Conoscete mica qualche associazione del tipo "Vestiamo Samantha Cristoforetti come noi" ?
Banderas fa aumentare l'intolleranza al glutine?
Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
domenica 18 ottobre 2015
Dall'articolo precedente
Come se durante un incendio di un palazzo ai vigili accorsi per spegnerlo si presentasse una gnocca in giarre che, distogliendoli dall'intervento, provocasse la distruzione completa dell'edificio, così la raffinata tecnica distogliente l'attenzione di molti alla merda affogante il paese, sposta la nostra attenzione su abbacinanti specchietti, riduzioni tasse e ripresa del cammino ad esempio, mentre altrove, nascosta dagli ormai celebri pannelli "camouflage" di exponiana memoria, la più sordida operazione di inchiappettamento globale trova l'appuntamento con la giustizia. Di che si tratta? Semplice: ci sono spelonche putride in Italia, chiamate banche, che per rientrare dei soldi imprestati a briganti onnivori, cercano di addescare con metodi banditeschi la gente comune, distolta ad arte dalle palle renziane.
Alcuni esempi:
1) Antonio Di Matteo, ex direttore della banca Tercas di Teramo dovrà rispondere di appropriazione indebita, bancarotta e associazione a delinquere. Pare si sia appropriato di 300 milioni da distribuire agli amici, senza che nessuno si accorgesse di nulla.
2) Massimo Ponzellini, ex presidente della Banca Popolare di Milano, sponsorizzato prima da Mortadella Prodi e poi da Labbro Leporino Tremonti dovrà rispondere di associazione per delinquere, appropriazione indebita, riciclaggio e corruzione privata, il tutto pare fatto per creare una struttura parallela distribuendo a manigoldi senza requisiti oltre 233 milioni di soldi risparmiati da onesti.
3) Massimo Bianconi ex direttore generale di Banca Marche dovrà rispondere di associazione per delinquere e appropriazione indebita, dopo che i commissari evidenziarono almeno 190 operazioni irregolari tanto superficiali da rendere evidente il pagamento di una tangente dietro l'apertura di credito a briganti. Danno per la comunità stimato in 800 milioni.
4) Giovanni Berneschi ex Presidente Carige, imputato per associazione a delinquere finalizzata alla truffa e al riciclaggio.
5) Giovanni Bazoli, presidente di Intesa S.Paolo, Corrado Passera ex numero uno di Intesa e l'ex AD Giovanni Gorno Tempini, imputati per usura.
E poi a seguire il dott. Palenzona imputato per riciclaggio e rapporti con la Mafia, Banca Etruria, Veneto Banca, Popolare di Vicenza etc.etc.
Tutto questo mentre il Controllore e Governatore della Banca d'Italia Vincenzo Visco, chiede al Governo almeno dieci miliardi di soldi nostri per tappare i buchi. Lo chiede senza vergogna, senza ritegno, senza ammettere di non saper fare il proprio lavoro, di controllare le spelonche banche allo stesso modo con cui Corona proteggeva la privacy delle sue prede.
Visco omette un'altra cosuccia: il totale dei crediti deteriorati, che difficilmente torneranno in cassa, ammonta a 350 miliardi di euro.
Bazzecole. Tenteranno di farli pagare ai piccoli risparmiatori con merda camuffata in fondi. Oppure facendoli pagare, sotto forma di tasse, a tutti noi. Noi che nel frattempo però siamo felici di non dover pagare più la tassa sulla prima casa e di avere un leader molto in gamba, che pensa a noi presentandoci un futuro migliore. Tutto bene dunque, se non fosse per quel piffero che suonato, pare portarci verso un dirupo...
(Dati presi da un bellissimo articolo di Giorgio Meletti sul Fatto Quotidiano del 17.10.2015)
Alcuni esempi:
1) Antonio Di Matteo, ex direttore della banca Tercas di Teramo dovrà rispondere di appropriazione indebita, bancarotta e associazione a delinquere. Pare si sia appropriato di 300 milioni da distribuire agli amici, senza che nessuno si accorgesse di nulla.
2) Massimo Ponzellini, ex presidente della Banca Popolare di Milano, sponsorizzato prima da Mortadella Prodi e poi da Labbro Leporino Tremonti dovrà rispondere di associazione per delinquere, appropriazione indebita, riciclaggio e corruzione privata, il tutto pare fatto per creare una struttura parallela distribuendo a manigoldi senza requisiti oltre 233 milioni di soldi risparmiati da onesti.
3) Massimo Bianconi ex direttore generale di Banca Marche dovrà rispondere di associazione per delinquere e appropriazione indebita, dopo che i commissari evidenziarono almeno 190 operazioni irregolari tanto superficiali da rendere evidente il pagamento di una tangente dietro l'apertura di credito a briganti. Danno per la comunità stimato in 800 milioni.
4) Giovanni Berneschi ex Presidente Carige, imputato per associazione a delinquere finalizzata alla truffa e al riciclaggio.
5) Giovanni Bazoli, presidente di Intesa S.Paolo, Corrado Passera ex numero uno di Intesa e l'ex AD Giovanni Gorno Tempini, imputati per usura.
E poi a seguire il dott. Palenzona imputato per riciclaggio e rapporti con la Mafia, Banca Etruria, Veneto Banca, Popolare di Vicenza etc.etc.
Tutto questo mentre il Controllore e Governatore della Banca d'Italia Vincenzo Visco, chiede al Governo almeno dieci miliardi di soldi nostri per tappare i buchi. Lo chiede senza vergogna, senza ritegno, senza ammettere di non saper fare il proprio lavoro, di controllare le spelonche banche allo stesso modo con cui Corona proteggeva la privacy delle sue prede.
Visco omette un'altra cosuccia: il totale dei crediti deteriorati, che difficilmente torneranno in cassa, ammonta a 350 miliardi di euro.
Bazzecole. Tenteranno di farli pagare ai piccoli risparmiatori con merda camuffata in fondi. Oppure facendoli pagare, sotto forma di tasse, a tutti noi. Noi che nel frattempo però siamo felici di non dover pagare più la tassa sulla prima casa e di avere un leader molto in gamba, che pensa a noi presentandoci un futuro migliore. Tutto bene dunque, se non fosse per quel piffero che suonato, pare portarci verso un dirupo...
(Dati presi da un bellissimo articolo di Giorgio Meletti sul Fatto Quotidiano del 17.10.2015)
sabato 17 ottobre 2015
Da leggere a stomaco vuoto
E IO PAGO. BANKITALIA CHIEDE AI CONTRIBUENTI DI AIUTARE IL SISTEMA CON LA BAD BANK, MA I BUCHI DERIVANO DAGLI ABUSI DEI MANAGER
di Giorgio Meletti
Le banche italiane sono sotto processo e la Banca d’Italia si gira dall’altra parte. Il governatore Ignazio Visco da mesi invoca un intervento dello Stato, decine di miliardi pubblici per tappare i buchi fatti dai suoi vigilati e, naturalmente, per spingere la ripresa dell’economia. Ciò che Visco non spiega ai contribuenti è per quale ragione vorrebbe tassarli per decine di miliardi, cioè come si siano prodotti i 350 miliardi di “crediti deteriorati”, prestiti che le banche hanno concesso e faticano a farsi restituire, e costituiscono quasi il 20 per cento della massa creditizia totale. Colpa della crisi economica? Solo in parte.
Nelle prossime settimane inizia il processo all’ex presidente della Banca Popolare di Milano, Massimo Ponzellini, stimato e sponsorizzato prima da Romano Prodi poi da Giulio Tremonti. Reati contestati: associazione per delinquere, appropriazione indebita, riciclaggio e corruzione privata. L’accusa è di aver creato “una struttura parallela e deviata” all’interno di Bpm per distribuire oltre 233 milioni di euro di presunti di finanziamenti “a soggetti segnalati da ambienti politici o imprenditoriali”, che, si sottintende, non avevano i requisiti per ottenere quei crediti.
Abbiamo raccontato sul Fatto di Banca Marche. Fra pochi giorni si chiudono le indagini su 37 persone capitanate dall’ex direttore generale Massimo Bianconi. Ancora associazione per delinquere e appropriazione indebita. Il buco è di almeno 800 milioni. Quando si insediarono, due anni fa, i commissari segnalarono alla Procura di Ancona 190 operazioni irregolari di erogazione di crediti. Per molte di esse sembra evidente che la sventatezza dell’istituto di Jesi sia stata causata da tangenti. Altri due processi si aprono nelle prossime settimane. L’ex presidente della Carige di Genova, Giovanni Berneschi, è imputato di associazione per delinquere finalizzata alla truffa e al riciclaggio.
L’ex direttore generale della Tercas di Teramo, Antonio Di Matteo, accusato di aver distrutto la piccola banca con un danno tra i 200 e i 300 milioni, deve rispondere di associazione per delinquere, appropriazione indebita e bancarotta. Secondo i magistrati, Di Matteo e complici (tra i quali il brillante candidato premier Gianpiero Samorì) “si appropriavano, grazie a delibere carenti nell’analisi sulla capacità di rimborso degli imprenditori affidati e spesso adottate in assenza dei requisiti di assoluta e improrogabile urgenza, di ingenti somme di denaro”.
La lista potrebbe continuare con Banca Etruria, Veneto Banca, Popolare di Vicenza e altri casi minori. Tutti indagati, tutti legati a un identico copione: la banca presta i soldi a aziende inaffidabili perché sono di amici, amici degli amici o amici dei politici. Oppure prepara la future sofferenze prestando a chi paga la tangente direttamente a un funzionario anziché al politico in grado di dare ordini al funzionario. Poi la stessa banca si rifà sui clienti figli di nessuno, truffandoli con fumosi contratti derivati o con anatocismo e tassi usurari. È l’altro grande capitolo giudiziario. Il presidente di Intesa Sanpaolo Giovanni Bazoli è imputato con l’ex numero uno Corrado Passera e con l’ex ad di Cdp Giovanni Gorno Tempini per usura. Il capo di Unicredit Federico Ghizzoni e il predecessore Alessandro Profumo sono sotto inchiesta per i derivati con i quali sono accusati di aver a provocato la bancarotta del mobilificio pugliese Divania.
Parliamo di un fenomeno che tre anni fa lo stesso Visco ha denunciato, salvo poi rientrare nel tradizionale riserbo: “Le politiche di affidamento devono essere basate sulla solidità dei progetti imprenditoriali, non su relazioni e legami che ne prescindano: stabiliti in fasi di crescita economica e di finanza favorevole, essi non sono oggi più sostenibili”.
Dopo l’estate 2012, pressate dalla crisi che ha impedito di nascondere la polvere sotto il tappeto, molte banche sono esplose. Le più resistenti hanno dovuto comunque ammettere perdite su crediti per decine di miliardi, annunciando quei “bilanci di pulizia” che evocano l’idea di nuova aria fresca e invece altro non sono che la maleodorante contabilità di soldi in buona parte rubati. Eppure non sembra che abbiano cambiato abitudini. Il caso Palenzona-Bulgarella dimostra, intercettazioni alla mano, che ancora nella primavera di quest’anno – proprio mentre Visco invocava il via libera della Commissione europea al soccorso statale per le sofferenze bancarie – lo stato maggiore di Unicredit si organizzava per truccare le carte e concedere un prestito a un cliente decotto ma sponsorizzato dal vice presidente Fabrizio Palenzona. Ancora adesso, dunque, Unicredit sembra produrre dolosamente le sofferenze che poi Visco chiederà ai contribuenti di pagare. Per questo due alti dirigenti di Unicredit, Massimiliano Fossati e Alessandro Cataldo, sono indagati per associazione a delinquere, appropriazione indebita e truffa.
Sono cioè accusati di aver derubato Unicredit. Eppure Ghizzoni, il numero uno non muove nessuna critica a chi è coinvolto nello scandalo che sta sbriciolando la reputazione della sua banca. Insieme a tutto il cda blinda i manager sotto accusa, perché per ora “non sono emerse anomalie” .
In tempi di rottamazione il sistema bancario è l’unico luogo dove resiste una casta di intoccabili. I cambiamenti al vertice delle banche li ha portati la magistratura. La prova di tutto ciò viene dall’ultima novità sgradevole per la Banca d’Italia, il caso della Popolare di Vicenza: il presidente indagato Gianni Zonin – da sempre caro alla Vigilanza – stava per affidare il risanamento al 75enne Divo Gronchi, ex Mps, e solo l’intervento dall’alto della Bce ha bloccato l’operazione continuista, imponendo al vertice un amministratore delegato 47enne, Francesco Iorio, al suo primo incarico di vertice. Troppo giovane, forse, per la pigra “moral suasion” di Bankitalia.
di Giorgio Meletti
Le banche italiane sono sotto processo e la Banca d’Italia si gira dall’altra parte. Il governatore Ignazio Visco da mesi invoca un intervento dello Stato, decine di miliardi pubblici per tappare i buchi fatti dai suoi vigilati e, naturalmente, per spingere la ripresa dell’economia. Ciò che Visco non spiega ai contribuenti è per quale ragione vorrebbe tassarli per decine di miliardi, cioè come si siano prodotti i 350 miliardi di “crediti deteriorati”, prestiti che le banche hanno concesso e faticano a farsi restituire, e costituiscono quasi il 20 per cento della massa creditizia totale. Colpa della crisi economica? Solo in parte.
Nelle prossime settimane inizia il processo all’ex presidente della Banca Popolare di Milano, Massimo Ponzellini, stimato e sponsorizzato prima da Romano Prodi poi da Giulio Tremonti. Reati contestati: associazione per delinquere, appropriazione indebita, riciclaggio e corruzione privata. L’accusa è di aver creato “una struttura parallela e deviata” all’interno di Bpm per distribuire oltre 233 milioni di euro di presunti di finanziamenti “a soggetti segnalati da ambienti politici o imprenditoriali”, che, si sottintende, non avevano i requisiti per ottenere quei crediti.
Abbiamo raccontato sul Fatto di Banca Marche. Fra pochi giorni si chiudono le indagini su 37 persone capitanate dall’ex direttore generale Massimo Bianconi. Ancora associazione per delinquere e appropriazione indebita. Il buco è di almeno 800 milioni. Quando si insediarono, due anni fa, i commissari segnalarono alla Procura di Ancona 190 operazioni irregolari di erogazione di crediti. Per molte di esse sembra evidente che la sventatezza dell’istituto di Jesi sia stata causata da tangenti. Altri due processi si aprono nelle prossime settimane. L’ex presidente della Carige di Genova, Giovanni Berneschi, è imputato di associazione per delinquere finalizzata alla truffa e al riciclaggio.
L’ex direttore generale della Tercas di Teramo, Antonio Di Matteo, accusato di aver distrutto la piccola banca con un danno tra i 200 e i 300 milioni, deve rispondere di associazione per delinquere, appropriazione indebita e bancarotta. Secondo i magistrati, Di Matteo e complici (tra i quali il brillante candidato premier Gianpiero Samorì) “si appropriavano, grazie a delibere carenti nell’analisi sulla capacità di rimborso degli imprenditori affidati e spesso adottate in assenza dei requisiti di assoluta e improrogabile urgenza, di ingenti somme di denaro”.
La lista potrebbe continuare con Banca Etruria, Veneto Banca, Popolare di Vicenza e altri casi minori. Tutti indagati, tutti legati a un identico copione: la banca presta i soldi a aziende inaffidabili perché sono di amici, amici degli amici o amici dei politici. Oppure prepara la future sofferenze prestando a chi paga la tangente direttamente a un funzionario anziché al politico in grado di dare ordini al funzionario. Poi la stessa banca si rifà sui clienti figli di nessuno, truffandoli con fumosi contratti derivati o con anatocismo e tassi usurari. È l’altro grande capitolo giudiziario. Il presidente di Intesa Sanpaolo Giovanni Bazoli è imputato con l’ex numero uno Corrado Passera e con l’ex ad di Cdp Giovanni Gorno Tempini per usura. Il capo di Unicredit Federico Ghizzoni e il predecessore Alessandro Profumo sono sotto inchiesta per i derivati con i quali sono accusati di aver a provocato la bancarotta del mobilificio pugliese Divania.
Parliamo di un fenomeno che tre anni fa lo stesso Visco ha denunciato, salvo poi rientrare nel tradizionale riserbo: “Le politiche di affidamento devono essere basate sulla solidità dei progetti imprenditoriali, non su relazioni e legami che ne prescindano: stabiliti in fasi di crescita economica e di finanza favorevole, essi non sono oggi più sostenibili”.
Dopo l’estate 2012, pressate dalla crisi che ha impedito di nascondere la polvere sotto il tappeto, molte banche sono esplose. Le più resistenti hanno dovuto comunque ammettere perdite su crediti per decine di miliardi, annunciando quei “bilanci di pulizia” che evocano l’idea di nuova aria fresca e invece altro non sono che la maleodorante contabilità di soldi in buona parte rubati. Eppure non sembra che abbiano cambiato abitudini. Il caso Palenzona-Bulgarella dimostra, intercettazioni alla mano, che ancora nella primavera di quest’anno – proprio mentre Visco invocava il via libera della Commissione europea al soccorso statale per le sofferenze bancarie – lo stato maggiore di Unicredit si organizzava per truccare le carte e concedere un prestito a un cliente decotto ma sponsorizzato dal vice presidente Fabrizio Palenzona. Ancora adesso, dunque, Unicredit sembra produrre dolosamente le sofferenze che poi Visco chiederà ai contribuenti di pagare. Per questo due alti dirigenti di Unicredit, Massimiliano Fossati e Alessandro Cataldo, sono indagati per associazione a delinquere, appropriazione indebita e truffa.
Sono cioè accusati di aver derubato Unicredit. Eppure Ghizzoni, il numero uno non muove nessuna critica a chi è coinvolto nello scandalo che sta sbriciolando la reputazione della sua banca. Insieme a tutto il cda blinda i manager sotto accusa, perché per ora “non sono emerse anomalie” .
In tempi di rottamazione il sistema bancario è l’unico luogo dove resiste una casta di intoccabili. I cambiamenti al vertice delle banche li ha portati la magistratura. La prova di tutto ciò viene dall’ultima novità sgradevole per la Banca d’Italia, il caso della Popolare di Vicenza: il presidente indagato Gianni Zonin – da sempre caro alla Vigilanza – stava per affidare il risanamento al 75enne Divo Gronchi, ex Mps, e solo l’intervento dall’alto della Bce ha bloccato l’operazione continuista, imponendo al vertice un amministratore delegato 47enne, Francesco Iorio, al suo primo incarico di vertice. Troppo giovane, forse, per la pigra “moral suasion” di Bankitalia.
Al Montagna!
Splendida mattinata, inusuale per me!
Passeggiata sino al centro sportivo Montagna e poi corsetta all'interno dell'impianto che finalmente la Marina ha deciso di renderci, dietro lauto affitto annuale, invece di tenerlo chiuso gelosamente.
Passeggiata sino al centro sportivo Montagna e poi corsetta all'interno dell'impianto che finalmente la Marina ha deciso di renderci, dietro lauto affitto annuale, invece di tenerlo chiuso gelosamente.
Al termine ri-passeggiata fino in piazza
del Mercato ove credo per la prima volta ho assaporato la bellezza di
immergermi nel mercato facendo la spesa! Rientro a casa soddisfatto anche se, a
ben guardare, forse è mancato un Negroni!
Argh!
Speranza
“Un Paese più orgoglioso. Mille ricercatori, 500 cattedre
universitarie speciali, 500 assunzioni nella cultura”.
Così recita uno dei 25
tweet con i quali il premier Matteo Renzi ha presentato all’Italia la legge di
stabilità 2016. In sostanza, il governo ha in mente un piano di rientro dei
nostri migliori cervelli ora sparsi per il mondo.
Renzi ci spera davvero. Spera che rientri il più alto numero
di cervelli possibili.
Più alto sarà il numero e più le probabilità aumenteranno
che ne rientri uno in particolare.
Il suo.
Mattutino
Appunti mattutini post cena con minestrone, fagioli e bottiglia di quello buono:
- Chi pensa che Verdini abbia strappato con il Pregiudicato è un Orfini.
- Chi pensa che il Patto del Nazareno non sia ancora vivo e vegeto è una Picierno.
- Nel Patto vi era l'accordo di preservare le Tv del nano e di arrivare alla costituzione del Partito della Nazione, una Democrazia Pseudo Cristiana 2.0
- Per non dare l'idea che la politica venisse calpestata e fatta schiattare, sono state create ad hoc finte liti e Forza Italia ė stata mandata all'opposizione, un'opposizione simile ad un peto dentro ad una mongolfiera.
- Verdini fingendo il distacco porterà uomini del vetusto ometto con il tabacco marcio in testa in plancia di comando.
- La basilare norma che rende normali, indicibili accordi consta nell'abituare a poco a poco la plebe, mediante progressive storture, in modalità soft. Prova del nove di quanto asserito: c'è qualcuno ancora a cui fa effetto la porcata democratica di un ribaldo che detiene oltre il 50% del potere mediatico italiano?
- Alfano si staccò realmente dal suo padrone, solo per sete di potere. Una volta al governo (ogni volta che ci penso mi spunta la gonorrea) e ben sapendo di scomparire alle prossime elezioni, ha ottenuto garanzie per entrare anche lui nel Partito della Nazione.
- Verdini ed i suoi compari si sono accorti, durante le votazioni per la modifica della Costituzione, di non contare una mazza (al pensiero che sia artefice delle modifiche mi si arrossa lo scroto). Occorreva un'azione che provocasse un problema nella maggioranza al fine di rendere pesante la dozzina di ribaldi costituitisi nel gruppo chiamatosi ALA.
- Gaetano Quagliariello staccatosi dal maggiordomo Alfano è il cavallo di Troia di Verdini per contare di più, per rendere pesanti i voti di Ala al fine di ottenere poltrone, investimenti-leccornie e potere da portare in dote al Puttaniere.
- Il Senato trasformato in alcova per i politici ali babà delle regioni mediante l'immunità parlamentare è un capolavoro del trio Nano-BimboSfruffone-Verdini.
- Quando il Partito della Nazione verrà annunciato sarà accolto con gioia dalla maggioranza del popolo, inebriato dai media servili e di proprietà, dagli sguardi languidi della Burrosa Boschi e dalle palle colossali sparate in aere dal nipote del Condannato. In quell'ora però moltissimi s'indigneranno per le parolacce di Grillo e per il suo populismo. Il regista supremo Moretti non farà nessun girotondo, impegnato come sarà in un kolossal finanziato dal governo in cui narrerà i funerali post ecatombe in un paesino sugli Appennini. Neanche Begnini proferirà battute impegnato come sarà nella stesura del nuovo Catechismo della Chiesa Cattolica.
Ops! Saranno stati i fagioli e il Lambrusco?
- Chi pensa che Verdini abbia strappato con il Pregiudicato è un Orfini.
- Chi pensa che il Patto del Nazareno non sia ancora vivo e vegeto è una Picierno.
- Nel Patto vi era l'accordo di preservare le Tv del nano e di arrivare alla costituzione del Partito della Nazione, una Democrazia Pseudo Cristiana 2.0
- Per non dare l'idea che la politica venisse calpestata e fatta schiattare, sono state create ad hoc finte liti e Forza Italia ė stata mandata all'opposizione, un'opposizione simile ad un peto dentro ad una mongolfiera.
- Verdini fingendo il distacco porterà uomini del vetusto ometto con il tabacco marcio in testa in plancia di comando.
- La basilare norma che rende normali, indicibili accordi consta nell'abituare a poco a poco la plebe, mediante progressive storture, in modalità soft. Prova del nove di quanto asserito: c'è qualcuno ancora a cui fa effetto la porcata democratica di un ribaldo che detiene oltre il 50% del potere mediatico italiano?
- Alfano si staccò realmente dal suo padrone, solo per sete di potere. Una volta al governo (ogni volta che ci penso mi spunta la gonorrea) e ben sapendo di scomparire alle prossime elezioni, ha ottenuto garanzie per entrare anche lui nel Partito della Nazione.
- Verdini ed i suoi compari si sono accorti, durante le votazioni per la modifica della Costituzione, di non contare una mazza (al pensiero che sia artefice delle modifiche mi si arrossa lo scroto). Occorreva un'azione che provocasse un problema nella maggioranza al fine di rendere pesante la dozzina di ribaldi costituitisi nel gruppo chiamatosi ALA.
- Gaetano Quagliariello staccatosi dal maggiordomo Alfano è il cavallo di Troia di Verdini per contare di più, per rendere pesanti i voti di Ala al fine di ottenere poltrone, investimenti-leccornie e potere da portare in dote al Puttaniere.
- Il Senato trasformato in alcova per i politici ali babà delle regioni mediante l'immunità parlamentare è un capolavoro del trio Nano-BimboSfruffone-Verdini.
- Quando il Partito della Nazione verrà annunciato sarà accolto con gioia dalla maggioranza del popolo, inebriato dai media servili e di proprietà, dagli sguardi languidi della Burrosa Boschi e dalle palle colossali sparate in aere dal nipote del Condannato. In quell'ora però moltissimi s'indigneranno per le parolacce di Grillo e per il suo populismo. Il regista supremo Moretti non farà nessun girotondo, impegnato come sarà in un kolossal finanziato dal governo in cui narrerà i funerali post ecatombe in un paesino sugli Appennini. Neanche Begnini proferirà battute impegnato come sarà nella stesura del nuovo Catechismo della Chiesa Cattolica.
Ops! Saranno stati i fagioli e il Lambrusco?
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