mercoledì 9 ottobre 2019

Dategli il Nobel


Io non so come può essere accaduto o chi può aver pensato questa meraviglia. Ora che è tempo di Nobel dovrebbero dedicarne uno a questo genio. Andate su Google e digitate “cretinismo endemico” e cliccate su immagini ...

Farneticando



L’apparente durezza


Una delle prove meditative inducenti a credere nel Motore universale, a mio parere, si trova nel Vangelo di Luca di domenica scorsa: 

Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare.”  

Come la frase si collochi in questa era selfista, nel mercato grasso dell’apparire, dell'inverecondo assopimento di parole quali sofferenza, morte, resta un mistero. La regina Vanagloria appare indomita ed immarcescibile, granitica, genitrice di quell'indifferenza accalappiante giovani menti rese impermeabili a sentimenti già in soffitta da tempo immemore, compartecipazione e condivisione in primis. 
Fare nel segreto, operare per il bene anteponendo affetti e futili, grossolani, funerei like da piedistalli tanto instabili quanto evaporanti per poi dichiararsi inutili, capacitarsi della propria nullità è quanto di più incomprensibile possa essere cogitato da qualcuno a meno che, ecco a parer mio la prova, non sia Colui che è e sempre sarà, il Gestore del Progetto avente davanti l’intero divenire del Tutto. Sono servo inutile, ho fatto solo quello che dovevo fare: un concetto limpido, un dardo scagliato verso chi ha tentato nei secoli, riuscendoci a volte alla grande, di modificare l’Evangelo per i propri tornaconti opportunistici, dorati, principeschi, immersi nel bisso e nelle angherie da sacrestia atte a separare gli auto-salvati dal popolino. Servi inutili: un misterioso e provvidenziale pertugio introducente nella bellezza senza fine.

martedì 8 ottobre 2019

Obiettivi e risvegli



Così va



Quando hai un centinaio di miliardi di dollari da parte e letteralmente stai alla finestra (Windows appunto) ad orchestrare la tua paciosa esistenza in modo che il tuo ego solidarizzi con il prossimo, affinché il compiacimento degli altri spazzi via la malsana idea che accatastare nel granaio quantità indicibili di ricchezza alla fin fine non serva ad una mazza, visto che prima o poi arriverà anche per te il famigerato schermo blu che nessun  "Control + Alt + Canc" potrà ripristinare.

lunedì 7 ottobre 2019

C'è un limite a tutto



Di tutto, ma proprio di tutto, si potrebbe scrivere davanti ad una notizia come questa. La Bestia per antonomasia, colui che premette il pulsante innescando l'esplosione che distrusse il tratto autostradale palermitano uccidendo il giudice Falcone, sua moglie e la scorta, l'animale che sciolse nell'acido un bimbo, colui che pare essere responsabile di almeno cento omicidi, si è ravveduto e potrebbe ottenere gli arresti domiciliari. 
Dopo 23 anni di carcere quindi il ravveduto Brusca potrebbe uscire dal carcere. Non sono qui a dire che vederlo marcire in carcere sia un toccasana per tutti coloro che credono nella giustizia terrena. Neanche sono dalla parte di chi vorrebbe per certi malefici carnefici la pena di morte. 
Ma a tutto c'è un limite. Brusca pentendosi allarga i confini della decenza umana. Uno così non può ritornare a casa sua. Dovrebbe e deve rimanere in carcere. Da pentito, riconoscendo i suoi immensi errori. Espiare i peccati, tornando ad essere umano. Ma in carcere. Perché c'è un limite a tutto.