Sette ore di Pronto Soccorso, tu al di là della porta su una barella a farti curare, era tutto pieno, sottostimato come al solito, gli eroi che correvano di qua e di là, in quegli sgabuzzini adatti ad un paesotto non ad una cittadina come la nostra, ma questo è un altro problema creato nei decenni da orchi senza scrupoli, ah le parole di Enrico nella celebre intervista di Scalfari, trent’otto anni fa! Io in sala d’aspetto a trescare con il tempo, coi pensieri che mai t’abbandonano in situazioni come questa. Le ore snocciolavano, le domande no: avrà sete? Dove l’avranno portato? Poi sul far della sera la chiamata, entro dentro e subito ti vedo sereno e poi quel tuo scatto, quel virgulto di gioia irrefrenabile nel vedermi, quel tripudio di affetto, di amore che mi hai manifestato! Nessuno potrà mai replicare, rinvanghire, clonare, rimodulare la tipologia di affetto propria dei genitori. Un’esclusiva irripetibile da nessuno, neppure dal miglior cinese. Quello scatto di emozione, di cuore sibilante mai mi abbandonerà più, l’ho già rivissuto, compartecipato svariate volte che sono passate solo una manciata di ore, figurati andando avanti! Per quello scatto riuscirò a comprendere molto altro ancora, a contemplare meglio la parola amore, a riflettere levando gli occhi al Cielo. La gratuità che si incarna, si materializza per spronarmi a cercar altrove, volando alto, molto alto. Per quello scatto mi sento migliore, effervescente, dinamico, volenteroso, nuovo. Grazie di tutto, come sempre!
Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
mercoledì 12 giugno 2019
martedì 11 giugno 2019
Arridaje!
Domandina
Scusi segretario: ma il primo dei tre insegnamenti lo avete recepito in finnico con sottotitoli in lingua maori?
Perché parla?
Strana routine
Sai che succede, è successo, risuccederà: questa routine oramai consolidata, un mese o poco più, e ci tocca andare al Pronto Soccorso, diventi giallo mannaggia, poi non mangi, non hai fame, ti vedo nervoso, maledici quel braccio inanimato, quella gamba che non ti sorregge, e tu sai e quanto mi trasmetti di voglia smaniosa di rivederla funzionare, sorreggendoti, non per camminare e andare chissà dove, solo per riagguantare l’indipendenza di andare in bagno da solo, un’azione che da quando me l’hai evidenziata la soppeso, la gusto, ne ricerco rivoli di beltà, veri come la tua voglia di riviverli. Dicevamo la routine, lo sbuffo per quei due, tre giorni trafitto da flebo, da esami, da quel piccolo intervento che ti permette nel mese seguente di vivacchiare, sprigionando però il meglio di te, l’apertura del tuo scrigno tanto prezioso da confondermi sempre quando lo ammiro. Sai però papà che la routine non è per sempre? Anch’io non lo sapevo, mi hanno informato: se quel qualcosa che spinge, continuerà a farlo arriveremo al punto che il tagliando non si potrà più fare, perché ci sono regole in natura che sovrastano sentimenti quale l’amore. Sono principi fondanti e perfezionanti la vita, la natura ha un suo compimento, c’è un appuntamento che nessuno riesce a procrastinare. Dico queste cose solo perché appunto me le stanno trasmettendo, e annuisco come un cretino, bleffando spudoratamente al riguardo. Non è vero un cazzo che le abbia fatte mie! Rifiuto ancora oggi che possa accadere il naturalmente normale, il ciclo biologico che s’immota, ne aborro solo il pensarvi, non me ne frega nulla di passare per fanciullesco o portatore insano di baggianate. Me ne frega meno che zero di quello che mi vorrebbero far credere, forse a giusta ragione per carità, frasi becere tipo “eh ma è arrivato ad una bella età” o “ci metterei la firma per arrivare alla sua età!” oppure “l’ho importante è che non soffra!”
Niente di tutto questo potrebbe attenuare la mancanza di te, nessuno quaggiù e forse lassù riuscirebbe a farmi sussultare d’emozione come quando ci incontriamo al mattino, con quel tuo sorriso sorgante, abbracciante tutto me stesso, che ci doni al di là di ogni dolore, sofferenza, inquietudine.
Niente e nessuno potrà sminuzzare questo legame, forse troppo forte, ma stupendamente bello! Combatti leone!
Speranza
Grave mancanza
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