figuro triste, molto triste, di cui non posto foto né tanto meno nomino, anzi si, lo faccio in modalità Fede, storpiandone per spregio l'identità: Castelletti, no Castellotti, Castelloni insomma se vi aggrada andatevelo a cercare, il quale oggi ci informa che Balotelli non potrà mai essere un vero italiano, in quanto... negro!
Pronuncia proprio quella dequalificante parola, per evidenziarci il grado di sottocultura infimo nel quale il destino e la cocciutaggine lo hanno relegato riducendolo a gnomo squallido di questo panorama italico sempre più in mano a beoti senza alcuna positività.
Negro vuol dire ghettizzare una persona, mancargli di rispetto, inoculare una becera normalità nel tessuto sociale che si sa, minimizza, equipara, liofilizza senza alcuna fatica ciò che andrebbe in realtà combattuto, rigettato.
E questi gnomi, lo ripeto perché è il giusto termine per quelli come questo Castallotti no, Castellano, boh, vivono ed emergono grazie allo squallore che emanano. I babbani politici a cui questi energumeni si confanno e rifanno, non hanno lo spessore né la forza per distaccarsi dall'oblio mentale fattosi evidente: il Cazzaro al solito sproloquia (meglio un operaio dell'Ilva che cento Balotelli) colei che regge Fratelli d'Italia sonnecchia, d'altronde un bacino di voti è pur sempre un bacino di voti.
Resta l'errore pacchiano di concedere a questi gnomi la visibilità che cercano e a cui ansimano.
Nel silenzio dell'indifferenza invece molte di queste storture sociali, alla negro per intenderci, sommessamente riconficcherebbero detti babbani nell'anonimato, il vero spauracchio per questi Castelloni, Castellacci che dir si voglia!
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