mercoledì 17 giugno 2015

Letterà Ouverta




Monsieur President Hollande,
le scriv chest mia porquà le sù ex mogliè, Ségolene l’ha dit ‘na gran cassà a proposìt de la Nutellà, invitand le francois a nè mangé ciù porqua contenent molt olii de Palm com ingrediant.
Or President, tra nua se pò parlè de alluppament vist che qand voi avec en ecitassion prendè le motò e andè com ne fulminè a trombè le belless de turnò! E le Nutellà avec lo stess sentiment! Aprend le tap de na confession e mirè la crem intonsè dentr le barattol, part le libidò e le dit affoghè dentr le barattol, olii de Palm o no! 
Ammess ca le Nutellè possa far mal, tra nuà potem affermar che a se ne sbattem le battacchiò, porquà le fragrance e le bontè du prodott, sovrastàn l’ipotetìc malè!
Pertant Monsieur le President disé a Sègonele de smetterlà de sparar cassè e se l’intendiment fusse stat de proteger Nestlè o autri prodot francaise, de tentar autre strade, lasciand star le Nutellà. In pratique: de non smanassar le coglions! 
Mercì President!

Anticipazioni



martedì 16 giugno 2015

Fidelio

Forse pensava che fossimo totalmente rincoglioniti, forse credeva che una spruzzatina di Eau de Leopolda sarebbe bastata ad inebriare elettori che al soviet di partito appaiono ancora caproni. La Mnemonica Burrosa perde addirittura casa sua, Arezzo e a nulla le sono valse le filastrocche recitate in versione parrocchiale infarcite di sorrisi e di mise "vedononvedo"! Perdono 5 comuni su 5, tra cui un paio siculi, roccaforti che diventano grillini, con somma gioia. Perde Venezia ma gaudendo perché Casson non era dei suoi e soprattutto era onesto, rigoroso, incorruttibile, un non renziano appunto. Ha vinto a Segrate solo perché il suo sodale Puttaniere, sbagliandosi a causa di una senilità incipiente andò al comizio del candidato piddino, che poi è la stessa cosa. Non perde Roma solo perché, sminuendo la gravità degli eventi, tira dritto fra una selva di supercazzole. Sta preparando nuove palle cosmiche per imbonirci, facendo finta di non vedere il 50% che non ha votato, probabilmente perché disgustato. La morale è che invece di far proclami e pomiciare coi poteri forti, pare sia giunta l'ora di combattere amoralità e corruzione, opera inaudita, visti gli inciuci imperanti; un po' come chiedere ad un asino di fischiettare il Fidelio del sommo Ludwig...

lunedì 15 giugno 2015

Polvere di stelle


Ci arrampichiamo sugli specchi per tutta la vita, facendo finta, a volte riuscendoci, di essere padroni dell'Universo. 
Fingiamo di non sentire, di non conoscere o, spesso, non conosciamo da dove veniamo, dove siamo collocati e soprattutto di cosa siam fatti. 
Guardando programmi scientifici ci si accorge che l'ansia, lo stress e le nostre conquiste sono più effimere dello sterco di un normalissimo volatile lanciato nel placido mare.
Quattordici miliardi di anni fa la scatola di questo immenso gioco chiamato Universo fu aperta. 
Big Bang lo chiamiamo. 
Un miliardesimo di secondo dopo l'esplosione di sono creati lo spazio ed il tempo. 

Lo spazio ed il tempo. 

Basterebbe questa frase per toglierci da dosso la polvere di questa umanità sguaiata e ammalata di protagonismo.
Ci pensate? Lo spazio ed il tempo. 
Prima che c'era? 
L'astrofisico ospite a SuperQuark ammette che il prima nessuno lo può immaginare né lo immaginerà nel futuro.
Cinque miliardi di anni fa la Terra, la nostra Terra ha cominciato la sua storia, con gli atomi che in seguito avrebbero composto anche noi. 
Una pioggia di comete per migliaia di anni ha portato la Vita sul pianeta, successivamente l'evoluzione ci ha plasmati. 
Per chi crede, il Bignami di quanto sopra si riassume in tre parole: Dio. 

Ancora: siamo fatti per il 90% e passa di vuoto, la distanza di ogni elettrone dal proprio nucleo se ingrandita a dismisura potrebbe essere immaginata come un chicco di sale al centro della Basilica di San Pietro, il nucleo, e gli elettroni che viaggiano ad una distanza simile all'altezza del Cupolone. 
Conosciamo il 4% della composizione dell'Universo, non come galassie da esplorare ma come massa. Il 26% è materia oscura. Il restante 70% è energia oscura. 
Praticamente non conosciamo una mazza e forse non potremmo arrivare mai ad una chiara comprensione del tutto. 

Eppure, in un'insignificante periferia di un'insignificante galassia, di una minuscola porzione di Cielo, c'è qualcuno che riesce a disarmonizzare la perfezione della Natura, inoculando malvagità, efferatezze, scempi arrecanti oltraggio alla splendida sinfonia celeste. 




Siamo noi, umani abbagliati da invidie, soprusi, rivalse, ripicche. 
Scendiamo più giù nel nostro piccolo: costruiti nel vuoto e fatti di vuoto, usiamo la polvere di stelle che ci costituisce per scacciare altri "superbi contenitori di atomi" a noi simili in tutto, in nome del possesso, della diversità, che non esiste in natura, per ideologie che non sono consone ed accostabili alle leggi naturali.
Immaginando il tutto come un'enorme orchestra universale, noi siamo il piccolissimo piffero che suona stonato, fuori tempo, senza spartito, che alla lunga verrà prima o poi espulso dal gruppo, per mano del Magnifico Direttore!
Sing!    

Tattoo!



Ma come?!
C'ê il Tattoo Show a La Spezia e lo vengo a sapere solo oggi! Alle 13 ad esempio c'era il Body Painting con Federico Naldi!! 
E me lo son perso! 
Sarebbe stata l'occasione per farmi il mio primo tatuaggio, un orso bruno della Kamchatka a grandezza naturale con tanto di favo stillante fatto sul collo. 

E invece niente! 
Così anche quest'anno al mare dovrò solo morire d'invidia nel vedere polpacci verdi con lance, frecce, frasi in gotico sgorganti dalle braccia del tipo "la forza del sogno è il destino del (continua nel lombo)" o toraci impavidi con guerrieri indomiti somiglianti tra loro e tanto reali da far aumentare l'appetito del tatuato. 
O quelle schiene così tronfie di colori da sembrare uscite da una derapata a schiena nuda su un percorso del rally di Sanremo.
Niente, non potrò mostrare nulla, solo adipe e pancia oramai esausta da guerre culinarie, restando in attesa che arrivi la moda dei quasi calvi, con pettorali in pensione e Tattoo-Glabro.

Già! 
Ma quando?

domenica 14 giugno 2015

E' arrivato


Alla fine è arrivato anche dalle nostre parti. 
Ce l'hanno quasi imposto a dire il vero.
Lo abbiamo conosciuto per mesi, alcuni profeti del nord, uno in particolare con barba efficientissimo tanto da esserne riconosciuto ed onorato come Maximo Adepto, non ha fatto altro che preparargli la strada.

Piano piano si incuneerà nelle nostre case, nei nostri discorsi, nelle sensazioni a pelle per cui facendo finta di nulla stringeremo maggiormente la borsa o ci toccheremo impalpabilmente il culo per la conferma che il portafogli sia ancora lì. 
E' dunque arrivato con il suo bagaglio enorme di concetti. spiegazioni, messa di cuori in pace, spegnimento di reazioni oramai definite insulse, antistoriche quali il senso di colpa, l'effetto pena, il disagio davanti ad una catastrofe che lui ci farà perfettamente apparire come non nostra, come un qualcosa sbagliato da altri, come l'indirizzo di destinazione e, forse, la vita. 

Le notizie scorrono ma noi avendolo oramai come compagno di strada, quasi non c'accorgiamo, quasi non ci sfiora più ad esempio il pensiero che ora, si proprio ora, decine di persone sono sedute davanti ad un confine che ci avevano detto non esistere più, perché respinti, rigettati da una cultura che, fino a ieri, si vantava di vivere attorniata da concetti aulici quali libertà, legalità e fraternità.


Lui ha raggiunto lo scopo, il suo traguardo e incuneandosi tra noi, modificherà i nostri pensieri, le nostre convinzioni. 


Ci sta pialando come un falegname must, sta raschiando antichi dettami che forse contribuivano a fare di noi una nazione tutto sommato buona. Sta insinuando frasi che entreranno alla grande nel nostro bagaglio del tipo "prendeteveli a casa voi" o anche "non c'è lavoro per noi figuriamoci per loro" o addirittura "le navi sparano al largo, li affondano e chi se ne accorge?". 

Si, facciamo strada ed accogliamo tra noi Messer Pregiudizio!