martedì 5 dicembre 2017

Una grande Amaca!


L'AMACA DI MICHELE SERRA - Repubblica
NEL MIO bar, dove nessuno ha un master in Economia ma, tutto sommato, nessuno è fesso, abbiamo capito questo: che Donald Trump ha tagliato le tasse di un bel po' (un migliaio di miliardi di dollari), perché - come pensava Reagan una generazione fa - se i ricchi diventano sempre più ricchi, sui poveri ricadrà una pioggia di briciole. Nel frattempo, però, siccome il debito pubblico americano, a causa del minore introito fiscale, diventa ancora più mostruoso di quello che già era, il solo modo per fare finta di far quadrare i conti sarà un bel taglio alle spese sociali. "In culo ai poveri", dice uno degli avventori del mio bar, il meno avvezzo alla dialettica. Non è semplice dargli torto. 
Ora, però, il vero mistero è un altro. Come è possibile che un vero e proprio eroe della destra economica, ricco amico dei ricchi, capo di un governo di ricchi, sia riuscito ad arrivare alla Casa Bianca in qualità di vendicatore dei poveri operai disoccupati, delle povere casalinghe disperate? Il populismo è la truffa del secolo: pura destra (nazionalista, maschilista, xenofoba) ma con ottime referenze a Wall Street. La sinistra mondiale (qualunque cosa essa sia) dev'essere ridotta proprio male, per farsi infinocchiare da imbroglioni di serie B come Trump, e i trumpini di ogni latitudine.

lunedì 4 dicembre 2017

Subdolamente


Seguo interessato le puntate di Gomorra su Sky, ritenendo la serie una delle migliori nel settore. Ma nel contempo mi è sorto un dubbio: guardando le attuali vicende trasmesse settimanalmente e narranti la caduta e il conseguente tentativo del giovane Savastano di ritornare a galla, m'inquieta oltremodo il mio subdolo tifo per lui perché, a pensarci bene, sdogana in modalità subliminale il male camorristico, la voglia di sopraffazione del protagonista, annientante libertà e vite individuali. 
Inconsciamente sono portato a tifare per lui, con i suoi metodi malavitosi, immedesimandomi e sperando che abbatta i cattivi, come se lui non lo fosse. 
Uno schema tremebondo, portante all'assuefazione della violenza, per un tifo di parte che inconsapevolmente sdogana molti efferati delitti. 
E questo non va bene, se penso alla moltiplicazione in scala nazionale di questi sentimenti. 
Non va bene assolutamente vedere in un malefico un eroe in cerca di riscatto.
Ripeto: parteggio per un cattivo reso simpatico da una serie; questo vuol dire che possono trasformarci la realtà, indurci ad andare contro princìpi, sviare dalle sane regole di noi impegnati a difendere legalità, bene comune, indifesi. 
Riflettiamo su questo indiscutibile ed oggettivamente pericoloso aspetto mediatico. Please! 

Ansa


Fermato a Milano in piazza Duomo, un uomo in bermuda, maglietta e zoccoli che s’aggirava spaesato e tremante, apparentemente senza una meta. Accompagnato al posto di guardia è stato riconosciuto come Giuliano Pisapia. Alla domanda del perché si trovava vestito in quel modo con le temperature artiche di questi giorni, ha testé dichiarato:”da luglio ero indeciso se andare al mare o ai laghi e solo oggi mi sono convinto di recarmi in spiaggia a Loano. Chiedo scusa a tutti!”

Tramonto


Ha stufato pure il “repetita iuvant”, ultimo baluardo per il suo viale del tramonto toscano, con quei cipressi molto significativi nell’oggi tendente all’oblio; i suoi soliloqui oramai stufano chiunque, come il sorriso del caimano adulterato dalla dentiera dorata. Scoccia oltremodo continuare ad ascoltarne il solito e logorroico schema verbale, ogniqualvolta una domanda fuori dagli schemi preordinati ad uso e consumo degli adepti, lacera il finto ottimismo insufflato dai tanti, troppi, Orfini ancora presenti nella sua sciapida corte, retta e diretta dall’Eva Etruriana, tra l’altro colpita ulteriormente dalla nuova indagine sul babbo cleptobanchiere. 

Avrebbe voluto rottamare, mascherandosi da nuovo, convinto che al popolino sarebbero bastate le gags da avanspettacolo di cui, naturalmente, è portatore insano, e ieri sera da Fabio Strazio, il presentatore muto come i pesci del proprio acquario, in un raggelante è imbarazzante silenzio, ne ha dato ulteriore prova, imitando lo zio Pregiudicato, senza riscuoterne risa né ilarità, essendo oramai in prossimità del bidone aperto per la scontata differenziata. 

Avrebbe voluto continuare a stordirci, proseguendo nella distruzione della storia di un partito del quale, indecorosamente, continua ad esserne segretario, avvertendo anch’egli quei segnali tremebondi di abbandono da parte di potenti amici interessati che l’hanno incensato sino a poc’anzi, ghiacciandolo oggi con distacchi funerei, presagi lugubri di accompagnamento nel classico bunker di ogni storia destinata all’oblio, confermata dalla nascita di qualcosa di nuovo e soprattutto di sinistra guidato da un uomo con trascorsi di lotta alle delinquenze organizzate, mai correo e rispettoso delle basilari norme fondanti la nazione, fatto questo che ha messo in moto i robottini Orfini a perenne difesa dell’ormai sgualcito regno del giullare, i quali, bovinamente, hanno ammorbato l’aria evidenziando presenze di datati personaggi obsolete nelle file della neo compagine di sinistra, dimenticando di avere nelle file del proprio partito nomi tipo Fassino, Casini e Finocchiaro, autentici totem immarcescibili, viatico per la conclusione, oramai prossima, della stagione post Era del Puttanesimo, ennesimo tassello per la disfatta definitiva di questa nazione selvaggiamente abusata da parecchi decenni.

domenica 3 dicembre 2017

Domanda


Quale modo migliore per il Bomba per festeggiare l’epica vittoria, per noi, del suo sfanculamento referendario, che andare da Fabio Strazio, l’uomo pesce con tanta acqua in bocca e con l’acquario sotto la scrivania?

Intervallo



Cremona - particolare

Bisogna riderci sopra...