giovedì 20 giugno 2019

Numeri astronomici vergognosi




La ripropongo questa foto per evidenziare dei numeri, astronomici che riportati a quelli di quel puntino farebbero, o fanno, sobbalzare dallo sbigottimento eventuali civiltà fuori da quel puntino, da dove si alza lo sdegno per tanta barbarie. 
Quel puntino siamo noi, è il nostro pianeta ripreso da 6 miliardi di chilometri da una sonda lanciata negli anni '90. 
Su quel puntino avviene un fatto che nessuna specie del pianeta o dell'Universo mai e poi mai potrebbe compiere. Solo la razza umana, si suppone, ha il coraggio di compierla; parlando di numeri astronomici: avete idea di come sia grande il numero 27.000.000? 
Ebbene Save The Children ci informa che sono proprio 27milioni i bambini sfollati a causa di guerre in questo periodo, che non hanno più accesso all'educazione, ai giochi, alla spensieratezza propria della prima fase della vita. Alcuni, moltissimi, sono soli, abbandonati, impauriti, piangenti nelle notti passati a fuggire, con addosso il ronzio delle bombe, delle urla, con appiccicato il fetore dei morti, il silenzio degli assassinati, il fragore del deserto aperto davanti alle loro coscienze nel pensare al futuro. In quel puntino molti cicaleggiano per cani abbandonati, s'impegnano a togliere le cicche dagli arenili, soccorrono gabbiani zoppicanti, tutte preoccupazioni lecite, ci mancherebbe, ma cazzo! Ventisette milioni di innocenti in balia del destino, senza spalle su cui appoggiare le testine gementi, senza mani rassicuranti per le notti, senza l'attenzione che solo un genitore può dar loro! 
Mi chiedo, e mi sento corresponsabile: che cazzo di sistema abbiamo inventato per fregarcene di tutto questo? 
Come facciamo a preoccuparci dei moniti delle Lagarde e dei loro templi di merda come il Fondo Monetario, come possiamo sussultare per l'innalzamento di quel cazzo di spread e non collassare davanti a questo numero inverecondo, fanghiglia in grado di ottenebrare le bellezze del genio a noi appartenente? 
E mai possibile che non si riesca a frenare la produzione della causa principale di quanto avviene, ovvero la vendita di armi, primo sponsor dei cosiddetti presidenti americani ad esempio, guardate l'ultimo quello zoticone biondastro che freme nel aumentare il numero di bimbi defraudati della loro fanciullezza e che un Cazzaro nostrano ha recentemente adulato? 
Come è possibile riuscire a ridere, gustare dei sapori di quel puntino mentre nello stesso istante molti di noi, i più indifesi, soffrono nel corpo e nello spirito senza comprendere il nesso, il disturbo, di essere diventati viventi, essendo già morti? 
Quel puntino dovrebbe essere spento, dissolto. Verrebbe da dirlo se non fosse per il sorriso, ne basta uno solo, di un piccolo estasiato ed impazzito dalla grande giostra della vita che, se fosse lasciata libera da nefandezze, sarebbe il più bel gioco dell'Universo.  

L’Arrivo





mercoledì 19 giugno 2019

In effetti...



In effetti è stata un’accoglienza trionfale che mi ha ricordato quella tributata a Stanlio e Ollio quando arrivarono con la nave a Londra. Da sempre, quando compaiono i comici, si muovono masse entusiaste!

Articolo molto interessante



Un Paese senza Occidente

di Ezio Mauro

Un’investitura ottenuta l’altro ieri dal vicepresidente Pence e dal Segretario di Stato Pompeo, in quella che a prima vista potrebbe sembrare una delle tante visite ad limina
compiute nei decenni a Washington dagli aspiranti premier in Italia.
Dopo un anno di governo in cui il Paese ha galleggiato confusamente dentro una geografia immaginaria, trasformando il Mediterraneo in un mare ostile veicolo d’invasione, rompendo con i partner tradizionalmente più vicini, polemizzando con la Francia di Macron, attaccando la Germania della Merkel, iscrivendosi come junior partner al gruppo di Visegrad, è sicuramente importante che il vicepresidente del Consiglio – nel momento della sua massima forza – abbia riscoperto il rapporto con Washington, registrando il baricentro della nostra politica estera.
Ma in realtà la vera identità con cui Salvini è arrivato in America è quella di uomo nuovo di una nuova destra italiana, che fa piazza pulita non solo delle ragnatele democristiane appese al soffitto della Prima Repubblica, ma anche della stagione berlusconiana, con la sua interpretazione cesarista e privatistica di una destra che pure il Cavaliere era stato capace non soltanto di raccogliere e impersonare, ma di evocare, suscitandola con una mutazione alchemica del moderatismo italiano.
Quei mondi sono finiti. E Salvini è andato a Washington come ambasciatore del nuovo mondo, anzi come leader in pectore
dell’ultradestra europea. Che non avendo ricevuto dal voto europeo quel consenso su cui puntava per rovesciare gli equilibri della Ue, cerca ora un sostegno esterno chiedendo alla Casa Bianca una copertura imperiale e una licenza continentale del trumpismo, da spendere a casa nostra col marchio d’origine controllata: dal taglio delle tasse al blocco dell’immigrazione, fino all’ultimo esperimento che filtra i migranti da far entrare in base al talento professionale e alle qualifiche tecniche, discriminando definitivamente i più sfortunati tra i disperati. In cambio, da oggi Salvini si mette a disposizione di Trump (trascinando con sé l’Italia in questa missione contronatura per un Paese fondatore dell’Unione) come grimaldello per far saltare le porte di Bruxelles e Strasburgo, scassinando la Ue, nella speranza di svuotarla rendendola inutile, o almeno di condizionarla dall’interno fino a paralizzarla. L’Italia, purtroppo, come piede di porco per manomettere la costruzione europea, su mandato tacito della Casa Bianca. Anche se l’incontro di lunedì ha certificato che non c’è bisogno di nessun mandato. I nemici sono comuni, gli obiettivi congiunti, la strategia è la stessa.
Dunque guerra allo «strapotere» (come l’ha chiamato in America Salvini) franco-tedesco, pieno appoggio alla Brexit, anzi pieno sostegno all’uscita hard promessa da Boris Johnson, attacco concordato e condiviso alle Nazioni Unite con minaccia di tagliare i fondi per le iniziative umanitarie.
Tra i bersagli delle sopravvivenze occidentali manca solo la Nato, ma arriverà. Intanto c’è la Bce, con Mario Draghi criticato ieri direttamente da Trump (dopo gli attacchi del passato di Salvini) perché il suo annuncio di possibili misure di sostegno a un’economia che non decolla incide sul cambio e dunque «rende ingiustamente più facile la competizione dell’Europa con gli Stati Uniti». In casi come questo, dove sta il governo dopo le strette di mano americane di Salvini? Con Draghi che sostenendo l’economia europea aiuta l’Italia, o con Trump che vuole fermare l’aiuto della Bce alle esportazioni, danneggiando il nostro Paese? Com’è successo spesso, la foto-opportunity davanti alla Casa Bianca illude i leader italiani in pellegrinaggio di essere i migliori amici dell’amministrazione americana, e Salvini si è spinto addirittura a un rovesciamento copernicano, sostenendo che l’Italia è «un punto di riferimento» per gli Stati Uniti davanti alla fragilità europea, il Paese a cui l’amministrazione Usa «si sente più vicina» in una comunanza «valoriale», «l’alternativa» al tandem che ha guidato fin qui l’Europa, da Parigi e da Berlino. Come si può vedere, dunque, siamo davanti a un’intesa ideologica ben più che strategica. È il sovranismo che si cerca, si riconosce e si raccorda tra le due sponde dell’Atlantico, destrutturando le alleanze tradizionali, mutilando le organizzazioni internazionali, minando quelle costruzioni sovrastatali politiche e istituzionali con cui tre generazioni nel dopoguerra hanno cercato di realizzare un sistema capace di garantire insieme la pace, la sicurezza e i diritti: per tornare al semplice rapporto di forza degli Stati nazionali, liberi di cercare qua e là la tutela dei loro interessi, senza un’idea, un’ambizione e una responsabilità dell’ordine globale dell’Occidente. In fondo, non è un caso se proprio questa parola è mancata nel vertice di Washington, perché è venuto meno il principio occidentale, sia per l’Italia sia per l’America, si è dissolto il concetto, che pure fa parte della nostra identità e dei nostri valori. Siamo diventati un Paese a-occidentale, condizione sterile perfetta per neutralizzare o depotenziare i valori liberal-democratici che sostanziano la democrazia in questa parte del mondo. Tanto che ci si può inchinare a Washington mentre si flirta con Mosca. Trump in questo è davvero il partner perfetto per Salvini, che si porta in tasca i Cinque Stelle, appagati dal dividendo marginale della loro predicazione gregaria anti-sistema. Un partner che suggerisce all’Italia un rapporto con l’America saltando per la prima volta insieme l’Europa e l’Occidente. Prima o poi si proverà a farci uscire dall’Europa. Per il momento accontentiamoci di essere fuori dall’Occidente, senza un dibattito parlamentare, senza una reazione nel Paese, senza una rotta. Senza che l’opposizione lo sappia.


Paragoni



Mi meraviglierebbe di meno vedere arrivare alla stazione di Migliarina l’Hogwarts Espress che aver letto le critiche di Landini alla proposta d’introdurre il salario minimo di 9 euro lordi all’ora.

Normale



Non stupiscono affatto le dichiarazioni di Giorgio Merletti, presidente di Confartigianato, che ha criticato il famigerato, per molti, salario minimo, 9 euro lordi all'ora.

«Siamo contrari a una misura negativa per le imprese e soprattutto per gli stessi lavoratori, i cui salari sarebbero schiacciati sulla soglia minima e perderebbero, insieme alla libera contrattazione, tutti i vantaggi che ne derivano, uno per tutti la bilateralità con i benefici relativi."

Ineccepibili le sue parole, dall'alto del suo scranno, che assurgono a prova certa e sicura sullo stravolgimento in corso da decenni sulla moralità nel mondo del lavoro.
Anche il reddito di cittadinanza concorre a rendere nitido il concetto formatosi negli anni, prima con la spinta all'off shore di Al Tappone nell'Era del Puttanesimo, successivamente con la devastazione dei diritti acquisiti, vedi articolo 18, per mano dell'Ebetino nell'Era del Ballismo.
Il pensiero comune, la normalità è che sia lecito corrispondere mance al posto di salari, incazzandosi pure se lo stato elargisca somme di denaro per salvaguardare la dignità umana e il cui importo, guarda a volte le coincidenze, supera le retribuzioni "normali" dei numerosissimi signorotti italici.
Calpestando la normalità, la socialità, uno come Merletti non compie nessun scempio di pensiero. Sono gli altri, noi, che preferiamo acchetarci a disonorare le lotte del passato. Facendo godere molti.