giovedì 7 dicembre 2017

Sospiri


Ma quanto mi sarebbe piaciuto essere catapultato attorno al 1908 a Manchester, per gustarmi la celeberrima, a quei tempi, commedia Mumming Birds (tizi da palcoscenico), la prima commedia senza parole cogitata dal grande Fred Karno!
Avrei visto il sipario aprirsi e svelare un proscenio più piccolo, con gli attori, spettatori del finto spettacolo, nello spettacolo, accomodarsi nei quattro palchetti, personificando il Ragazzino, con un’enorme quantità di cibo, noccioline, banane, brioche, che oltre a trangugiare lancia verso il palco del finto spettacolo, ogniqualvolta artisti appaiono, non facendolo divertire. E poi avrei gustato dell’Ubriacone che, entrando nel palchetto a sinistra, mimava con ilarità il comportamento alcolico di un ebbro.
Ed è proprio per questo ruolo che avrei desiderato essere presente a quei tempi, volando e violando i lustri! 
Si, perché l’Ubriacone Spettatore fu impersonato prima da Billy Reevers e poi da un tale giovane, Charlie Chaplin, avente come sostituto di ruolo un anonimo e ancora in fase formativa Arthur Stanley Jefferson si, proprio lui, l’immenso Stan Laurel!
Quanto mi sarebbe piaciuto ammirarne la fragranza giovanile, il suo apprendistato sfociante nella stella unica, assieme a Babe, del firmamento del cinema comico universale!
Charlot e Stanlio assieme! Chi non desidererebbe sedersi con loro ad un tavolo, chiacchierando del più e del meno?


Meteo fradicio



Abbondantissime possibilità di infradiciarci. Ma Meteo.it è come sempre più preciso man mano che il tempo passa... e diventa presente!

Iper decisionismo


Pisapia con una decisione (quasi) immediata ha abbandonato il Bomba e la politica. Gli restano ancora da evadere alcune questioni: se comprare l’uovo per Pasqua 2017 fondente o al latte, se indossare i bermuda o i pantaloncini per andare in spiaggia (cosa questa che lo ha relegato in casa a Milano per tutta l’estate) e se guardare o meno la diretta dello sbarco dell’uomo sulla Luna con telecronaca di Tito Stagno, alle tre del mattino.

Mumble mumble...


Premesso che sono tendenzialmente favorevole alla vaccinazione, leggere in un estratto dal nuovo libro di Giulia Innocenzi "Vacci-Nazione" le gesta eroiche di Walter Ricciardi, un protagonista della legge che ha imposto dieci vaccini obbligatori, attualmente presidente dell'Istituto Superiore di Sanità, mi ha oltremodo incuriosito, senza pensare male naturalmente, essendomi vaccinato al proposito molti anni fa. 


Perché Walter Ricciardi, medico e professore universitario oltre a svolgere il ruolo fondamentale già citato, siede in diverse e nobili commissioni di alto prestigio internazionale, che non sto qui ad elencare, essendo vaccinato contro il supercazzolismo. Walter Ricciardi ha valutato l'impatto sulla salute, di una serie di vaccini per le case farmaceutiche, che elencherò, essendomi vaccinato contro la foruncolosi scatenata dall'essere cosciente che molte multinazionali farmaceutiche speculano sulla salute di ognuno di noi per lucro, puro lucro e che un ricco ha moltissime probabilità in più di curarsi e vivere meglio di un povero.

Ma torniamo a Walter Ricciardi: ha fatto consulente per Novartis, Menarini, Wyeth Lederle, Sano Pastour, GlaxoSmithKline etc. etc. etc.
Pur confermando la mia totale adesione alle vaccinazioni, allego questa foto ove sono racchiuse le consulenze, le collaborazioni di Walter Ricciardi, attuale presidente dell'Istituto Superiore di Sanità, che ha avuto un ruolo centrale nella stesura della legge per le vaccinazioni... che al mercato mio padre comprò..
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Ranieriani buongiorno!


giovedì 07/12/2017
Scudi umani a difesa di sua altezza Boschi
di Daniela Ranieri
Difendere l’indifendibile, nello specifico la sottosegretaria Boschi dal sospetto di incarnare un conflitto di interessi in quanto rappresentante del governo e insieme curatrice delle questioni relative al fallimento della banca vicepresieduta dal suo babbo, è un’impresa titanica che non riuscirebbe nemmeno al chiacchierone contaballe Matteo Renzi (che infatti se ne guarda bene). Perciò al Nazareno ogni martedì si tiene una sessione di schiaffo del soldato. A turno, ogni parlamentare, ministro e dirigente, fino all’ultimo galoppino del Pd, viene fatto voltare verso il muro mentre un altro gli sferra uno schiaffo sulla nuca. Se lo schiaffeggiato indovina chi è stato, si salva. Quello che prende più schiaffi viene inviato nei talk della sera.
Martedì è stata una strage di scudi umani. Esentato Fiano (specializzato nella difesa di babbo Renzi, perinde ac cadaver), nel pomeriggio finisce a SkyTg24 tale Federico Gelli – che di schiaffi deve averne presi parecchi, per essere mandato con quel cognome a difendere una tizia chiacchierata di far parte di un cerchio che emana uno “stantio odore di massoneria”. Naturalmente scout, ovviamente toscano, eletto con Renzi nel 2013 (col Porcellum, come la Boschi), para i colpi di Fabio Rampelli di FdI con una vocazione al martirio da cavaliere medievale, blaterando di “inchiesta politica”, “gogna” e “garantismo” come neanche i berlusconiani si sognano più di fare davanti a testimoni.
A sera, a #cartabianca finisce disgraziatamente Ivan Scalfarotto. Sul perché il pm di Arezzo Roberto Rossi (ex consulente del governo Renzi) avrebbe mentito o omesso alla Commissione d’inchiesta sulle banche circa altre indagini a carico di babbo Boschi, Scalfarotto enuncia: “Ma perché un magistrato dovrebbe mentire?”. Dal che si evince che la linea di difesa al Pd la scrive l’usciere. Con la salivazione azzerata, davanti alle logiche domande di Berlinguer e De Bortoli, Ivan farfuglia delle altre banche fallite oltre a Banca Etruria, come se il punto non fosse che la Boschi, come scrive De Bortoli nel suo libro, da ministra delle Riforme (incompetente in vari sensi) si rivolse all’amministratore delegato di Unicredit Federico Ghizzoni per chiedergli di valutare una possibile acquisizione di Banca Etruria, giurando poi in Parlamento di non essersi mai occupata del dossier. Nell’intento di compiacere il capo e la di lui amica ma impossibilitato dal principio di realtà, Scalfarotto balbetta, ha la lingua felpata, grida: “Se la smettiamo di fare processi sui giornali… vogliamo parlare di Consip?”. Poi dà la colpa ai giornali per la mancata vigilanza sulle banche. Chiude dicendo “la Boschi non ha mai annunciato una causa per diffamazione”, il che è chiaramente, pateticamente falso. Verso le 23, viene rinvenuto in via Teulada in evidente stato confusionale.
In contemporanea, al funereo Ettore Rosato tocca la difesa d’ufficio a DiMartedì. Poveretto! Ripete a pappagallo il copione contenuto nel kit dello scudo umano della principessina Boschi: Etruria è stata commissariata dal governo Renzi (falso: da Bankitalia); la colpa è dei giornali che fanno la guerra al Pd diffamando Boschi (che peraltro non si sente affatto diffamata, visto che non ha querelato De Bortoli per diffamazione ma l’ha denunciato per danni). E, soprattutto, babbo Boschi non ha ricevuto alcun avviso di garanzia (siamo alla fase freudiana della negazione), o forse sì, ma per “falso in prospetto”, reato risibile inventato apposta per fregarlo.
Premio della critica a Beppe Severgnini, ospite di Otto e mezzo. Senza manco essere sotto schiaffo, si sente lo stesso il friccico del protettore di rango: dice di credere a De Bortoli, suo amico e direttore, e però, contestualmente, lamenta un “linciaggio mediatico” nei confronti della Boschi. Povera stella. Come se stesse scritto da qualche parte che questa “giovane donna” (fosse un anziano signore lo si potrebbe pure linciare) deve avere ruoli rilevanti nel governo del Paese. Come se la innocua fanciulla non avesse tentato di “riformare” la Costituzione, o non si potesse metterne in discussione il “merito”, uno dei feticci falsi di questa pseudo-classe di miracolati toscani a vario titolo legati a Renzi. Vediamo quanti voti prenderà, questo genio incompreso della Repubblica (anche se proprio Rosato ha scritto una legge che consentirà di farla agevolmente “eleggere” nel listino bloccato del proporzionale).