Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
mercoledì 4 ottobre 2017
Hubble e la maestosità
Ancora stelle?!! E basta! Lo sappiamo che l'Universo è infinito!
Hubble ci ha inviato questa foto, che è particolare.
Se volete vedere l'originale della Nasa cliccate QUI
L'ottimo sito tecnologico www.hdblog.it (che vi consiglio di visitare se siete appassionati in materia) c'informa che i punti luminosi non sono stelle, ma galassie.
Distano 300 milioni di anni luce da noi e quella sulla destra più luminosa delle altre è la NGC 4874, è grande dieci volte la nostra Via Lattea ed intorno non ha stelle bensì altri ammassi stellari che potrebbero contenere migliaia di stelle ed attorno di questi ammessi la mega galassia ne ha almeno un trentamila.
Sono vicinissime tra loro, chiaramente in termini astronomici, circa 200 anni luce e la vicinanza dovrebbe essere dovuta all'immensa forza gravitazionale di NGC 4874.
Quando v'incazzate per un parcheggio, riflettete su questo.
Fa molto bene, credetemi!
martedì 3 ottobre 2017
Guardate come siamo ridotti!
Gustatevi, per così dire, il servizio delle Iene di domenica scorsa che fotografa come ci siamo ridotti con quei parassiti che, incredibilmente continuiamo anche a pagare!
Per la cronaca il cosiddetto sottosegretario Rossi ha rimesso oggi le deleghe, meno male, grazie a questo servizio.
Servizio delle Iene domenica 1 ottobre 2017
Petizione
Iniziativa lodevole del Fatto Quotidiano.
Aderisci, se credi, alla petizione per chiedere che i parlamentari vogliamo sceglierceli noi!
Clicca qui sotto.
Petizione: i parlamentari vogliamo sceglierli noi!
Rigurgito
Verrebbe da ridere se non fosse una vicenda triste, di quelle che tendono a rigurgitar scurrilità.
Accade che la pregna di ignoranza Valeria Fedeli, colei che si è scoperto non essere laureata e con diploma al limite della correttezza, che il fato, il destino e il Bomba hanno voluto trasformare in, udite, udite, Ministro della Pubblica Istruzione, abbia deciso di partecipare ad una manifestazione importante, così almeno recitava il messaggio di tal Riccardo Minciotti, docente dell'Istituto Ipsea di Caprarola, vicino a Viterbo, rivelatasi poi una normale e oramai sfanculata, dai sani di mente, Festa dell'Unità.
Con la chimera dei crediti formativi, alcuni minorenni si sono trasformati in servi, camuffati da camerieri, per servire sua Bassezza, impegnata a dispensar focacce con la madia (minuscolo ma essendo anche l'omonima con la maiuscola vuota e scialba, è la stessa cosa) sguarnita.
Il cammeo del servile incontro è che tra gli argomenti trattati alla Festa, ve ne era uno dal titolo " Formazione e lavoro. La sfida dell'occupazione"
Dalla foto si vedono i volti camuffati dei minorenni, arrivati a render servigio gratuito alla somma signora istruttiva senza pedigree, frutto di questo modo degenerato di trattare crediti palliativi che, come informa l'articolo di Francesca Fornario sul Fatto Quotidiano di oggi, in realtà trasformano studenti desiderosi di formarsi, in fotocopiatrici viventi, come all'anagrafe di Campobasso, raccoglitori di cozze a Messina, pulitori di cessi a Ragusa, sherpa in piscine di lusso a Parma, camerieri a Vicenza in quantità di ben 2700 unità, dovendo sottostare all'ignominiosa norma pensata del Bomba delle 200 ore di credito obbligatori, 400 per gli istituti tecnici professionali, trasformanti codesti giovinetti in servi del padrone, profeticamente illuminanti il loro futuro, che nella maggiore età li accosterà al famigerato job acts, l'arte estrema della moderna schiavitù.
Guardate l'ignaro ministro, soddisfatto dell'accoglienza sfanculante la dignità degli studenti.
Che sia di monito e ricordo allorché, finalmente, preleveremo gli stoccafissi dal congelatore e, inebriati dalla sana cervogia, arriveremo a Roma, pregni di sapienza popolare e certi nell'agire.
Nella notte
Capita di sbagliare il ritmo circadiano, a proposito complimenti ai tre scienziati che hanno appena vinto il Nobel per lo studio in merito, a cui chiederei molto umilmente di analizzare il mio; sbagliare l'entrata nel sonno ed addormentarsi verso le 21 per poi divenir brillante alle 2 di notte, in cerca di qualcosa che mi faccia riappisolare, come la scorsa notte, lunga da passare; le ore che vanno dalle due alle quattro sono interminabili e né la lettura, né la visione di un film, possono farle gustare in agio.
Allora compaiono in cervice personaggi letti o visionati, supportanti l'attesa del nuovo albeggiare: ecco transitare per il salotto Anna Karenina, con il suo alone di regalità, le sue arie eccentriche a ricordarmi che il tomo narrante la sua vita è ancora lì, solo fugacemente violato dalla mia lettura psicotica, vorace e molte volte inconcludente, con mezze inezie sfuggenti, infarinature, buffetti culturali senza enfasi. La ringrazio assieme al grande Lev per sì tanto meraviglioso racconto, dicendole: "Anna, pazienta, ancora non sono pronto al completamento, forse non lo sarò mai!" il che, m'accorgo, l'incompleta, con contorni di viso non chiari, con colori del vestito sfuocati.
Ella lascia la stanza interdetta, innervosita da tanta superficialità e l'arrivo del carcerato matricola 7474505B, terminante la pena, riporta allegria ed eccelso sound: Jake Blues sta uscendo, ritirando l'orologio digitale Timex rotto, un profilattico non usato e circa venti dollari; suo fratello Elwood lo sta aspettando con la macchina della polizia comprata all'asta per andare a svolgere un capolavoro assoluto del cinema, con colonna sonora unica ed universalmente riconosciuta come una delle migliori.
Jake porta il buonumore dei suoi silenzi, le sue frasi mozzate, la "Baaand!" e conseguentemente, un piccolo ritorno del torpore.
Ma l'entrata del Narratore creato da Proust mi rificca dentro l'ansia dell'esistenza, del vagare notturno attorno a me stesso; lo rimiro sommessamente, come quando incontravo la professoressa d'italiano in un bar, riprovando la sua spietatezza nell'evidenziare i miei limiti, la ricerca del disagio, la rinascita della timidezza. Ricordo come speravo che la prova passasse, la guardavo di sbieco, annuendo a qualsiasi cosa ella diceva. M'avesse detto che la Luna a volte diventa verde smeraldo avrei annuito. La severità con cui fuori dalla scuola m'approcciava, la ritrovo nel Narratore, incredulo che ancora sia ad un terzo della Recherche, lo sguardo roteante nel ricercar demoni e frecce da scagliare, il tetro arricciar di sopracciglia sintomo di furore, il mio infimo scusarsi, la promessa di riprendere il cammino, ansimante e ben poco ossigenato.
Verso le quattro per fortuna Morfeo mi riavvolge a sé, i rumori dei primi camion e le sparute macchine confermano che Madame Alba non tarderà l'ingresso nella vita comune.
Vampirescamente i figuri s'allontanano, molti col fermo proposito di un ritorno.
Osservo, nell'abside lucente del mio peregrinare questa volta sognante, che gli dei sono più benevoli nel sonno che nel sopito, nel vagheggio attorno alla soglia del riposo totale. Forse perché s'incazzano allorché avvertono la recalcitrante ritrosia dell'abbandono circadiano nel fantasticare.
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