domenica 4 agosto 2019

Fobie di casta



Già il cognome incute ansia e tremori: Cavo Dragone, brrr! E poi l’avvertimento della possibile minaccia proveniente dagli abissi, con probabili dragoni pronti ad azzannarci o da pletore di pirati ansiosi di invaderci. Vien da sé che Dragone faccia il suo mestiere, che la paura di perdere privilegi marini senza pari, il magnifico circolo, Maralunga e company, induca l’ammiraglio a paventare invasioni di chissà chi o cosa. In un tempo cosiddetto moderno l’arsenale e i suoi spazi sono obsoleti più che una canzone di Beniamino Gigli, costruire ancora navi iperaccessoriate senza un comune progetto europeo, pure. Il passato è passato, il futuro dovrebbe renderci più terrestri: forze armate riunite attorno ad un progetto comune della casa Europa di difesa e di sviluppo del territorio, lotta all’inquinamento, al surriscaldamento dei mari, protezione di coste da abusi edilizi, alle pesche di frodo, al trasporto illegittimo e altamente redditizio di droghe, di armi, di persone: in pratica i veri dragoni.

sabato 3 agosto 2019

Tutto nitido, pure la farsa


Trentottovirgolaottopercento: direi che ci siamo quasi per consegnare la guida del paese ad un incapace per di più cazzaro verde. Ci avviciniamo sempre più al ritorno dell'ennesimo uomo forte, una nostra prerogativa innata, naturale, storica. 
Le cause? Le solite: colori sbiaditi, principi cardini di forze politiche gettate alle ortiche, opposizione intenta a farsi del male, coalizione al potere diretta e guidata da un solo lato. In questo stagno, nella stagnazione del rigore democratico, nell'affievolimento delle norme costituzionali, nasce, s'erge, appare sistematicamente l'uomo della provvidenza, il forte, l'adulato, l'unto. 
Questione di mesi e vedremo il Cazzaro uscire da Palazzo Chigi con elmetto, falce e fascio di grano sotto braccio. 

Analizziamo alcuni aspetti: l'azienda del pagatore seriale di tangenti alla mafia, che comunemente chiamiamo forza italia, è attualmente sul carro funebre in attesa di essere cremata. Dopo decenni di autentiche prese per il culo, il popolo adulante ha cambiato soggetto, il Cazzaro appunto. L'Erotomane attualmente sta meditando di ricreare un movimento, l'Altra Italia, continuando a credere, come gli anziani usano pensare, che il solito, stucchevole meccanismo, l'uscita pubblica sul predellino dell'auto, le cazzate amplificate dai media, le promesse alla luna, le frasi blaterate solo ed unicamente per rimbambire maggiormente gli allocchi della corte, suscitino l'adesione di un tempo tanto adulterato da dover essere tra qualche anno oggetto di studio da equipe di sociologi e neuropsichiatri. 
Il partito azienda curante gli interessi di Al Tappone è per fortuna liofilizzato. E questa è una buona notizia. Non buona invece è quella che i voti degli adepti delle fregnacce arcoriane, migrino in braccio al Cazzaro. 

L'opposizione attuale, il PD è intento all'autodistruzione: Zingaretti non ha avuto la forza, forse non ce l'ha realmente, di vaporizzare i renziani i quali, stan cercando quella diversità ideologica che permetta loro di sganciarsi per formare un nuovo partito. Fanno gli ambientalisti e smaniano di bucare per 60 km una montagna per accelerare il trasporto di merci su rotaia, in un mercato in odore decadente. Predicano nuove politiche sbranandosi per aspetti legati alle vecchie. Annichiliti e stantii sperano ardentemente che il paese finisca a scatafascio per riproporsi come novità, pur con ragnatele appiccicate ovunque.

Ma l'aspetto più melanconico riguarda il M5S: senza nerbo, senza adeguata cultura, senza quel decisionismo rappresentante il fior fiore della gestione dello stato, hanno ceduto e concesso tantissimo al partner di maggioranza, finendo per contare più nulla, come un peto in un hangar durante le prove di una turbina d'aereo. Avendo contratto il Virus Poltrona, temono di andare a casa, concedendo e sbiadendo pilastri fondamentali del loro status. La prossima settimana ad esempio il ministro degli Interni (tutte le volte che abbino questo ruolo fondamentale all'attuale ministro di quel dicastero, mi soggiunge la diarrea) ha deciso di riconvocare i sindacati per parlare di flat tax, cosa questa che se fosse contornato da normo politici causerebbe immediatamente la tanto sospirata crisi di governo; invece, pensate un po', il Bibitaro continua imperterrito a ricevere scudisciate senza nulla proferire, quasi assuefatto ad un ridimensionamento di proporzioni tale da ricordare disfatte epocali. 

Insomma: prepariamoci ad accogliere il nuovo faro. Se vi venisse voglia di piangere, fatelo con circospezione e riservatezza.    


venerdì 2 agosto 2019

Già!



Perché non istituire oggi 2 agosto la “giornata della vergogna nazionale” visto che sono 39 anni che, brancolando nel buio, non riusciamo a capire, comprendere chi, come e perché qualcuno, qualcosa ebbe l’idea di piazzare una bomba nella stazione di Bologna compiendo una strage? Una giornata della vergogna che induca a non uscire per strada, che ci faccia arrossire, incazzare nell’udire i soliti, beceri ed idioti discorsi che qualcuno avrà il coraggio ancora di proferire invocando chiarezza, luce e promesse di verità oramai divenute carrube per porci? I bastardi ideatori sono ancora in giro, il progetto alla base dell’efferato assassinio pure. Mancano all’appello solo gli 85 martiri che hanno pagato con la loro vita questo infame rigurgito fascista ancora da svelare, avvolto nella vergogna collettiva della, si spera, maggioranza degli italiani.

mercoledì 31 luglio 2019

Ciao Nene!



Se ne va un grande amico, uno di quelli con cui ho trascorso momenti unici, mix di risate e voglia di stare insieme. Anche Ernesto mi ha insegnato tante cose, le più piccole e per questo le più importanti che nessuno riuscirà mai a scalfire. Riposa in pace amico!

Reazioni



martedì 30 luglio 2019

Chiarificazione


Ho letto, mi sono informato, dando una scorsa alle tabelle, ai grafici, ho guardato I commenti pro e, con maschera e boccaglio, contro. Per questo e non per allocchismo sono fortemente contrario al Tav, la grande opera, forse una delle ultime, a cui guardano con avidità tutti coloro facenti parte della coalizione degli appalti, un ampissimo ventaglio politico comprendente quasi tutte le forze, supportato dalla grande, si fa per dire, stampa nazionale. In merito ho avuto occasione di consultare pareri onnicomprensivi dal chiamparinismo, alle madamine, che tenerezza, dal gianninismo all’eclatante gruberismo, dai giullari di corte ai nani pirotecnici. Il subliminale al proposito è chiaro e lampante: lavoro, crescita, grandi opere per aumentare pil e bilanci. Tra tutte le malcelate fregnacce distorte sparate al proposito emerge un dato vero, certo, inoppugnabile: per opera del governo dell’Erotomane e di quello di Ronf Gentiloni zzz abbiamo concordato con i francesi di accollarci il 57,9% dei 9,6 miliardi di euro necessari per costruire il tunnel principale lungo 57,5 km che corre, udite udite, per l’80% in territorio francese!! Complimenti vivissimi al Del Rio di tutti noi! 
Con questi dati, con le relazioni tra spese e benefici chiare e altamente negative in merito alla realizzazione sono fortemente contrario all’opera, infischiandomene di tutto quello che i soloni peripatetici continuano a proferire in merito, per conclamata piaggeria. Il Movimento 5 Stelle non può e potrà avvallare il via all’indegna opera, pena la liofilizzazione certa del suo elettorato. E il fatto che il via ai lavori abbia avuto l’ok anche dal partito del Rimasuglio Puttaniere, conforta e supporta la scelta negativa al Tav. Quello che lui infatti approva, condivide, suggella di default è storicamente contro il bene comune ed unicamente utile ai suoi interessi. Per tutto questo il Bibitaro non ha scelte, non potrà agire, come suo solito, utilizzando politiche tipiche dei Forlani, dei Gava, del Gobbo Mafioso. Il 7 agosto si voterà la mozione pentastellata: se, come sembra, il Cazzaro si dissocerà preferendo il sempre da lui apprezzato grande affarismo tortifero, vedasi lo scempio del Mose veneziano, avrà l’obbligo morale e di statuto di rompere l’alleanza cazzara, lasciando ad altri la gestione del tuttofuorchéministrodegliinterni, dove per altri s’intende quell’agglomerato di astiosi, litigiosi, riottosi, senza alcuna rotta, in perenne balia di sé stessi, che dovrebbe al momento rappresentare l’opposizione, in realtà faro e guida per tutti coloro che del nostro stivale vedono unicamente l’albero della cuccagna.