martedì 5 agosto 2014

Direi proprio di no!


Quattromila insegnanti stanno sperimentando sulla loro pelle cosa significhi letteralmente "paese di merda". 
La loro pensione fu bloccata al tempo del Figlio dei Banchieri Monti. Infatti non riuscirono ad andarci perché il loro anno professionale va da settembre a giugno, mentre la riforma chiudeva il borsellino a dicembre.

Se fossero vissuti in una casa di campagna, si potrebbe semplificare così: la loro pensione spari perché fu messa inavvertitamente nel Fornero a legna! Passarono gli anni e ieri qualcuno gli ha detto che alzando la Madia, avrebbero trovato finalmente l'agognato premio alle loro fatiche. Ma purtroppo quella è una Madia farlocca, inconsistente, effimera ed inesperta! 

Non vi resta cari insegnanti di mangiarvi una caramellina per togliervi l'amaro dalla bocca e la consapevolezza di essere i veri testimoni della Verità celata dal regime: questo non è paese per gente per bene!

lunedì 4 agosto 2014

Teniamo Famiglia...


La Famiglia ha acquistato il 77% del Secolo XIX. 
Pensare che El Kann abbia fatto questa scelta solo per un fattore economico è pura follia. 
Dopo aver succhiato risorse italiche per decenni, dopo che alla minima riduzione di vendite la cassa integrazione diveniva riparo per i loro infiniti portafogli, dopo che abbiamo costruito loro immensi capannoni, Termini Imerese su tutti, dopo che hanno portato in Olanda la sede per non pagar tasse, cosa si deve pensare della Famiglia? 
Non influenzeranno la carta stampata genovese?
Non tenteranno di occultare eventuali loro malefatte?
Esiste ancora la stampa libera?
Cosa si deve leggere per poter avere un'opinione su fatti e disfatti?
Stampa, Secolo e Corriere in mano alla Famiglia. 
Media, Panorama e giornale comico chiamato il Giornale in mano al Pregiudicato. 
Nazione, Resto del Carlino e altri obbrobri al suocero di Casini. 
Repubblica, Espresso in mano a Sorgenia-De Benedetti-amico del Grullo.
Dove sei Libertà? 
Disdirrò l'abbonamento al Secolo oramai settennale. 
Guardando la faccia di El Kann, penso proprio che lo farò!
E mi concentrerò sull'unico quotidiano esente da infiltrazioni, il Fatto Quotidiano.

sabato 2 agosto 2014

12.418


12.418 giorni fa, 34 anni.
Una delle pagine più nere di questa nazione in mano a poteri occulti, a mafiosi annidati dentro apparati dello stato. 
Ancora senza giustizia, senza colpevoli. 
In un obbrobrioso rito tribale, anche oggi faranno finta di essere dispiaciuti, promettendo la Verità, che non sapremo mai.

Che almeno la vergogna ci sia compagna di viaggio di questo giorno triste, affinché possiamo tenere acceso un lume che onori le 85 vittime, sperando che si possa far luce su una delle tante stragi irrisolte italiche, quella del 2 agosto 1980 alla Stazione Centrale di Bologna.



Di tutto... di più!


Tutti i paesi civili già lo fanno. 
Il nostro che di civile ha ben poco, ancora no. 
Ma il Gubitosi-Dubbitosi, Direttore Generale Rai ha in serbo questo progetto, ovvero raggruppare tutte le testate giornalistiche del servizio pubblico sotto una sola mano, massimo due, presentando l'idea sotto forma di risparmio, cento milioni, che tanto piace alla povera gente come me. 

Già! Perché allora tentennare? 

Rai Uno e Due da una parte, Rai3, Rai News 24 e i Tg regionali dall'altra! Perfetto, vero? Si, sarebbe perfetto se si vivesse in un paese civile, dove chi possiede reti tv viene messo in sicurezza per non interferire nella vita politica. 

Da noi si sa: il proprietario del maggior network commerciale, riveste anche il ruolo di padre costituente e dopo aver rovinato un paese per vent'anni, mantenendo mignottone varie, colludendo con la malavita organizzata, sta attualmente scontando pena in quel di Cesano Boscone!

Aggiungendo a ciò che più si raggruppa l'informazione più la si controlla, il gioco è fatto!

D'altronde... è il Patto del Nazareno bellezza, giusto?
Waoo!

Per il nostro bene!



Questo post è il nr 1600! 

Lo dedico a loro, che pensano tanto al nostro paese, rimettendoci in salute e denari! 
Poveretti!



venerdì 1 agosto 2014

No speculari


Vien voglia di accostare la stessa parola, un "no" pronunciato dalla scimmia Cesare in "Apes Revolution il pianeta delle scimmie"  a quella detta da Marcel Marceau, famoso mimo scomparso nel 2007, ne "L'ultima follia di Mel Brooks". 
Non tanto perché uguale diniego, ma per il significato intrinseco.

Un mimo che parla in un film muto è un'originalissima trovata uscita dalla fantasia di Brooks che personalmente ringrazierò in eterno per il capolavoro Frankestein Junior messo in cima alle mie personali preferenze cinefile e che accosto al no di Cesare scimmia evoluta che non vuole violenza. Dinieghi direttamente accostabili in una visione che apre all'ideale necessario all'umanità per proseguire nella strada della vita: no alla violenza detta da una specie inferiore anche se in via di progressione mediante farmaci, no che violenta un film dove non si parla, detto da uno che nella professione mai aveva vibrato prima le proprie corde vocali, al fine di evidenziare che il silenzio parlante e la voce del muto sono in sintonia per legittimare un ritorno alla conciliazione, alla rappacificazione, in un contesto odierno di morte e sciagure, di rivalità e inutili tentativi di sopraffazione che solo un "no" detto in modalità dirompente, in versione squassante, in rottura con schemi, dietrologie, intrighi, accordi camuffati da falso e spergiuro pacifismo portato avanti da chi, vedasi americani o russi, costruisce e rifornisce paesi divenuti operatori di morte, vedasi israeliani o siriani, potrà riuscire ad essere efficace e servire al bene comune. 
Il "no" di Cesare che si sta evolvendo spacca la scena, come il principe dei mimi fece anni addietro, agevolandoci a cercare dei "no" innovativi, che travolgano questo pensiero oramai inconsapevolmente in letargo grazie ai sonniferi ad hoc dei media, un sommo diniego a questa mentalità intrisa di violenza, di invidia, di concorrenza che ci sta portando verso gli ultimi gradini delle specie evolute. 
Quali mammiferi infatti antepongono interessi personali legati all'ingordigia a scapito delle naturali e vitali richieste di aiuto per la sopravvivenza di simili come noi che ci riteniamo evoluti?
Qualcuno, anche se in un film, grida un "no" a tutto questo e pur essendo un primate, pur non essendo reale, pur essendo nato dalla fantasia umana, riesce a farsi sentire da noi evoluti, innescando riflessioni sulla vita. 
Il mimo, pur in un film comico, grida il "no" mettendo sotto il faro della ragione la chiara necessità di rompere il tradizionale silenzio, di smetterla di interpretare il ruolo di muti accondiscendenti ai quali nulla non piace, nulla pare essere irricevibile. 
Rompere gli schemi, gridare la positività dentro noi stessi, attraverso una negazione di schemi e osservanze scontate è unica strada per rimettere in marcia questa fragile e minata umanità.

Amarcord


Tanti anni fa l'editore de "Il Giornale della Toscana", "il Cittadino" di Siena e di "Metropoli", un periodico della valle del Chianti, affidava la distribuzione dei suoi giornali ad un amico di Rignano sull'Arno, tale Tiziano Renzi. 
L'editore, ex macellaio e prossimo a divenir banchiere col Credito Cooperativo Fiorentino, poi fallito avendo imprestato soldoni a sodali senza garanzia, tra cui ad un tale Marcello Dell'Utri attualmente in carcere a Parma per collusione con la mafia, era Denis Verdini che ai giorni nostri ha stretto un solidissimo patto col figliolo di Tiziano, Matteo per riformare il paese mediante un'alleanza segreta nei punti nodali, con il capo di Denis, un pregiudicato attualmente ai servizi sociali in quel di Cesano Boscone e proprio oggi di turno dentro il centro.

Italia, lì 01 agosto 2014 D.C.