Sembrerebbero degli enormi testicoli, tipo quelli che verrebbero ad ascoltare un tentativo di ragionamento della Gelmini; invece è solo l’esposizione del mobile a Milano!
Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
lunedì 8 aprile 2019
Selvaggia!
domenica 07/04/2019
IL DUELLO
Nella crisi pop di governo ecco la “fidanzata tecnica”
LA DISFIDA - “LUIGI” RECUPERA CONSENSI CON LA NUOVA FIAMMA VIRGINIA, MA SALVINI NON RINUNCIA AL SUO PRIMATO DI MASCHIO ALFA
di Selvaggia Lucarelli
Sono sinceramente rapita dalla campagna sentimental-elettorale di Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Non faccio che guardare le loro foto mentre limonano per prati o al cinema a vedere Dumbo per lasciarmi inebriare da questo svenevole remake di Tre metri sopra il cielo; dal titolo Dieci punti sotto la Lega. Del resto, erano mesi che Di Maio si interrogava sul perché del crollo nei sondaggi per i 5 Stelle. Ma come, ho abolito la povertà, e poi ho lavorato per le pensioni, il bonus auto, basta contributi pubblici all’editoria, ho mandato una ruspa nel giardino di mio padre e ho perfino convinto Di Battista a stare buono per un po’ convincendolo del suo imprescindibile contributo al tavolo delle trattative, per cui ora fa il falegname e quel tavolo lo sta costruendo. Dice che se gli viene bene fa pure le sedie. Insomma, cosa mi manca per convincere gli italiani di aver dato il voto all’uomo giusto?
Un bel giorno Luigi Di Maio l’ha capito: mancava la fidanzata. Quell’aria da scolaretto diligente, educato, perbene, contrapposta alla rozza genuinità di Salvini necessitava di una botta di virilità. Perché per il reddito di cittadinanza servono le coperture, per la costruzione di un leader servono le copertine. Quelle di Chi, possibilmente.
Parte quindi il contest che un tempo fu “Trova in fretta un fidanzato a Noemi Letizia” e lo si aggiorna in “Trova una fidanzata caruccia per Luigi Di Maio”. Rocco Casalino seleziona dieci papabili, le chiude nella casa di Giulia Sarti spiate dalle telecamere 24 ore su 24 e alla fine, dopo un confessionale particolarmente convincente in cui lei dichiara “Mi piace Luigi perché è un uomo gentile, quando va da Floris e parte l’applauso pure quando Floris si raddrizza gli occhiali non ha mai picchiato nessuno delle prime file”, la sceglie. Lei è Virginia Saba. “Virginia”, come l’amica sindaca di Roma, quindi col subliminale siamo a posto. Virginia, che significa vergine. Virginia, iscritta alla Pontificia Facoltà Teologica di Cagliari. A un grado di separazione dalla santità in pratica. Semplicemente perfetta.
La prima uscita pubblica la decide lei, è per assistere a un’opera sul “mito di Orfeo” e lì pare che ci sia la prima discussione con la fidanzata perché lui le dice “Ma quale mito, Mario Orfeo è un amico di Renzi…”, lei allora gli spiega che si tratta di un altro Orfeo, lui risponde: “Basta che non me lo ritrovo in Rai come quell’altro” e il giorno dopo sorridono ai fotografi.
A quel punto entra in scena Matteo Salvini. Non va mica bene che l’altro sia improvvisamente più pop di lui. Cioè, uno costruisce una carriera politica sulle felpe, gli slogan, i selfie con la pasta al ragù, le maniglie dell’amore, i meme, le ruspe, la bandiera dell’Italia, le divise, i karaoke da Costanzo e poi arriva lo scolaretto con la fidanzata nuova che gli ruba le copertine di Chi. Ed è così che anche lui, con un rapido casting, si trova la fidanzata. I requisiti necessari sono due: giovane e bona. La scelta ricade su Francesca Verdini, che io dico, a ‘sta povera ragazza non bastava essere la figlia di Verdini, no, pure la fidanzata di Salvini.
Di Maio ha fatto il suo debutto con Virginia all’opera, lui risponde con il debutto con Francesca alla prima di Dumbo. Della serie: Luigì, ti devo insegnare tutto. Il popolo va nei multisala coi popcorn, non in teatro col binocolo. Di Maio capisce e rilancia. L’opera e Orfeo erano troppo radical chic, quindi la seconda uscita è su un prato come le coppiette dei college americani. E sul prato lui e Virginia limonano duro, con la linguetta in bella vista, da gatto che si pulisce la coda, con la gonnellina morbida color pastello, con le margherite e mancano solo la tovaglia a quadretti e un coro di usignoli perché il raccapriccio di chi guarda sia totale.
Salvini non ci sta. Ha costruito una carriera da maschio alfa facendo credere di essere quello che con Elisa Isoardi la pacchia non finiva mai e non dimentichiamo l’after sex in accappatoio, ora non è che arriva Di Maio e passa per la tigre del materasso al posto suo. Basta con ‘sti baci e la linguetta in pubblico che tanto non ci crede nessuno. E poi che è quel prato, che è quel pomiciare bucolico, che è quell’immagine da fidanzatini che hanno promesso castità al prete della parrocchia. Lui deve trasmettere un’altra idea. Quella dell’amante implacabile. Di quello che è una ruspa pure con le donne. E allora Francesca va a dormire da Matteo e la mattina dopo, con i fotografi sotto casa, lei esce con i vestiti di lui addosso. Esce con la tuta della polizia. Che a quel punto uno pensa: chissà che fine ha fatto il tubino nero della sera prima. Magari Matteo lo voleva per sé come feticcio, magari Matteo gliel’ha strappato, magari Matteo se l’è ingoiato durante un gioco erotico.
Insomma, capisci che ancora una volta, nella guerra a chi sia più pop, vince lui. Ma soprattutto, che esistono governi tecnici, d’emergenza, e pure fidanzate tecniche. Entrambi durano finché servono.
domenica 7 aprile 2019
Colonia
Pare che questo connubio tra arte e sacro abbia recentemente dichiarato:
“Sono 10 anni che sono single. Qualcuno dovrebbe tirare fuori gli attributi e farsi avanti. Sono scandalosamente disponibile.” (Charlize Theron)
Casualmente ho appena acquistato un cinque litri di acqua di colonia in puro stile Ragioniere, per patta e ascelle...
sabato 6 aprile 2019
Filosofando
Socialmente ed incongruamente l’attuale società stenta a
decollare visto che potrebbe già essersi inabissata nell’oceano profondo dell’anonimato
sociale.
Guardare per credere: vedete qualcosa di appagante, forgiato nella speranza di un miglioramento
necessario, non più procrastinabile? Avete sentore che nel sottobosco culturale
stia fermentando un qualcosa rivoluzionante questa mefitica normalità incentrata
sul sopruso, sull’angheria?
Sembrerebbe proprio di no, visto che le uniche novità all’orizzonte
riguardano l’apparato mediatico Xanax, il cullante cervici, l’addormentatore di
coscienze. Infatti a breve inizierà il Grande Fratello, l’apoteosi del
cazzeggio delle sinapsi, una centrifuga sparigliante rimugini, ansiose voglie di
cambiare, praticamente un inibitore di contrarietà. Eccetto questa novità
soporifera, nulla di nulla si muove per raddrizzare la barra di un timone
oramai non più controllato. Le giovani leve sono già sciroppate, i pochi che
alzano la cresta deviano quasi immediatamente verso il girone violento, la
scelta più deleteria per cambiare una società, prendete ad esempio la Francia e
i suoi gilet gialli.
Servirebbe anzitutto stabilità mentale, freddezza,
obbiettivi precisi, azioni pacifiche ma tremendamente efficaci quali sciopero
bianco, mancanza di acquisti, occupazione pacifica di punti nevralgici,
azzeramento di false ovvietà, vedasi il dover accettare programmi tv mentalmente
destabilizzanti o il temibile inoculamento da shopping, oppure la ritrosia
conclamata ad inebriarsi alla fonte della saggezza letteraria.
Tutto quello che emana cultura, apprendimento, abbellimento
dell’essere è stato confinato in vetuste cantine per una definitiva scomparsa:
semplici ritrovi tra amici per dialogare, senza cellulare al seguito, con discussioni,
confronti incentrati su tutto ciò che ci differenzia dal resto del regno
animale, chiamiamola pure arte, voglia forsennata di azzannare un classico, di
abbeverarsi dentro un museo, di ascoltare sana musica per scorrazzare nei prati
immensi della libertà individuale.
Invece si assiste al disastro preannunciante l’armageddon: minorenni
vestiti con qualche migliaia di euro che trascorrono le giornate in uno
sbadiglio culturale tanto allarmante quanto deleterio, non solo per loro; la
cultura della giovinezza eterna, sbiadente le bellezze proprie di tutto l’arco
biologico (è molto più bella una signora, o un signore, fiero dei suoi anni che
un contenitore di botulino e silicone); e ancora: il faro dell’effimero
allontanante chiunque dalle terre essenziali, capaci di stabilizzare le
coscienze attraverso la ferrea constatazione della caducità della vita e la sua
conseguente degustazione continua, di ogni attimo, di ogni respiro, di ogni
barlume inebriante.
Quel che resta è poco, impercettibile e non mi ergo né a
censore né a possessore di qualità che avverto sciamino continuamente da me. Mi
permetto solo di stimolare, d’irritare, di spronare, desideroso come non mai d’avvertire
una qualsiasi brezza preannunciante l’impetuoso vento cambiante regole e
obbiettivi. Necessariamente sempre nell'animosità pacifica ma non per questo
rivoluzionaria.
Domandina
venerdì 5 aprile 2019
Paresi dollaritaria
La consolabile, e consolata, MacKenzie ex signora Bezos ha raggiunto l'accordo con l'oramai ex marito Jeff divenendo, precisamente al quarto posto, una delle donne più ricche del pianeta: per la modica cifra di 35 miliardi di dollari infatti, Mackenzie ha lasciato Jeff il quale l'ha ripagata con il 25% delle azioni in suo possesso di Amazon, che fanno appunto quella cifretta lì, che vorrei pure tradurre per rendere l'idea: se ammettiamo una villona con mega piscina costasse 5 milioni di euro, MacKenzie se ne potrebbe acquistare 6400! Vogliamo fare un altro esempio: un mega Suv da 80.000 dollari? Ne potrebbe avere in garage 400mila!
Rende l'idea?
MacKenzie come vedete nelle foto non è sempre ridanciana come potrebbe sembrare: è rimasta così, colpita da una sindrome chiamata "paresi dollaritaria" acquisita nell'istante in cui gli avvocatoni curanti la separazione le hanno annunciato la cifra dell'accordo! Ora dovrà andare in giro in questo stato, preannunciando, la poveretta, di non poter presenziare a cerimonie meste tipo funerali, per non incorrere in guai derivanti dall'ira dei parenti. E non la potremmo vedere più a comizi, celebrazioni quaresimali, forum scientifici, ritiri spirituali penitenziali. La rara forma di paresi che l'ha offesa non le consentirà di presenziare a detti appuntamenti.
Si consolerà con gli estratti conto.
Ed infine Jeff: pur avendo ceduto 35 miliardi di dollari all'ex consorte rimarrà l'uomo più ricco del mondo! Di questo mondo che permette sconcezze di questo tipo, alla faccia di tutte le angherie, le storture, le sopraffazioni subite e sopportate dalla stragrande maggioranza di questa umanità disorientata ma felice, come il sottoscritto, di ricevere celermente il pacco Amazon in perfetto e tremebondo orario, frutto di angherie padronali alla Jeff!
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