venerdì 5 aprile 2019

Fierezza



Dunque la stagione dei fumenti è iniziata. Da qui a fine anno a noi che abitiamo vicino all'attracco crocieristico ce ne garantiranno ben 157! Una gioia immensa che mi fa gongolare il cuore! Arriveranno ben 700mila turisti e io sono davvero ricolmo di gratitudine perché, mi hanno sempre detto, così gira la grana in città. E io sono fiero di vedere aumentare il commercio, ci mancherebbe! Ho fatto un piccolo conto: oltre ai fumenti garantiti donatici dalle auree ciminiere, gireranno qualcosa come 13mila pullman per trasportare gli amici croceristi. Spettacolo! Alcuni di loro andranno a vedere la torre che pende, altri a Firenze, altri si aggiungeranno alle innumerevoli armate nipponiche per convolare nelle Terre Sommerse da loro stessi, che sono Cinque. E io fiero di questa modernità, già ebbro nel degustare le migliaia di containers che, mi hanno sempre detto, anch'essi fanno girare l'economia della città, e io ci credo ci mancherebbe, ansimerò per deliziarmi degli attracchi maestosi, per il bene della mia terra. 
E alla sera fumenti per tutti! Grazie amici!

Se lo dice Hal...



giovedì 4 aprile 2019

4 aprile 1952



Il 4 aprile 1952 nasceva a Belfast uno dei più grandi chitarristi, compositore e cantautore Blues, Rock e Hard Rock della musica, quella vera: Gary Moore, deceduto il 6 febbraio del 2011.
Per chi non lo conoscesse consiglio di andarsi a vedere qualche video su You Tube. Ne vale la pena.

Tanti auguri Gary!  

Cosa ho visto!


Mi è capitato di vedere un video che vorrei non farvi vedere, no non ve lo posto tanto è innervosente. Anzi si ve lo faccio vedere. Prima però vorrei dire alcune cosucce, rimanendo, anzi, cercando di rimanere nella legalità.
Il video mostra una nuova moda, anzi: un altro modo per infiascare aria senza alcun riguardo nei confronti del consumo di ossigeno che alcuni compiono pur non avendone i requisiti. Entriamo nel mondo dell'imbecillità tramutata in normalità.
Si vedono minorenni tutti griffati ostentare i loro acquisti, con i soldi dei genitori i quali pensando di dar loro affetto sotto forma di shopping, a mio parere, ne minano la psiche. 
Il problema è sempre il solito: come si possa cioè permettere a squallidi mattatoi culturali che con riverenza continuiamo a chiamare marchi di moda, di vendere delle semplici T-Shirt a prezzi non solo inauditi, ma infanganti il comune senso del pudore. E' concepibile che alcune firme vendano delle felpe, normalissime felpe a più di 400 euro? E' ammissibile che ci siano in commercio magliette, dico magliette, che costino quasi un milione di vecchie lire? 
Ma porca puttana! Possibile che non ci sia nessuno in grado di fare questo ragionamento: confezionano una maglietta il cui valore al massimo arriva a 50 euro, al massimo, poi lo reclamizzano, fanno arrivare il messaggio agli innumerevoli "branchi" di teenager che attendono sera pascolando nei nevrotici centri delle città. Tra questi poveretti normalmente ce n'è uno che ha il padre indaffaratissimo e pregno di denari il quale, per non farsi rompere i coglioni dal figliolo sgancia i soldoni senza fiatare e, una volta acquistata, il minorenne la sfoggia agli amici, tra cui normalmente, sono presenti anche appartenenti ad una fascia medio alta, il cui bilancio risentirà del successivo acquisto emulatorio, per non sfigurare difronte al riccone. E questa giostra indegna, portante soldi in mano di pochi è degenerativa, ossessiva e, soprattutto, mina l'equilibrio dei giovani, intenti e pronti al futuro acquisto, dannatamente pubblicizzato. Così senza alcuno osservatorio, senza un controllo da parte di chi dovrebbe esercitare la sua funzione di coordinatore della crescita delle nuove generazioni, la macelleria sociale continua imperterrita a mietere menti, squilibrando coscienze in crescita.
Non sono un santo, né un sociologo. Mi urta tanto veder appassire virgulti in fiore, svilire menti che se supportate nel cammino di formazione potrebbero un giorno sbocciare nei tanti campi della comune salute mentale, oramai inariditi e resi insipidi da questa malefica ideologia consumistica all'estremo. 
Nessuno si muove, neanche chi nel pieno della vitalità potrebbe bruciare tempi e modi per abbracciare la vera bellezza, quella che sgorga dal cuore ed irrora la cervice. Sfanculando le felpe a 500 euro!   
E ora, se volete, guardatevi il video. Coraggio! 

Video Outfit

Addio ad un innovatore


La sua foto faceva parte del nostro panorama, quella giacca a righe inguardabile era diventata simbolo di commercio, antesignano della grande distribuzione; lampioni, muri, pensiline erano invase da quel ritratto che non aveva bisogno di nessuna aggiunta: era Gerardo e da Gerardo e la sua Stalla potevi trovare ogni cosa; un nostrano e meno sfrontato Besos, che teneva aperto anche la sera, pure la domenica, tra la disapprovazione generale di chi, a distanza di anni, ansima oggi per acquistare nel dì di festa paccottiglia impellente come un fotografo a Belen. Gerardo se ne è andato nel silenzio, venti giorni fa, senza pubblicità. L’ultimo ossimoro di un innovatore, per l’occasione senza alcuna foto.

lunedì 1 aprile 2019

Gurria! Gurria!



Non contento d'infiascare da una vita, lauta e sontuosa, Angel Gurria, segretario dell'OCSE, che non è uno yogurt bensì l'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, tradotto: sviluppiamo disparità a danno di molti per il compiacimento di pochi, ebbene questo Gurria ci mette in guardia: se non volete smettere di crescere, abolite la quota 100 pensionistica! 
Udite udite! Se lo dice Gurria prestiamo ascolto a quest'avvertimento, infischiandosene del fatto che un saldatore, un edile, un tagliaboschi, insomma: chi da una vita compie un lavoro usurante, per il bene della crescita dovrà andare in pensione più tardi, ad un passo dal mogano eterno! 
Nessuna pietà difronte alla crescita, né ritegno, né umanità! 
Da ce lo chiede l'Europa a crescere sempre! 
Crescere per dove andare? E come crescere? 
Se la guardiamo da un punto di vista culturale la crescita di Gurria è lo sprofondo sociale: invogliare all'acquisto di cianfrusaglie per gonfiare sempre più i capitoni al potere, nel vero potere quello economico, fregandosene del resto, che siamo noi. 
Crescere, crescere: nuovi mutui, nuove tecnologie, due televisori che tanto hanno il timer inserito e dopo due anni o lo cambi perché non funziona o perché il vicino ha preso quello da 195 pollici, dovendo pure fare un illecito edilizio per ingrandire la parete ove appoggiarlo, tanto poi al primo condono tutto sanerà, a parte il fatto che l'aumento di cubatura rimpicciolirà il garage, già inutile perché con la terza macchina acquistata, grazie al forte sconto, per ovviare liti e percosse in casa si è deciso che tutte le utilitarie restino parcheggiate all'aria aperta. E poi vuoi mettere vedere la tv anche nel ripostiglio, la quarta da 35 pollici, mentre stai cercando il vino per la cena? 
Crescere, crescere per poter andare più spesso a fare shopping, per sfoggiare i nuovi jeans strappati così tanto che nel negozio must ti daranno i bottoni, la cerniera e una striscia da avvolgerti attorno alle gambe fermata da una spilla da balia; ma è la moda please, quella che cresce, cresce. 
Cari pensionati non rompete le scatole: dovete rassegnarvi ad ansimare, a crollare sul posto di lavoro: ce lo chiede l'OCSE e Gurria che teme di non riuscire a vederci crescere. Crescere come i testicoli davanti a questa esacerbante teoria di aria fritta, tendente all'infinito ma accomodante molti verso il riposo eterno. Satolli di crescita ma poveri, da sempre, di libertà.