giovedì 3 ottobre 2019

Per fortuna...



Per un attimo ho creduto che questi caritatevoli personaggi fossero ricaduti nella madre di tutte le porcate, tipica di quel luogo, non di tutti naturalmente ma diciamo a la page: vigliacchi comportamenti di esecrabile attenzione verso minori. Poi per fortuna leggendo meglio ho capito che questi uomini pii, c'è anche una donna naturalmente anch'ella devota, avrebbero commesso i soliti maneggi finanziari, apparentemente irregolari, compiuti presso gli uffici della Segreteria di Stato in cui si deviavano, pare, le mega offerte destinate alle opere caritative, brutta parola da quelle parti, per acquisti di appartamenti nobili all'estero.
Insomma, nulla di nuovo sotto il sole: per fortuna quindi il divieto di entrare in Vaticano a questa banda illuminata deriva solo dall'aver fatto ciò che da decenni si pratica in quelle lande, fra un miserere e un'estrema unzione (cit.)

mercoledì 2 ottobre 2019

Irraggiungibile


Giornate da film persino inutili da raccontare, vortice d’emozioni, emorroidicamente sfavillanti. Arriva sera, esausto acchiappo il telecomando per la Champion, viatico per Morfeo. Scanalo, gruberando arrivo su La 7 .. e c’è lui, il toccasana per debacle interiori, la Dolce Euchessina contro le storture intestinali da stress, il Saltimbanco per antonomasia, il Pifferaio Tragico! 
Un artista, il Louis de Funés de ‘noantri. Eccezionale, tonificante, surreale, smargiassante quanto basta per sorridere, con quel “Signori miei” epocale e sullo stesso piano di quell’”Allegria!” di mikebongiornesca memoria! 
Un mito. Il Totò rignanese senza rivali! Clap, clap, clap, clap! Bis!

Quando non capisci più 'na mazza


Sono stato assente giustificato in questi giorni, comunque mi scuso con voi che chissà che avrete pensato. Problemi, apparentemente insormontabili, in famiglia: oltre al babbo da un anno in difficoltà, l'altro ieri anche la mamma ha pensato bene di rompersi il femore, raggiungendolo anch'ella all'ospedale. 
Così sono tre giorni che salto come un cerbiatto ingalluzzito da un reparto all'altro. Ma non voglio crollare pur se lo scoramento a volte raggiunge vette impensabili! 
Vado avanti, bisogna andare avanti con iudicio, non abbattersi, cercare il sereno, l'angolo ristoratore. 
Mai crollare, cribbio! 
Supererò anche questa, pur se è vero che "merda chiama merda". 
E per rafforzare la volontà mi sforzo di cercare anfratti ilari in grado di rinfrescare animo e mente. 
Come quando sono entrato assieme a mio fratello in ortopedia da mia madre la quale, lo fa da sempre, per spiegarci delle cose le presenta e le ripete come se non fossimo perfettamente normodotati, e magari non lo siamo davvero! 
Adesso quando entro da lei mi aspetto che le altre pazienti e i loro parenti mi accarezzino la cervice magari offrendomi delle caramelline! Potenza di mater universalis. 
Vabbè dai! Non vi voglio tediare oltre! 
Anzi vi lascio questa vignetta. Per dirvi che ci sono e ci sarò sempre anche se, ripeto il francesismo, "merda chiama sempre merda!" 

Buona giornata! 



domenica 29 settembre 2019

Dati di fatto


Non conosco appieno i verbali processuali anche se mi piacerebbe leggerli tutti. Non conosco le intricate vie per cui si è arrivati a ipotizzare un coinvolgimento di Al Tappone nelle stragi mafiose, né comprendo appieno come la magistratura riscontri le confessioni di assassini, trattasi sempre di assassini, cosiddetti pentiti. Mi attengo ai fatti, ad un fatto acclarato, che già ha attraversato i tre gradi di giudizio. Quindi certo, inopinabile, che solo l’imbarbarimento culturale e mediatico, grazie anche e soprattutto alle sue tv e a quelle da lui controllate allorché discese in politica, ai suoi giornali e a quelli insufflati da proni amici, ha nascosto, sminuzzato, levigato, sminuito, fors’anche ridicolizzato: almeno fino al 1994, e forse anche oltre, il Riccastro Puttaniere ha pagato rate da 250 milioni di lire alla mafia di Riina in cambio di protezione. In un paese serio e democratico questo incredibile delitto sociale e culturale avrebbe portato codesto criminale in galera, gli avrebbe levato ogni potere politico e finanziario. Qui da noi invece c’è ancora chi lo difende, esaltandolo, quasi scusandolo. Come ha fatto pochi giorni fa il Pifferaio Tragico, un’altra, seppur di minor e di diversa entità, problematica nostrana.

sabato 28 settembre 2019

L’angolo informatico




Riattivato


Da un po’ di tempo si limitava a scrivere su una sola colonna, a destra, in prima pagina. Sembrava ridimensionato, quasi assopito, addirittura placido. Ma è bastato che il secondo problema nazionale che purtroppo abbiamo tornasse a sbeffeggiare ragione e sentimenti per riaccenderlo alla grande, con quel sano livore, quella caparbietà tipica di ogni buon giornalista, in queste lande purtroppo rari come la sinapsi in via Carlo Bellerio 41 a Milano.

sabato 28/09/2019
Italia Morta

di Marco Travaglio

Munitevi di un bel sacchetto da vomito e leggete qua: “…Vedere che qualche magistrato della procura della mia città da anni indaghi sull’ipotesi che Berlusconi sia responsabile persino delle stragi mafiose o dell’attentato a Maurizio Costanzo mi lascia attonito… Berlusconi va criticato e contrastato sul piano della politica. Ma sostenere 25 anni dopo, senza uno straccio di prova, che egli sia il mandante dell’attentato mafioso contro Costanzo significa fare un pessimo servizio alla credibilità di tutte le Istituzioni”. L’autore di questa prosa ributtante è Matteo Renzi, già sindaco e ora senatore di Firenze, Comune parte civile nei processi per le stragi del 1993-’94, una delle quali sterminò 5 persone fra cui una bimba di 50 giorni proprio a Firenze in via dei Georgofili. Quando mai costui abbia “contrastato Berlusconi sul piano della politica”, non è dato sapere. A meno che l’intrepido “contrasto” non sia consistito nel correre ad Arcore a baciargli la pantofola con tacco e rialzo prima di diventare segretario Pd e, subito dopo, invitarlo al Nazareno per scrivere una legge elettorale incostituzionale (l’Italicum) e una schiforma costituzionale (poi rasa al suolo dagli elettori). Ora, avendo tentato per cinque anni di diventare come B. senza riuscirci, si accontenta di fregargli un paio di deputati e qualche elettore superstite, nella speranza di superare il 3-4% nei sondaggi con Italia Viva (si fa per dire).

Infatti, appena s’è diffusa la notizia che l’inchiesta di Firenze sui mandanti occulti delle stragi comprende l’attentato a Costanzo, l’impunito ha bruciato sul tempo gli altri leader di centrodestra, da Salvini alla Meloni, nel difendere in simultanea con Sallusti e Farina-Betulla il martire perseguitato dalle toghe fiorentine. Le stesse – ma è solo una coincidenza – che han fatto arrestare il su babbo e la su mamma e indagano sugli strani finanziatori della Leopolda. Renzi non sa nulla dell’inchiesta sulle stragi, e questa non è una colpa: c’è il segreto investigativo. Ma, se invoca a ogni piè sospinto “sentenze” possibilmente “definitive”, dovrebbe sapere qualcosa di quelle che han condannato i boss delle stragi (anche grazie ai pm di Firenze) e soprattutto quella che ha condannato Marcello Dell’Utri a 7 anni per mafia; senza contare quella di I grado sulla Trattativa (altri 12 anni a Dell’Utri). Così eviterebbe di fare lo gnorri sull’indagine riaperta due estati fa (non dalla Procura, ma dal gip) sull’ipotesi che B. e Dell’Utri siano coinvolti nell’ideazione di quelle stragi. O di approfittare dell’ignoranza generale (diffusa a piene mani dall’apposita stampa) per dire scemenze come “senza uno straccio di prova”.

Se l’inchiesta sui mandanti esterni, più volte aperta e archiviata in base a fior di prove ritenute però insufficienti, è ripartita nel 2017 è proprio perché ne sono giunte di nuove: le intercettazioni del boss Giuseppe Graviano, che pianificò le autobombe da via D’Amelio (19.7.’92) allo stadio Olimpico di Roma (23.1.’94). Raccontando le stragi al compagno di ora d’aria, Graviano parla guardacaso di “Berlusca” che “mi ha chiesto questa cortesia. Per questo è stata l’urgenza… Lui voleva scendere, però in quel periodo c’erano i vecchi e lui mi ha detto: ‘Ci vorrebbe una bella cosa’… Nel ’93 ci sono state altre stragi, ma no che (non) era la mafia, loro dicono che era la mafia”. Una conferma al racconto del killer pentito Gaspare Spatuzza sul “colpetto”, il “colpo di grazia” che Graviano gli commissionò ai primi del ’94 con la strage all’Olimpico per dare l’ultima spinta a B. a entrare in politica. Ma non ce ne fu bisogno: il 26 gennaio B. annunciò la discesa in campo, l’indomani i fratelli Graviano furono arrestati a Milano e la strage, fallita al primo colpo, non fu più ritentata. B. andò al governo, ma – lamenta Graviano – non mantenne tutte le promesse: “Quando lui si è ritrovato un partito così nel ’94 si è ubriacato e ha detto: ‘Non posso dividere quello che ho con chi mi ha aiutato’. Pigliò le distanze e ha fatto il traditore… 25 anni mi sono seduto con te, giusto? Ti ho portato benessere, 24 anni fa mi è successa una disgrazia, mi arrestano, tu cominci a pugnalarmi, per che cosa? Per i soldi, perché tu ti rimangono i soldi. Dice: non lo faccio uscire più, perché sa che io non parlo… Alle buttane glieli dà i soldi ogni mese. Io ti ho aspettato fino adesso perché ho 54 anni, gli anni passano, io sto invecchiando e tu mi stai facendo morire in galera… Al signor crasto (cornuto, ndr) gli faccio fare la mala vecchiaia”.
Eccoli gli “stracci di prova” che han fatto riaprire l’indagine. Se piovessero nel deserto, ci sarebbe da ridere. Ma sono solo l’ultima tessera di un mosaico terrificante che ha portato la Cassazione a condannare Dell’Utri per mafia perché “dal 1974 al ’92” fu il “mediatore del patto tra Berlusconi e Cosa nostra”: il “patto di protezione” siglato 45 anni fa a Milano fra B., Dell’Utri, i boss Bontate, Teresi, Di Carlo, Cinà e Mangano (che poco dopo si installò per due anni nella villa di Arcore). E poi la Corte d’assise di Palermo a condannare uomini di mafia e di Stato per la Trattativa, scrivendo che B. finanziò Cosa Nostra dal ’74 a fine ’94 (quand’era già premier e Cosa Nostra aveva già sterminato Falcone, Borsellino, le scorte e altri 10 innocenti a Firenze, Milano e Roma); e i boss, tramite Dell’Utri e Mangano, ricattarono il suo primo governo per ottenere leggi pro mafia.
Solo chi, in totale malafede, finge di non conoscere queste sentenze, facilmente reperibili online, può dirsi “attonito” se si ipotizza un ruolo di B. nelle stragi, perpetrate dagli stessi boss amici di Dell’Utri e finanziati da B.. E può accusare magistrati che rischiano la pelle indagando sui mandanti di rendere “un pessimo servizio alla credibilità delle Istituzioni”. Istituzioni che la Procura di Firenze onora cercando la verità e Renzi&C. disonorano tentando di sbianchettarla.

venerdì 27 settembre 2019

Altra moda, altro giro!



Mentre quelli di "Divani & Divani" stanno già facendo gli auguri di Natale via spot, giuro che piuttosto che comprare i loro divani mi siedo su un cactus, si assiste, per l'ennesima volta, all'arrivo di una nuova moda, quella ecologista. Dopo le accuse di violenza sessuale a distanza di decine di anni, dopo il veganesimo, i selfie, ecco prorompere la nuova moda anzi, il modo di trastullarsi di molti viventi non a conoscenza delle fatiche umane tipo "rompicoglionarsi" al lavoro, scegliere la mozzarella meno costosa, andare in vacanza in posti che questi neo ambientalisti riterrebbero discariche. 
Diceva bene ieri Marco Palombi: se non sei al tavolo, sei nel menu. 
La povera Greta accolta da tutti i consumatori ambientali, dai cosiddetti potenti in verità proni a chi sappiamo bene, è il nuovo che arretra. Sala, preso ad esempio, pronto ad aprire i palazzi in suo onore, l'entusiasmo per la bigiata collettiva odierna, la nascita del nuovo paravento di cardinalizia memoria, l'ecosostenibile, emissioni zero, l'evidenziare che il capo d'abbigliamento è stato prodotto senza danneggiare l'ambiente, il fatto invece che per cucirlo a volte si impieghino minorenni a zero emiss..no! a zero euro quello conta poco, gli appelli di attorucoli, magari bravi e premiati ma con zero spessore, giranti il mondo con il proprio jet per arringare folle di babbani sui rischi dell'inquinamento, il riccastro monegasco che portò Greta a New York a zero emissioni e che possiede una società di noleggio elicotteri: sono tutti esempi di come questa moda autopulente molti, sia gestita e sopratutto destinata a divenir fuffa, nenia addormiente. 
Dicevo dei potenti proni: credo sappiate bene, mi auguro, che probabilmente sulla tolda del comando mondiale non siedono i cosiddetti capi di stato; chi comanda è dentro ad enormi multinazionali, a società finanziare in grado di sconvolgere mercati e borse con una pressione di un tasto, molto simile a quello della valigetta nucleare ora in mano a quello con lo scoiattolo in testa, che a dire il vero è l'unico a cui non freghi una mazza dell'ambiente, e lo dice ripetutamente. Ebbene, costoro vivono e lucrano usando dei beni del pianeta a loro piacimento. Sono loro che fingono di appoggiare la nuova moda ecologista, tranquilli come sono che nulla potrà scalfire le lucrose colonne portanti la loro pacchiana esistenza. Se la voglia di lenire le sofferenze della Terra porterà qualcosa di economicamente vantaggioso, non ci sarà nessun problema ad immettere novità nel mercato, riducendo le emissioni in atmosfera; viceversa se tutto questo comporterà riduzioni di bilancio, state sereni, come direbbe il Bomba, che nulla muterà. 
Per ultimo vorrei trasmettervi alcuni quesiti che mi frullano in testa, riguardo alle auto elettriche: qualcuno avrà già pensato al futuro, gigantesco smaltimento delle batterie usurate? E la corrente necessaria per ricaricare le vetture come verrà prodotta? Chi vigilerà sulla rottamazione delle auto diesel? Che reazione avranno i produttori arabi di petrolio? 
Domandine che ancora non navigano nelle soloniche discussioni. 
Sei sempre il solito criticone, pare dicano le vostre pupille. Può essere. Vorrei essere chiaro e preciso: chi è disposto a non cambiare il cell dopo tre anni? E la tv? Se esce il modello nuovo con iperboliche novità, chi riuscirà a dire no? E il pc che diventa obsoleto? A proposito di pc: ho un Mac in casa acquistato a fine 2012. Ho scoperto che Apple dopo sette anni non produce più ricambi! Chiaro il messaggio: cambialo! Ritorno ai quesiti: chi è pronto a non acquistare scarpe provenienti da lontano, prediligendo quelle fabbricate vicine, magari più bruttine? Chi sceglierà cibo fatto a pochi metri da casa, evitando i richiami delle sirene pubblicitarie? 
Soffro, ammettendo di pensarla nel modo più subdolo e acquiescente possibile: sono immerso così tanto in questo consumismo 2.0, generante profitti per pochi, anzi: ma si dai, chiamiamolo con il suo nome antico: questo capitalismo 2.0, trascinante verso il baratro finale; vi sono tanto immerso da non riuscire più a concentrarmi sull'essenziale, sulle tanto amate in tempi remoti "piccole cose" di francescana memoria. Mi hanno levato tutto, modellandomi in un adulato consumatore di frattaglie, d'inutilità, di vacuo, di aria fritta. Sono piombato in mano loro, fingono di cullarmi mentre mi deridono, irridendo il mio essere. Mi consumano facendomi consumare. Ed ora stanno lanciando messaggi subliminali, invitandomi a rispettare l'ambiente! Ho solo un'arma a disposizione, per ora: vaffanculo gentaglia senza alcun rispetto, senza spessore! Vaffanculo! Naturalmente a zero emissioni.