Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
giovedì 11 giugno 2015
Navi da record a La Spezia!
Nel nostro amato Golfo è arrivata un'altra nave da crociera da record!
Infatti dopo l'arrivo della più grande del mondo, ieri ha attraccato la più economica!
Pare che per una settimana a bordo non si spenda più di 150 euro!!!
Incredibile!
Nella foto la nave della famiglia Costa attraccata alla banchina del nostro molo!!
Idea da Zichichi
A Lerici il neo sindaco ha avuto l'ideona: apertura della Ztl di sera a famiglie e turisti!
Con una precisazione: le macchine arrivano a Lerici, il conducente fa scendere i familiari, gli amici e poi .. va a cercare parcheggio!
Che bello!
Ci sarebbe subito da organizzare un centro di cani S. Bernardo per ritrovare conducenti spersi a Pugliola con parenti a mangiare piangenti ghiaccioli in attesa all'Erix e da installare pannelli luminosi con il numero telefonico del programma "Chi l'ha visto?"
Meraviglioso davvero.
Ed invece pensare di fare un servizio pubblico di battelli, tipo quelli veneziani, con partenza da La Spezia ogni mezz'ora e termine servizio all'una di notte, no?
Ah, gia! I battellieri non vogliono!
mercoledì 10 giugno 2015
Il Torneo della Vergogna
Guardatela bene questa immagine scattata a Cremona!
No, non è un palasport pieno per un torneo di scacchi o in attesa di una star musicale.
No, questa è l'Italia baby!
2136 persone convenute da tutta Italia, isole comprese, per un unico posto da infermiere!!!
Ragazze e ragazzi partiti con viaggi di centinaia di chilometri per tentare la fortuna, per avere la speranza di avere un posto fisso dentro una struttura ospedaliera mentre, tutt'intorno, arresti, confische, ingordigia, accordi malefici, idrovore vestiti da assessori, mafiosi travestiti da politici, corrono ad accaparrarsi risorse e vitalità destinate a tutti.
Vergogna Italia!
Mentre stiamo a menarci il battacchio in squallide prolusioni, su vergognosi dibattiti in cui si progetta di respingere morti di fame e paura vaganti, mentre idioti vestiti di verde agguantano voti e apprezzamenti da altri babbani in nome delle ruspe, nessuno se non qualche movimento per fortuna ancora in attività, pensa e getta un occhio su scene indecorose come questa.
Duemilacentotrentasei giovani virgulti, in viaggio su treni vergognosi tipici del meridione o da altri lidi lontani, ripongono una speranza dalla percentuale infima, al fine di immaginarsi dipendente a tempo indeterminato, per costruirsi futuro e famiglia, per poter lottare come gli altri normolavoranti contro le sfide bibliche che uno stato spendaccione, irriverente e malato di corruttela propone mensilmente a tutti noi poveri coglioni!
Ma in che razza di posto viviamo, come ci relazioniamo a questo scempio istituzionale, questo abbattimento di diritti costituzionali, di perdita di sacralità del lavoro, dignità per tutti?
Come topi storditi dal piffero siamo ancora ricaduti nell'andar dietro ad un Egoriferito che continua a promettere aumenti occupazionali grazie alla madre di tutte le Inchiappettate, vulgo Jobs Act, che fingendo di concederti un posto fisso, pregusta già il momento in cui, quando sarai d'ostacolo per la crescita del portafogli del datore di lavoro, verrai messo alla porta, magari anche con un calcio nel culo!
Vergogna!
Vergognatevi di permettere che succeda tutto questo nel 2015.
Vergognatevi di aver provocato una tal migrazione di 2136 per un posto da infermiere, che speriamo un giorno coadiuvi le cure alle vostre teste bacate ed irresponsabili!
Annuncio
Cercasi persona ancora credente nella Befana per sopperire a mancanza di personale attualmente dislocato in altre strutture, con massima disponibilità a supportare tesi non appartenenti a ideologia di base della committente bensì atte a creare sana commistione per lucrare su tanti appetitosi affari.
Si richiede anche massima apertura a dialogare con fascisti, ex-detenuti, duchi neri, finti compagni dediti al lucro esagerato e disponibilità a recitare in commedie da tenersi presso l'Aula Giulio Cesare del Palazzo Senatorio sito in Piazza Campidoglio in Roma, immedesimandosi nella parte del consigliere dedito ai problemi del popolo, senza mostrare cedimenti in risa, al fine di raggiungere il solito obbiettivo dei predecessori, ossia il rito benedicente ed osannante Madama Ingordigia.
Telefonare dopo le ore 17, chiedendo di Matteo Orfini, il quale prima è irreperibile in quanto impegnato a sporgere denuncia contro ignoti per il furto della credenza, dei piatti e del tavolo avvenuto mentre stava mangiando.
Santa Marta
La domanda è sempre la stessa: dove sono finiti gli
sperticapalle di un tempo, tanto vicino quanto lontano dall'oggi romano; stanno
accadendo fatti inauditi, stanno arrivando parole di novità per bocca di Pietro
e tutt'intorno non si ode nulla, non si evincono prese di posizioni contrarie
al moto dello Spirito che Bergoglio semina nell'afflato. Solo cinque anni fa
che avrebbe scatenato la decisione della comunità europea di riconoscere le
famiglie gay? Quanti principi paonazzi, conti neri, rigidi retrogradi celebranti con le spalle al popolo avrebbero scatenato l'inferno, sciorinando supercazzole, aprendo armadi
imbiancati ove giacciono da tempo immemore i famosi princìpi non negoziabili ossia i paraventi
che occludevano alla vista dei più, i loro agi, i loro accordi, i loro traffici
in nome del Nazareno, al quale ultimamente hanno anche accostato uno scellerato
patto tra un Egoriferito ed un insano di mente?
Al di là della fede personale, dei trucchi più o meno palesi di sfruttamento della religiosità per muovere masse, interessi, credenze, illusioni, il messaggio di Francesco è inequivocabile: l'ultima parola detta per credere, per chi vuol credere, è Gesù.
Il resto sembrerebbe non apportare novità e non essere in grado di mutare l'identità di un seguace il Cristo.
Santa Marta è divenuta sede ufficiale del nuovo
cattolicesimo.
Lì ogni mattina il Papa spiega, illumina, scuote, provoca.
Lì ogni mattina il Papa spiega, illumina, scuote, provoca.
Si ascoltano novità impressionanti, di portata immensa; a volte si deve rileggere il brano per essere certi di aver compreso il
messaggio, tanto inaudito, tanto contro corrente alle imposizioni secolari
dettate da chi pretende di sovrastare e soprattutto giudicare.
Non entro in merito alle apparizioni, perché non ne sono in grado né voglio anticipare decisioni illuminate.
Sentir parlare di testimonianza e del tentativo di annacquarla con solite cazzocampanate, di follia per chi accetta il Messaggio, di gnostico moderno ossia un confezionatore per i propri desideri di una religione semplice, liberatoria, non disturbante l'individuo, mi dona la forza di non guardare gli altri, né di giudicar nessuno, ma di acquisire nozione e consapevolezza sulla mia personale lontananza di anni luce dalla Verità senza fronzoli, dalla fede autentica, dalla certezza di essere ultimo tra gli ultimi e come al solito confidante nella misericordia infinita.
Non entro in merito alle apparizioni, perché non ne sono in grado né voglio anticipare decisioni illuminate.
Sentir parlare di testimonianza e del tentativo di annacquarla con solite cazzocampanate, di follia per chi accetta il Messaggio, di gnostico moderno ossia un confezionatore per i propri desideri di una religione semplice, liberatoria, non disturbante l'individuo, mi dona la forza di non guardare gli altri, né di giudicar nessuno, ma di acquisire nozione e consapevolezza sulla mia personale lontananza di anni luce dalla Verità senza fronzoli, dalla fede autentica, dalla certezza di essere ultimo tra gli ultimi e come al solito confidante nella misericordia infinita.
Compiuto questo miracolo, questa induzione ad un'ennesima conversione ossia il nettare del cristianesimo, gli altri aspetti sono solo
infiascata di aria fritta da debellare se accertata l'infondatezza, in quanto altamente fuorvianti
e acchiappa coscienze deboli e alla mercé dei moti ondosi umani, tracimanti affarismo ed ingordigia.
martedì 9 giugno 2015
Gnostico moderno
Papa Francesco durante l'omelia in Santa Marta:
Siamo peccatori, ma fiduciosi che Gesù ci rialza
“Anche noi – ha soggiunto – dobbiamo fare nella nostra vita un lungo cammino, perché questa identità cristiana sia forte” così da poterne dare “testimonianza”. “E’ un cammino – ha ripreso – che possiamo definire dalla ambiguità alla vera identità”:
“E’ vero, c’è il peccato, e il peccato ci fa cadere, ma noi abbiamo la forza del Signore per alzarci e andare con la nostra identità. Ma io direi anche che il peccato è parte della nostra identità: siamo peccatori, ma peccatori con la fede in Gesù Cristo. E non è soltanto una fede di conoscenza, no. E’ una fede che è un dono di Dio e che è entrata in noi da Dio. E’ Dio stesso che ci conferma in Cristo. E ci ha conferito l’unzione, ci ha impresso il sigillo, ci ha dato la caparra, il pegno dello Spirito nei nostri cuori. E’ Dio che ci dà questo dono dell’identità”.
Fondamentale, ha aggiunto, “è essere fedele a quest’identità cristiana e lasciare che lo Spirito Santo, che è proprio la garanzia, il pegno nel nostro cuore, ci porti avanti nella vita”. Non siamo persone che vanno “dietro ad una filosofia”, ha avvertito, “siamo unti” e abbiamo la “garanzia dello Spirito”.
L’identità cristiana è concreta, non una religione soft
“E’ un’identità bella – ha detto ancora – che si fa vedere nella testimonianza. Per questo Gesù ci parla della testimonianza come il linguaggio della nostra identità cristiana”. E questo anche se l’identità cristiana, giacché “siamo peccatori, è tentata, viene tentata; le tentazioni vengono sempre” e l’identità “può indebolirsi e può perdersi”. Il Papa mette in guardia da due vie pericolose:
“Prima quella del passare dalla testimonianza alle idee, annacquare la testimonianza. ‘Eh sì, sono cristiano. Il cristianesimo è questo, una bella idea. Io prego Dio’. E così, dal Cristo concreto, perché l’identità cristiana è concreta – lo leggiamo nelle Beatitudini; questa concretezza è anche in Matteo 25: l’identità cristiana è concreta – passiamo a questa religione un po’ soft, sull’aria e sulla strada degli gnostici. Dietro c’è lo scandalo. Questa identità cristiana è scandalosa. E la tentazione è: ‘No, no, senza scandalo’”.
La mondanità fa perdere sapore alla nostra testimonianza
“La croce – ha detto – è uno scandalo” e quindi c’è chi cerca Dio “con queste spiritualità cristiane un po’ eteree”, gli “gnostici moderni”. Poi, ha avvertito, ci sono “quelli che sempre hanno bisogno di novità dell’identità cristiana” e hanno “dimenticato che sono stati scelti, unti” che “hanno la garanzia dello Spirito” e cercano: “‘Ma dove sono i veggenti che ci dicono oggi la lettera che la Madonna manderà alle 4 del pomeriggio?’ Per esempio, no? E vivono di questo. Questa non è identità cristiana. L’ultima parola di Dio si chiama ‘Gesù’ e niente di più”. Un’altra strada per fare passi indietro nell’identità cristiana, ha aggiunto, è la mondanità:
“Allargare tanto la coscienza che lì c’entra tutto. ‘Sì, noi siamo cristiani, ma questo sì…’ Non solo moralmente, ma anche umanamente. La mondanità è umana. E così il sale perde il sapore. E vediamo comunità cristiane, anche cristiani, che si dicono cristiani, ma non possono e non sanno dare testimonianza di Gesù Cristo. E così la identità va indietro, indietro e si perde, e questo nominalismo mondano che noi vediamo tutti i giorni. Nella storia di salvezza Dio, con la sua pazienza di Padre, ci ha portato dall’ambiguità alla certezza, alla concretezza dell’incarnazione e la morte redentrice del suo Figlio. Questa è la nostra identità”.
San Paolo, ha soggiunto, si vanta di Gesù “fatto uomo e morto per obbedienza”, “questa è l’identità ed è lì la testimonianza”. E’ una grazia, ha concluso, che “dobbiamo chiedere al Signore: che sempre ci dia questo regalo, questo dono di un’identità che non cerca di adattarsi alle cose” fino “a perdere il sapore del sale”.
Ringrazio Dio per il dono di un così grande Pontefice.
Che è andato anche a chiarire che forse "Là" c'è più business che altro. Ma non voglio aggiungere altro in merito, perché attendo le decisioni della Santa Sede.
Resta concreto il riferimento all'identità che si accende solo ed esclusivamente nella Testimonianza!
E non deve essere annacquata, non deve essere sminuita da idee soft, da gnosticismo all'acqua di rose.
Non serve la ricerca spasmodica della novità, non serve a nulla. Non serve smaniare per questo o quello perché il cristiano è già stato unto, ha la sua identità che nessuno gli toglierà perché ha il Sigillo dello Spirito!
Ma allora era, è e sarà sempre così! In tempi andati, per fortuna, ci raccontavano tutt'altro con quei paraventi inossidabili, i principi non negoziabili, che nascondevano pattume mondano. Già! La mondanità! Papa Francesco anche in questo è chiaro: con la mondanità il sale perde sapore. Mi ricordo feste, ricevimenti, esclusive riunioni tra paonazzi che facevano storcere coscienze. Ma era un cattolicesimo annacquato, cribbio! Ed il sale che diventa mondano e quindi insipido fa perdere l'identità e conseguentemente lo inibisce a dare testimonianza!
Infine ripeto le parole e come detto a non commentarle:
“‘Ma dove sono i veggenti che ci dicono oggi la lettera che la Madonna manderà alle 4 del pomeriggio?’ Per esempio, no? E vivono di questo. Questa non è identità cristiana.
Dio è lodato in questo Papa!
Siamo riconoscenti per cotanta Grazia!
Grazie Santità!
“Anche noi – ha soggiunto – dobbiamo fare nella nostra vita un lungo cammino, perché questa identità cristiana sia forte” così da poterne dare “testimonianza”. “E’ un cammino – ha ripreso – che possiamo definire dalla ambiguità alla vera identità”:
“E’ vero, c’è il peccato, e il peccato ci fa cadere, ma noi abbiamo la forza del Signore per alzarci e andare con la nostra identità. Ma io direi anche che il peccato è parte della nostra identità: siamo peccatori, ma peccatori con la fede in Gesù Cristo. E non è soltanto una fede di conoscenza, no. E’ una fede che è un dono di Dio e che è entrata in noi da Dio. E’ Dio stesso che ci conferma in Cristo. E ci ha conferito l’unzione, ci ha impresso il sigillo, ci ha dato la caparra, il pegno dello Spirito nei nostri cuori. E’ Dio che ci dà questo dono dell’identità”.
Fondamentale, ha aggiunto, “è essere fedele a quest’identità cristiana e lasciare che lo Spirito Santo, che è proprio la garanzia, il pegno nel nostro cuore, ci porti avanti nella vita”. Non siamo persone che vanno “dietro ad una filosofia”, ha avvertito, “siamo unti” e abbiamo la “garanzia dello Spirito”.
L’identità cristiana è concreta, non una religione soft
“E’ un’identità bella – ha detto ancora – che si fa vedere nella testimonianza. Per questo Gesù ci parla della testimonianza come il linguaggio della nostra identità cristiana”. E questo anche se l’identità cristiana, giacché “siamo peccatori, è tentata, viene tentata; le tentazioni vengono sempre” e l’identità “può indebolirsi e può perdersi”. Il Papa mette in guardia da due vie pericolose:
“Prima quella del passare dalla testimonianza alle idee, annacquare la testimonianza. ‘Eh sì, sono cristiano. Il cristianesimo è questo, una bella idea. Io prego Dio’. E così, dal Cristo concreto, perché l’identità cristiana è concreta – lo leggiamo nelle Beatitudini; questa concretezza è anche in Matteo 25: l’identità cristiana è concreta – passiamo a questa religione un po’ soft, sull’aria e sulla strada degli gnostici. Dietro c’è lo scandalo. Questa identità cristiana è scandalosa. E la tentazione è: ‘No, no, senza scandalo’”.
La mondanità fa perdere sapore alla nostra testimonianza
“La croce – ha detto – è uno scandalo” e quindi c’è chi cerca Dio “con queste spiritualità cristiane un po’ eteree”, gli “gnostici moderni”. Poi, ha avvertito, ci sono “quelli che sempre hanno bisogno di novità dell’identità cristiana” e hanno “dimenticato che sono stati scelti, unti” che “hanno la garanzia dello Spirito” e cercano: “‘Ma dove sono i veggenti che ci dicono oggi la lettera che la Madonna manderà alle 4 del pomeriggio?’ Per esempio, no? E vivono di questo. Questa non è identità cristiana. L’ultima parola di Dio si chiama ‘Gesù’ e niente di più”. Un’altra strada per fare passi indietro nell’identità cristiana, ha aggiunto, è la mondanità:
“Allargare tanto la coscienza che lì c’entra tutto. ‘Sì, noi siamo cristiani, ma questo sì…’ Non solo moralmente, ma anche umanamente. La mondanità è umana. E così il sale perde il sapore. E vediamo comunità cristiane, anche cristiani, che si dicono cristiani, ma non possono e non sanno dare testimonianza di Gesù Cristo. E così la identità va indietro, indietro e si perde, e questo nominalismo mondano che noi vediamo tutti i giorni. Nella storia di salvezza Dio, con la sua pazienza di Padre, ci ha portato dall’ambiguità alla certezza, alla concretezza dell’incarnazione e la morte redentrice del suo Figlio. Questa è la nostra identità”.
San Paolo, ha soggiunto, si vanta di Gesù “fatto uomo e morto per obbedienza”, “questa è l’identità ed è lì la testimonianza”. E’ una grazia, ha concluso, che “dobbiamo chiedere al Signore: che sempre ci dia questo regalo, questo dono di un’identità che non cerca di adattarsi alle cose” fino “a perdere il sapore del sale”.
Ringrazio Dio per il dono di un così grande Pontefice.
Che è andato anche a chiarire che forse "Là" c'è più business che altro. Ma non voglio aggiungere altro in merito, perché attendo le decisioni della Santa Sede.
Resta concreto il riferimento all'identità che si accende solo ed esclusivamente nella Testimonianza!
E non deve essere annacquata, non deve essere sminuita da idee soft, da gnosticismo all'acqua di rose.
Non serve la ricerca spasmodica della novità, non serve a nulla. Non serve smaniare per questo o quello perché il cristiano è già stato unto, ha la sua identità che nessuno gli toglierà perché ha il Sigillo dello Spirito!
Ma allora era, è e sarà sempre così! In tempi andati, per fortuna, ci raccontavano tutt'altro con quei paraventi inossidabili, i principi non negoziabili, che nascondevano pattume mondano. Già! La mondanità! Papa Francesco anche in questo è chiaro: con la mondanità il sale perde sapore. Mi ricordo feste, ricevimenti, esclusive riunioni tra paonazzi che facevano storcere coscienze. Ma era un cattolicesimo annacquato, cribbio! Ed il sale che diventa mondano e quindi insipido fa perdere l'identità e conseguentemente lo inibisce a dare testimonianza!
Infine ripeto le parole e come detto a non commentarle:
“‘Ma dove sono i veggenti che ci dicono oggi la lettera che la Madonna manderà alle 4 del pomeriggio?’ Per esempio, no? E vivono di questo. Questa non è identità cristiana.
Dio è lodato in questo Papa!
Siamo riconoscenti per cotanta Grazia!
Grazie Santità!
Dubbio amletico
Ed eccoci giunti al dunque, al bivio, alla cassa!
Un paese normale non avrebbe dubbi in merito: se la Capitale dello stato è corrotta, malata terminale, inquinata peggio di un torrente campano l'unica strada, l'unica ancora è il commissariamento e subito dopo il ritorno alle urne.
In un paese normale.
Roma purtroppo non è Capitale di uno stato normale: l'Italia proviene da anni bui, seguiti da anni ancora più bui e mefitici perché, a differenza dei precedenti, si è camuffata la continuità del ladrocinio in novità pulente e restauratrice i principi basilari per uno stato democratico ossia legalità, giustizia ed equità.
La commistione di variegate idee, di diverse politiche, a volte agli antipodi, ha generato il padre di tutti gli Inciuci, causa predominante dell'attuale situazione ove a partire dai comuni per arrivare alla giuda della nazione, non si riesce più a distinguere le sane, democratiche differenze che sono il sale di una democrazia, fondata appunto sull'alternanza.
Ed il tanto temuto bivio arrivando, è dunque nelle mani dell'Egoriferito Toscano: commissariare Roma ed andare alle elezioni sapendo che il PD arriva oggi al 17% contro il 30% del M5S, o bloccare il tutto, calpestando regole e norme costituzionali al fine di far decantare il torbido, sperando di portare a fine mandato la coalizione di Marino per migliorarne l'adesione politica?
Bel tormentone questo!
Un gran bel casino questo, a cui neppure i sorrisi compiacenti della Ripetente Boschi potranno porvi rimedio...
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