Il sindaco di Predappio (mi ricorda qualcosa di profondamente diarroico) nega il finanziamento a due studenti che vorrebbero visitare col Treno della Memoria, il campo di sterminio di Auschwitz, perché a detta sua sarebbe un’iniziativa di parte (imbecille!); la senatrice Liliana Segre, scampata agli stessi campi nazisti, è stata messa sotto scorta per le ripetute minacce subite da parte di anonime, rancorose bertucce-ominidi; e poi c’è ancora chi si scandalizza perché i giovani vanno a lavorare all’estero! Fate bene amici, scrollatevi pure la polvere dai calzari (cit.) Questa terra si sta fascistizzando sempre più! Andate, andate via! Senza alcuna remora!
Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
sabato 9 novembre 2019
venerdì 8 novembre 2019
giovedì 7 novembre 2019
A Giovannino
Ciao Giovannino,
mi rivolgo a te, ai tuoi sorrisi che leggo sono molti, soprattutto quando ascolti la musica.
Sei nato a Torino e la natura con te si è rivelata matrigna, avendoti affibbiato una rarissima malattia, la ittiosi arlecchino, che colpisce una persona su un milione e che rende la pelle sottilissima, come carta velina.
I tuoi genitori, Giovannino, se ne sono andati e, credimi, non voglio assolutamente commentare questo distacco, tanto grave e problematica è la situazione. Tu però Giovannino sei al centro dell'attenzione del paese per così dire sano: fioccano richieste d'adozione, il personale sanitario del reparto dove hai visto la luce, ti considera già un figlio loro.
Giovannino, sei nel mio cuore, forse non conta nulla, ma credimi da quando ho appreso la notizia, ti penso molto. Sei riuscito a superare la fase delicatissima delle prime settimane, dicono che nessuno dei colpiti da questa rarissima malattia riesce a sopravvivere. Tu invece hai passato già questa fase acuta. Ti portano in giro nel reparto e, come detto, appena ascolti la musica, sorridi.
Sorridi alla vita. Sorridi e sconfiggi qualsiasi avversità. Sei forte Giovannino, sei esempio, faro, riferimento.
Grazie Giovannino. Ti mando un bacino, un buffetto. Mi hai insegnato molto, hai già riempito il tuo vaso, sovrabbondi di bene per gli altri. Grazie Giovannino!
Dal futuro
Gazzetta della Spezia 23/09/2088
Nella foto l’aerobus 3 trasportante il presidente della Regione Liguronte a posare la prima pietra del nuovo ospedale Felettino. Dopo molte e travagliate problematiche, sorte già nel secolo scorso, il presidente Baghironi della giunta indaco-ocra ha deciso di togliere l’appalto alla società vincitrice della LXXXII gara, e di assegnarla al consorzio “Che.Femo. Spa” al fine di dotare la città della Spezia di un nosocomio decoroso. Attualmente, visto il costante innalzamento dei mari, la popolazione spezzina è stimata in 2.456 unità, per cui il progetto revisionato prevede tre stanze di cui una per il Pronto Soccorso, a parere di molti abbastanza angusto. Per le urgenze e gli interventi specialistici gli spezzini si potranno appoggiare ai grandi nosocomi sorti nelle vicinanze il San Gotto di Follo City e il Castagnasso di Pitelli Town. Si prevede di inaugurare la struttura nel 2090 alla presenza della Regina Elisabetta d’Inghilterra.
martedì 5 novembre 2019
Anonimamente
Un errore pacchiano, la seconda pagina della Gazza di oggi ad esempio, dare importanza a questi diversamente stabili mentalmente che stanno farneticando sulla diversità, sulla razza bianca, sull'idiozia materializzata attorno al presunto diverso.
Come quel figuro triste, molto triste, di cui non posto foto né tanto meno nomino, anzi si, lo faccio in modalità Fede, storpiandone per spregio l'identità: Castelletti, no Castellotti, Castelloni insomma se vi aggrada andatevelo a cercare, il quale oggi ci informa che Balotelli non potrà mai essere un vero italiano, in quanto... negro!
Pronuncia proprio quella dequalificante parola, per evidenziarci il grado di sottocultura infimo nel quale il destino e la cocciutaggine lo hanno relegato riducendolo a gnomo squallido di questo panorama italico sempre più in mano a beoti senza alcuna positività.
Negro vuol dire ghettizzare una persona, mancargli di rispetto, inoculare una becera normalità nel tessuto sociale che si sa, minimizza, equipara, liofilizza senza alcuna fatica ciò che andrebbe in realtà combattuto, rigettato.
E questi gnomi, lo ripeto perché è il giusto termine per quelli come questo Castallotti no, Castellano, boh, vivono ed emergono grazie allo squallore che emanano. I babbani politici a cui questi energumeni si confanno e rifanno, non hanno lo spessore né la forza per distaccarsi dall'oblio mentale fattosi evidente: il Cazzaro al solito sproloquia (meglio un operaio dell'Ilva che cento Balotelli) colei che regge Fratelli d'Italia sonnecchia, d'altronde un bacino di voti è pur sempre un bacino di voti.
Resta l'errore pacchiano di concedere a questi gnomi la visibilità che cercano e a cui ansimano.
Nel silenzio dell'indifferenza invece molte di queste storture sociali, alla negro per intenderci, sommessamente riconficcherebbero detti babbani nell'anonimato, il vero spauracchio per questi Castelloni, Castellacci che dir si voglia!
Sfogo
ArcelorMittal Italia: un nome in grado di far rivoltare nei loro sarcofagi grandi pensatori oramai, ahimè, in disuso, come se senza il loro filosofeggiare si andasse alla grande, o meglio: è vero che alcune micro celle stiano andando alla grande, ci mancherebbe, solo che l’abnorme vastità dell’altra parte sta nuotando con la merda appena sotto il mento, quisquilie queste nel coacervo di peripatetici che dovrebbero informarci ma non lo fanno, chini come sono ai voleri dei loro editori per lo più facenti parte attiva delle suddette micro celle benestanti.
Ma torniamo a questi franco-indiani (l’India la patria assoluta delle disparità con quelle cazzo di caste che se fosse per me escluderebbero tutti questi santoni del nulla fasciati di tessuti preziosi dalla società civile): vogliono l’immunità, ovvero operare senza alcuna spada sulla testa. Vorrebbero ridurre produzione e personale, tagli di 6/8 mila unità.
Non è questo il problema porcaccia miseria, stiamo al solito guardando il dito!
Questi babbioni auto convinti dell’immortalità hanno comprato l’Ilva solo per uno scopo, tribale, mefitico: per toglierla alla concorrenza, fregandosene di morti, di bimbi del quartiere Tamburi, di cancro, di polveri e quant’altro, tra l’abboccamento di questa circense classe politica e il disinteresse generale che incensa e riverisce ideali dell’economia globalizzata, regolata dal capitalismo 2.0, vicinissimo a quella oramai non più vaga idea di schiavismo legalizzato, a cui tutti sottostiamo, invaghiti come siamo dagli aurei ninnoli che, bontà loro, pochi diversamente umani elargiscono nella loro magnanimità.
lunedì 4 novembre 2019
Rieccolo!
Non ci mancava, non sentivamo minimamente il distacco per il suo agognato, da noi, pensionamento. Ma lui e la sua nefasta politica cardinalizia hanno riblaterato, con un velo d’arroganza, ricordandoci i fastigi dell’epopea in cui suggellò, quasi beatificandola, l’Era del Puttanesimo, appoggiando quella becera politica ossequiosa, riverente verso un pagatore seriale di tangenti alla mafia dedito al lucro spietato, arricchente la già sterminata cassaforte di famiglia. Non contento ha esternato pure una protezione, un giudizio positivo verso il Cazzaro Verde
- Non condivido l’immagine tutta negativa di Salvini che viene proposta in alcuni ambienti. Penso che abbia notevoli prospettive davanti a sé; e che però abbia bisogno di maturare sotto vari aspetti. Il dialogo con lui mi sembra pertanto doveroso, anche se personalmente non lo conosco e quindi il mio discorso rimane un po’ astratto.-
trovando anche lo spazio e il coraggio per giudicare negativamente l’apertura del sinodo verso il sacerdozio agli uomini sposati. Insomma un tentativo di riportare la Chiesa ai tempi oscurantisti dei paraventi creati con i principi non negoziabili, dietro i quali si celavano misfatti d’ogni tipo, minorenni comprese. Speriamo che ritorni nel suo dorato silenzio, i suoi rimbotti oramai attizzano solo rancorosi inalatori di incensi e latinorum!
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