Sessant'anni senza Babe
Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
lunedì 7 agosto 2017
Un saluto
Un caro saluto a Barnelli che, assieme a Otto, ha incarnato la vera musica di strada nella stupenda televisione arboriana. Rip!
domenica 6 agosto 2017
Visione
Tutto era pronto: cuffiette, scarpe, zaino. Il progetto prevedeva una sana camminata sino a Lerici. Ma all'alba ecco apparirmi la dea Adipe, protettrice di tutti i salvagenti avvolgenti le vite di chi, come me, predilige ozii e voluttà.
"Insomma che vorresti fare?"
"Solo una passeggiata di sette chilometri!"
La dea s'infastidì oltremodo esclamando "dopo tutto quello che ho fatto per te, dopo averti profuso strutto e lardo dei migliori, averti riservato le più comode poltrone del globo, ti permetti di tradirmi in questo modo, con una passeggiata! Pagherai caro questo tuo comportamento!"
Istantaneamente le birre in frigo si sono trasformate in grolle fumanti, lo stracchino in dietorella, i meravigliosi gelati riposti come in un caveau sono diventati broccoli bolliti, carote lesse. Urlavo ansimando di fermare tale scempio "basta! Pietà! Si fermi!"
"Hai tradito i sani principi - disse la dea Adipe- e ti farò diventare un astemio vegano!"
"Noooo! Un astemio vegano nooo! Ok, riconosco la mia colpa! Le sono stato sempre fedele maestà! Guardi porto i segni della mia devozione: il koala attaccato al ventre (cit.) la flaccidità incipiente, l'insana mollezza prosperante! La prego mi risparmi da tale sciagura!"
La dea stette in silenzio mentre fagocitava sei etti di gelato ai mirtilli in una montagna di panna. Poi disse: "dovrai passare questa domenica secondo i miei voleri: andrai al mare in autobus e dopo una sontuosa colazione, leggerai la Gazza affumicandola con un toscano. Indi tornerai a casa vero le 13, mangerai attorniato da Becks, guarderai il Moto Gp, subito dopo la Community Shield Arsenal - Chelsea, poi uscirai brevemente e andrai a vedere i fuochi in casa di amici, naturalmente mangiando alla grande!"
"Sarà fatto! E mi scusi ancora!"
"Ora vai e non peccare più!"
Stranezze
Premetto che non prendo soldi da Esselunga, né da nessun altro.
Sono rimasto però basito dall'aver acquistato una mega anguria da quindici chili ed averla pagata...
2 euro ed ottantasette centesimi!
E pensare che un mese fa, in un negozio di via Veneto ne acquistai un'altra che pesava 12 kg e la pagai quasi 20 euro!!! Uno scippo! Ritornerò da quella signora che mi fregò per mostrargli questa foto.
Mi domando una cosa: quanto ricaverà l'azienda agricola dalla vendita delle angurie? Se Esselunga vende a 0,19 al Kg, quanto guadagnerà l'agricoltore?
Ma non è finita qui!
Tre sere fa in un bar del centro ho bevuto la stessa birra pagandola tre euro.
La stessa cifra con cui all'Esselunga ne ho acquistate sei!
Come è possibile?
Perché non ci ribelliamo a questo brigantaggio?
Capisco che la birra bevuta nel locale era fresca. Ma se viene venduta a 60 centesimi, quanto costa in realtà? Quali margini hanno i bar?
Perché mi devo far prendere in giro ogni giorno, rimanendo silente?
Come è potuto accadere?
Questi sono alcuni dei commenti alla morte del povero ragazzo caduto dalla terrazza di piazza Europa. Avrei potuto lasciarvi integro il cognome e i tratti somatici delle foto. Ma non l'ho fatto perché, a differenza loro, mi ritengo civile.
Sono andato sui loro profili, pregni di frasi amorose, di foto di tramonti. Alcuni dicono che abbiano pure studiato.
La domanda è solo una: come è potuto accadere uno scempio intellettuale di tale portata?
Giovani vite che arrivano a rallegrarsi per la scomparsa di un loro simile a cui il fato ha riservato una merda di vita, esultano senza dignità della morte di qualcun altro!
E' su questo che occorrerebbe riflettere. Come sia stato possibile che una città medaglia d'oro antifascista sia caduta tanto in basso per opera di imbecilli di tale portata.
Il rispetto per l'altro è un fondamento di una democrazia. Il popolo italiano per fortuna nella sua maggioranza non è così gretto e socialmente insignificante.
Occorre però discutere su queste menti non più sane, sulle loro difficoltà a rapportarsi con l'altro, sulle parole razziste, becere e inqualificabili.
E' un delitto culturale, una caduta di neuroni senza precedenti. Gli attacchi mediatici di questo ultimo ventennio, la ricerca della visibilità come unica via per vivere, il correre dietro a miti sempre più subdoli e senza sostanza, l'odio per il diverso inoculato da coglioni che si fingono politici, da moti ondosi fluttuanti attorno al nulla, ha generato tale degenerazione.
La vergogna dei sani di mente e soprattutto di cuore dovrà affossare sul nascere tali deturpazioni e scempi del sociale. Ne va della nostra comunità.
sabato 5 agosto 2017
La sfilata triste
C'erano tutti gli ingredienti ieri sera per trascorrere una serata spensierata in città: la sfilata delle borgate marinare per il Palio del Golfo di domani, tante persone in strada a godersi un lievissimo fresco notturno, tanti giovani impegnati nel rendere vivace e colorato il percorso dei carri che si è snodato nel centro.
Era tutto concluso, stava arrivando mezzanotte quando un giovane marocchino di 36 anni è caduto dalla terrazza della Cattedrale in via Veneto davanti al Bar Europa.
Ero seduto al bar e ho sentito un colpo sordo. Attimi di panico, folla di curiosi e la sensazione che la morte stava portandosi via il giovane. Una signora si è subito prodigata nel fare il massaggio cardiaco in strada, in attesa dei soccorsi.
Altre persone parevano guardare un film con distaccato interesse. Un imbecille ha addirittura detto che era da almeno un quarto d'ora che vedeva il poveretto, poi spirato al pronto soccorso, ciondolare in bilico avendo scavalcato la balaustra. Si è ben guardato dal segnalarlo alla polizia, come se nulla di tutto ciò gli appartenesse.
Pazzesco!
Amarezza, tristezza, senso d'impotenza svilente il valore della vita: si muore anche così, senza un perché o forse con tanti dolori, con poche emozioni, con sorrisi centellinati da un'esistenza senza traguardi, senza certezze.
Hamoudi Mekki si chiamava ed era senza fissa dimora, già colpito da un ordine di espulsione da parte del Questore della Spezia.
Tasso alcolemico 0,47 chissà perché si è lanciato nel vuoto. La solitudine di chi vede gli altri divertirsi? Il sentirsi inutile, fuori luogo?
Consideriamo ingombranti nostri simili scappati da casa loro, dimenticando che andarsene dalla propria terra, senza nulla, è un sintomo di disperazione. Quello che fa incazzare è che questo aspetto è oramai travolto dal pensiero generale corrente generatosi da messaggi mediatici, che lo straniero è principalmente un impiccio. Restiamo legati a campanilismi obsoleti, non comprendiamo appieno la fatica dell'abbandono totale di ogni affetto, di ogni valore, di molti che vivono senza colpa, una condanna dettata da lucro e violenza, che poi sono la stessa cosa.
Se uno si lancia da una terrazza o non è consapevole di nulla o è disperato. Non era concittadino. Forse qualcuno avrà lanciato un sospiro di sollievo. Hamoudi era una vittima di un sistema, concepito dalla malvagità umana. L'egoismo trionfa ovunque. Anche e soprattutto nelle morti apparentemente senza senso.
Riposa in pace fratello!
venerdì 4 agosto 2017
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