mercoledì 28 agosto 2019

No questo no!



Non se po' fa!


Già mi pare di udirne la voce "Signori miei, questo governo sta tradendo i valori e gli obbiettivi che ci eravamo imposti per il bene della nazione. Da questa Leopolda noi usciremo più compatti, più uniti andando a formare una nuova realtà politica, per il bene delle democrazia, un partito di centro in grado di anteporsi a vecchie idee di socialismo e a quelle nuove e insidiose del Movimento 5 Stelle, oramai entrato anche lui nella vecchia politica." 
Ho anche la data, il 20 ottobre prossimo. La fine di questa strana creatura che stan cercando di far nascere, ossimoro adulterato, riportante alla ribalta antichi capidogli spiaggiati, alla Franceschini per intenderci, alla Ciccio Orlando de noantri, a quelli di Leu, tanto indispensabili quanto motivo ed appiglio per fomentare crescite di percentuali nei lidi del Papeete&Meloni. E poi se ci mettiamo pure Della Vedova (omen nomen) e la ventriloqua Emma che pur di riprendersi uno spiraglio di luce abbraccerebbe anche un gibbone, credo che tutto si stia conformando per rendere la prossima e certa uscita del Bomba dal partito da lui devastato, un evento mediatico in grado di fargli agguantare un 7-8% 
Ha ragione il Manzoni: questo matrimonio non si dovrebbe fare. Neppure ritornare nelle braccia del Bisunto, checché ne dica il ridotto allo stato laicale Bibitaro, avrebbe senso se non quello della fine di ogni speranza. 
L'unico motivo attualmente in grado di risollevare morale è la persona di Conte, una garanzia sbocciata dopo mesi di sfottò da chi crede ancora che la politica sia un mestiere. 
Sta facendo molto bene invece lo Zinga a non entrare dentro la squadra governativa, mantenendo il giusto distacco che gli servirà molto non appena il Grullo e la sua ciurma compreso, alleluia, MariaEle, salperanno verso i lidi d’identità centro-destrorsi. 
Il Bibitaro poi, vedendosi così sgonfiato, tenta strenuamente di rimanere in tolda, per non dover riprendere cassetta ed attrezzi con destinazione San Paolo. 
Sono quindi convinto che l'essenza della buona politica suggerisca in questi frangenti il ritorno al voto, con la consequenziale e giusta batosta elettorale, per un ridimensionamento necessario al fine di comprendere gli incredibili errori, le pacchianate col Cazzaro, le leggi vergogna contro povere anime. 
Ridimensionamento, ammodernamento di molti concetti alla cazzo&campana tendenti a trasformare il movimento in un demitiano partito senza nerbo, saluti finali ai molti che bovinamente ci hanno rappresentato, ripartenza con poche e valide pietre miliari, prima fra tutte l'onestà.
Tutto meglio e buono che riveder Franceschini, Orlando, Speranza tra le crasse risate del Capitanodistaceppa e le invettive del Sarcofago Erotomane che ritornerà a parlare di "cumunisti" che mangiano i bimbi. No, non se po' fa!

martedì 27 agosto 2019

Scanzi amari


martedì 27/08/2019
IDENTIKIT
Alla Boschi i 5 Stelle “servono”: certo, a tenersi la poltrona

di Andrea Scanzi

Mary Helen Woods, all’anagrafe Maria Elena Boschi, non ha fatto né mai farà alcunché di ricordabile. È stata uno dei peggiori ministri di ogni epoca e la sopravvalutazione – con la bava e gli ormoni alla bocca – che ne hanno fatto troppi giornalisti resta una delle cose più ripugnanti nella storia dell’“informazione” italiana. Di lei non resterà nulla, perché la Storia se non altro è selettiva e vanta efferata memoria. Le sue imprese più mitologiche sono queste: 1) tentare di riscrivere la Costituzione (come Castillejo che cerca d’insegnar calcio a Van Basten); 2) non abbandonare la politica dopo la vittoria del “no” il 4 dicembre 2016 (come aveva promesso); 3) riuscire a non perdere granché peso dopo una settimana detox alla clinica Chenot di Merano. Roba fortissima. Giorni fa, mentre la signorina Woods postava garrula foto con le forme in bella mostra per sentirsi sexy e replicare “politicamente” a Salvini con gli unici strumenti che crede di avere, Lady Etruria ha fatto sapere che non sarebbe entrata in un eventuale Zingamaio: come se qualcuno intendesse chiedere a una delle “politiche” (giustamente) più odiate d’Italia d’entrare in un governo già detestatissimo ancor prima di (forse) nascere. Quindi, con consueta grazia da aretina media del basso contado, ha detto che i grillini restano “incapaci e incompetenti”, ma “ci servono” (cioè servono al Pd, noto partito autoproclamatosi “dei buoni”) per sconfiggere Salvini.

Anche solo in queste parole, pronunciate a In onda su La7 con la consueta vocina da SuperVicky moscia e quella propensione puerile a scandire le sillabe come chi impara a memoria tutto quel che dice (dalla prima elementare a oggi), c’è tutta la pochezza cattiva e arrogante del peggio del peggio del peggio della politica italiana: il renzismo. Se Zingaretti nicchia su Conte perché ha paura della sua popolarità e perché alle prossime elezioni perderebbe, ma se non altro inserirebbe in Parlamento tutta gente sua e non facente capo a Renzi, i renziani – Boschi in testa – tramano per un accordo con gli odiati 5 Stelle per mantenersi la poltrona in Parlamento e al contempo per riprendersi il partito. A Renzi, del “bene del Paese”, non gliene frega nulla. Ed è bene che ogni 5 Stelle lo tenga a mente: le Boschi e le Rotta, i Migliore e i Romano, i Rosato (grazie per questa legge elettorale!) e i Marattin, sono le degne fotocopie delle Bongiorno e dei Centinaio, uno che dieci giorni fa in Senato diceva “ma con chi abbiamo governato finora?” mentre ascoltava i grillini e l’altroieri faceva la questua per tornarci al potere. Poraccismo allo stato brado, peraltro di bassissima lega (letteralmente). È probabile che oggi un governo giallorosso sia il male minore, ma “solo” per evitare un terrificante Salvini monocolore con dentro ogni liquame putrescente. Tale governo sarebbe benefico solo se durasse (e durasse bene) e se gli zingarettiani vincessero sui renziani: più facile che Seppi vinca Wimbledon. Di Maio – minato dalle molte cazzate in 14 mesi di Salvimaio e a capo di un movimento sempre più diviso, che può trovare l’unità solo sotto Conte – potrebbe passare in un amen dalla padella alla brace. Se dice “no” spacca in due (come minimo) il Pd, ma al massimo vince la medaglia d’argento perché alle prossime elezioni Salvini ci piscerà in testa a lungo. Se fa il governo col Pd, o quell’esecutivo dura e fa miracoli, oppure alle elezioni del 2020 dei 5 Stelle non resteranno che lacrime nella pioggia (e senza certo il fascino di Blade Runner). Non vorremmo essere nei suoi panni.

lunedì 26 agosto 2019

Paff- Poff


Paff-poff Musacchio, paff-poff Calhanoglu, paff-poff Rodriguez... stessa spiaggia e stesso mare di inutilità, dove il gioco latita più che le sinapsi al Papeete, dove la voglia di cambiar canale, rilassandosi con Premier o Liga, è forte quasi come il solenne vaffanculo lanciato a quella accozzaglia d’imbolsiti già indecorosamente indegni di vestire i sacri colori, guidati da un oggetto oscuro che non ha immesso nessuna novità, nessun pregio, nessuna innovazione personale ad un cazzo di gioco soporifero oramai decennale, un far trascorrere gli ingombranti novantaminuti tra sberleffi, inezie, sbertucciate, un passaggio al borotalco e l’altro, tutto rigorosamente orizzontale visto che la verticalità non è cosa di questa squadra, dove gli schemi sono oggettistica datata, reperti archeologici di altre ere. Paff- poff preludi di un’altra stagione in modalità Formula Uno, la regina, il Delorazepam mediatico per antonomasia, con tagliaunghie e settimane enigmistiche sempre a tiro per vincere monotonia ed adiposi visiva, latrati offensivi ed irrispettosi alla dea Eupalla.

domenica 25 agosto 2019

Lettera aperta



Alessandro, 
Ti capisco, comprendo il tuo stato d’animo: il probabile accordo con il PD è pregno d’insidie, dettato più dalla fobia di scomparire di molti, la maggioranza dei gruppi parlamentari, facenti capo al Bomba, che da un sano desiderio di governare per migliorare questa nazione, che potrebbe essere la volontà di Zinga il quale però sogna elezioni detergenti, in grado di consegnarli la vera e reale guida del partito che attualmente non ha. Comprendo il pericolo reale di ritrovarci sulla stessa barca con Maria Elena, che abbiamo combattuto per lunghissimi ed estenuanti anni, con il ducetto Minniti, con le varie madie, picierno e, inizio a sudare, se il fato volesse indurci pene annichilenti pure un datato cistercense, come vivremo con Orfini ministro? 
Nulla però è paragonabile a convivere con il Bisunto del Po, con le sue rosariate, i suoi mojiti, le squallide iniziative a favore dei diversamente italici, farcite con il subliminale substrato di idiozie che portano ex normodotati ad inveire contro i cosiddetti diversi, che in realtà esistono solo nelle menti da lustri non più tarate per una convivenza democratica; e poi le contraddizioni per mantenere sempre il vento in poppa, quel dire e smentire, l’ombra del riccastro erotomane, oramai sarcofago che lo teleguida, le sue proposte economiche irrealizzabili che fanno sganasciare chiunque, gli attacchi alle regole che costituzionalmente sono state concepite proprio per evitare che energumeni della sua bassezza possano comandare da soli.
Alessandro, a mio parere tutto è meglio di costui. Arrivo a dire che per certi versi lo sorpassa pure la Meloni! Ripensa, medita, analizza; mai più dobbiamo confonderci con certa gente! Mai più.

sabato 24 agosto 2019

Così è!


Mentre in casa nostra si tenta di trovare una maggioranza in grado di allontanare un Cazzaro, che come una sirena tenta un Pischello con premierati vari e non è detto che nelle prossime ore pur di distoglierlo dal mefitico, per lui, abbraccio pidino arrivi a mettere sul piatto il soglio di S.Pietro e il comando della Galassia, mentre il Pischello e lo Zinga, fino a ieri duellanti, tentano un accordo, per altro molto viscido visto che dietro le quinte nel PD colui che dovrebbe essere messo alla porta è in grado ancora di comandare, avendo dalla sua la maggioranza dei deputati e senatori e il segretario sogna per questo elezioni per sparigliare la ciurma, mentre accade tutto questo, quasi di soppiatto, emergono, si stagliano nettamente due incommensurabili idioti in grado purtroppo di minare definitivamente la vita sul pianeta: il primo, con lo scoiattolo in testa, eletto incredibilmente uomo più potente del globo, stuzzica continuamente i cinesonj capitalistici, peraltro fintamente compagni, pretendendo come a Risiko di comprarsi un’enorme terra, la Groenlandia e, senza alcun decoro in ragione e umanità, vorrebbe continuare a rifocillare minoranze già vergognosamente rigonfie di denari e potere, a scapito di moltitudini in affanno e sottomesse da macigni fetidi e putridi di origine capitalistica; l’altro, il nuovo Nerone, un fascistaccio brasilero noncurante del fatto che la foresta amazzonica rappresenti l’erogatore del 20% di tutto l’ossigeno necessario alla vita sulla Terra, persegue l’obbiettivo di inaridire territori pregni di ricchezze in nome di un progresso, in realtà regresso, per l’estinzione della razza intera, anche se in ogni dove molti per così dire potenti nelle varie epoche bruciarono enormi territori sempre in virtù e per conto di quella cazzo di idea scaturente dalle percentuali borsistiche figlie della scelleratezza globale. Due idioti pericolosi di tale portata è difficile trovarli nel medesimo istante, tra l’altro senza che nessuno, ammesso che esista, per forza, ragione o coraggio gli abbatta, compreso quel circo indegno burocratico che si fa chiamare smargiassamente Nazioni Unite, nella realtà in grado d’incidere come un rutto dentro un hangar Boeing per prove motori.

giovedì 22 agosto 2019

Dopo il primo round


Spiace vedere il volto inalberato di Mattarella dopo il primo turno di consultazioni. E questo è avvenuto sostanzialmente per due motivi: il primo dall’incapacità di scegliere, di buttarsi del Bibitaro; il secondo per il conflitto interno al PD: da una parte il Segretario sognante le elezioni per sparigliare la maggioranza nei gruppi parlamentari degli omaggianti il Bomba; dall’altra lo stesso rignanese che pur di evitare le elezioni cancellanti la sua politica, sarebbe disposto a far accordi con la cugina della Bonino. Sullo sfondo, tanto per non dimenticarcelo, c’è sempre il Bisunto Sculacciato, ancora speranzoso di ritornar a far fregnacce con l’ormai prossimo rispolverante cassette accoglienti freschi chinotti.