martedì 12 gennaio 2016

Siamo qui

Chii?

Senti per telefono il nome, abbastanza inusuale, di chi sta male e stenti a collegarlo all'amico.

Chii?

D'accordo che la sorte sia baldracca, non credevo sino a sto' punto.

Nemmeno pensare, nemmeno sfiorare abissi innominabili!

Lui è forte, determinato, inossidabile; sua moglie, i suoi figli giustamente lo reclamano.

C'è da passar a nuttata. Ci vuole tempo.

Lui è forte, cazzo se lo è!

Noi siamo tutti qui. Tra i marosi, immobili.

Ognuno con le proprie ansie, le proprie certezze in Provvidenza.

C'è da combattere! Datti da fare, dai!

Siamo tutti qui.

Lo sai.

lunedì 11 gennaio 2016

Serata Golden Globe



Evento imperdibile


La Spezia, la mia città, benedetta dal dio dello spettacolo!
Non ci credo ancora! 
Venerdì 22 gennaio, quindi tra non molto, sapete chi verrà al mitico Papilio Club? 
Non sapete dove sia il Papilio Club?
Beh, neppure io! Ma m'informerò, diamine! Per un evento così sarei disposto a spostar montagne!
Dunque: arriva la Star per eccellenza: pacato, misurato, non invadente, con l'arte innata tipica degli showman universali. 
Sa cantare... no, non proprio... sa ballare.... uhmm no, forse neppure questo ... sa intrattenere.... no... anzi lo hanno trattenuto altri per molto tempo... sa dialogare... non credo.. ah ecco! Sa fotografare!! Si, si! Sa fotografare! Un mito! Foto incredibili, mai invadenti la privacy. 
Un esempio per chiunque avrà la fortuna di esserci!! 
Mi pare ancora un sogno!!! 
Arriva!! 
Arriva qui!!! 
Sono in fibrillazione!!! 


Addio Duca!



Se ne è andato, sul far dei 69 anni, una leggenda del rock: David Bowie, il Duca Bianco.
Eclettico come pochi, fuori dalle righe, nascosto nella sua aurea personalità, ha contribuito non poco a rendere la musica, quella Musica per eccellenza, un'arte.
Il Duca è sempre stato lontano dalla cianfrusaglia, dal chiacchiericcio inutile. Ha creato ottima musica, indistruttibile alle mode e ai rumori odierni.
Riposa in pace Duca!
E grazie! 

domenica 10 gennaio 2016

Gentaglia

La vicenda della delegazione italiana in visita in Arabia Saudita, merita alcune considerazioni.

Premesso che già prima di partire si sarebbe dovuto declinare l'invito,visto che il regno saudita oltre ad essere un pollaio ove le più elementari regole dei diritti umani vengono svergognate mediante una politica arcaica, preistorica, retrograda che infanga la stessa cultura, ammesso che ancora vi sia, tutto ciò cadde però in prescrizione, visto il vero sovrano di questo pianeta è il denaro; tutto viene dimenticato, triturato, svilito dal profumo dei contratti in essere ed in divenire, che i nostri rappresentanti coccolano ed ansimano di avere, pur trattandosi in prevalenza di vendite d'armi, mercato in cui siamo fieri (lo sono i nostri pavidi rappresentanti che dentro ci sguazzano come anatre sciocche) protagonisti.

Quindi, a fronte di tutto questo, lontani anni luce da emettere una flebile richiesta di spiegazioni difronte alla condizione della donna in Arabia, alle spietate esecuzioni mediante decapitazione e successiva crocifissione del corpo mutilato quale monito e spauracchio, partimmo per la landa deserta tronfia di oro nero. Guidava la delegazione naturalmente, il nostro pallone gonfiabile toscano, assetato di protagonismo più che Belen di copertine giornalistiche.

Ebben, anche lì siamo riusciti a farci notare, a portare l'attuale italianità a modello di tutto quanto concerne stoltezza, accaparramento, fame vergognosa e strafottente che assale molti di noi impegnati e lautamente impiegati dentro ai meandri dello stato affaristico.

Al termine della cena infatti, mentre il despota saudita si ritirava per il riposo nel suo oro cullante, i nostri, davanti al tavolo con i ricordini omaggianti, tra cui rolex da 15000 euro, si sono azzuffati, litigandosi i ninnoli come i condor si spartiscono i cadaveri. Vi immaginate lo spettacolo, la figuraccia, la comseguente merda piombante sulla nostra nazione?

E lui, l'Egoriferito che fece? I regali furono presi in custodia dalla scorta del presidente ed attualmente, stando ai giornali, s'ignora che fine abbiano fatto. Finirà al solito come la nostra commedia prevede: silenzi, finte indignazioni, dichiarazioni alla Boschi con risolini e promesse. E poi sarà al solito, buio istituzionale.

Gentaglia, gentaglia senza nessun sostegno morale, barche in balia di corruttela, di sottobanco, di lobbies senza scrupolo, di interessi anteposti da tempo immemore al bene comune. Canaglie in cravatta, eleganti uomini d'affari dediti alla perpetua alterazione delle regole democratiche, pronti a scannarsi per chincaglierie, che vivono solo di luce riflessa, solo in sottomissione al potente di turno, solo per sbranare altre carcasse, solo per contare qualcosa in questa politica, oramai essa stessa non contante più nulla.

Ecco cosa sono.

 

sabato 9 gennaio 2016

Domanda


Ci sono stato di buon'ora. Da curioso impenitente sono salito sul bus e ho parlato al conducente, il quale mi ha manifestato dubbi maggiori di quando Carlo Rossella diceva che alle "cene eleganti" del Nano si chiacchierava e si beveva al massimo Coca Light.

In Piazza Verdi si staglia un'unica domanda: "Perché?"



Davanti al Liceo Costa sono state messe delle protezioni, temporanee come assicura l'Assessore. Il conducente del bus invece mi ha assicurato che, nel caso in cui venissero tolte, scenderebbero immediatamente in sciopero. 



Dal lato mare i bus che arrivano da via Chiodo sfiorano l'edicola.


Vannetti&Burien: Perché?

venerdì 8 gennaio 2016

Sentori


Avete per caso sentito più parlare del virus Ebola?
E dell'aviaria?
Non vi sembra che questa continua escalation di atti terroristici, di queste punzecchiature allertanti, siano in apparenza un po' troppo... come dire... come dei segnali per ricordarci di mantenere alta la tensione, la paura, l'insicurezza?
Può essere.
A volte par di udire lo scalpitio di qualcuno che, avendo pronte bisacce di armi, si agita nervosamente come se stesse attendendo la partenza di qualche nuovo conflitto. 
Forse mi sbaglio, ma avverto di stare come dentro ad un vortice, un vortice pronto a scatenarsi in nuove violenze inaudite ed anti umane. 
Nel frattempo a Madaya, città siriana assediata da quel gran bastardo di Assad con la collaborazione dei russi e degli iraniani, la popolazione è allo stremo, i bimbi mangiano gatti e foglie. Stanno morendo a decine. 
Quel che conta però, è che bombe e missili scoppino per la felicità dei soliti noti e dei loro borsellini.
Per il resto il Pianeta continua a girar su se stesso.