giovedì 26 marzo 2015

Quando ce vo ce vo!


Amarcord


A volte musiche che ritornano risvegliano sapori mentali, sensazioni svanite ma così bene interiorizzate da rinascere ogniqualvolta una nota, un suono le riportano a galla. 
Ascolto alla radio musiche pop degli anni 70-80 ed alcune riescono a vangare lo strato del tempo su emozioni intronizzate quali il ritorno a casa dopo una mattinata a scuola: il percorso, la maggiore grandezza dei marciapiedi legata alla mia statura allora microscopica, i pensieri che rinascono negli zaini, maggiormente riempiti da positività. 
Le strade meno trafficate, la tranquillità del pomeriggio vissuto nel marsupio famigliare, i progetti del tempo legati al divertimento, gli amici e gli scherzi, la pienezza del vivere, pur se deficitaria di tv a colori, di canali, di trasmissioni, di serie idiote, di commenti e commentatori, di moviole, di notizie, di cellulari, di Facebook. 
La pienezza era dentro di me e non la ricercavo in optional artefatti, in azioni soddisfacenti eventuali giudizi degli altri; non c’erano in giro ragazzine travestite da donne vissute, non c’era il silenzio degli altri soffocato dal rumore di musiche agghiaccianti. 
Si ritornava a casa ascoltando musica dalle macchine, o fischiettate in allegria, la radio in camera nel meriggio le ripeteva ex novo. 

Il cuore e soprattutto il cervello erano accesi fin dal mattino e ci governavano non lasciandoci in balia degli altri. 
Altri tempi, altre sensazioni, altre emozioni.
Già! 
Le emozioni...

mercoledì 25 marzo 2015

Che strano dolore!


A volte mi domando: possibile vivere in un mondo sì strano? 
Facciamo guerre a dei pazzi quasi con lo scadenzario in mano e non ci curiamo del fatto che molti pazzi diventano folli per la follia del mondo cosiddetto occidentale.
Leggo che in Pakistan bambini, donne e uomini fabbricano mattoni per meno di un dollaro al giorno, lavorando dodici ore! 

Mi chiedo: se poi questi sciagurati un giorno imbracciassero un fucile o si legassero in cinta esplosivo, la colpa sarà soltanto la loro?

Puntualizzo: non voglio discolpare nessuno, Isis compresa! Le atrocità compiute da questi pazzi scellerati, devono essere fermate immediatamente. 

Ma esiste o no un peccato comune di noi occidentali? 

Le fabbriche di morte continuano a sfornare armi sempre più tecnologiche, il mondo sperpera miliardi su miliardi per acquistare distruzione del genere umano. E nessuno fa nulla! 

Che strano mondo! Che strane contrapposizioni! 

La storia ci propone orchi del passato, mali assoluti, Pol Pot ed Hitler ad esempio e non ci accorgiamo di avere dittatori assetati di sangue tipo quel bastardo siriano che non voglio neppure nominare, che dovremmo sgominare, che dovremmo estirpare. 
Ma la stranezza di questo mondo poggia su equilibri, alla cazzo. Putin e gli iracheni non lo vogliono defenestrare ed allora, per mezzo di becere alchimie politiche internazionali, sorrette da sfaticati pagati oro che, come nel Palazzo di vetro dell’Onu, passano il tempo a non far nulla in nome di un direttorio mondiale che in realtà non esiste, tutto si marmorizza, si ghiaccia in nome di non si sa cosa. 

Che mondo strano! 

Viviamo lo stesso giorno, gustiamo lo stesso sole, ci abbeveriamo alla stessa acqua ma poche migliaia di scrofe detengono un potere monetario pari a quello di due miliardi di simili. Ansimiamo ad organizzare una fornace di corruttela chiamata Expo, incentrata sul cibo, mentre un miliardo e passa di uomini e donne, non hanno di che mangiare. 

Bimbi che muoiono di fame! Ogni tanto ci penso. Penso e non riesco ad immaginarmi la sofferenza di un piccolo incolpevole che arso e denutrito, combatte contro la mancanza di cibo, di risorse. Chissà che idea si farà di questo mondo strano, che penserà nei terribili momenti dell’agonia. Crederà di essere nato per sbaglio dentro ad un habitat inospitale, non vedrà il momento di terminare il Calvario, mai sospetterà che a qualche migliaio di chilometri vi siano luoghi immensi dedicati all’Acquisto nei quali vengono gettate via a sera, inimmaginabili risorse che lo sfamerebbero, che salverebbero lui ed i suoi amichetti, anche il suo paese. 
Ci lasciano ogni giorno trenta mila martiri per fame. Soffrendo, gridando questa atrocità. Mentre noi siamo preoccupati per il modello nuovo di auto che tarda ad uscire. Mentre attorno a noi lucrano, rubano, edificano templi del gusto, del benessere, laser accecanti che fanno perdere bussola e soprattutto dignità, al genere umano cosiddetto avanzato.

Stranezze di un mondo che evolve, al momento pare in peggio. E’ un filo conduttore che nasce dal sempre della civiltà, dalle branchie dello strapotere di classi agiate, caste inattaccabili, cultura di morte sempre in auge. 

Mondo strano il nostro!
Davvero!  

martedì 24 marzo 2015

Il politico Moggi

Quindi Moggi pur colpevole se la caverà con la prescrizione, la tanto cara e amata prescrizione. Il calcio e la politica, da sempre in simbiosi, godono di privilegi che in nessun altra branchia della società puoi contemplare. Calcio alla politica e politica del calcio, nei garretti.
Simbiosi onnivora, devastante. Modelli per giovani che portano mente e cuore ad acquisire sensazioni molto vicine agli architravi delle malavite organizzate: non conta un cazzo che studi, che sei leale, che accetti la sconfitta.
Quello che realmente ha valore è vincere in ogni modo e non creando feriti. Quello che è essenziale è conoscere l'amico di un mammasantissima qualunque, per aprirti porte e possibilità, affossando colui che ancora crede che lo studio e la preparazione siano la colonna vertebrale che ti porta a trovare lavoro, ripagandoti dalle fatiche giovanili.

Stolto! Cerca di farti bello da quello o da quell'altro! Passa avanti a tutti, brucia speranze, affossa progetti! Che te frega! E tu che sogni di diventare campione, che aspetti? Trangugia la pozione magica, diventa imbattibile e vedrai che all'arbitro ci pensiamo noi!
Moggi prescritto, il Puttaniere pure e per di più molte volte!
Al pensare che ci sia ancora qualcuno che anteponga Socrate ad una festa sballante, vien quasi da sorridere...

domenica 22 marzo 2015

Che silenzio!

Stride un silenzio anomalo, dettato credo da ordini di scuderia superiori. Un'assenza che si nota, un mutismo molto rumoroso e via con altri ossimori che denotano un'anomalia tutta italica.

Perché pur dopo aver contribuito a dissesti, cementificazioni inaudite, giochi di gruppo ingannatori, i sondaggi ne certificano ancora un grande vantaggio ed il conseguente bollino di coglione supremo ai liguri incapaci di vedere che questo regime a volte, avendo sprazzi democratici, permette un ricambio, una svolta, anche se l'essenza pura del consociativismo esasperato, qui molto vigente, assonna gli animi e le voglie di libertà ed induce a domandarsi, affaticati da codesti dubbi ed in forma michelangiolesca: "Lella perché non parli?"

sabato 21 marzo 2015

Complimenti!

Una completo e perfetto articolo di Marco Ponti (professore di economia e trasporti) che spiega parecchi aspetti.

Forse non hanno rubato niente. Ma hanno fatto danni economici molto più gravi al Paese, ai contribuenti e agli utenti delle infrastrutture. Consideriamo la "madre di tutti gli sprechi", l’alta velocità ferroviaria (AV). Le stime variano, ma i sovracosti rispetto ai preventivi sono stati dell’ordine del 100%. C’è da credere che un manager privato che sfori il preventivo di un investimento del 30% sia rapidamente accompagnato alla porta dal padrone furioso, ma non succede lo stesso nel settore pubblico, sembra.Parte di tali sovracosti sono frutto di una nobile iniziativa ambientalista: richiedere alle linee AV pendenze e curvature che consentano il transito anche dei treni merci, ha comportato un sovracosto almeno del 30%, così il progetto accanto alla sigla AV ci ha potuto mettere anche AC (per Alta Capacità), a futura memoria. Peccato che treni merci in grado di viaggiare ad alta velocità non esistono. E se ci fossero sfascerebbero i binari. Poi la Regione Toscana, con uno sforzo di fantasia veramente incredibile, ha chiesto ed ottenuto che le gallerie tra Firenze e Bologna consentissero anche il transito di treni merci super-voluminosi (sagoma C++), dilatando ulteriormente, e di molto, i costi per quella tratta.Se qualcuno però avesse dubbi sull’ordine di grandezza di tali extracosti, esiste la famosa analisi comparativa del Sole 24 Ore tra la linea Milano-Torino, e una analoga linea AV di pianura in Francia (non in Bangladesh): i costi sono risultati quadrupli. Basta vedere gli infiniti sovrappassi stradali, che collegano risaie con altre risaie. Ogni tanto vi transita qualche veicolo. Ma purtroppo la linea ferroviaria è rimasta quasi deserta: vi passa poco più del 10% del traffico che potrebbe sostenere (40 treni al giorno su 330 circa di capacità). E questo con tariffe che coprono probabilmente appena i costi di esercizio della linea, ma nemmeno un euro degli 8 miliardi circa che l’investimento è costato ai contribuenti. Se le tariffe, come per le autostrade, dovessero coprire una quota di qualche consistenza dell’investimento, e quindi essere molto più alte delle attuali, non vi passerebbe nessun treno, a riprova di quanto poco i viaggiatori siano in realtà disposti a pagare per quel servizio.Ma nessuno ha risposto per questo folle spreco dei nostri soldi. Anche le autostrade deserte sono uno spreco, ma nei peggiore dei casi gli utenti ne pagano il 60%, che è diverso dallo 0% per la linea di AV presa ad esempio. Però adesso anche nelle autostrade, meno micidiali per i contribuenti, provano a spremere gli utenti rendendo a pedaggio strade che prima non lo erano, come la Tirrenica, e che hanno un traffico modesto.Nel caso di tutte le infrastrutture, occorre fare sempre congetture, rischiando di prendere cantonate: le ferrovie non hanno obblighi di fare analisi trasparenti ex-ante, né economiche e neppure finanziarie (toccherebbero al ministero dei Trasporti, che però non le fa). Ma non fa neppure analisi ex-post, per analizzare come i soldi dei contribuenti sono stati spesi. E i piani finanziari delle concessioni autostradali sono addirittura secretati per legge. Queste sono responsabilità gravissime del ministero dei Trasporti. Da sempre: la situazione non è cambiata da quando vi lavora l’ingegner Ercole Incalza, che, si ripete, forse non ha rubato nemmeno un euro.Guardiamo ancora i numeri: solo per la linea AV Milano-Torino sono stati sprecati 6 miliardi (probabilmente di più: dato il traffico, bastava velocizzare la linea esistente). La letteratura sulle tangenti parla di un massimo del 10% (a chi scrive, ex-consulente delle ferrovie, era stato detto in via confidenziale un più modesto 6%, ma era la sola quota per i politici). Sarebbero 800 milioni di tangenti. Molto meglio allora le tangenti che le progettazioni sovradimensionate al di là di ogni logica. Se poi va male, i corrotti a volte li prendono.Chi decide, pianifica, finanzia e approva grandi opere inutili non dovrà rispondere mai, farà anzi probabilmente carriera, e si farà legittimamente molti amici, tra i costruttori e nella sfera politica, che serve ai tecnici per passi successivi di carriera. Ma il consenso e le amicizie si estendono anche alla sfera sindacale, che ha sempre appoggiato grandi spese, si spera solo per motivi occupazionali.Buttar via soldi dei contribuenti per comprarsi il consenso è storia antica: in America ha persino dei nomi tecnici: "pork-barrel policy", "revolving doors", "log-rolling". Ma buttarli via quando son scarsi, e servono a bisogni sociali essenziali, è un po’ più difficile da accettare. L’ex ministro Maurizio Lupi, sicuramente in buona fede, ha dichiarato: "Per le grandi opere non serve che ci sia traffico, si fanno e poi il traffico arriverà". Era un convegno del Pd sulle ferrovie. Applausi scroscianti.