domenica 14 settembre 2014

Letterina



Pubblico un lettera di una bambina di Rignano sull'Arno:

Caro Matteo,
mi chiamo Beatrice C. ho sette anni ed abito a pochi metri dalla tua casa. Ti vedo spesso in TV, ora che sei diventato famoso ed in classe con la maestra parliamo molto di te. La maestra Carlotta ci spiega quello che tu stai facendo per l'Italia e questo ci rende tutti contenti.
Ti scrivo perché l'altro ieri con papà abbiamo parlato di Babbo Natale. Papà dice che questo signore vestito di rosso e con la barba lunga, non si è mai dimenticato un regalo promesso ad un bimbo.
Allora mi sono venute in mente alcune cose che tu mi dicevi quando t'incontravo a Rignano, tipo quella volta che giocavo nel parco con la casetta e le bambole e tu che passavi da lì mi dicesti :"Beatrice, è ora di smetterla di giocare con quei piccoli giocattoli. Ti porto io un gioco più grande ed una bambola gigante che parla e ride!"

Sto aspettando dal quel giorno quella bambola promessa e tutte le volte che assieme a papà ti incontriamo tu mi dici :"domani arriva! Il corriere l'ha mandata per sbaglio a Firenze ma ho parlato con Graziano che te la sta spedendo!"
Matteo lo sai che Babbo Natale mi avrebbe già portato la bambola da solo, lui che rifornisce tutti i bambini del mondo?
Mio papà mi ha detto che tu sei impegnato a salvare l'Italia e che quindi non hai molto tempo. Io invece vedo in TV che passi tante ore a parlare e siccome la maestra Carlotta ci dice che quelli che parlano tanto alla fine non fanno nulla, non è che anche tu sei come quelli là?
Oltre a ricordarti di quella promessa voglio dirti un'altra cosa: perché stai sempre vicino a quel brutto gnomo con in testa del tabacco avariato che quando mio papà lo vede in televisione gli escono parolacce cattive che la mamma mi manda subito in cameretta per non ascoltarle?
Quello gnomo che ride sempre e che è tanto ricco è da scacciare. Sai che la sorella più grande di una mia compagna una volta è andata a casa sua ed è scappata perché c'erano tanti orchi cattivi che le davano noia? E anche tante streghe amiche di quel gnomo pestifero?
Stai alla larga da lui e ricordati della casetta e della bambola che mi hai promesso! Altrimenti se non arriva scrivo la letterina a Babbo Natale e me la faccio mandare per Natale perché, non ti arrabbiare, mi fido un po' più di lui.
Ciao Matteo.

Beatrice.

venerdì 12 settembre 2014

Slurp!


Una gigantesca, felpata ed umidiccia lingua servente è scalpitante in quel di Milano. 
Una sirbiss leccante, adulante, futuribile ed operosa, uno strumento di altissima ruffianeria si sta preparando con l'intento di riemergere dalla catastrofica caduta nel limbo di un anonimato impensabile sino al pomeriggio di quel giorno infausto (per lui) in cui un Argentino gli soffiò l'ambito trono agognato, sognato ed adulato da anni! 

Professore in anni lontani di un Pregiudicato di oggi, amico di un Monarca Meneghino sbadato e dimenticante scontrini vulgo Formiga, pilastro di quella convention di affamati e fagocitanti denari pubblici, con facciata cattolica tanto bella ed importante da riuscire a far credere a molti di essere un baluardo nella fede con nome altisonante che usa termini dolcissimi ed importantissimi per un fedele, Comunione e Liberazione, il vate dei ciellini nonché Cardinale della diocesi più grande del mondo, quella ambrosiana, Angelo Scola parteciperà alla presentazione a Milano appunto, del libro di Massimo Franco, giornalista del Corriere della Sera, avente come titolo:

  Il Vaticano secondo Francesco. Da Buenos Aires a Santa Marta: come Bergoglio sta cambiando la Chiesa e conquistando i fedeli di tutto il mondo (Mondadori).

Slurp, slurp, slurp
E sapete come la Diocesi presenta questo appuntamento?
Così!

«Un dibattito per riflettere sull’azione rinnovatrice di papa Francesco, la grande speranza che sta suscitando nei fedeli e tra chi non crede, la sfida che con Bergoglio il cristianesimo sta portando alla globalizzazione per difendere i più poveri, il ruolo che nella formazione e nel pensiero del Papa hanno avuto gli anni in cui è stato vescovo di Buenos Aires, le indicazioni per la Chiesa che vive nella metropoli milanese».

Slurp, slurp, slurpSlurp, slurp, slurpSlurp, slurp, slurpSlurp, slurp, slurpSlurp, slurp, slurpSlurp, slurp, slurpSlurp, slurp, slurpSlurp, slurp, slurp!!!!

Il Cardinale spera di rientrare nelle grazie pontificie, spera di tornare nel giro dopo che il suo rivale, Tarcisio, si è ritirato nella bicocca da 700 mq!

Non si sa mai, vero Eminenza??!

Con la lingua si possono riaprire fronti, staccandosi dal movimento, dalla Compagnia delle Opere, si può tornare eleggibile in un lontanissimo, spero di cuore, Conclave.

Slurp, slurp! 
Ma oltre la lingua vi sono milioni di cuori che battono per Francesco, chiedendo per lui tanti anni della sua meravigliosa opera che secca servili manifestazioni oramai di altri tempi, che annulla progetti di Prìncipi in sempre più palese difficoltà!

Adelante Francisco! 


Dal Futuro


Dialoghi


Filantropi


Filantropi. Filantropi della miglior specie, uomini e donne di potere preoccupati per gli eventuali tagli alla Sanità.
Politici apparentemente sensibili e preoccupati per la probabile riduzione di finanziamenti, per la nostra salute, per l'assistenza agli ammalati.
Rispettabili consiglieri regionali pronti a scendere in piazza per bloccare ogni ipotetico risparmio.
Commosso. 
Semplicemente commosso.

Ma non è oro tutto ciò che luccica. Anzi! In questo caso è solo merda.

Si, perché essi penano palesemente per il suddetto ambito, miglior luogo per razziare: la Sanità, terra di variegati Alì Babà, di bande Bassotti, pronti a tutto non appena intravedono un ospedale.

Medicinali, materiali ospedalieri, rifacimenti edili di reparti! Un fiume immenso di denaro, sicuro e certo, un gioco ignobile per affarismi, mercificazioni, che si riversa alla faccia di dove vi è dolore e fatica.

Insensibili a tutto i nostri capitani fingono dispiacere, celando appunto paure per queste ipotetiche riduzioni di spesa.

Ed intanto nella mia città ad esempio, continua il valzer dei reparti, in attesa del nuovo ospedale (Slurp!) con rifacimenti faraonici in luoghi che, parrebbe, tra non molto saranno completamente distrutti.

Pazzesco!

giovedì 11 settembre 2014

Ferri corti


La Giustizia ai Ferri corti. 
Se il Condannato avesse fatto quello che il suo figlioccio tosco sta facendo nel mondo oramai ex indipendente della giustizia, ci sarebbe stato un sollevamento popolare. 
La Giustizia ai Ferri, anzi a Ferri che da dentro il governo esegue gli ordini del Pregiudicato, sta ammorbando la fondamentale indipendenza della Magistratura. 
Un uomo di Governo quale Legnini diverrà vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura. Un personaggio come Violante entrerà in Corte Costituzionale a far compagnia al pluripensionato nonché braccio destro del defunto Cinghialone, il Topastro Amato. 

Bene fa Travaglio questa mattina a tentar di svegliare le coscienze.
Sempre più infatti credo sia giunto il momento di partir a difesa di questo sacro suolo, un tempo libero.