Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
domenica 4 agosto 2019
Fobie di casta
sabato 3 agosto 2019
Tutto nitido, pure la farsa
Trentottovirgolaottopercento: direi che ci siamo quasi per consegnare la guida del paese ad un incapace per di più cazzaro verde. Ci avviciniamo sempre più al ritorno dell'ennesimo uomo forte, una nostra prerogativa innata, naturale, storica.
Le cause? Le solite: colori sbiaditi, principi cardini di forze politiche gettate alle ortiche, opposizione intenta a farsi del male, coalizione al potere diretta e guidata da un solo lato. In questo stagno, nella stagnazione del rigore democratico, nell'affievolimento delle norme costituzionali, nasce, s'erge, appare sistematicamente l'uomo della provvidenza, il forte, l'adulato, l'unto.
Questione di mesi e vedremo il Cazzaro uscire da Palazzo Chigi con elmetto, falce e fascio di grano sotto braccio.
Analizziamo alcuni aspetti: l'azienda del pagatore seriale di tangenti alla mafia, che comunemente chiamiamo forza italia, è attualmente sul carro funebre in attesa di essere cremata. Dopo decenni di autentiche prese per il culo, il popolo adulante ha cambiato soggetto, il Cazzaro appunto. L'Erotomane attualmente sta meditando di ricreare un movimento, l'Altra Italia, continuando a credere, come gli anziani usano pensare, che il solito, stucchevole meccanismo, l'uscita pubblica sul predellino dell'auto, le cazzate amplificate dai media, le promesse alla luna, le frasi blaterate solo ed unicamente per rimbambire maggiormente gli allocchi della corte, suscitino l'adesione di un tempo tanto adulterato da dover essere tra qualche anno oggetto di studio da equipe di sociologi e neuropsichiatri.
Il partito azienda curante gli interessi di Al Tappone è per fortuna liofilizzato. E questa è una buona notizia. Non buona invece è quella che i voti degli adepti delle fregnacce arcoriane, migrino in braccio al Cazzaro.
L'opposizione attuale, il PD è intento all'autodistruzione: Zingaretti non ha avuto la forza, forse non ce l'ha realmente, di vaporizzare i renziani i quali, stan cercando quella diversità ideologica che permetta loro di sganciarsi per formare un nuovo partito. Fanno gli ambientalisti e smaniano di bucare per 60 km una montagna per accelerare il trasporto di merci su rotaia, in un mercato in odore decadente. Predicano nuove politiche sbranandosi per aspetti legati alle vecchie. Annichiliti e stantii sperano ardentemente che il paese finisca a scatafascio per riproporsi come novità, pur con ragnatele appiccicate ovunque.
Ma l'aspetto più melanconico riguarda il M5S: senza nerbo, senza adeguata cultura, senza quel decisionismo rappresentante il fior fiore della gestione dello stato, hanno ceduto e concesso tantissimo al partner di maggioranza, finendo per contare più nulla, come un peto in un hangar durante le prove di una turbina d'aereo. Avendo contratto il Virus Poltrona, temono di andare a casa, concedendo e sbiadendo pilastri fondamentali del loro status. La prossima settimana ad esempio il ministro degli Interni (tutte le volte che abbino questo ruolo fondamentale all'attuale ministro di quel dicastero, mi soggiunge la diarrea) ha deciso di riconvocare i sindacati per parlare di flat tax, cosa questa che se fosse contornato da normo politici causerebbe immediatamente la tanto sospirata crisi di governo; invece, pensate un po', il Bibitaro continua imperterrito a ricevere scudisciate senza nulla proferire, quasi assuefatto ad un ridimensionamento di proporzioni tale da ricordare disfatte epocali.
Insomma: prepariamoci ad accogliere il nuovo faro. Se vi venisse voglia di piangere, fatelo con circospezione e riservatezza.
venerdì 2 agosto 2019
Già!
giovedì 1 agosto 2019
mercoledì 31 luglio 2019
Ciao Nene!
martedì 30 luglio 2019
Chiarificazione
Ho letto, mi sono informato, dando una scorsa alle tabelle, ai grafici, ho guardato I commenti pro e, con maschera e boccaglio, contro. Per questo e non per allocchismo sono fortemente contrario al Tav, la grande opera, forse una delle ultime, a cui guardano con avidità tutti coloro facenti parte della coalizione degli appalti, un ampissimo ventaglio politico comprendente quasi tutte le forze, supportato dalla grande, si fa per dire, stampa nazionale. In merito ho avuto occasione di consultare pareri onnicomprensivi dal chiamparinismo, alle madamine, che tenerezza, dal gianninismo all’eclatante gruberismo, dai giullari di corte ai nani pirotecnici. Il subliminale al proposito è chiaro e lampante: lavoro, crescita, grandi opere per aumentare pil e bilanci. Tra tutte le malcelate fregnacce distorte sparate al proposito emerge un dato vero, certo, inoppugnabile: per opera del governo dell’Erotomane e di quello di Ronf Gentiloni zzz abbiamo concordato con i francesi di accollarci il 57,9% dei 9,6 miliardi di euro necessari per costruire il tunnel principale lungo 57,5 km che corre, udite udite, per l’80% in territorio francese!! Complimenti vivissimi al Del Rio di tutti noi!
Con questi dati, con le relazioni tra spese e benefici chiare e altamente negative in merito alla realizzazione sono fortemente contrario all’opera, infischiandomene di tutto quello che i soloni peripatetici continuano a proferire in merito, per conclamata piaggeria. Il Movimento 5 Stelle non può e potrà avvallare il via all’indegna opera, pena la liofilizzazione certa del suo elettorato. E il fatto che il via ai lavori abbia avuto l’ok anche dal partito del Rimasuglio Puttaniere, conforta e supporta la scelta negativa al Tav. Quello che lui infatti approva, condivide, suggella di default è storicamente contro il bene comune ed unicamente utile ai suoi interessi. Per tutto questo il Bibitaro non ha scelte, non potrà agire, come suo solito, utilizzando politiche tipiche dei Forlani, dei Gava, del Gobbo Mafioso. Il 7 agosto si voterà la mozione pentastellata: se, come sembra, il Cazzaro si dissocerà preferendo il sempre da lui apprezzato grande affarismo tortifero, vedasi lo scempio del Mose veneziano, avrà l’obbligo morale e di statuto di rompere l’alleanza cazzara, lasciando ad altri la gestione del tuttofuorchéministrodegliinterni, dove per altri s’intende quell’agglomerato di astiosi, litigiosi, riottosi, senza alcuna rotta, in perenne balia di sé stessi, che dovrebbe al momento rappresentare l’opposizione, in realtà faro e guida per tutti coloro che del nostro stivale vedono unicamente l’albero della cuccagna.
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