sabato 1 luglio 2017

Pasticcio alla Bomba


Quindi han sbagliato pure il ddl penale, firmato dal ministro Orlando in cui, oltre al blocco delle intercettazioni penalmente irrilevanti, viene proposto l'estinzione del reato per condotte riparatorie, per la gioia dei soliti delinquenti. Saranno state le baruffe, le panzane lanciate in aria dai seguaci del Bomba, ma tra le leggi che subiranno modifiche, peggiorative, c'è anche quella contro lo stalking, legge scritta da Mara Carfagna ed approvata ai tempi del Puttanesimo. Circa la metà delle infrazioni inerenti lo stalking, saranno estinguibili grazie al DDL di Orlando, il quale, ridestatosi, ha deciso di intervenire "per evitare qualunque possibilità di equivoco interpretativo si deve agire riconsiderando la punibilità a querela prevista nella legge del 2009 (legge Carfagna)

Il commento finale, al solito, lo lascio a Marco Travaglio:

"Insomma, per l'ennesima volta il centrosinistra è riuscito nell'impresa di peggiorare una legge di B. e di farci rimpiangere la Carfagna che, al confronto di Boschi&C, è Cavour."

venerdì 30 giugno 2017

Dikiarazione


Angela Merkel contraria ai matrimoni omosessuali approvati oggi in Germania:"Per me il matrimonio è fondamentalmente un'unione tra uomo e donna. Anche mia moglie è d'accordo con me."

Clapclapclapclap!!!

Si, e l'Akragras in Champions! 
Da notare che hanno posizionato i loro amichetti di Forza Italia prima della Lega pur con percentuale inferiore! Si volaaaa!



Articolo illuminante


venerdì 30/06/2017
Emergenza politicanti

di Marco Travaglio

Parole, parole, soltanto parole. Parole del governo sull’immigrazione: sulla Libia finalmente stabile e in grado di fermare gli sbarchi, ospitare centri di controllo e smistamento; sul raddoppio dei rimpatrii degli irregolari (inesistenti sia prima sia dopo il “raddoppio”); sull’Europa che “deve aiutarci”, anche se i trattati che abbiamo beotamente firmato e ratificato prevedono il contrario. Parole dell’Europa sull’aiuto all’Italia e l’accoglienza condivisa per quote fra gli Stati. Parole anche ieri, dopo i 20 mila nuovi arrivi in Sicilia negli ultimi tre giorni. La Merkel, che in casa sua almeno il suo dovere l’ha fatto accogliendo un milione di siriani, afghani e limitrofi in due anni, dice “aiuteremo l’Italia, ci sta proprio a cuore questa necessità”. Il presidente della commissione Ue Jean Claude Juncker, a un’ora pericolosamente tarda del mattino, assicura che “Italia e Grecia sono eroiche e non possiamo abbandonarle”. Il premier spagnolo Mariano Rajoy promette “qualsiasi aiuto possibile all’Italia”. Ma il migliore è Emmanuel Macron, il gattopardo parigino creato in laboratorio per fingere di cambiare tutto lasciando tutto com’è, ultimo idolo dei nostri pidini che s’erano bevuti le promesse di un’Europa a tre teste Germania-Francia-Italia, anzi di un “asse Roma-Parigi”, che ci rispedisce al mittente 400 migranti a Ventimiglia e ci fa pure la supercazzola: “Noi sosteniamo l’Italia”, ma solo ai profughi con diritto d’asilo, mentre “l’80% sono migranti economici” e per loro non è previsto nulla, salvo la solita pacca sulla spalla e la solita mancetta per smazzarceli da soli.

Parole, parole soltanto parole che la dicono lunga su quanto conta in Europa il governo italiano, quello che ogni due per tre finge di “battere i pugni” come Fantozzi: zero. E di quanto vuote suonino le ennesime giaculatorie delle nostre cosiddette autorità. “Così l’immigrazione non è più gestibile”, scopre Mattarella nel suo periodico risveglio dal letargo. “Chiuderemo i porti alle navi non battenti bandiera italiana”, minaccia il Viminale, ma tutti sanno che la pistola è scarica: la regola o la prassi che abbiamo sempre accettato è che le navi private delle Ong che “salvano” cioè prelevano i migranti anche in acque libiche devono fare rotta sui porti più “sicuri”: non certo quelli maltesi, tunisini, spagnoli o francesi, ma i soliti, quelli siciliani. Basterebbe una sola nave respinta dall’Italia che vaga, carica di disperati, donne incinte e bambini allo stremo, per destare il giusto scandalo internazionale, come quella del film Exodus carica di ebrei scampati ai campi di sterminio e rifiutati da tutti.

Finché dura il trattato di Dublino-2, spensieratamente accettato dai governi di destra e sinistra, è il paese di primo approdo che deve farsi carico dell’accoglienza. Siamo prigionieri di una gabbia che noi stessi (anzi, i nostri sciagurati governi) abbiamo contribuito a costruire e nessuno ha interesse a scardinare. Il nostro peso specifico nella presunta Unione è quello di una piuma, vista l’incapacità dei nostri politici di fare politiche europee, dopo mille vertici con l’“emergenza immigrazione” all’ordine del giorno: arraffiamo posti, poltrone e strapuntini (la Mogherini-Moscerini responsabile della politica estera di un’Europa senza politica estera; Tajani presidente dell’Europarlamento) e continuiamo a contare come il due di coppe, salvo per la flessibilità sui nostri conti sfasciati e le nostre banche sbancate: elemosine elargite per arginare l’orda dei barbari populisti e tenere in piedi questa classe politica di incapaci. Che, dietro il comodo alibi dell’Europa matrigna, possono continuare a riempirsi la bocca di “solidarietà” e “accoglienza”, a scaricare i migranti sui sindaci affamati dai tagli, a demonizzare Lega e 5Stelle salvo poi parlare la loro stessa lingua. E se il procuratore di Catania Carmelo Zuccaro segnala che qualcosa non va nella privatizzazione dei soccorsi delle Ong, negli sconfinamenti in acque libiche, nell’inspiegabile scelta dei soli porti italiani per gli sbarchi di natanti con bandiera del Belize, della Spagna, di Malta, e chiede che lo Stato sia presente sulle navi con la polizia giudiziaria per evitare che qualcuno faccia il furbo, ma anche per riuscire a beccare gli scafisti piantati sulle spiagge libiche e lieti di subappaltare gratis il lavoro alle benemerite organizzazioni, allora si attacca lui: zitto tu, certe cose non si dicono, se no la gente capisce.

E non si cambia nulla neppure sull’accoglienza, anch’essa privatizzata e in mano a enti caritatevoli, ma anche alle coop modello Buzzi & Carminati. La marea dei migranti viene stipata in centri provvisori per visite e impronte, poi chi non è già fuggito viene spedito nei comuni, e lì i più si danno alla macchia perché sanno di non aver diritto all’asilo e di dover essere rimpatriati. Milena Gabanelli aveva proposto di ricondurre l’accoglienza sotto lo Stato: usare i tanti mega-edifici pubblici vuoti (caserme ecc.), senza ingrassare i privati con affitti da strozzo. E lì identificare i migranti e, in attesa di espellere chi dev’essere espulso e di inviare ai comuni chi ha diritto a restare, insegnar loro la lingua e un mestiere, come in Germania, anziché lasciarli bighellonare e talvolta delinquere nei quartieri popolari, addosso agli italiani più poveri e spaventati alimentandone l’intolleranza e la rabbia. Il ministro-sceriffo Minniti le rispose che era una soluzione “razionale, ma troppo costosa”. Così continuiamo con le soluzioni irrazionali che sembrano a buon mercato, ma in realtà sono infinitamente più care: come in tutte le altre emergenze (terremoti, frane, incendi), intervenire dopo costa il triplo che farlo prima. Forse l’emergenza migranti è irrisolvibile. Ma l’emergenza politicanti è risolvibilissima. Alle prossime elezioni.

Fondo senza fine


Vivono tra noi. E noi accettiamo che continuino a farlo.

giovedì 29/06/2017
TUMORI
Oncologia palliativa, grandi affari e “pezzi di polmone venduti”
NELLE INTERCETTAZIONI FANELLI, EX PRIMARIO DI PARMA AI DOMICILIARI, ILLUSTRA IL BUSINESS ALLE MULTINAZIONALI: “NON BATTERE LA MALATTIA, MA PRESCRIVERE SOLO FARMACI PER IL DOLORE INTENSO”

di Davide Milosa

“A te interessa il giovane che sta sul territorio, che lavora e prescrive”. Questa la regola che deve prevalere anche quando l’argomento è il cancro. Guido Fanelli non si fa scrupoli, l’importante è il guadagno. L’ex primario di anestesia all’ospedale di Parma travolto dall’inchiesta dei Nas e finito ai domiciliari l’8 maggio scorso, ne parla spesso. Le nuove intercettazioni emergono da un’informativa depositata nei giorni scorsi alle parti. L’obiettivo è favorire la ditta farmaceutica Angelini e il medicinale Vellofent a base di Ossicodone (sostanza oppiacea), utilizzato per la cura del dolore in pazienti affetti da patologie oncologiche.

Ecco allora come Fanelli spiega il discorso fatto a un manager dell’Angelini: “Gli ho fatto la distinzione e l’ho inculato (…). Lui ha abboccato e ho messo a bordo il tonno. Gli ho detto: ma tu vuoi oncologi o oncologi palliativisti. Lui è ignorante non ha capito (…). Perché l’oncologo fa la specialità per vincere il cancro, perciò si occupa delle cose virali, della Pet, della leucemia, della madonna…”. Invece “fare l’oncologo palliativista è una sconfitta, perché loro si specializzano per battere il cancro (…) ma muoiono tutti con il cancro”. La conclusione: “Gli oncologi palliativisti sono quelli che curano il dolore episodico intenso. (…) Che è il loro farmaco”. Ecco allora la necessità di avere una rete sul territorio. Fanelli ne parla con il direttore marketing dell’Angelini. Dice: “Noi li diamo (…) poi Angelini va a fare il fishing”. In che modo? Ai convegni medici occultamente sponsorizzati dalle case farmaceutiche. Dice: “Se vengono questi trenta (medici, ndr) possiamo metterli tre ore in albergo dove loro fanno la presentazione di pentole e compagnia”. I convegni ai quali poi saranno spiegate le caratteristiche del farmaco devono avere i nomi giusti. Spiega Fanelli. “Le aziende mettono se vedono un titolo loro, altrimenti non mettono un cazzo (…) . Bisogna vendere il progetto con il titolo che aggrada allo sponsor non con il titolo che aggrada la comunità scientifica”. Fanelli non ha remore davanti a malattie così devastanti per il paziente e per le famiglie. Spiega: “Io prendo soldi dall’una e dall’altra. Sono bravo a tenere il piede in cinque scarpe!”. Il paziente è l’ultimo pensiero. Non si ferma nemmeno davanti agli allarmi del ministero della Salute sull’abuso di Ossicodone.

Al manager Angelini preoccupato, Fanelli spiega: “Facciamo due eventi sull’appropriatezza dell’uso degli oppioidi e la comunichiamo al mondo attraverso Expo”. L’intercettazione è dell’aprile 2015. Il punto è sempre lo stesso: favorire le case farmaceutiche, facendo sperimentazioni su pazienti ignari. Tutto sembra valere per Fanelli. Anche “un integratore che funziona bene (…) volevamo mettere su un pilotino con 20 pazienti”. Non c’è tregua. Per Fanelli e per il suo entourage. Tra questi, Giuseppe Vannucci che ha un ruolo di raccordo tra l’ex primario e le aziende. Scrivono i carabinieri: “Vannucci ammetterà di aver venduto pezzi di cadaveri a studenti di Medicina”. Dirà: “Facevo il tirocinio in anatomia patologica, vendevamo pezzi di polmone”.

giovedì 29 giugno 2017

Entità


Esiste un mondo superiore (cit.) popolato da entità annoiate, dedite al divertimento attraverso l’inoculazione di situazioni aberranti su soggetti rispondenti a determinate caratteristiche demoscopiche?
Penserei di si, visto quanto accadutomi ieri.
Verso mezzogiorno sono andato al centro commerciale le Terrazze per la classica svaccata travestita da spesa generale, in realtà una godereccia visione d’insieme di una tipologia, quantitativamente elevata, di razza aliena sbarcata non si sa da dove (taglio corto: gnoccaaa a babordo e in ogni dove!)
Dopo aver girovagato con fare interessato nei negozi dando l’impressione ai commessi di acquistare ipoteticamente ogni cosa, facendo domande specifiche e simil interessate su tendaggi, pentole in rame, creme, scatole profumate, candele all’anice, frullati e frullatori, vista l’ora, mi son deciso ad entrare nel supermercato, superando col carrello la frontiera dove perdo la cognizione intellettiva, già impercettibile di suo, per acquistare incautamente del pacchiano superfluo senza dignità (a questo giro: un set di mollette in plastica azzurra da un euro, tre accendini bic da aggiungere alla mia collezione degna di un piromane incallito, un appendicenci adesivo da cucina con foto di cane annoiato che, in seconda analisi, ha il pomello così grosso che dovrò forare i grembiuli e gli strofinacci per appenderveli, deliziando così l’animale ritratto ed assopito, confidando nella sua compassione visto che, avendolo già applicato alla piastrella, ho notato che la colla è cosi potente che se lo togliessi mi resterebbe in mano pure il mattone e la pulsantiera dell’ascensore che vi passa dietro).

Mentre oltrepassavo la Porta Consumistica, ho notato lo sguardo Bignami onnicomprensivo con cui l’addetta alla plastificazione degli acquisti effettuati nei negozi adiacenti, ha trasmesso, in un battito di ciglia, a una signora di mezza età, che pareva aver scassinato la rivendita di asciugamani, con il seguente messaggio:
“cazzo entri con così tanta roba che nel carrello hai ancora posto solo per un’acciuga e una nocciola, costringendomi ad impacchettarti tutta questa cianfrusaglia con una quantità di plastica simile a quella che userei per incellofanare Adinolfi (e questo sarebbe un bene, visto che significherebbe togliercelo dai coglioni via aerea), con un calore necessario per saldare la plastica simile a quella di un barbecue a casa Cannavacciuolo?”

Ma le entità si stavano annoiando ed io rappresentavo il temporaneo loro divertimento: dopo aver quasi terminato il tour nella zona alimentare, avendo acquistato anche yogurt e stracchino, dando il via al classico countdown per salvarli dal certo decadimento molecolare, visto l’inaudito sbalzo di temperatura (una volta mi ricordo di una confezione Muller da un kg che, dopo averla dimenticata ad agosto in macchina, ha ritrovato vita propria ed alcuni fermenti lattici sono addirittura riusciti a laurearsi), il che tutte le volte mi porta a venerare i sacchetti azzurri termoisolanti, di cui possiedo una delle più vaste collezioni mondiali…a casa e, visto il mio storico e smodato acquisto degli stessi, soltanto il presunto sospetto da parte della direzione Coop di trafficarne loscamente in nero la rivendita a prezzi da bagarino, mi manleva ad acquistarne altri per via del divieto inflittomi; dopo tutto ciò ecco che, avvicinandomi alla zona della frutta, m’investe il Segnale inequivocabile: roboate interne in crescendo sulla falsariga della Settima del grande Ludovico (cit.), perlinatura in fronte e zona tempie, leggera forma di panico mascherata da imbelle propensione a far finta di nulla, auto scherzando con me stesso sul tempo e le indicazioni dei tiggì a stare all’ombra, bevendo molto quando fuori ci sono quaranta gradi (mavaffanculo!), foschi presagi simili a quelli che può avere uno di casapound smarritosi a Maiduguri, analisi delle possibilità, in puro stile Ethan Hunt, evitanti la sempre più probabile evacuazione addosso (ho il carrello pieno: 
1: se rimetto le cose a posto e corro in bagno, mi notano e domani sono in cerchio a raccontare la mia vita davanti ad altri svitati. 
2:se vado in coda alla cassa a quella dietro di me gli vengono i capelli come Wanna Marchi. 
3-se lascio il carrello incustodito, esco e vado in bagno, al mio ritorno trovo il robottino telecomandato dagli artificieri che mi spacca lo yogurt Muller e uno della digos qualcos’altro a me. 
4-se vado a casa faccio una riedizione di Pollicino ma non con la mollica.)
Dado tratto, decisione presa, casse automatiche, con il terrore dell’andare in sorte al riconteggio che, vista la mia ansia e i miei sudori, avrebbe dato adito alla commessa di sospettare di furto leggendario di una lavatrice occultata non si sa dove, anzi a dire il vero si!
Espletato il rito del pagamento, il canovaccio prevedeva di portare la spesa in macchina per fiondarmi subitaneamente nei bagni pubblici, sperando nel fato. E così, con una particolarissima andatura, un moto ondivago, a tratti veloce, costellato da stop improvvisi, da raggelanti espressioni facciali simili a rimirar il plotone d'esecuzione, mi sono accostato all'auto per svuotare il carrello, con una rapidità inusuale scoprendo, tra l'altro, di aver acquistato nella fretta un'insalata mai vista prima, forse una forma di ectoplasma dannosa per l'umanità! Sparando tutto nel bagagliaio per riconquistare la via mi sono catapultato sulla scala mobile, chiedendo strada quasi fossi stato un milanese cultore del poco tempo a disposizione, aberrante l'ozio e il fancazzismo, cultore dell'indaffarato quale stile di vita, di status symbol per un'affermazione societaria senza finalità umane. Arrivato nei bagni, a cui assegno un bel 8,5 (a proposito è quasi pronta la mia CessoPlanet, una guida ragionata sui gabinetti di alberghi e ristoranti), ho finalmente risolto il problema, pur con qualche problematica legata al silenzio, visto le poche persone presenti, e alla scarsità di accensione del supersonico asciugamani tipo aeroporto, che avrebbe evitato l'ascolto di imbarazzanti ed inequivocabili ruggiti. 
Quel che conta però è che le entità insonnolite alla fin fine credo si siano divertite, pronte a solleticare il prossimo prescelto, a cui consiglio fraternamente d'imbracarsi.

mercoledì 28 giugno 2017

Click!



Nella foto un rapinatore seriale di banche, nonché banchiere, il depauperante Zonin, che ha prestato allegramente soldi ad amici e conoscenti creando un terribile crack nella Banca Popolare di Vicenza, qui immortalato a far shopping allegramente in via Montenapoleone a Milano. Chi berrà ancora del suo vino, diarrea lo colga!