martedì 13 novembre 2018

Grato



Dedicata


Luca Bottura, questo è per te!

martedì 13/11/2018

Grazie del pensiero


di  Marco Travaglio 


Ogni tanto riceviamo lezioni di diritto dagli “amici” di Repubblica. Càpita, per carità: le polemiche vanno e vengono. Noi però siamo sfortunati: non riusciamo mai a capire dove avremmo sbagliato. Di solito funziona così: noi scriviamo che Repubblica dice il falso e Repubblica, nel vano tentativo di dimostrare di aver detto il vero, scrive un altro falso. Sarà perché noi abbiamo il brutto vizio di documentarci e di parlare solo di cose che conosciamo. Ora, per dire, Luca Bottura – che abbiamo conosciuto in altri tempi come “umorista” autore di verietà tv e mai abbiamo incontrato in una procura o in un tribunale, ergo non lo sospettavamo esperto di inchieste e processi – ci spiega i casi Consip e Raggi. E parte subito col piede giusto: “Il padre di Renzi è stato assolto”. Invece purtroppo è indagato per traffico di influenze illecite (e per altre vicende inquisito per bancarotta fraudolenta e imputato per false fatturazioni) e il pm ne ha chiesto al gip l’archiviazione (non ancora concessa), dopo averlo definito “non credibile” e “largamente inattendibile” sull’incontro con l’imprenditore Alfredo Romeo. È un po’ come se un professore di astronomia, alla prima lezione, premettesse: “Sia chiaro, il Sole gira attorno alla Terra”. Anche gli studenti più digiuni in materia sospetterebbero che sia un impostore.


Tornando al nostro giurista per caso, cogliamo fior da fiore. 1) “Il padre di Renzi è stato assolto” (falso: richiesta di archiviazione). 2) “Ma, siccome quel che scriveva Travaglio era accaduto davvero, è colpevole” (falso: mai scritto che sia colpevole; abbiamo riportato le frasi dei pm che lo sbugiardano e alcune circostanze ignorate o trascurate nella richiesta di archiviazione). 3) “Virginia Raggi è stata assolta” (vero). 4) Ma “quel che hanno scritto i giornali era vero” (falso). La Raggi era imputata di falso ideologico per una risposta a una domanda dell’Anac sul ruolo di Raffaele Marra, capo del Personale, nella nomina del fratello Renato (graduato dei Vigili) a dirigente del Turismo: un ruolo, scrisse la sindaca, soltanto “compilativo” di una decisione assunta da lei con il competente assessore Meloni. Poi si scoprì, da alcune chat, che Raffaele suggerì a Meloni di prendere Renato al Turismo (lui peraltro lo nega, nel processo per abuso d’ufficio: deciderà il giudice). E Meloni, che aveva già lavorato con Renato, ne fu felice. Su quest’unico punto verteva tutto il processo: la Raggi sapeva o no che Marra aveva messo lo zampino, quando scrisse che aveva svolto un ruolo “compilativo”? Secondo i pm, sì: cioè la sindaca mentì sapendo di mentire.


Secondo i difensori, no: scrisse all’Anac ciò che risultava a lei, ignara di riunioni in altri uffici e in sua assenza, peraltro su un “interpello” per la rotazione di tutti e 200 i dirigenti del Campidoglio, non solo di Renato. Il giudice ha dato ragione a lei: e non perché “manca, è insufficiente o è contraddittoria la prova” (art. 530 comma 2), ma perché “il fatto non costituisce reato” (art. 530 comma 1). Cioè perché la Raggi non sapeva ciò che i pm l’accusavano di avere consapevolmente taciuto. Dunque non ha mentito, anzi ha detto quanto risultava a lei: all’Anac, ai pm e al tribunale. Punto. Assolta con formula piena. Bottura sostiene che la Raggi è “il peggior sindaco/a di Roma di sempre”: liberissimo di preferirle Alemanno e gli altri galantuomini che spalancarono il Campidoglio a Buzzi, Carminati & C. Ma, non sapendo nulla di questo come di nessun altro processo, il nostro giureconsulto sostiene che negli ultimi 2 anni e mezzo i giornali han fatto solo “cronaca giudiziaria spicciola”. E molto si duole perché ho riepilogato le balle più grosse dei giornali. Repubblica, per esempio, riuscì a scrivere che: le inchieste sulla Raggi erano il “mesto déjà vu di una stagione lontana, quella della Milano di Mani Pulite” (falso: Mani Pulite si occupava di tangenti e appalti, l’inchiesta Raggi di una lettera all’Anac); “Salvatore Romeo ha un legame privato, privatissimo con la Raggi, in pieno conflitto d’interesse” (dunque la Raggi era l’amante di Romeo, oltreché di altri; a questo si riferisce Di Battista quando, ricordando quanti l’hanno dipinta come una puttana, restituisce l’insulto a loro, non a tutta la categoria); “Quelle polizze potrebbero avere un’origine non privata, ma politica”, “il rebus della provenienza dei fondi”, “soldi di chi? Per garantirsi quale ritorno?”, “tesoretti segreti e ricatti” per “garantire un serbatoio di voti a destra” (non è mai esistita alcun’indagine sulle polizze di Romeo che ipotizzasse fondi occulti, tesoretti segreti o compravendite di voti, anzi la Procura dichiarò subito le polizze “prive di rilevanza penale”; quella dunque non era cronaca giudiziaria spicciola, ma linciaggio organizzato a base di menzogne costruite a tavolino: gli unici veri falsi materiali visti in quel processo).

Alla fine, dopo aver inanellato una collezione di balle da Guinness, il Bottura si avventura in un ardito parallelo fra 25 anni di assalti di B. alla libera stampa, dall’editto bulgaro ai conflitti d’interessi editorial-televisivi, e gl’insulti di Di Maio&C. ai falsari del caso Raggi. E spiega che, diversamente da oggi, “a quei tempi eravamo tutti insieme da questa parte della barricata”. Però – minaccia – se le nuove SS verranno a prendermi, “noi saremo lì a difenderti”. Non so dove fosse lui ai tempi di B., ma so dov’era Repubblica. Nel 2008, quando B. tornò al governo e osai ricordare in tv i rapporti del neopresidente del Senato Schifani con alcuni mafiosi, fui attaccato da tutto il centrodestra, da mezzo centrosinistra e Repubblica mi “difese” schierandosi con Schifani e insinuando che mi facessi pagare le ferie dalla mafia. Quindi grazie del pensiero, ma per la mia difesa preferisco fare da solo. Come se avessi accettato.



lunedì 12 novembre 2018

La voce di Hal


Douglas Rain, nessuno credo lo ricorderà visivamente. 
E' deceduto all'età di novant'anni, era un attore canadese. Lo ricordiamo non tanto per le sue gesta cinematografiche ma per la sua voce. Già la voce! La sua voce dava respiro e vitalità ad un certo Hal 9000


il computer del celebre film di Stanley Kubrick "2001: Odissea nello spazio"

Riposa in pace Douglas-Hal 9000! 

Ricorrenza



Che fantastica notizia



Ci voleva una notizia di questa portata per rallegrare l'inizio settimana! Non sto più nella pelle dalla gioia di sapere che arriveranno navi mercantili più grosse, enormi, che i container pulluleranno attorno a noi. Che gioia immaginare code sterminate di camion, accatastamenti, impilate di otto, nove, speriamo, dieci teu, si chiamano anche così gli scatoloni di ferro che ammiriamo nelle ex campagne di Santo Stefano, per il bene della nostra economia naturalmente e delle tasche di Contship Italia, che ha dato l'annuncio. Contiamo di arrivare a due milioni di container movimentati all'anno! Ma ci pensate che meraviglia!
Dunque faccio un breve riepilogo: container e porto mercantile in espansione, navi da crociera a gò gò sbuffanti notte e giorno per i nostri e sani fumenti, impossibilità da aprile a settembre di raggiungere le Cinque Terre, Portovenere e Lerici per la presenza stupenda di migliaia di amici lontani, fautori della tanto benefica vacanza mordi e fuggi. Cosa vogliamo di più? E perché gli amici della Contship non si organizzano per arrivare a tre, quattro milioni di container, con relativi stoccaggi sparsi in tutta la provincia? Dai amici! Pensateci! Noi restiamo a disposizione naturalmente!

Beppe un po’ strano


lunedì 12/11/2018
LA LETTERA
Ode alla borghesia (dove eravate?)
RIECCOLA - SI È RICOMPOSTA SULLA TORINO-LIONE (CHE NON ESISTE). MANCA SOLO GABER A PRENDERLA IN GIRO

di Beppe Grillo e il suo neurologo

Caro direttore, le classi sociali sono come gli organi, tutti importanti. La borghesia oggi appare con l’occhiale spesso e strano, con infinite magliette e infiniti colori da spalmarci sopra, non deve certo farsele sponsorizzare dall’elettrauto sotto casa. Ha una tradizione di “gente studiata” e, oggi, non si vergogna di dare agli altri dell’ignorante. È ricomparsa, ed è anche cambiata. È la borghesia di questo primo scorcio di millennio, un po’ più aggressiva e sempre più benpensante. La globalizzazione le ha fornito tanti elementi su cui benpensare.

E così, a vedere i nostri borghesi in piazza a manifestare per il Tav ho provato un senso di nostalgia ed affetto per i tempi andati. Tutta quella dissimmetria ideale e fattiva fra l’enorme buco da fare, le tonnellate di polveri, il clangore delle merci che passano, l’appoggio ideale della destra salviniana, insomma: tentare un nuovo Mose, tentare un nuovo ponte di Messina.

Benpensanti che vedono nel Tav inesistente l’Italia che non entra nel mondo, ma il Tav di cui si parla da decenni non è stato proprio fatto, non c’è, così come è chiaro quanto - nei trasporti - la velocità la facciano gli snodi e non le tratte libere (i porti e il loro funzionamento e non i mari).

Ma anche questo è uno dei caratteri distintivi della cara vecchia borghesia che saluto felice: bisognava mettere in discussione uno dei suoi feticci per vederla ricomparire.

Questo è un periodo storico importante, perché in modo figurato - oppure un po’ meno - l’Italia si sta colorando di tutti gli ingredienti degli anni del boom: i lavoratori, la borghesia, i compagni, i fascisti, ma… mancano soltanto i rossi, magliette sì… ma quelle non c’entrano niente. Abbiamo i parrucconi, che si sono trasferiti nei talk show abbandonando i salotti buoni dove lasciano i figli annoiati a tirare su e iniettarsi dolci nettari d’oblio per scordarsi almeno per qualche ora dell’ipocrisia.

Stanno tornando tutti, puliti e lindi nei loro licei di pregio… che classificano ogni anno, rinchiusi dentro una gabbia di provinciale cerchio intorno alla testa. Non manca nulla, chi se la prende con gli immigrati personalmente e non come problema epocale di trasferimento di manodopera a basso costo (e così via), chi se la prende con i congiuntivi di Di Maio e chi cede alla tentazione di far rivivere Kossiga al ministero dell’Interno…

Insomma, c’è da essere contenti, l’Italia cambierà molto più lentamente di quello che speravamo. Ma, intanto, bentornata borghesia: faro sempre fisso, punto di riferimento per la noia di vivere, ma anche fucina delle menti di tutta Europa. Ma, ricordate, come dice la storia, tocca a voi negare i diritti della gente che lavora, siete voi il cuscinetto fra Amazon e i suoi dipendenti sottopagati, a voi arrivano prelibatezze accompagnate dal sudore dei ragazzi a domicilio.

Davvero, sono contento, perché il Paese potesse cambiare era necessario che la borghesia si ricomponesse: non importa se il Tav Torino-Lione in Italia non esiste proprio, nemmeno un chilometro, quello che importa è che siete tornati voi borghesucci: manca solo Gaber a prendervi in giro e l’Italia sta tornando (forse) se stessa? Questa borghesia rediviva ci aiuterà soprattutto in una cosa, determinante: trasformare aspri conflitti sociali in questioni da salotto e questioni da salotto in tragedie: bentornati ancora.

domenica 11 novembre 2018

Sogno



Che meravigliosa esperienza sarebbe stata quella di essere stato accolto dalla ristrettissima riunione a Salsomaggiore dei cosiddetti renziani, una riedizione dell’oramai collaudatissima Leopolda! Un incontro passato un pochetto sottotono perché anche in Rai si sa gli aficionados alla Mario Circo Orfeo ormai languono, visto i tempi correnti. Eppure avrei dato chissà che cosa per sedermi nel teatro dietro alla nobile prima fila pregna di oramai datati, per fortuna, protagonisti dell’aurea Era del Ballismo: il fratellone ed indagato Luca Lotti, eterno manovratore della sontuosa politica del giglio magico, la Bellezza fatta persona, la figlia di tale babbo, la ricercatrice di consensi in Trentino si lei, la Mariaelenadituttiloro Boschi, tolta da tolde sempre condotte con sagacia, intelligenza e determinazione. E poi Kedrion Marcucci, il farmaceutico prestato alla politica, difensore senza alcun ritorno di vaccini ed affini, già proteso ad un ritorno sul proscenio con geniali idee e progettualità indiscusse! E poi Lui, il Sommo, l’Unico, il Fromboliere della parola, l’Egoriferito per antonomasia, il Glossario della nostra felicità, lo scrigno delle nostre speranze, lo conoscitore insuperabile delle mancanze, dei sospiri, delle speranze del suo popolo: il Bomba! Sempre sul palco a dispensar rimbotti, battute, ad inspirar la nobile arte della vera Politica! Tra incensi, baci pindarici, buffetti spirituali è stato, al solito, osannato dalla sua corte, pendente da sempre dalle sue irrefrenabili e sagaci labbra. Lo seguono senza sosta, ben sapendo di aver davanti l’unico in grado di raddrizzare barca e placar marosi. Per il bene dell’Italia, intesa come banca naturalmente!