Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
sabato 19 ottobre 2019
venerdì 18 ottobre 2019
Davvero incredibile!
Spellatevele!
venerdì 18/10/2019
Tutti fuori
di Marco Travaglio
Anche Raffaele Cantone, presidente uscente dell’Anac, paga il suo tributo al mantra del momento: “Non è con le manette che si vince l’evasione, così come la corruzione”. Se fosse vero, saremmo a cavallo: abbiamo il record negativo di detenuti per corruzione ed evasione. Secondo un report del Consiglio d’Europa del 2018, i colletti bianchi detenuti in Italia per reati finanziari e contro la PA sono 363, contro i 1.971 della Spagna, i 2.268 della Francia, i 6.511 della Germania, gli 11.091 della Gran Bretagna. Se il carcere non serve a combattere la corruzione e l’evasione, siamo il paese che le combatte meglio. Resta da spiegare perché abbiamo il record europeo della corruzione e dell’evasione, ma queste sono quisquilie. Prendiamo dunque per buono l’assunto che le manette non servono: perché nessuno lo applica mai ai reati di strada? Eppure, se è vero che tangentisti e grandi evasori (esponenti dell’upper class) non temono la galera, dovrebbe essere ancor più vero che non la temono ladri, rapinatori, spacciatori, sequestratori e assassini (quasi sempre appartenenti alle classi subalterne): al carcere sono abituati perché ci entrano e ne escono di continuo; e hanno molto meno da perdere in termini di reputazione e disagio.
Ora, avete mai sentito un politico, un commentatore, un Cantone sostenere che “il carcere contro l’omicidio, il sequestro, lo spaccio, la rapina, il furto non serve”? Eppure, usando le statistiche a cazzo come per la corruzione e l’evasione, si riuscirebbe persino a dimostrarlo: le carceri sono piene di condannati per reati di strada, che però continuano a essere commessi, spesso da chi è appena uscito di galera. Perché non depenalizzare pure quelli, come l’evasione? Se volessero essere coerenti, quelli del “no al carcere per gli evasori” dovrebbero proporlo. Ma non lo faranno mai. Sarebbero linciati. Dovrebbero spiegare come pensano di punire e neutralizzare quei gentiluomini. E soprattutto sono imbevuti della più cancerogena delle “culture” italiane: il finto garantismo riservato ai ricchi e ai potenti che – come il patriottismo per Samuel Johnson – è l’ultimo rifugio dei farabutti. Quell’incultura, dal berlusconismo al salvinismo, è consustanziale alla cosiddetta “destra”; ma negli ultimi anni ha infestato anche larga parte della sinistra. A pag. 4 trovate un illuminante intervento di Giorgio Napolitano, che elogiava in Parlamento le manette agli evasori per conto del Pci senza che nessuno strillasse all’abominio. Bei tempi, quando la sinistra sapeva ancora cos’è la sinistra, prima di adottare il motto di Trilussa: “La serva è ladra, la padrona è cleptomane”.
giovedì 17 ottobre 2019
Già!
Clap clap clap!
mercoledì 16 ottobre 2019
Duello spiaggiato
Si lo visto, come avrei potuto farne a meno? Il duello tra i due Matteo, col sapore di un amarcord del vecchio che vorrebbe tornare ma, lo spero, non tornerà. Si sprecano i pareri in merito, chi ha vinto, chi è stato il migliore, chi ha subito di più. E dagli col dito! La Luna invece, a guardarla bene, ci dice che questi due politici sono quasi soffritti. Il primo, anche se ha un 30% di consensi è sulla china discendente, molti avendolo soppesato si sono convinti di quanta fuffa ruoti attorno al legaiolo blasfemo. Il secondo, che aveva in mano il paese, a me non mi ha mai accalappiato, è la caricatura del fumetto dei tempi dell'Era del Ballismo.
Hanno combattuto verbalmente, sparando le solite ed oramai stantie fregnacce. Bene ha fatto il Bomba a rimarcare l'oramai obsoleto metodo del baciante rosari: attaccato svia sulle solite e stolte tematiche, in primis gli sbarchi, a seguire la sicurezza, la tutela delle forze armate, i ritardi nella sanità e via andare.
Riesce il baciatore di ampolle del Po a sgusciare abilmente trovandosi davanti ai grandi misteri del suo far politica: i 49 milioni scomparsi, l'amico trafficone con i russi, l'altro compagno di merende dedito, pare, ad affari con loschi individui.
Il Fumetto Rignanese invece, abilissimo oratore, spazia, al solito, sulle tematiche universali, contraddicendosi, domandando e rispondendosi da solo, grazie allo show, datato, che vorrebbe essere in grado di ri-ammaliare schiere adoranti oramai ridotte a quel 3% che Italia Viva parrebbe conquistare nell'elettorato.
Concludendo: da Vespa, eterno democristiano cristallizzato, ho avuto l'impressione di guardare una puntata di Techeté, imbolsita, muffologica, insapore, scialba, scolorita. Il politichese che, si spera, sta scomparendo proporzionalmente al ritorno della ragione. Senza alcuna nostalgia.
Hanno combattuto verbalmente, sparando le solite ed oramai stantie fregnacce. Bene ha fatto il Bomba a rimarcare l'oramai obsoleto metodo del baciante rosari: attaccato svia sulle solite e stolte tematiche, in primis gli sbarchi, a seguire la sicurezza, la tutela delle forze armate, i ritardi nella sanità e via andare.
Riesce il baciatore di ampolle del Po a sgusciare abilmente trovandosi davanti ai grandi misteri del suo far politica: i 49 milioni scomparsi, l'amico trafficone con i russi, l'altro compagno di merende dedito, pare, ad affari con loschi individui.
Il Fumetto Rignanese invece, abilissimo oratore, spazia, al solito, sulle tematiche universali, contraddicendosi, domandando e rispondendosi da solo, grazie allo show, datato, che vorrebbe essere in grado di ri-ammaliare schiere adoranti oramai ridotte a quel 3% che Italia Viva parrebbe conquistare nell'elettorato.
Concludendo: da Vespa, eterno democristiano cristallizzato, ho avuto l'impressione di guardare una puntata di Techeté, imbolsita, muffologica, insapore, scialba, scolorita. Il politichese che, si spera, sta scomparendo proporzionalmente al ritorno della ragione. Senza alcuna nostalgia.
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