sabato 20 gennaio 2018

Ritiro



Nauseante



Ricordo dell'Eleganza





Esattamente venticinque anni fa, l'Eleganza lasciò questo pianeta, dopo aver insegnato, divulgato uno stile fascinoso mai più raggiunto da chicchessia; Holly con il suo tubino nero penetrò nel cuore dell'arte, divenendo archetipo di uno stile inconfondibile, nonché irraggiungibile. Bella sul set come nella vita, Audrey speriamo riesca ancor oggi ad incoraggiare tutti coloro che sognano un mondo più umano, affascinante nella normalità e, soprattutto, elegante.

Travagliati buongiorno!


Viene voglia di dirigersi frettolosamente ad un qualsiasi gate in chiusura...
sabato 20/01/2018
Che belle gambe
di Marco Travaglio
B: “Io ti caccio, parroco democristiano!”. F: “Questo è un partito leninista!”. B: “Sei come Fini, vaffanculo!”. F: “Non sai di cosa parli! Io vi impicco tutti!”. B: “Sei figlio di un vecchio democristiano, vattene e fatti il tuo partito!”. F: “Io resto, ma non ti ho mai leccato il culo come faceva Alfano o come tanti qui continuano a fare!”. B: “Tu non devi permetterti di andare in tv, di farmi il controcanto quotidiano: ci hai fatto perdere il 3-4%!”. F: “Ah, per colpa mia perdiamo, non perché ci costringi a fare le dame di compagnia di Renzi!”.
Il simpatico siparietto andò in scena il 1° ottobre 2014 all’ufficio di presidenza di FI. B. era Silvio Berlusconi, in piena luna di miele nazarena con Renzi. F. era Raffaele Fitto, nemico giurato dell’inciucio e fautore delle primarie per disarcionare il Caimano (che solo due anni prima magnificava come “l’Uomo fa tornare la pioggia a Bari”, mica come quelli che gli leccavano il culo). Si sfiorò lo scontro fisico quando il dito puntato di B. colpì il naso di F.. Al che Brunetta, sconvolto, scoppiò in lacrime. E Verdini, per placare gli animi, minacciò il fittiano Capezzone: “Vi impicco tutti a un albero!”.
Ora, a parte Verdini ancora in lista d’attesa nell’anticamera del suo Matteo, siamo lieti di annunciare le prossime nozze di B. e F.: è tutto perdonato e Brunetta non piange più. Quel pacioccone di Fitto torna fra le braccia di Silvio, nella sua qualità di animatore della “quarta gamba” del centrodestra: “Noi con l’Italia”. La notizia non può che entusiasmare i 20 milioni di astenuti che tutti i partiti si propongono di recuperare alle urne: infatti il 4 marzo potremo scegliere fra un centinaio di sigle, ammucchiate nei due blocchi di centrodestra e centrosinistra (solo posti in piedi) o in ordine sparso. Come se, aumentando i simboli, crescessero i voti e diminuissero i non-voti: nel qual caso tanto varrebbe presentare un vasto assortimento di 47 milioni di loghi, uno per elettore.
Tutto attorno al Pd fioriscono nell’ordine: la presunta peonia (o begonia, o petunia, boh) di “Lorenzin Civica Popolare”, che ingloba a sua volta cinque miniature (Italia dei Valori, Centristi per l’Europa, Unione, L’Italia è popolare, Alternativa Popolare); “+Europa con Emma Bonino-Centro Democratico” (cioè Tabacci: più che una lista, un ossimoro); “Insieme Italia Europa” con dentro altri tre simboli (Partito Socialista Italiano, Verdi e Area Civica). In tutto 12 simboli. Dall’altra parte, si fa per dire, la costellazione del centrodestra: Il Popolo della (non più delle) Libertà-Berlusconi Presidente (incandidabile e ineleggibile), da non confondere con Forza Italia.
Poi la Lega-Salvini Premier, da non confondere con Noi con Salvini; e poi Fratelli d’Italia, Energie per l’Italia, Popolo Idea e Libertà, Italia Unione di Centro, Direzione Italia, I Popolari di Italia Domani, Pensionati. E meno male che Piero Grasso è riuscito a federare in Liberi e Uguali un po’ di sinistre, sennò avremmo ancora Mdp, Sel, SI, Possibile, Campo Progressista. Purtroppo ha lasciato fuori almeno quattro partiti comunisti: Potere al Popolo (che include Rifondazione e si presenta come “lista unitaria”: falla pure dispersiva), Partito Comunista dei Lavoratori, Partito Comunista e basta; Partito Comunista Italiano. Poi ci sono le liste creative, fra cui seguiamo con trepidazione Italia 10 Volte Meglio. Ma anche l’evocativa Viva la Fisica, le imprescindibili Maie - Movimento associativo italiani all’estero e Unital-Unione Tricolore America Latina, l’assertiva Siamo, la raggelante Confederazione Grande Nord, il più rassicurante Mamme nel Mondo, l’enigmistico M.T.N.P.P. Mov. Tec. Naz. Pop. Pace, il cosmopolita Free Flights to Italy e dulcis in fundo l’attualissimo Sacro romano impero liberale cattolico-Movimento europeo liberal-cristiano “Giustizia e libertà”-Giuristi del Sacro romano impero-A tutto campo nel tempo e nello spazio (da un’idea di Lina Wertmüller).
Ma dicevamo di Fitto. Nella “quarta gamba” di B. non è solo. C’è pure “Fare” dell’ex sindaco leghista di Verona Flavio Tosi e della sua compagna Patrizia Bisinella, che fino a ieri stavano con Renzi e ora tornano a destra last minute: vorremmo tanto vederli chiusi in una stanza con Salvini. Poi c’è l’ottimo Lorenzo Cesa, l’ex pony express delle mazzette del ministro Gianni Prandini (detto Prendini) che, quando fu arrestato (Cesa, non Prandini), verbalizzò: “Ho deciso di svuotare il sacco”. E c’è anche l’ex alfaniano Maurizio Lupi, di cui il centrodestra chiese le dimissioni da ministro dei Trasporti del governo Renzi per lo scandalo del Rolex e del contrattino regalati al figlio da un magnager autostradale, e continuò a sostenere il centrosinistra come capogruppo Ap alla Camera. Un bel frittomisto, peraltro speculare alla “quarta gamba” di Renzi, nascosta fra i petali della presunta peonia made in Lorenzin. Lì convivono felicemente gli alfaniani, fra cui l’ex P2, ex Psi ed ex FI Cicchitto, autore di memorabili libri, saggi e denunce sul “golpe di Mani Pulite”; e i reduci dell’IdV, fondata dal noto golpista Di Pietro, che per giunta promosse il referendum abrogativo della legge Alfano sul legittimo impedimento. “Se vince il centrosinistra – scriveva Cicchitto nel 2006 – il pericolo dell’instaurazione di un regime è molto forte… l’organizzazione del potere politico-economico del centrosinistra avrebbe in un settore della magistratura e in pezzi dei corpi dello Stato il suo braccio armato con un rinnovato uso politico della giustizia… Questo libro è stato scritto anche per descrivere ed esorcizzare questo pericolo”. Ora, per esorcizzarlo meglio, si candida nel centrosinistra, in lista con i dipietristi. Perciò si parla tanto di seconde, terze e quarte gambe: per mancanza di teste.

venerdì 19 gennaio 2018

Gran bel commento

Catia Donini, giornalista che lavora in Radio Deejay, ha commentato in questo stupendo modo, il cartellone propagandistico della Meloni


Giorgia cara, io non ne farei il vostro core business, diciamo così (tu hai un compagno e una figlia e non sei sposata, Silvio è pluridivorziato, Salvini è divorziato e convivente, il marito della Mussolini ha patteggiato una condanna per prostituzione minorile...). Difendete qualcosa d'altro, in cui andate tutti forte. Non so: gli scacchi? Il balayage? Le felpe con la scritta? Il fondotinta full coverage?

Un immagine per il contesto d'oggi


Tempi elettorali, tempi di promesse che sicuramente non saranno mai mantenute, tempi insufflanti paure, terrori, catastrofi nelle menti del corpo elettorale. 
Ovunque si odono smargiassate epocali, prive di senso, indegne, sparate da chi è convinto di vivere in un paese popolato quasi esclusivamente da coglioni doc. 
D'altronde come dargli torto?
Da vent'anni permettiamo ad un riccastro amorale di spadroneggiare sulle nostre coscienze con guapperie degne di una nazione sottosviluppata: il fatto che possegga la metà delle televisioni nazionali e, in tempo di potere, ne abbia controllate altre due, lasciando all'opposizione Rai 3, successivamente distrutta da Adenoide Bignardi, è divenuta una scocciatura, quasi un'insofferenza; a sentirla ritirar fuori da qualcuno, non certamente di matrice piddina, provoca negli astanti un moto di diniego, tanto è divenuta stantia. Ed il bello è che il Pregiudicato ha ricominciato ad utilizzare i media di proprietà per infarcire pietose balle cosmiche, con l'intento neppure mascherato di ritornare al potere, per il solito, immarcescibile, obbiettivo: preservare e ingigantire le sue ricchezze. 
Nel contempo un esile figurante spacciatosi alcuni anni or sono per un rivoluzionario rottamatore, sta terminando il lavoro affossante ideali una volta solidi baluardi politici, che facevano tremare vene e polsi agli avversari tanto erano difesi da una sana compagine di sinistra. In questi ultimi anni questo Pifferaio Toscano ha legiferato in modalità destrorsa, abbattendo certezze occupazionali mai attaccate precedentemente dai governi capitanati dal Faraone nell'Era del Puttanesimo: abolizione dell'articolo 18, creazione del Jobs Act, vera fucina fabbricante schiavi 2.0, innalzamento delle soglie nelle dichiarazioni dei redditi proteggenti evasori seriali, che hanno votato e continueranno a votare per chi li protegge da tempi lontani; aumento dell'importo utilizzabile per i pagamenti in contante, toccasana per tutti coloro che amoreggiano ancora con il "nero". 
Di conseguenza occorrerebbe riassumere, mediante un'immagine, l'attuale situazione dei mestieranti politici che si stanno dannando per ottenere la riconferma nel teatro della casta, comunemente anche chiamato Parlamento, nel quale pochi partiti, il Movimento 5 Stelle in primis, stanno tentando affannosamente di preservare diritti e dignità al popolo sovrano, e per questo attaccati senza decoro da squallidi e proni pennivendoli spregevoli.  
Personalmente un'idea al riguardo l'avrei:


L'avvocato Azzeccagarbugli di manzoniana memoria. 
Il don Abbondio con la toga, un parassita seicentesco, servitore dei potenti a scapito dei deboli e degli indifesi. Possiede un egoismo tale da essere paragonato a quello di molti stantii di casta che giornalmente incontriamo sui media, promettenti Luna e stelle. Inutile dire chi siano attualmente i don Rodrigo: poteri forti, lobbies, corporazioni, fondi d'investimento internazionali, burocrazia italica ed europea. 
Cogitate al proposito, specialmente allorché entrerete nel seggio! 

Standing Ovation!


venerdì 19/01/2018
LA LETTERA
“Caro sindaco, legga il mio curriculum. Mi candido anche io”
LA NOMINA CONTESTATA - COME LA DOTTORESSA ORANGES, SONO LAUREATA IN GIURISPRUDENZA

di Carolina Martelli

Caro Sindaco Nardella,
le scrivo questa lettera di presentazione per candidarmi al ruolo, investito con nomina diretta, dalla Dott.ssa Oranges.

Mi presento: mi chiamo Carolina Martelli non sono nata a Montevarchi ma a Sassetta (un paese di 600 anime in Provincia di Livorno).

Dall’età di 17 anni ho sempre lavorato come cameriera per la stagione estiva in vari ristoranti della costa livornese e, contemporaneamente, ho sempre studiato, riuscendo a diplomarmi al liceo scientifico Enrico Fermi di Cecina con il massimo dei voti e a conseguire nel 2014 la laurea in Giurisprudenza - tesi in Filosofia del Diritto – con il massimo dei voti e lode.

Forse non serve dilungarmi, ma ci tengo a raccontarle che ho sempre frequentato le lezioni e, dopo ore di studio, ho sempre preso l’autobus per andare a dare ripetizioni a domicilio, accaparrandomi qualche spicciolo per godermi qualche mostra o qualche spettacolo alla Pergola o alla Comunale (perché agli studenti, Firenze, non hai mai regalato nulla!).

Avrei tanto voluto in estate andare, come facevano i miei amici, in vacanza a Formentera; sarei voluta arrivare a casa la sera dopo ore a spiegare le equazioni per 8 euro a lezione, con la pasta pronta in tavola e i vestiti stirati: ma purtroppo a casa mia c’era bisogno di camparsi da soli e io, studente fuori sede, ho sempre imparato a prepararmi da mangiare da sola.

Dopo la laurea ho vinto il bando per la pratica forense presso l’Avvocatura regionale della Regione Toscana laddove ho trascorso 18 mesi completando l’excursus obbligatorio per sostenere l’esame di Stato. Successivamente ho prestato collaborazione per sei mesi presso uno studio legale privato di diritto amministrativo, giusto per non perdere l’allenamento con la stesura degli atti giuridici e per non perdere il rimborso spese di 500 euro mensili che, per me, hanno sempre fatto la differenza.

Può accadere a tutti, ed è accaduto anche a me a settembre dell’anno scorso, di subire due gravi lutti familiari che mi hanno costretta ad abbandonare la professione legale per cercare un lavoro proficuo a mantenere me, mia madre e mio fratello; insomma, niente esame di Stato per me, d’altra parte si sa – e se non lo sa glielo dico io – per poter fare l’avvocato al giorno d’oggi o sei figlio di avvocato o sei figlio di un pezzo grosso di Banca Etruria.

Ho trovato quindi lavoro come cameriera per qualche mese e, infine, sono entrata come dipendente di una banca all’ufficio legale per recupero di crediti non performanti, occupazione tuttora all’attivo con un contratto di apprendistato. Sto lavorando full time e contemporaneamente sto sostenendo esami alla Facoltà di Scienze Politiche, a cui mi sono iscritta questo settembre per tenere la mente attiva.

Caro Signor Nardella, ho deciso di aprirmi con Lei e di farle sapere che quando io mi sono iscritta alla Facoltà di Giurisprudenza avevo un obiettivo: imparare a conoscere la legge per capire cosa si può e cosa non si può fare; perché è chiaro che, se conosci bene la legge, puoi anche renderti conto di quando un atto non è legale, di quando davanti a tuoi occhi viene minato lo Stato di diritto in forza di leggi più grandi e forti della legge scritta: la legge della corruzione, il clientelismo, i soldi. Io non sono figlia di un procuratore della Corte dei Conti, io sono figlia di una professoressa di Italiano e di un ex dipendente comunale; sono figlia di una laurea con il massimo dei voti pagata a forza di sparecchiare tavoli; sono figlia del sacrificio e della passione per le materie che ho studiato. Sono figlia della rassegnazione e della soddisfazione di aver sempre ottenuto il massimo dei voti con la mia sola forza; sono figlia di mio padre che è stato un onesto dipendente comunale per oltre trent’anni e che mi ha sempre insegnato che la Pubblica amministrazione siamo noi e che ogni volta che si scrive anche un banale atto, come un verbale, lo si deve fare pensando che lo si scrive a nome di tutti i cittadini che quell’amministrazione rappresenta.

A questo punto mi rivolgo a Lei, Lei che in questo momento sta rappresentando tutti i cittadini di Firenze, stante che nella nomina vi è indicato come vago requisito la ricerca di “una figura specializzata in ambito giuridico” le invio il mio curriculum perché credo che anche il mio profilo possa essere adatto al ruolo.

Ahimé, io non ho doti canore e non disegno; però, volendo, so fare braccialetti con i tappi della birra. Se può servire so scrivere poesie, mi reputo un’esperta di filosofia etica e di musica classica. A tal proposito, detto fra me e Lei, siccome io la musica classica la ascolto da quando ero nella culla, lasci perdere il Maggio Musicale, che Bizet in questo momento credo stia facendo il bagno nello Xanax per evitare un attacco di panico alla vista della nuova versione della Carmen: forse, prima di instaurare una vaga e incerta campagna contro il femminicidio cambiando i finali di opere liriche, sarebbe importante azionarsi per sconfiggere il clientelismo e provare ad agire per un’amministrazione trasparente.
Con tanti saluti,

Carolina Martelli