giovedì 7 agosto 2014

Indizi


Sob!


Mogio come dopo un dialogo con il Ministro Madia, ieri sera sono entrato in ascensore con il groppo in gola.
Mi sento responsabile di questo regresso, di questo scivolio verso baratri sconosciuti. Sono correo di questa frenata, di questo impasse, di questo impensabile stop alla nostra economia!
Non ho consumato a dovere, secondo i sacri parametri conservati a Berlino in camera di Herr Angela, pare sul comodino accanto alle sue letture preferite, una su tutte "Italianen accattonen" di W.B.J.K. Wurstel.

Si, lo confermo, non ho comprato un altro televisore, non sono andato in vacanza in qualche suite, non tanto per mancanza di fondi quanto per il rischio di incontrarvici Tronchetti Provera o El Kann. Non ho acquistato un nuovo cell, un pc, una stampante, delle scarpe, delle magliette alla moda, dei pantaloni.

Niente di tutto questo!
Sob!
Ho fermato il PIL, l'ho fatto retrocedere, ho dismesso i piani del Beato Renzi di Pontassieve e del suo sodale, il Gran Visir dei Puttanieri Pregiudicati, tra l'altro domani a Cesano Boscone per scontare la pena!

Sono un parassita, un attentatore al Sistema di Messer Capitale, un profittatore insulso di occasioni che altri, saggi ed onesti, lanciati nella nobile, sana e proficua corsa verso un consumismo sfrenato, mi donano.


Chiuso nella mia stanza, triste e senza cena medito sui miei misfatti, sulla mia ritrosia a raddoppiare i confort già in mio possesso, a frequentare Spa o tatuatori, circoli velici o località mondane, insomma a non collaborare in qualche maniera a riportare il PIL in progresso, consumando oltre misura perché facente parte di questo nobile sistema, non da me scelto, non da me voluto, non da me agognato, che sulle ali di un capitalismo per pochi donerà al popolo, non più sovrano, anni splendidamente vissuti da sudditi, seppur vacui ed inutili.

mercoledì 6 agosto 2014

A sto' punto...


Schettino docet!


Fraintendimenti


Ringraziamento




Ti devo ringraziare Destino, di cuore. A volte quando non risulto essere obnubilato dal Kaos della vita moderna (come diceva Calindri) ti chiamo con il tuo nome vero, Provvidenza. 
Ti ringrazio per avermi evitato nella mia vita di divenire un possibile frequentatore di quei luoghi ora al centro dei rotocalchi, dove vanno a trascorrere le cosiddette vacanze i diversamente umani che scambiano l'apparire con la vita stessa. 
Prendiamo un luogo quest'anno al cosiddetto top di mondanità: Ibiza. 
Si sono radunati pattumiere internazionali, centri di attrazione per tutto quello che un normodotato dovrebbe evitare per non finire nel vortice della notorietà: ragazzini che emettono suoni gutturali scambiati da idioti per note musicali ed ora messi a gestire capitali che cento condomini vedono nella loro vita, povere ragazzine travolte dallo squallore che per restare in cresta sono pronte a scendere tutte le scale infernali che sconquassando il debole cranio le modificano geneticamente rendendole schiave di lusso di questa povera mentalità generante vittime e larve sociali. 
Fiumi di cocaina, divertimento artefatto, mode innescanti traumi verso chi non riesce a cavalcarle, differenze sociali inaudite dettate da comparsate prive di talento, di arte, di profumo di bellezza e dettate dai "deus ex machina" signori del destino di queste povere vite, trascinate verso baratri impensabili e senza più ritorno. 
Il servizio media di questo mondo parallelo, spara notizie che sarebbero da cestinare ancor prima di essere scritte, assieme ai poveri giornalisti del nulla che le compongono, e cercano di spararci vacue informazioni sul povero giovane balzato alla cronaca perchè dotato di uno strimpellio di corde vocali decenti, intrattiene masse di ebeti ancora in fasce, che si picchia con un coetaneo tanto idiota da essere inviato su un'altra galassia se in questo mondo ancora trovasse spazio Ragione e Cultura. 
L'indossatrice di indumenti per idioti, ovvero dal costo allucinante e confezionata da furboni che, conoscendo la bovinità del genere umano, riesce a far tendenza lucrando ignominiosamente alle spalle dei suddetti che pur di entrare in possesso di queste creazioni del nulla sono disposti a vendersi corpo ed anima, già balzata agli onori delle cronache da barbiere per essere stata fotografata a pippare di gusto nei "distruggifici" mentali che oggi chiamiamo feste, che si fa fotografare in pose audaci con i suoi occhi stralunati, al fine di ricevere un ennesimo tagliando di notorietà, un pieno nel suo personale serbatoio, di vitale ed essenziale, per lei, auto sussistenza che le concederà altre giornate a cavallo del nulla, per correre nella tundra vuota della mercificazione attestante l'esistenza del Sistema Apparente, vero male moderno, vera chimera fuorviante idee e sistemi validi per una decente vita su questo pianeta.
Più che un luogo di festa sembra una convention di cerebrolesi, di incapaci ad affrontare la vita al fine di succhiarne il vero gusto, nascosto, purtroppo per pochi, essenza lieve e sottile come il rivolo di vento che passa quasi inosservato nelle giornate stantie di bonaccia, e racchiudente in sé il Bello, l'Appagante, il Solido, l'Inarrestabile, il Riempimento, il Gusto, il Tutto. 
Grazie Dadi per non avermi fatto scivolare sin là, per avermi concesso quella lontananza da cotanto ludibrio che mi permette ancora, oramai in tarda età, di continuare la Ricerca, di essere cosciente che più il segnale è piccolo, flebile, apparentemente inutile, futile, lì esiste la possibilità concreta di trovare la Mappa della Vita, il suo Senso comprendente l'accettazione di dolori e gioie, di disfatte e risalite, di corse e rallentamenti, di schiaffi e baci, di grida ed urla di soddisfazioni per il battito di una ciglia, per l'apertura di labbra svelanti incisivi e compagni dediti al sorriso, di baratri mai tanto immensi da non riuscire a riempire con la forza innata che abbiamo dentro dall'inizio di questo viaggio, dalla sicurezza scatenante paura, terrore, indecifrabile ritrosia verso ciò che non è buono, valido, soddisfacente il proprio ego. 
Grazie Destino per avermi sollevato da questo giogo oramai dilagante e padrone di molte teste, scatenante interessi e brame del niente, vero sovrano mondano, vera rovina di "io". 
A volte dicevo, quando l'onda mi riporta a galla, collimo queste sensazioni, queste certezze, questa miseria personale con la mano divina della Provvidenza. 
A volte, per la mia miserrima fede, ho la certezza che tutto nasca ed abbia il compimento attraverso la Libertà del Creatore. 
A volte. 
Resta la certezza delle parole, il senso di vitalità che alcune hanno ed avranno per sempre.
In cervice me ne riecheggiano da sempre alcune, frutto forse dell'Amore di chi pur avendone già novantanove nel recinto, viene a cercare quella che si è persa con la stessa voglia, misura, forza di sempre.  
Mi viene costantemente a cercare.
"Là dove è il tuo tesoro, sarà anche il tuo cuore".    

martedì 5 agosto 2014

Non sentite il borbottio?


Rintanati dentro le loro alcove, tra conti correnti e libretti di fatture intonse, i baroni della medicina, i professoroni avvinghiati a madama Mammona, hanno tremato, ondeggiando le loro lustre dentiere! 
Una norma, per fortuna loro, sparita avrebbe decretato il loro prepensionamento, il loro addio all'attività arrivati a 68 anni. 
Terrore nelle dorate ville, frutto di anni di lavoro, di accaparramento di denari in virtù della loro sagace, illuminata arte di guarire o in caso nefasto, accompagnare a miglior vita pazienti che in virtù di una regola oramai naturale, scritta nel dna, affidano ad essi la possibilità di fare qualche respiro in più, magari intubati, a fronte della bravura di questi arzilli vecchietti che, tra medicine costose ed ultimi ritrovati, curano pazientemente coloro che vengono visti più come bancomat che come esseri viventi.
Primari famosi e non, universitari dotti e sagaci per fortuna han visto sparire quella mortale norma che li avrebbe messi a riposo a 68 anni compiuti, impedendo loro di continuare i traffici con le multinazionali della salute, da tempo immemore impegnate a far alzare i sempre più stellari guadagni, a scapito della norma universale che vorrebbe una salute per tutti, un ricorso a farmaci equo e non in base al conto corrente. 
Soloni e signore possono tirar un sospiro di sollievo e continuare a far finta che le ricevute fiscali le debba emettere solo il lavandaio o il ristoratore, che la loro è una missione per conto di Dio e del destino, che la ricerca è destinata a tutti ma in particolare a chi può spendere centinaia di euro senza batter ciglio. 
Bloccando la scala generazionale, dall'alto della loro inarrivabile cultura scientifica, continueranno a salassare la plebe, a comportarsi come una rockstar del termometro, ad un divo richiesto ed adulato in nome di una medicina trasformata in magia, non permettendo alle giovani leve, ancora lontane dalle ribalde ideologie premianti in vacanze da sogno la prescrizione di questo o quel medicamento, di emergere e costringendole conseguentemente ad emigrare all'estero e continuando saldamente a far rimanere questo paese in un melmoso stagno affaristico, per ricchi e potenti, alla faccia dei molti impossibilitati ad ottenere benefici da quello che immeritatamente continuiamo a chiamare Stato.