Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
martedì 5 dicembre 2017
Una grande Amaca!
lunedì 4 dicembre 2017
Subdolamente
Seguo interessato le puntate di Gomorra su Sky, ritenendo la serie una delle migliori nel settore. Ma nel contempo mi è sorto un dubbio: guardando le attuali vicende trasmesse settimanalmente e narranti la caduta e il conseguente tentativo del giovane Savastano di ritornare a galla, m'inquieta oltremodo il mio subdolo tifo per lui perché, a pensarci bene, sdogana in modalità subliminale il male camorristico, la voglia di sopraffazione del protagonista, annientante libertà e vite individuali.
Inconsciamente sono portato a tifare per lui, con i suoi metodi malavitosi, immedesimandomi e sperando che abbatta i cattivi, come se lui non lo fosse.
Uno schema tremebondo, portante all'assuefazione della violenza, per un tifo di parte che inconsapevolmente sdogana molti efferati delitti.
E questo non va bene, se penso alla moltiplicazione in scala nazionale di questi sentimenti.
Non va bene assolutamente vedere in un malefico un eroe in cerca di riscatto.
Ripeto: parteggio per un cattivo reso simpatico da una serie; questo vuol dire che possono trasformarci la realtà, indurci ad andare contro princìpi, sviare dalle sane regole di noi impegnati a difendere legalità, bene comune, indifesi.
Riflettiamo su questo indiscutibile ed oggettivamente pericoloso aspetto mediatico. Please!
Ansa
Fermato a Milano in piazza Duomo, un uomo in bermuda, maglietta e zoccoli che s’aggirava spaesato e tremante, apparentemente senza una meta. Accompagnato al posto di guardia è stato riconosciuto come Giuliano Pisapia. Alla domanda del perché si trovava vestito in quel modo con le temperature artiche di questi giorni, ha testé dichiarato:”da luglio ero indeciso se andare al mare o ai laghi e solo oggi mi sono convinto di recarmi in spiaggia a Loano. Chiedo scusa a tutti!”
Tramonto
Ha stufato pure il “repetita iuvant”, ultimo baluardo per il suo viale del tramonto toscano, con quei cipressi molto significativi nell’oggi tendente all’oblio; i suoi soliloqui oramai stufano chiunque, come il sorriso del caimano adulterato dalla dentiera dorata. Scoccia oltremodo continuare ad ascoltarne il solito e logorroico schema verbale, ogniqualvolta una domanda fuori dagli schemi preordinati ad uso e consumo degli adepti, lacera il finto ottimismo insufflato dai tanti, troppi, Orfini ancora presenti nella sua sciapida corte, retta e diretta dall’Eva Etruriana, tra l’altro colpita ulteriormente dalla nuova indagine sul babbo cleptobanchiere.
Avrebbe voluto rottamare, mascherandosi da nuovo, convinto che al popolino sarebbero bastate le gags da avanspettacolo di cui, naturalmente, è portatore insano, e ieri sera da Fabio Strazio, il presentatore muto come i pesci del proprio acquario, in un raggelante è imbarazzante silenzio, ne ha dato ulteriore prova, imitando lo zio Pregiudicato, senza riscuoterne risa né ilarità, essendo oramai in prossimità del bidone aperto per la scontata differenziata.
Avrebbe voluto continuare a stordirci, proseguendo nella distruzione della storia di un partito del quale, indecorosamente, continua ad esserne segretario, avvertendo anch’egli quei segnali tremebondi di abbandono da parte di potenti amici interessati che l’hanno incensato sino a poc’anzi, ghiacciandolo oggi con distacchi funerei, presagi lugubri di accompagnamento nel classico bunker di ogni storia destinata all’oblio, confermata dalla nascita di qualcosa di nuovo e soprattutto di sinistra guidato da un uomo con trascorsi di lotta alle delinquenze organizzate, mai correo e rispettoso delle basilari norme fondanti la nazione, fatto questo che ha messo in moto i robottini Orfini a perenne difesa dell’ormai sgualcito regno del giullare, i quali, bovinamente, hanno ammorbato l’aria evidenziando presenze di datati personaggi obsolete nelle file della neo compagine di sinistra, dimenticando di avere nelle file del proprio partito nomi tipo Fassino, Casini e Finocchiaro, autentici totem immarcescibili, viatico per la conclusione, oramai prossima, della stagione post Era del Puttanesimo, ennesimo tassello per la disfatta definitiva di questa nazione selvaggiamente abusata da parecchi decenni.