mercoledì 25 aprile 2018

Punto di vista


Tralasciando Franceschini, che spera in un governo Fico per sedersi sulla dorata poltrona di presidente della Camera, il governo 5 stelle - PD ha meno probabilità di nascere che vedere Adinolfi in tutù danzare il canto del cigno. E la ragione è una ed una sola: il renzismo, una versione soft, edulcorata del Puttanesimo. Il livore, l’astio, il rancore del club del giglio farebbe cascare la coalizione alla prima brezza. Al solito siamo mediaticamente invogliati a guardare il dito, mentre la Luna ci propone una serie di concetti incontrovertibili:
Rosato e la sua legge elettorale, sognata e progettata per le sfarzose nozze con il Delinquente Naturale, dovrebbero essere messe nell’umido.

Per la prima volta da vent’anni a questa parte un Movimento politico trionfatore alle recenti elezioni ha saputo dire no alle nenie delle sirene del Pregiudicato.

Per la prima volta le poltrone sono in secondo piano rispetto al Programma di governo.

La violenza verbale del Bitumato conferma le precedenti asserzioni.

Detto ciò occorre un governo del Presidente per una nuova legge elettorale finalmente democratica che porti a nuove elezioni, ripulenti finalmente il panorama politico da nani, ballerine, etruriane e saltimbanchi pifferai.
Prosit!

Constatazione


Quando capisci la differenza di non essere nato nel pavese...



Dixit



25



Pensierino


Chissà che risate, che mal di pancia lassù nella stanza dei bottoni, tra sinapsi che si rincorrono, pensieri che si materializzano, allorché Alfie ha iniziato a respirare da solo tra lo sgomento solonico di chi invece quaggiù ne aveva prevista la fine certa! Tentiamo da lustri di imbrigliare, organizzare, modificare, indirizzare il soffio vitale senza riuscire nell’intento, piacente a molti, di sentirsi padroni del proprio destino, immersi come siamo in creme e suffumigi allontananti, così insegnano le grandi case farmaceutiche, rughe, canizie e rimbambimento generale; ma il più delle volte il ritorno al piano a noi consono, quello di osservatori del cielo stellato prevedente mediante zodiaco il futuro prossimo, se da una lato insuffla impotenza, dall’altro ridimensiona ambizioni, traguardi, baggianate fuorvianti dalla strada maestra, la sola capace di far gustare ogni attimo, ahimè lapalissianamente sfuggente.

martedì 24 aprile 2018

L'incensazione


Mentre sorgono come funghi film, serie tv sui boss colombiani, El Chapo, ultimo della lunga serie Escobar, divinizzando questi demoni che dovrebbero invece cadere nel giusto oblio, ecco il film di Sorrentino sul Pregiudicato nostrano che, sia chiaro, non è da mettere in riferimento con i succitati, ma neppure necessiti di ulteriore incensamento. 
Mettetela come volete ma un film in due parti creato da un regista di fama come Sorrentino è un lasciapassare per ulteriori scorribande di colui che non vuole lasciare assolutamente la presa, per scopi palesemente personali. 
Se è vero, ed è vero, che l'ex presidente del consiglio pagò a suo tempo la mafia, il suo regno è quello dell'oblio, la sua condanna è il ridimensionamento dei suoi affari, delle leggi preparate a misura per evitargli la galera, la nascita di una giusta e sacrosanta legge sul conflitto di interesse, in gestazione da circa vent'anni. 
Ed invece questo film lo riporrà tra gli eroi del nostro tempo, affascinando giovani ed anziani, lo stereotipo di lui nascente ammalierà altri allocchi, trasformandolo, in parte lo è già, in modello vincente su norme e doveri sanciti dalla costituzione. 
Come non ammirarlo quando evade? Come non invaghirsi mentre compra senatori, modifica leggi, accorciando prescrizioni, ideando legittimi impedimenti, creando parentele tra minorenni e zii egiziani? 
Indomito, evitante critiche anche feroci, egli continua ad imperversare sui media di sua proprietà, mutando in nonno giocoso la sua micidiale arsura politica, l'applicazione della regola, purtroppo quasi sempre vera, decretante che ogni essere umano ha un prezzo sfanculante i sani principi, che l'arrivismo si concretizza attraverso amicizie, ricatti, soprusi, smancerie, falsità. 
Ecco perché il film di Sorrentino risulta essere una marcia in più verso la beatificazione di un modus operandi che ristagnerà nella società per decenni e che solo una rinnovata opera culturale potrà, dopo un percorso ostico, rimodulare diritti e doveri nella nostra nazione strattonata dall'Era del Puttanesimo così indecorosamente.   

Visivamente


Molise, terra fino ad ora trasandata, trascurata, tralasciata da lor signori. Il M5S ha perso contro l’ardita compagine pseudo destrorsa capitanata dal signorotto padrone nell’Era del Puttanesimo. E questo grafico spiega alla perfezione la disfatta pentastellata. O almeno, così ci inducono a credere i maestri di questa terra oramai famosa, Alloccalia!