martedì 2 maggio 2017

Dixit


"Renzi ha abbandonato tutti i valori della sinistra, meno uno: lo stalinismo".
(Massimo D'Alema)

domenica 30 aprile 2017

Risultati


Nel paese dell'Infatuazione sono tipiche manifestazioni entusiastiche e tripudi elettorali di questo genere. Guardando la storia recente, vedasi ad esempio il Ventennio del Puttanesimo, la conferma di quanto asserito è eclatante. 
Nel pieno rispetto della scelta democratica, prendo atto di questo nuovo Avvento di colui che nei mille giorni al governo tanto promise e poco realizzò, al netto delle frescacce che i media proni vorrebbero invece farci credere.
Rispetto quindi al vincitore ed attesa per questa nuova avventura che speriamo sia migliore della precedente, ovvero più a sinistra del centrismo passato, che fu a servizio di Confindustria e potentati economici.

Che disdetta!


Rimettere a posto il ripostiglio, leggere i quotidiani, rivedere Gomorra, passeggiare al sole, andare al Brico a comprare un kit di chiavi inglesi e un cacciavite a stella, andarsi ad informare sull'orario dei futuri battelli con destinazione Pozzale, verificare che il SC, FS-Ceparana non faccia soste davanti alla stazione, continuando la corsa, andare finalmente a vedere il museo dei Sigilli, recarsi al monumento della Resistenza per controllare che l'acqua continui a scorrere dopo là manutenzione pre-fiera, salire al Castello S.Giorgio con l'ascensore per certificare l'assenza di cigolii della struttura, andare da Manila in piazza del Mercato per cercare le liquirizie arrotolate, decretare la miglior mesciua cittadina, contare se i manifesti affissi da Melley abbiano già superato il numero degli abitanti della città, stazionare davanti al Camec per carpire la moda primavera-estate della nostra intellighenzia simil sinistrorsa, in realtà rapto-castale, recarsi al Mirabello per risolvere qualsiasi problematica dei riccastri ancorati per il nostro bene, controllare infine che sia stato depositato il milionesimo uovo di zanzara nelle vaschette di piazza Autolavaggio (ex Verdi)

Come potrete notare, visti gli innumerevoli impegni, non mi potrò recare, mio malgrado, ad esprimere il voto democraticissimo alle primarie del PD. 
Peccato! Leggendo però l'inserto di Repubblica di oggi, Robinson, mi è capitata sotto gli occhi una frase, che forse non c'entra nulla. O forse sì, pensando al bulgaro vincitore in pectore...

"La menzogna ha perso la sua onorevole funzione di ingannare.
Nessuno crede più a nessuno.
La bugia è diventata una tecnica della sfrontatezza"
(T. Adorno)

sabato 29 aprile 2017

Esempi


La visita di Orfini alla tomba di Gramsci in occasione dell'ottantesimo anniversario della morte, è stato come:

-vedere un palombaro a Cervinia

- incontrare Armin Zöggeler e il suo slittino in cerca di una pista ad Aci Trezza e vederlo con malavoglia (!!) dover rinunciare all'allenamento

- vedere la Picierno in biblioteca consultare testi di Heidegger

- udire la bella Etruriana parlare di Resistenza (purtroppo l'ha fatto)

- sentire una predica del Card Bertone esaltante i monolocali

- ascoltare Fassino e la Finocchiaro mentre dissertano sul servizio politico rivolto agli altri e il consequenziale ritiro a vita privata dopo due mandati

- incontrare un vegano a Greve in Chianti

- vedere un segretario di un partito sulla carta di sinistra, difendere le richieste di Confindustria (già successo per mano del Bomba)

- incontrare Anna Wintour al mercatino in cerca di leggings

 

Che disdetta!


Karin Wanngard, sindaco di Stoccolma ha ufficialmente rinunciato ad organizzare le Olimpiadi invernali del 2026 per ovvi motivi economici. Attraverso le correnti d'aria in alta quota, il maligno virus romano della Raggi, dovrebbe aver colpito quindi anche la Svezia. Non resta che il disappunto e la disperazione alla Malagò gò-gò. Al solo pensiero che quelle romane sarebbero state orchestrate dal mitico Montezemolo, che tanto ha fatto bene in Alitalia, mi cresce il tormento e l'angoscia. Che occasione persa! Vero signora Wanngard?

Articolo


Niente da aggiungere. Chapeau!

sabato 29/04/2017
IL COMMENTO
Matteo e il cinepanettone in volo
IN AEREO - RUBA IL MICROFONO ALLA HOSTESS: “ATTERREREMO IN ORARIO, VEDETE CHE ALITALIA FUNZIONA”

di Daniela Ranieri

Per chi ne ha seguito la fulminante carriera, già era incredibile che capi di Stato e di governo si sobbarcassero il viaggio per vederlo o lo invitassero a casa loro, con le sue statue imballate, i Rolex sgraffignati ai sauditi e le “eccellenze d’Italia” al seguito come nelle corti del ’700. Ma mai quanto vederlo girare adesso nei cieli d’Europa in cerca di approdo come Erdogan la notte del golpe. Renzi ieri è volato a Bruxelles per “chiudere la campagna delle primarie”, fondamentale evento che scuote l’Europa più della Brexit, e non per recarsi in qualche sede istituzionale, ma in un 4 stelle vicino al Parlamento europeo; non sull’Airbus A340 dei giorni napoleonici (41mila euro al giorno, 15 milioni l’anno), ma con un charter Alitalia, verosimilmente privo di wi-fi, docce e salottino; e non con discrezione, ma allestendo una gag fantozziana a beneficio di cento volontari, fra cui minori, reclutati alla bisogna. I quali hanno visto il giovanile ex leader rubare il microfono alla hostess e fare la voce da comandante: “Vi sarà servito uno snack, arriveremo a Bruxelles alle 10:20 in perfetto orario, perché Alitalia funziona, alla faccia di quelli che ne parlano male”. In effetti Alitalia perde solo due milioni di euro al giorno, 80 mila l’ora, 2666 nei due minuti dello show. Insomma è un affare, come Monte dei Paschi di Siena.

Renzi, che di certo si sarà pagato il viaggio coi suoi risparmi, voleva imitare il Papa, che fa spesso conferenze stampa in volo; ma non ieri (che iella), che volando al Cairo nelle stesse ore è rimasto in un silenzio grave che ha consegnato per contrasto l’iniziativa di Renzi al genere cinepanettone. “Il programma prevede”, ha continuato lo scoppiettante Ceccherini della politica, “che a Bruxelles il sottoscritto si rivolgerà ai giornalisti stranieri. Chiederemo l’elezione diretta del presidente della Commissione, il veto al Fiscal Compact, il piano Juncker per le periferie”. Ora, non andate a riferirglielo, ma Renzi dal 4 dicembre non conta più niente nemmeno a Rignano sull’Arno, dove il sindaco è in rotta col babbo, figuriamoci se può dettare condizioni in Europa.

Ha poi promesso a “quelli che hanno fatto forca a scuola” la “giustificazione firmata da Martina”. Martina, che non è una valletta ma un ministro della Repubblica, non ha partecipato allo sketch (quello dell’aereo, mentre resta “in ticket” per quello delle primarie). Se la gag aerea da rag. Filini vi pare inarrivabile, non avete visto la performance da Bruxelles, città già provata dal terrorismo. Nella sala congressi del Renaissance, il pronosticato vincitore vestito da motivatore Tecnocasa ha intrattenuto il pubblico coi cavalli di battaglia: la repulsione per “quelli che sanno dire solo no”; l’amore per le periferie, dove inspiegabilmente perde da tre anni; e un “ci mettiamo la faccia” vintage, l’equivalente di Champagne per Peppino Di Capri.

In piedi, la camminata da mental coach del Folletto Vorwerk, Renzi ha presentato l’ultimo modello: “Un’Europa che torni a sorridere”. Per la parte Macron-Kennedy abbiamo: “Non credete a chi dice ce lo chiede l’Europa. Proviamo a dire l’Italia chiede questo all’Europa”. Per il format “marciare non marcire”, un inedito “Più che i voti ci interessano i volti”.

Che altro? Ah, sì: una dura condanna delle fake news, pronunciata da quello che si è ritirato dalla politica perché ha perso un referendum per vincere il quale sventolava in Tv una finta scheda elettorale.

Dubbio


Vuoi vedere che Di Maio si è messo a fare il giornalista per la Santa Sede?