Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
martedì 22 agosto 2017
lunedì 21 agosto 2017
La foto spiegata
Luce sulla foto di Forte dei Marmi. Con tanta tristezza e preoccupazione. Sono tanti. Forse troppi.
Gli odiatori che scambiano due leggende per migranti
MAURIZIO CROSETTI per Repubblica
LA STORIA / LA FOTO VIRALE DI SAMUEL JACKSON E MAGIC JOHNSON SU UNA PANCHINA A FORTE DEI MARMI
Sono neri, stanno seduti a far niente su una panchina italiana (una nostra panchina!), dunque sono una vergogna. Forse, una minaccia. Passano sicuramente il tempo a spese dello Stato, allevando magari figli o nipoti potenziali terroristi. Come si permettono, via, sciò. Queste e altre reazioni razziste ha suscitato su Twitter e poi su Facebook una burla riuscita, che in apparenza racconta la solita vulnerabilità leggera dei social, ma in realtà rivela qualcosa di assai più profondo e grave: la psicosi dello straniero, il terrore del migrante, il tremendo pregiudizio che ancora cade addosso a chi non ha la pelle bianca, e siamo ormai nel 2017 in una delle più evolute (in teoria) società occidentali.
Il fatto è noto. Tutto comincia da una fotografia: il luogo, Forte dei Marmi; i soggetti, una leggenda del basket e una star di Hollywood. Si tratta di Magic Johnson e Samuel L. Jackson, cioè uno dei più grandi giocatori di pallacanestro di tutti i tempi e dell’attore che ha fatto più incassi ai botteghini nella storia del cinema, 7,42 miliardi di dollari in 68 film, con una nomination all’Oscar per Pulp Fiction. L’ex stella dei Lakers e l’icona di Tarantino se ne stavano allegramente seduti su quella panca al Forte, dopo un’estenuante sessione di shopping, come testimoniano le borse ai loro piedi, firmatissimi. Due miliardari a riposo, però neri. Migranti a sbafo? Di questi tempi, hai visto mai che qualcuno ci caschi. Se l’è detto Luca Bottura, autore comico piuttosto attivo sui social, che ha rilanciato la foto già postata da Magic Johnson e l’ha commentata così: «Risorse boldriniane a Forte dei Marmi fanno shopping da Prada coi 35 euro. Condividi se sei indignato! ».
Centinaia di leoni da tastiera sono caduti nella trappola, ed era prevedibile. Ormai funziona così, prima si scrive (e si condivide, e si “cuora”) e poi si pensa. Ma il punto non è questo, il punto non sono i leoni sciocchi ma la ferocia della jungla, cioè una parte purtroppo non esigua del nostro paese. L’onda altissima di sdegno è andata avanti per ore, toccando abissi di miseria e vertici di comicità.
A un certo punto Nina Moric, simpatie mai nascoste per CasaPound, si è aggiunta al coro su Facebook: «Vedere anche in località turistiche come Forte dei Marmi e Milano Marittima immigrati che bivaccano sulle panchine con i nostri 35 euro è veramente troppo». Non è dato sapere se dicesse sul serio, lei ha poi spiegato che stava ironizzando e comunque il caos si è ulteriormente gonfiato. Tantissimi odiatori hanno abboccato all’amo, svelando le loro più sincere e profonde pulsioni. Questo è il risultato di campagne d’opinione in totale malafede, populiste e volgari, che vorrebbero scambiare lo ius soli per un diritto di cittadinanza da concedere ai terroristi.
E siamo in Italia, non nell’Alabama del secolo scorso, ancora non abbiamo gli autobus con i posti riservati ai neri: noi siamo già oltre, se potessimo da quell’autobus li scaraventeremmo giù.
Per la cronaca, il cestista e l’attore sono in crociera su uno yacht da due milioni di dollari tra Capri e Portofino, e per festeggiare i suoi 58 anni Johnson ha speso 630mila dollari. Non sono bastati a sbiancarlo, ma siamo noi che dovremmo impallidire.
domenica 20 agosto 2017
Non può essere vero
Io mi auguro di tutto cuore che stia scherzando. Non posso credere che parli sul serio.
Articolo da segnalare
Segnalo una lettera di un lettore, mio amico, sulla polemica sorta sulla triste vicenda dell'eccidio di Stazzema, pubblicata sul sito Città della Spezia
Sono totalmente d'accordo su quanto scritto.
Lettera su eccidio Stazzema
sabato 19 agosto 2017
Qualcosa non torna
No, qualcosa non torna. Da sempre non torna.
Questi poveri idioti che hanno scatenato una strage sono troppo giovani per far quadrare il cerchio.
Dobbiamo necessariamente riaccendere la ragione per darci una spiegazione. Partendo da una certezza: la guerra provoca come sempre spaventosi arricchimenti. Lo sfruttamento di terre, la ricerca di conflitti per lucro, la categorizzazione di buoni e cattivi.
E, soprattutto la mancanza di cultura, di sviluppo, di umanità.
Se giovani come questi buttano la loro vita come spazzatura per un fine religioso apparentemente tanto cretino, la ragione c'impone di domandarci il perché tutto ciò accada e continui ad accadere.
Se conflitti, usurpazioni, assassini di bambini, di inermi provocano odio, occorre chiedersi quale sia la finalità occulta.
Stati Uniti, Russia, Europa provocano da decenni imbarbarimenti e massacri in nome di ideali fittizi e, diabolicamente, girano la frittata inculcandoci l'odio verso quelli che oramai sempre più persone identificano come diversi, alieni.
Siamo responsabili tutti di questi efferati delitti, perché ci facciamo imbambolare dalle notizie distillate ad hoc da briganti attentatori di verità.
Qualcuno ricorda ancora la Siria? Di come il mondo cosiddetto occidentale continui a foraggiare quel bastardo al potere responsabile di crimini verso l'umanità?
E l'Afganistan? E l'Iraq? Ricordate le prove false fornite all'Onu da quell'ubriacone di Bush?
E la corsa ad uccidere Gheddafi scatenata da quel fascistone di Sarkozy?
La ragione impone di ribaltare la situazione: se venissero stranieri a depredarci, a combatterci, radendo al suolo ogni cosa, lasciandoci in balia di mercenari, senza futuro, senza speranza e, per assurdo, qualcuno ci promettesse una nuova vita con tante donne, una festa eterna, come reagiremmo, come ci muoveremmo, cosa penseremmo in merito?
La speranza di una vita dignitosa è ad appannaggio di un terzo della popolazione mondiale. Gli altri due terzi non hanno nessuna convenienza nel continuare a respirare. Gli abbiamo tarpato le ali, gli abbiamo sottomessi, posti nello scantinato. Poi ci gloriamo dei nostri eroi, vedasi il premio Nobel per la Pace Obama, che ha permesso che venissero sganciate 26.172 bombe (fonte il Fatto Quotidiano) su ben sette paese sovrani (Siria, Iraq, Afghanistan, Libia, Yemen, Somalia e Pakistan) ovvero tre bombe ogni ora che hanno ucciso migliaia di innocenti, come quelli che erano a passeggio sulla Rambla.
Siamo in mano di burattini al servizio di multinazionali belliche smaniose di appioppare nuovi e sofisticati prodotti spezzanti vite inermi.
Siamo in balia di spregevoli energumeni il cui principale obiettivo è quello di non acculturare popoli, rendendo la loro vita fragile e in balia di fedi modificate in opifici di odio, di violenze inaudite.
Non abbiamo un organismo serio e potente che possa frenare queste barbarie. L'Onu è il massimo circo clownesco del mondo, un carrozzone pregno di supercazzole con un valore intrinseco pari a un peto fatto durante un tornado.
Qualcosa non torna in questo momento di dolore e di memoria verso le vittime di Barcellona, come nei giorni delle stragi francesi, belghe, tedesche.
Non difendo nessuno, non cerco di sminuire l'efferatezza di questi gesti ignobili, ci mancherebbe.
Però pretendo ed esigo, in nome della Ragione, di poter chiedermi il perché, da dove esso nasca, come ci abbia portati in queste situazioni inumane e, soprattuto, dove risiedano i veri mandanti, gli approfittatori, gli assetati di potere e denari, di questa era dequalificante ciascuno di noi.
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