lunedì 12 marzo 2018

Il santo e l’idiota


A volte un profilo non esplica totalmente il personaggio, la sua morale, i suoi convincimenti. Come nel caso di questo Moreno Salvetti, consigliere comunale di Avio e dipendente della Trentino Trasporti, in cui guida i bus. Questo estimatore di S.Giovanni Bosco, protettore dei giovani e degli educatori pare abbia un vizietto alquanto in contrasto con il santo degli oratori, dell’accoglienza: non si ferma con il suo autobus alla fermata vicino al campo profughi di Marco di Rovereto (Trento) lasciando a terra parecchie volte giovani di colore. Una visione particolare della fratellanza insufflata da don Bosco che speriamo evolva nella miglior risposta possibile: lasciare a terra lui e il suo razzismo mascherato da maleodorante buonismo.

Direzione



Oggi è prevista la direzione PD, anche se non sarà facile a certe inclinazioni...

domenica 11 marzo 2018

Sensazioni


La diversità, la centralità degli ultimi, l’amore abbattente le apparenze: difficili spiegarli, ammirarli, palparli, vivificarli meglio di come ha fatto Guillermo del Toro.

Dati evasivi


Che poi per cercare risorse ci dimentichiamo sempre di quei 140 miliardi frutto dell’evasione fiscale. Quanti sono i furbetti evasori? Ci sono dati discordanti. Forza Italia ha preso il 14% ad esempio...

Vicinanza


Inusuale per una come lei, fiera della sua solitudine, gustante indipendenza e ritmi della vita da pensione; amica dell’altra vicina che ha da sempre chiamato in falsetto ad ogni ora del giorno e della sera, non irritandomi quasi mai anzi, godendone per come i cicli s’arrampichino nell’andatura ondivaga di chi non vuol pensare all’appuntamento irrimandabile, tipico di tutti noi. Da un po’ di tempo sul far dell’alba quando le pareti si trasformano in velina la sento pronunciare la parola più dolce, la prima che si declama tra i vagiti identificante la nostra genitrice. La ripete quasi sussurrando, unendola al lamento di una sofferenza frutto, l’ho saputo ieri, dell’inizio della lotta con il male più bastardo, senza pietà, squassante, invadente che esista. Quella parola nel preludio dell’alba mi rimembra il racconto della Passione, con la sua confusione, la nebbia e l’errare “sta chiamando Elia.”

Da vent’anni la saluto, le parlo, scherzando sul divenire, sul tempo, sulla vita. Ora cercherò d’accompagnarla, consapevole che la lotta, questa lotta ha necessariamente bisogno di vicinanza, di calore, d’affetto. 

Rimembrare travagliato


domenica 11/03/2018
La Direzione

di Marco Travaglio

Ma come, ma perchè? In fondo abbiamo fatto due governi con Berlusconi e due con Verdini&Alfano. Dato appalti senza gara a (e preso soldi da) Mafia Capitale. Creato 390mila esodati con la Fornero. Impiccato l’Italia al pareggio di bilancio in Costituzione. Fregato Prodi sulla via del Quirinale con 101 o più franchi tiratori e schifato Rodotà, per riesumare Napolitano e B.. Approvato due leggi elettorali da vomito: una incostituzionale (Italicum), una demenziale (Rosatellum). Tentato di abolire le elezioni del Senato per riempirlo di sindaci e consiglieri regionali perlopiù inquisiti, spacciando il tutto per “riforma costituzionale”. Abolito per finta le Province con la legge Delrio che cambia loro nome, non passa le competenze ad altri enti, ma abolisce le elezioni per i consigli. Varato la riforma Madia della PA, subito demolita dalla Consulta. Accorpato la Forestale all’Arma, con zero risparmi e più inefficienza. Riformato i musei innescando guerre nei Tar. Punito i conflitti d’interessi così bene da non sfiorare quello di B.. Abolito l’Imu sulle prime case anche per i ricchi. Buttato 10 miliardi l’anno per gli 80 euro.

Condonato gli evasori con la voluntary disclosure e la rottamazione delle cartelle Equitalia. Triplicato la soglia di contanti da mille a 3mila euro. Alzato vieppiù i tetti di impunità per l’evasione fiscale. Riscritto il falso in bilancio con mille scappatoie e soglie altissime di impunità. Cancellato l’interdizione perpetua per gli amministratori di banche fallite (tipo papà Boschi). Regalato miliardi alle banche private aumentando il valore delle loro quote in Bankitalia che dovrebbe controllarle. Fatto pasticci indicibili sul bail-in europeo e sulle banche decotte, lasciate marcire fino al referendum 2016, quando il conto era salito a 20 miliardi. Regalato 80 miliardi in tre anni ai soci di Confindustria fra sgravi fiscali e incentivi. Sbloccato 45,5 milioni di fondi ai partiti con bilanci opachi. Donato miliardi ai signori delle autostrade con aumenti record delle tariffe. Gettato 14 miliardi per quei bidoni volanti degli F-35 a prezzi raddoppiati. Dilapidato 150 milioni per l’Air Force Renzi. Rinnegato la nostra legge Richetti sui tagli ai vitalizi. Favorito Mediaset rinviando di 18 mesi il cambio di tecnologia digitale e imbottendo le tv berlusconiane di pubblicità istituzionale sottratta al web. Insabbiato i decreti attuativi alla legge anti-slot, aumentandole di 30mila unità e autorizzando altre 60 mila sale giochi. Fermato la riforma Rc Auto per non disturbare gli assicuratori. Omaggiato le coop con l’ok al prestito soci, attività bancaria non autorizzata e non vigilata.

Dimenticato i decreti attuativi della legge sul cinema. Devastato la scuola con la Buona Scuola: deportazioni di insegnanti, bonus-merito con criteri misteriosi e chiamata diretta pressochè impossibile. Regalato manodopera gratuita alle imprese con l’alternanza scuola-lavoro. Cancellato l’ar.18 dello Statuto dei lavoratori, autorizzato controlli a distanza sui dipendenti e gettato 30 miliardi in incentivi per assunzioni evaporate alla fine dell’effetto doping. Liberalizzato i voucher, poi cancellati per evitare il referendum Cgil, infine ripristinati. Deregolato gli appalti edilizi ed estrattivi con lo Sblocca-Italia. Paralizzato le commesse pubbliche con l’incasinatissimo Codice degli appalti. Sabotato il referendum anti-trivelle in mare. Fatto raffiche di decreti salva-Ilva per prorogare sine die le bonifiche ambientali. Decuplicato i migranti morti in mare passando Triton a Mare Nostrum. Svuotato la blocca-prescrizioni dei reati, che continuano a prescriversi. Riscritto il voto di scambio politico-mafioso e l’autoriciclaggio, ancor più difficili da punire di prima. Imbavagliato la stampa sulle intercettazioni e privato pm, giudici e difensori di gran parte degli ascolti, segretati a monte dalla polizia giudiziaria. Imposto alla polizia giudiziaria di comunicare le indagini ai superiori controllati dal governo, legalizzando le fughe di notizie ai politici. Tentato di concedere ai derubati la licenza di uccidere i ladri anche se scappano, ma solo nelle ore notturne.

Punito i magistrati con la responsabilità civile diretta. Prepensionato le toghe a 70 anni, gettando nel caos tribunali e procure, e poi allungato l’età pensionabile ai vertici della Cassazione. Depenalizzato lo stalking con modiche mance alle vittime. Reso ancor più molle il carcere duro (41-bis) per i mafiosi. Annacquato il Codice antimafia per limitare il sequestro dei beni ai corrotti accusati di associazione per delinquere. Varato tre svuotacarceri per tener fuori i condannati fino a 4-5 anni. Ridotto vieppiù la custodia cautelare anche per reati gravi. Introdotto il reato di tortura in forme così blande da non punire neppure casi come Diaz e Bolzaneto. Ingrassato assicurazioni, banche e grandi imprese con le spese legali riconosciute ai loro avvocati grazie alla legge sull’“equo compenso” (nata per tutelare i professionisti più deboli). Inguattato la legge contro il consumo del suolo. Accorciato la Salerno-Reggio per inaugurarla prima del referendum 2016. Rilanciato il Ponte sullo Stretto. Annunciato dopo il terremoto 2016 e mai varato il piano Casa Italia per mettere in sicurezza il territorio. Paralizzato le Asl con 10 nuovi vaccini obbligatori che molte Regioni non riescono a gestire in tempo. Rinnovato la missione di guerra in Afghanistan dopo 17 anni e centinaia di migliaia di morti, e aggiunto la missione Niger a guida Macron. Varato un decreto Trasparenza che aumenta i segreti di Stato. Renzizzato militarmente la Rai, che è riuscita a cacciare persino la Gabanelli. E altri capolavori. Ma che volevano di più dalla vita i nostri elettori? Ma che gli salta in mente di votare 5Stelle o di chiederci di appoggiare Di Maio?

sabato 10 marzo 2018

Così è se mi pare!


Cerco, ricerco, miro, rimiro: stento a vedere, è un mio limite, questi esperti di politica. O meglio: che s’intende per avveduto, scaltro, capace in politica? Che differenza c’è tra un maldestro alle prime armi ed uno stantio abile ad incunearsi nelle pieghe del sottobosco, creato ad arte da coloro che considerano la politica un mestiere e non servizio alla collettività? Durante l’ultimo decennio l’uomo nuovo, il supereroe Rottamante, rivelatosi ora uno stonato pifferaio, ha inferto colpi mortali, e per questo passerà alla storia, ad un partito, anzi, allo storico partito della sinistra, distruggendolo definitivamente. Ora che la missione è finalmente compiuta, fonderà a breve il Centro, orfano da tanti anni della Balena Bianca. In pratica, gettando via la maschera, si porrà davanti a tutti noi, anzi a loro, nella sua vera natura: un centrista guardante a destra, fiero della sua opera distruttrice, piegante storia, ricordi, fatiche e martiri. 

Ma questa sistematica ed intensa, sfiancante demolizione ha aperto varchi pericolosi, soprattutto facendo emergere ideali prossimi al razzismo. Se una valida azione democratica di un serio partito con granitici ideali solidali avesse tenuto campo e polso alla collettività, gestendo al meglio l’emergenza profughi, non avrebbero proliferato opinioni insane, incivili, belligeranti le quali, dimenticando che chi scappa dalla propria terra altro non è che un disperato, che un bimbo su una barca assediata dai marosi è una vergogna per tutta l’umanità, si stanno rafforzandosi di ora in ora, privilegiando il dogma verde innacquato dal Po, decretante che una volta che hai chiuso l’uscio, i cazzi restano tutti degli altri. Tra il demolitore la sinistra e il verde rancoroso, ecco stagliarsi uno schieramento di sprovveduti, di apparentemente imbelli, sgrammaticati, insulsi, ignoranti, lontani anni luce dalla politica attuale. Vengono visti come fumo negli occhi da chi permette culturalmente ai Fassino, ai Casini, agli Orfini di autorigenerarsi per proseguire nel mestiere politichese. Ma soprattutto dando fastidio estremo al tempio del burocratese moderno, eretto in Bruxelles, dove la carta e le slides la fanno da padroni, dove i paesi e i loro abitanti sono solo dei numeri, dove il sovrano attuale è un aficionados al Gin Tonic, un tempo insegnante i modi per non pagare le tasse, alle multinazionali. Se questa è la politica, se questi sono i politici, ben venga aria nuova e non più fritta. Siano benvenuti questi sprovveduti che credono ancora al servizio politico quale bene per la collettività. E a culo tutto il resto! (cit.)