sabato 12 agosto 2017

Video



Bob Sinclar in città ha generato pareri a volte discordanti.

Nel video qui sotto ascoltiamo uno di questi.

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venerdì 11 agosto 2017

Sotto l'ombrellone


Intruppati al solito, circondati dalle notizie di caldo afoso, di temporali abnormi, di fiumi in secca, di frutta da mangiare per non morire d'insolazione, ci prepariamo ad affrontare la settimana top estiva ferragostiana con lo zainetto appeso al cuore, ove abbiamo riposto le nostre ansie, i progetti, le aspettative mentre, come in ogni era, il tic tac biologico compiendo un altro giro annuncia, quasi spavaldo, che un estate in meno avremmo da gustare sul totale, preordinato, da messer Fato. 
Che abbiamo dentro lo zaino? 
Inutilità elevate a dogmi, paure trasformate in certezze, sensi di colpa, vere piaghe da curare e, soprattutto, rassegnazione. A 'sto giro è andata così, parrebbe ascoltare nelle viscere profonde il nostro io. 
Rassegnazione per il moto perpetuo, non eterno, abitudinario in cui, assuefacendoci, siamo costernati dall'aver perso la cloche per cui ci rendiamo conto di non aver alcun comando di direzione della nostra esistenza la quale, come una macchina slittante sul ghiaccio, sembrerebbe essere divenuta ingovernabile e, mestamente, sbattente sui molteplici respingenti eretti da chi (o cosa) tendenzialmente ansima e spera di vederci immutabilmente così, sostanzialmente allergici ai cambiamenti e, soprattutto, alle novità.

Assuefatti alle invereconde tragedie del buongusto politico, recitate senza dignità da chi smania per eternamente occupare posti di potere. Hanno vinto per KO sulle nostre coscienze. Non ci hanno fatto votare per molto tempo e ora che lo devono fare, pongono regole liberticide, antidemocratiche scegliendo loro, per noi, i futuri rappresentanti per lo più già cariati, sviliti, inglobati in questa infausta corsa verso il lucro di casta. 

Assuefatti alla volgarità dilagante che permette ad un presunto evasore che ha portato i suoi beni all'estero, di insegnarci il significato di vacanze, ossia il culto del lusso senza un perché, infoiando menti a sostituire un buon libro con qualche tirata di nari tra una danza squallida a ritmo di martello pneumatico, osannante eroi medioevali, autentiche scoregge dell'Intelletto, profeti dell'annientamento culturale della razza. 

Assuefatti alla mercificazione del bello confuso, ad hoc, con un rimbambimento generale di sinapsi per uno stordimento degenerante in un'accettazione di valori, di soprusi, di violenze culturali portanti intere generazioni a ridere delle loro miserie, trasformando in badanti giovani senza ormai più speranza, per una società dedita alla ricerca dell'imbecillità, autentica autostrada per la casta padrona dell'impero deviante tutti noi verso il traguardo agognato, il Nulla. 

Assuefatti all'inattività di mente e cuore, delegati ad altri divenuti simboli dell'efficienza moderna, in verità il male più temibile di ogni epoca, l'Immoto culturale.

Assuefatti ad andar dietro a chicchessia, perché chiunque ne sa più di noi, in ogni campo, persino quello scientifico. E se un balordo grida che i vaccini fanno male, smerdiamo medici e ricercatori, perché colui che neppure è laureato ne sa più di loro, parlando dal Web. E chi parla dal Web, si sa, è profeta. 

Assuefatti al Bastardismo, una corazzata di tale potenza mediatica riuscente a penetrare ogni individuo per inoculargli certezze, in realtà baggianate, come la consapevolezza che per avere la pace si debba combattere, oppure il fatto che le banche possano, anzi, debbano defraudare i propri clienti perché è nella loro natura, nel loro dna, comprare titoli spazzatura per dilapidare fortune nelle tasche di pochi, lasciando moltissimi in braghe di tela, come l'ottantina di miliardi volatilizzati nell'ultimo decennio testimonia. 

Assuefatti al rigido dogma Pil per cui siamo chiamati a moltiplicare l'acquisto di ogni bellezza donataci dal Capitale, pronti a soffrire pur di non mancare l'ennesimo acquisto di qualsivoglia beltà, innovazione tecnologica, pur sapendo che molti congegni diabolici in circolazione hanno vita breve e prefissata, affinché il bidone della spazzatura possa accoglierla velocemente, facendoci librare la carta di credito per un nuovo e salutare acquisto.

Assuefatti al granitico convincimento che le cure mediche debbano costare, che gli uomini e le donne di questo pianeta possano curarsi bene solo se in possesso di un egregio conto in banca, fedeli eternamente all'immarcescibile convincimento che le multinazionali farmaceutiche siano in mano a pochi eletti i quali, per dissetare la spasmodica arsura lucrosa appagante la smodata ricerca della divinizzazione del proprio ego, imporranno costi medici a prezzi stratosferici per molti. 

Questo zainetto lo portiamo con noi nell'assolata settimana di vacanze. Proni e silenti non vediamo l'ora di riaprirlo allorché rincontreremo madama Abitudine che ci vuole tanto bene e, accudendoci, ha già preparato per noi il prossimo giro di ruota. 
Il solito.    

Constatazione


Angelo Cambiano non è più sindaco di Licata. Paladino delle demolizioni di case abusive, durante quel periodo gli incendiarono due auto, è stato sfiduciato. Anche dai suoi compagni di maggioranza, tra cui sei alfaniani, che non sono alieni ma molto peggio. Questo perché a novembre in Sicilia ci sono le elezioni regionali. E il voto di chi compie abusi è basilare, visto che sono tantissimi. E Alfano in Sicilia porta molti voti. E il Bomba lo corteggia. Tra i conati di molti.

giovedì 10 agosto 2017

Amarcord


Mentre poco distante iniziava lo spettacolo atteso dalle genti, che porterà alcuni verso mezzanotte a domandarsi a voce alta "ma non canta? Muove solo i piatti e mixa?", palesando la stessa sensazione di vedere l'idraulico arrivarti a casa per il guasto e sdraiarsi sul divano gustandosi su Discovery un programma sull'uso corretto della chiave a pappagallo, mentre accanto accade tutto ciò, con l'intermittente rimbombo a stantuffo emarginante tale sconquasso alla coclea nel recinto del rumore, entrando in passeggiata Morin avvisto il classico gioco dei barattoli da abbattere con pistole e fucili ad aria compressa per vincere l'ambito ninnolo, vedi Peppone e l'avvenente giostraia. Accedo ai premi, e tra le possibilità c'è anche lui, sferico e colorato, ansioso di rimbalzare per la gioia di molti. Lo scelgo e mi emoziono per i ricordi che emana, per le epiche sfide senza fine, per la passione da sempre scatenata, le corse, l'abilità crescente, la tenacia, l'ardire. Il magico sinistro da troppo tempo in letargo fibrillava quasi come se le frattaglie sonore in arrivo da piazza Autan, producessero effetti benefici mentre, era evidente, solo la vista dello sferico giocattolo provocava tale sisma muscolare. E con l'amico Marco, dopo trent'anni sono tornato nella Piazza Europa, proscenio di anni calcistici da sempre ricordati con tenerezza, per fare due passaggi oramai, purtroppo, inusuale spettacolo in quel luogo. E nel breve tempo di qualche tocco ecco fermarsi un giovanissimo attratto dalla sfera, e poi un altro. Serata strana rievocante tempi oramai biblici, certamente atipica, frizzante. Stasera si replica. Chi volesse raggiungerci è sempre bene accetto!


mercoledì 9 agosto 2017

Una foto, un'era eterna



Guardate questa foto, guardate quel signore forse cinese, forse alieno, abbracciato alla signora di turno. Foto scattate nella famosissima Spa di Henri Chenot a Merano, al termine del periodo di ricostruzione dell'oramai ottantunenne miliardario vorace, incontrastato imperatore dell'era del Puttanesimo.
Senza capelli posticci, con gli occhi oramai fessure inespressive, tirato a lucido così tanto che, pare, quando sorride leggermente gli si alzano le braccia, questo ectoplasma con sembianze simil umane è pronto al ritorno, l'ennesimo di una serie eterna ed infinita, per riconquistare il suo regno composto, in prevalenza, da coglioni. 
Si è rimesso in sesto, tornerà frizzante, goliardico, simpatico, caritatevole, promettendo la luna e le altre baggianate già proposte dal nipotino toscano, scialbo e cultore della fregnaccia. 
Lo riavremo, scusate il francesismo, nuovamente tra i coglioni, indomabile, avido di succhiarci nuove risorse per risollevare i forzieri di famiglia che, se pur traboccanti, devono ulteriormente essere rinvigoriti per l'arsura tipica di quel ceppo dedito al rimbambimento di masse per i porci comodi. 
Entrano in ballo filosofici argomenti in merito: la ricerca della giovinezza perpetua, la generale sensazione che come lui non c'è e mai ci sarà nessuno, la lotta contro il ciclo naturale dell'esistenza che parrebbe essere stravinto, la rincorsa continua ad artifici che mascherino l'essenza del vecchietto che, in un paese normale, sarebbe non solo dimenticato, ma pure in galera o in qualche ospizio controllato dalle forze dell'ordine.
Qui da noi non è così! Nessuno negli anni scorsi e neppure oggi è mai riuscito a porre un freno a questo paladino dell'antidemocrazia, al pioniere delle leggi personali votate dal plotone di adepti da noi pagati profumatamente. E che dire delle sue televisioni commerciali, il fulcro della sua potenza, mai messe in discussione, mai rese libere ai suoi voleri? 
Vogliamo parlare del cofondatore del partito azienda e suo fratellastro, Marcello Dell'Utri, attualmente in galera per concorso esterno di stampo mafioso? 
Ma lui, ringiovanito, ringalluzzito torna tra noi, per raccontarci, da menestrello qual è, le fiabe che ci coccolano alla sera mentre, invasi da bollette e da tasse da sanare, ci addormentiamo e ci addormenteremo sapendo che in fondo lui ci accudisce, accarezzandoci la cervice, ci fa sognare un mondo migliore ma ancora tanto lontano, ci sfama con i suoi programmi tanto insulsi e degenerativi da creare schiere di giovani senza orizzonti, senza mete, senza prospettive ma invaghiti delle due tette ballonzolanti che quasi fuoriescono dal video, o dai litigi tra puttanoni e reucci di bellezza, o sfide in isole lontane spegnenti neuroni e beltà, isolanti menti e cuori per ripararli da tentativi di rivincita morale mai accaduti nel passato ventennio.
Benvenuto di nuovo sire! Siamo fieri di vederla giovane e rampante, per un nuovo momento sinergico per una ripartenza, al solito, solo sulla carta e nelle lavagne del fido Vespa! 
Siamo certi che saranno momenti meravigliosi, nei quali assisteremo a sceneggiate di disfida totale con l'Ebetino Sorridente, in realtà figlioccio fraterno con cui costruire un nuovo quinquennio di baggianate, prese per il culo, affarismi, corruttela e soprattutto lucrosi progetti per fini propri. 
Bentornato maestà!  

martedì 8 agosto 2017

Skinny


Dai ragazzi spegnete la webcam e pattuiamo il dovuto! Come si può far ridere una commessa a crepapelle manco assistesse ad una proiezione di Frankestein Jr? Semplice! Si prende un paio di pantaloni omettendo di leggere che sono "skinny" (che se anche l'avessi letto l'avrei inteso come un vezzeggiativo degli stessi e non come un blocco della circolazione venosa dei polpacci! Skinny dovrebbe essere il dispregiativo di "slim", per noi diversamente in linea un orrore pari ad assistere alla presentazione del libro del Bomba); si infilano e si esce dalla cabina di prova, con il risultato di apparire alla poveretta come un Bolle costretto a partecipare a cinque matrimoni consecutivi a Bari; alla vista di ciò, ella non può che sguaiatamente confermare il triste spettacolo! "Ma lei ha preso gli Skinny!" prorompe facendomi vedere la riparazione al molare superiore. Sempre lacrimante mi passa i normali che finalmente indosso con sommo piacere. Non contento il fato decide di farle dimenticare di togliere la placca antifurto con il risultato che, uscendo, faccio suonare l'allarme ricevendo sguardi sdegnati dagli astanti. Ritornato alla cassa e vedendola paonazza le dico "ora ci manca solo che pesti una merda!"
Credo l'abbiano portata da uno psicologo visto che non smetteva di ridere! Skinnyyyyy??? Prrrrr!!!

Brrrr2