Il sospetto attanagliante pervade e si traduce in una sensazione inducente a pensare che la polemica sia montata non tanto per la bontà intrinseca della protesta, bensì per l’occasione di ricercare forsennatamente una visibilità oramai, e per fortuna, perduta, vestigio di un passato dorato usurpante antichi ideali sviliti da una scelleratezza direttamente proporzionale all’ammaliante sorriso.
Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
domenica 27 gennaio 2019
Malfidato
Il sospetto attanagliante pervade e si traduce in una sensazione inducente a pensare che la polemica sia montata non tanto per la bontà intrinseca della protesta, bensì per l’occasione di ricercare forsennatamente una visibilità oramai, e per fortuna, perduta, vestigio di un passato dorato usurpante antichi ideali sviliti da una scelleratezza direttamente proporzionale all’ammaliante sorriso.
Nel baccello
“Calenda studia da vario tempo i valori, gli ideali ed anche gli interessi politici concreti che ci sono in Italia in questa fase che si è aperta dopo la catastrofe del Partito democratico il 4 marzo dell’anno scorso. I liberalsocialisti e i liberaldemocratici riuniti da tempo nel Pd si sono ridotti al minimo, hanno toccato perfino quota 14 per cento nei sondaggi poi sono leggermente risaliti verso il 16-17 dove adesso si trovano. Calenda ha studiato tutto il terreno di opinione che condivide le idee che furono di quel partito e lo sono tuttora nei suoi esponenti e lo ha valutato con cifre molto più positive di quelle attuali. Forse potrebbe ritornare tra il 30 e il 40 per cento se seguisse la proposta che Calenda ha lanciato nei giorni scorsi: mettere insieme un grande movimento che riprenda ed aggiorni le idee del Partito democratico e vada alla battaglia in Italia e in Europa non tanto come partito ma come grande movimento di opinione. I suoi valori sarebbero molto più ampi di quelli rappresentati dal Pd e quindi raccoglierebbero un numero di elettori assai più vasto, dalla sinistra moderata a quella radicale, tutti insieme anche se le differenze potrebbero essere molto ampie: ampie ma convergenti. Del resto le realtà attuali in tutti i paesi d’Europa dimostrano un ventaglio di valori comuni ma sotto quei valori gli interessi politicamente concreti sono vasti e quindi è indispensabile adottare formule poco determinate ma con una radice comune. Il tempo a disposizione non è molto e non è ancora detto che la classe politica del Pd si conformi a questa proposta.”
Questo ha scritto oggi Scalfari su Repubblica. Se la speranza è Calenda, Di Maio e Salvini possono dormire sogni tranquilli, come un pisello nel baccello! (cit.)
sabato 26 gennaio 2019
Sarà?
Non mi aspettavo una rapidità simile da Repubblica. Infatti già grida, meglio starnazza, perché martedì rai 2 di Freccero manderà in onda uno speciale su Grillo. Come se nessuno in queste lande avesse mantenuto memoria delle trascorse scorribande, ingombranti presenzialismi della corte del Bomba all'epoca dell'Era del Ballismo! Come se gli Anzaldi, le Madie, le Etruriane, il Guitto, orfini (sempre minuscolo come la sua statura politica) non avessero assediato la tv pubblica! E Repubblica sempre silente, mai un guizzo di libertà. A volte mi chiedo se il suo stare accucciata difronte al Pifferaio Insalubre non fosse stata una scelta editoriale del suo padrone, pronto ad accalappiare i sospiri dell'Egoriferito per giocarseli in borsa e vincere, come ha fatto, anche 600mila euro in un solo giorno! Mah....
venerdì 25 gennaio 2019
Tre anni senza verità
Caro Giulio,
sono già trascorsi tre anni dal tuo assassinio e in queste misere lande terrestri nulla si muove, tutto è immutabile ed apparentemente eterno. Vincono, stravincono le becere politiche affaristiche abbacinanti ragione e giustizia. Riusciamo ancora a far affari, mansueti e proni, con un dittatore responsabile, pare, del tuo assassinio, a sopportare la sua illiberale ascesa al potere, pur continuando a blaterare di dorati valori, solo e miseramente sulla carta e ad uso e consumo di poveri allocchi.
La verità per quanto ti è stato fatto forse non riusciremo ad averla mai. Come ti dicevo sono molteplici i legacci che attanagliano coscienze e pensiero in nome e per conto della nostra divinità a cui tutti, più o meno, dobbiamo rendere conto: si, il lucro, il patetico ed inumano correre verso sempre più mastodontici affari, utili per pochi sciacalli, orchi senza alcuna dignità. Ci lasciamo pervadere da regole economiche anti uomo, come le mine che costruiamo in terra sarda e vendiamo ad arabi della malora, ma ricchissimi. Quello che posso fare, nella mia gattabuia, è di ricordarti ogni anno, gridando al vento la mia repulsione al sistema, e tu lo sai, ingabbiante cultura, pensiero, alte mete di vero progresso. Già il progresso! Quello che ci propinano quotidianamente quaggiù non ha niente a che vedere con il vero marciare avanti verso una giustizia sociale oramai chimera irraggiungibile. Siamo in mano di pochi, spietati infingardi riuniti in corporazioni, lobby, multinazionali che ci fanno credere di essere in progress allungandoci magnanimamente bon bon, dolcetti e buffetti irridenti il nobile vivere da normodotati. Ci propinano falsità, mistificazioni, stravolgono verità lampanti per alimentare, espandere il sistema fondato sulla crescita da consumo secondo l'ortodossia di madame Globalizzazione, la dea moderna con innumerevoli fedeli destabilizzante la pace sociale.
Giulio, spero che un giorno si possa arrivare alla verità, viatico per la tua pace, per il tuo ricordo dignitoso e che i carnefici vengano messi a marcire, per sempre. Ne dubito, ma ci spero.
Resta in pace, per sempre.
Ciao!
Posizionamento
Non entro nei meandri della disfida politica venezuelana; dovrei infatti leggere troppo, informarmi sulla storia recente del paese, sul socialismo portato avanti da Maduro, sulle condizioni di vita sociale e culturale, sugli intrighi economici. Anche in Venezuela pochi detengono la ricchezza. Ma se il cielo lindo mattutino lascia presagire una giornata assolata, la presa di posizione di Lega-PD-FI-FdL, tutti pro Guaidó mi fa propendere verso Maduro il quale, pur avendo svuotato il parlamento dei suoi poteri, cosa che da noi fu fatta durante il regno di Napolitano, persegue una politica contro l’egemonia del grosso idiota biondo che sta alla democrazia come Cracco alla simpatia. È stupefacente vedere illiberali vomitare comicamente richiami alla giustizia popolare, alla liberazione da dittature mentre tutt’attorno assassini egizi soverchianti elezioni del popolo, continuano a prenderci allegramente per il culo, vedi caso Regeni. Un assordante starnazzamento di giullari che invece di rintanarsi nelle loro dorate magioni, in perfetto stile gallinaceo, istruiscono le masse su valori lontani anni luce dai loro misfatti, sordide scelte a favore di riccastri, la stessa imbelle specie che Maduro parrebbe combattere.
Musica!
venerdì 25/01/2019
Comunisti col Rolex
di Marco Travaglio
Essendo poco pratici del ramo, prendiamo ogni giorno diligenti appunti su caratteristiche e requisiti della sinistra italiana in piena riscossa contro il governo destrorso che stanzia 7 miliardi per i poveri e 3 miliardi per i pensionati. Una sinistra che, secondo Romano Prodi, sarebbe “senza idee e senza leader”. Invece ne ha fin troppi, da vendere.
La sinistra è il compagno Luigi Marattin, capogruppo del Pd in commissione Bilancio della Camera, che difende la Francia dalle “bufale” e dalle “cialtronate” dei terribili sovranisti sul franco coloniale Cfa che contribuisce col cambio fisso, i ricatti commerciali e le truppe di occupazione al rigoglioso benessere di ben 14 Paesi africani.
La sinistra è il compagno Pd tutto che chiama “alleata” e “amica” la Francia del compagno Macron che protegge decine di nostri assassini latitanti; chiude i porti e le frontiere ai migranti; incrimina chi assiste donne straniere incinte; deporta migliaia di rifugiati oltre i nostri confini violando la sovranità italiana a Bardonecchia e Claviere.
La sinistra sono Cgil, Cisl e Uil che annunciano la mobilitazione generale contro la manovra del governo che destina quasi 10 miliardi per la povera gente.
La sinistra è il compagno Matteo Renzi che, a bordo di un motoscafo proletario a Venezia, deride i 5 milioni di poveri in attesa del reddito di cittadinanza (“assistenzialismo”, “baciamano istituzionalizzato”, “sussidio a chi vuole starsene sul divano”), in perfetta sintonia col compagno François Hollande che – come rivelò la sua ex fidanzata Valerie Trierweiler – chiamava simpaticamente i poveri “gli sdentati”.
La sinistra è la compagna Maria Elena Boschi che, reduce dal Capodanno a Marrakech e dalla cena con Salvini da 6 mila euro a tavolo, scambia lo Stato sociale per il gruppo musicale arrivato secondo a Sanremo e se la ride alle spalle dei poveri che aspettano il reddito (“Una vita in vacanza”, ahah).
La sinistra è il compagno Sandro Gozi del Pd che lancia l’idea di un bel referendum per abrogare il reddito di cittadinanza (“È l’occasione per una grande mobilitazione civica. Sono disposto a metterci subito la faccia contro questo obbrobrio”), subito raccolta dai compagni Vittorio Feltri, Pietro Senaldi, Giorgia Meloni e Mara Carfagna.
La sinistra è il compagno Paolo Gentiloni che, perse le elezioni, da premier dimissionario in carica per gli affari correnti, pensò bene di piazzare un decretino che depenalizza l’appropriazione indebita in mancanza di querela.
Così ora vanno in fumo il processo al cognato di Renzi e ai di lui fratelli per gli ammanchi milionari all’Unicef (che non li ha querelati) e il processo a Bossi padre&figlio per una parte dei 49 milioni rubati dalla Lega (che non li ha querelati).
La sinistra è il compagno Bobo Giachetti che chiama i compagni di LeU “scappati da casa”, ma “punta ai voti di Forza Italia e di LeU”.
La sinistra sono i senatori del Pd che votano con Lega e FI per salvare dai processi quattro colleghi, fra cui Maurizio Gasparri (FI) che diede del pregiudicato a Roberto Saviano e Cinzia Bonfrisco (Lega) imputata per corruzione e associazione per delinquere.
La sinistra sono i deputati del Pd che l’altroieri, sempre in coro con i forzisti, hanno zittito al grido di “buffone! buffone! vergogna! vergogna! chiedi scusa! vai in Procura!” il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, reo di profanare l’Aula parlando addirittura di corruzione, sortendo sui colleghi lo stesso effetto dell’aglio sui vampiri con spericolate affermazioni del tipo: “La corruzione non necessita di essere raccontata o dimostrata con i dati, perché in Italia si vede a occhio nudo: ogni volta che una catastrofe naturale provoca danni devastanti perché le opere pubbliche sono state mal costruite o risparmiando sui materiali; ogni volta che un giovane italiano è costretto a espatriare perché per trovare lavoro o vincere un concorso bisogna spesso ungere le ruote giuste…”. Alla fine il presidente Roberto Fico, sopraffatto dalla gazzarra, era costretto a sospendere la seduta, perché dal vocabolario della nuova sinistra la parola corruzione è bandita.
La sinistra sono i compagni che hanno sempre chiamato “lager” i Cara (Centri di accoglienza richiedenti asilo) e ora strillano perché viene chiuso uno dei più scandalosi: quello di Castelnuovo di Porto, eredità di Mafia Capitale, mezzo abusivo e senza neppure un contratto regolare di affitto secondo l’Anac, mal gestito e in pessime condizioni igieniche, contro cui aveva condotto un’inchiesta molto documentata il manifesto e che già Minniti voleva chiudere due anni fa. A quando una bella manifestazione in difesa del Cara di Mineo?
La sinistra è il Pd che, con Renzi, la Cirinnà, la Fedeli, la Garavini e il giovane astro nascente Pier Ferdinando Casini, si appella al governo insieme a Lega, FI e Fd’I affinché si schieri subito, senza se e senza ma, dalla parte del “mondo libero”: che poi sarebbe il golpista Juan Guaidó, autoproclamatosi presidente del Venezuela, al posto del titolare eletto Nicolás Maduro, con la benedizione di Trump.
La sinistra è il compagno redivivo Giuliano Pisapia, “partito comunista ma mai arrivato” (da Comunisti col Rolex di J-Ax e Fedez) che, mentre firma l’appello del compagno Calenda, riceve nella sua modesta magione milanese la visita dei ladri che gli portano via l’argent de poche: 300 mila euro in gioielli e orologi.
Ora, stabilito finalmente che cos’è la sinistra, rimane da capire cosa sia la destra e cosa le resti da fare, casomai avanzasse qualcosa, per non restare disoccupata.
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