giovedì 21 febbraio 2019

Tutto sta qui



Il bandolo, il fulcro, il nettare di tutto il circo dei rimbrotti è racchiuso in articoli come questo. La UE, tempio della Burocrazia 2.0, avverte che la crescita dell'Italia non potrà avvenire per le misure cogitate per chi si trova in affanno. 
Questo treno di carta e stracci, di radical chic, di intenti lontani anni luce dal popolo, questa pletora di fuori dal mondo, intenti a non affogare tra le loro slide, i loro grafici, le loro credenze anti uomo, accostabili alle mine, ci avverte che se per una volta, da tempi immemorabili, la compagine al governo focalizza i disagi sociali di anni e anni di politica alla cazzo&campana, ebbene tutto questo nuocerà sia alla crescita che addirittura a tutta la carovana economica europea. 
In pratica: se volete non incappare in difficoltà dovete lasciare gli operai a lavorare fino a 67 anni e, di concerto, evitare di dare soldi a chi ne ha bisogno. 
E quello che più mortifica è capacitarsi del fatto che questo diktat venga digerito dalla stragrande degli abitanti queste povere terre sconnesse. Che nessuno provi a controbattere a questi soloni del nulla, primo: sono affaracci nostri. Secondo: evitate voi per primi di scialacquare denari in cazzate. Terzo: questo sistema nel quale gozzovigliate va abbattuto. 
E se ci scappasse pure un vaffanculo, benvenga! 

Ridiamoci su!




Dove sei finito?


Aria tesa nel movimento dilaniato dalla decisione di non dar luogo a procedere nei confronti del Cazzaro. In questo clima però si nota un silenzio, un'improvvisa assenza mediatica di uno dei perni, dell'architrave del pensiero cosiddetto grillino:


Dopo aver inondato i media con dichiarazioni molto belligeranti, improvvisamente il Dibba si è auto silenziato ed i motivi potrebbero essere molteplici: dal distacco alla nervosa polemica con l'attuale linea politica del Bibitaro. 
Problemi interni, spasmodica voglia di capire come si comporterà nel futuro questo purista ideologico che trova una sponda quasi fraterna nell'attuale presidente della Camera Fico. 
E se come sembra anche le ormai vicinissime elezioni sarde confermeranno la debacle, credo non sia difficile pensare ad un imminente regolamento di conti all'interno del M5S. 
Personalmente sono vicino a Dibba-Fico. Mai e poi mai in nome della politica è consigliabile snaturare le fondamenta di un ideale. Mai e poi mai, come il Bomba e l'ex partito di sinistra attualmente in coma profondo insegnano. 

Piccolo assaggio


“Questo libro non riguarda dunque la Chiesa nel suo insieme, ma un “genere” molto particolare di comunità gay; racconta la storia della componente maggioritaria del collegio cardinalizio e del Vaticano.
Molti cardinali e prelati che officiano nella curia romana, la maggior parte di quelli che si riuniscono in conclave sotto gli affreschi della Cappella Sistina dipinti da Michelangelo - una delle scene più grandiose della cultura gay, popolata da corpi virili, circondata dagli ignudi, questi robusti efebi nudi - condividono quello stesso “orientamento”. Sembra di respirare “un’aria familiare”. 
La maggior parte dei monsignori che ha parlato dal balcone della Loggia di San Pietro, tra il pontificato di Paolo VI e Francesco, per annunciare tristemente la morte di un papa o per proclamare, con grande allegria, Habemus Papam! , ha in comune lo stesso segreto.”

(Sodoma - Frédéric Martel- libro uscito oggi in tutto il mondo)

mercoledì 20 febbraio 2019

Ricorsi


Mi ritorna in mente il primo governo Prodi, Mastella che si dibatteva per entrarvici, la scelta improvvida di accoglierlo invece di ritornare a sagge, giuste ed indefesse nuove elezioni. 
Già la politica, il politichese, il gusto per l'orrido che viene presentato come accordo, ti sgancio una cosa che non approvo e tu in cambio me ne ritorni una indigeribile per la tua compagine. 
Corsi e ricorsi storici: un Movimento nato da una sana ed integerrima idea, sfanculante costi altisonanti della politica, senza sede, senza bilanci, abitato da persone con un obbiettivo di partenza aureo, mettersi al servizio della comunità per compiere l'arduo compito di dirigere la casa comune. 
Succede però che subentrino questioni spinose, il Cazzaro e le sue smanie possessive dell'intera torta, l'accordo, meglio il contratto, stipulato su una superficie inclinata, i sigari accesi tutti nel pertugio del M5S, la visibilità, la tracotanza, le pensioni, i migranti dall'altra, il popolo stressato che rivede la luce, il faro leghista. 
E dall'altra sponda paure, nervosismo, fobie di perdere il treno e l'improvvida scelta di andare avanti, come con Prodi e Mastella. 
I valori sviliti, appassiti, il petto in fuori nascosto da gillet non gialli ma chic. 
Che ne sarà dell'ideale?

Adeguamento