martedì 8 luglio 2014

Tu sei Pietro...


Pietro dunque porta la barca verso il dolore della Penitenza rigeneratrice, verso l'uscita da un tunnel decennale costellato di squallidi personaggi che hanno infierito su giovani anime, deturpandole infamemente.

Pietro ascolta le grida, da decenni soffocate per la ragion patria di prìncipi fedeli a mammona, di coloro che, violentati nel corpo e nell'anima, hanno vissuto un Calvario ingiusto, mortificante, compromettente la loro stessa vita.
Pietro sa che il male non è scomparso, che si sta da qualche parte rinvigorendo e riorganizzando, che gli attacchi dei nascosti dentro le stanze dorate e mefitiche continueranno, che la lotta non è assolutamente terminata. 
Pietro però crede nella promessa del suo Signore. 
E tira dritto. 
Si, Pietro è la roccia su cui poggiare la fede, nella penitenza. 
E' il vaso dove raccogliere la cenere che cospargerà tutto, per ricostruire una rotta, per permettere a tutti noi di navigare verso i Cieli nuovi. 
Deve necessariamente passare da lì la barca di Pietro! 

Mentre le docce delle rilassanti Spa omosex sono ancora piene di monsignori, mentre porporati e non continuano ad adocchiare giovani virgulti, mentre i tradizionalisti stanno cercando alleati per sconfiggere quello che ai loro occhi insani pare essere un modernismo satanico, Pietro agisce esclusivamente sulle parole del suo Maestro, sulla granitica convinzione che il Male sarà sconfitto. 

Corroborato dall'incessante preghiera, sostenuto dal fievole vento che trasporta Colui che è Amore, Pietro ha deciso di affidare alla Provvidenza la Sposa, attraverso la sofferenza risanatrice, bagnandola dell'Acqua che purifica, scendendo dal piedistallo che credenze, riti oscuri l'avevano posta in un'altra dimensione. 

Pietro sa di essere il Servo dei Servi e non solo per dire. 
Opera in un mirabile e salvifico progetto che porterà gli orchi ad intravedere i massi e le corde, a gettare nel fuoco il bisso e le formule morte di morti che berciano alla Luna, al fine di nuovamente e degnamente adornare la Sposa per lo Sposo. 
Si, Pietro! Siamo al tuo fianco! 
E ti sosteniamo con la nostra misera e molto umana preghiera!
Grazie, Pietro! 

lunedì 7 luglio 2014

La Giornata del "Poof"


Oggi dovrebbe essere il giorno di chi ha cambiato radicalmente vita, impostazione, luoghi ed abitudini.

Ne fanno a centinaia di giornate mondiali (contro il fumo, il grasso, lo strutto, i fichi secchi, le allodole saracene) perché non creare la Giornata del "Poof"? 

Il 7 luglio del 1872 infatti Paul Verlaine, cosiddetto poeta maledetto e già intrigato sentimentalmente con Arthur Rimbaud, esce di casa dicendo alla moglie che sarebbe rientrato immediatamente, visto che scendeva per prenderle una tisana.

Rientrerà nella sua casa di rue Nicolet sei anni più tardi e soltanto per qualche minuto.

Rompono gli indugi, partono da Parigi, sterzano sulla loro vita, stravolgendola.
Poof!

venerdì 4 luglio 2014

Telemaco?


Assieme alla mia ignoranza crassa quanto l'adipe che coabita in me, sono andato a rileggermi la storia di Telemaco, tirato in ballo dal Grullo a Bruxelles nel corso del discorso fiera rionale, con tanto di palle, sbroccate e panzane, tenuto in occasione dell'inizio della guida italica dell'Europa.
Ed ho trovato degli spunti che spiegano in parte il persistere della sintonia amorevole che corre tra il Fiorentino ed il Pregiudicato Bitumato (a proposito! Oggi è a Cesano Boscone!)

Telemaco nacque secondo una versione, il giorno in cui il padre Ulisse partì assieme ad altri compagni per andare in guerra, praticamente il gruppo andò a Troia. 
E questo senza dubbio è il primo simbolismo che accosta il Faraone di Rignano sull'Arno al più grande consumatore, produttore, induttore di troie che il nostro paese abbia mai conosciuto; un Tappetto dedito alla mercificazione della donna, alla sua riduzione allo stato brado, alla mancanza di rispetto verso Colei che per sbarcare il lunario è stata indotta ad entrare nel mefitico harem arcoriano, dai tempi del Drive-in.

Telemaco durante il viaggio che lo porterà alla morte, incontra ... le Sirene ammaliatrici!
Che dire? Non esiste nessuno su questa terra che sia stato più ammaliatore del Nefasto Condannato!
Ha stordito una nazione intera per un ventennio, raccontando palle colossali, ingannando pensanti e non, ridicolizzando una civiltà, un popolo che prima del suo avvento era abbastanza considerato, mentre ora raccoglie noccioline e pistacchi lanciati per pietà da indispettite nazioni, di gran lunga avanti a noi in tutto. 
La Sirena Galeotta canta ancora per i suoi interessi e colui che sembra Vispo, Bello e Scaltro, casca ai suoi piedi, incontrandolo, facendoci accordi, riabilitandolo sul piano morale, costituzionale fino a trasformarlo in Padre della Patria permettendogli altresì di toccare, cambiare le regole del gioco, come se a Monopoli chi costruisse alberghi sulla stazione nord, venisse incaricato di gestire la cassa e le Probabilità. 

Ed infine il nome: Telemaco, Tele maco.
Da Tele si forma con .. Visione, il mezzo per cui e con cui il Ribaldo ha costruito la propria fortuna, l'impero del male che ha obnubilato milioni di menti, spento desideri di democrazia, annientato propositi e speranze di giovani ridotti a svendere l'anima per entrare al Billionaire o nei Casini Romani, sdoganati da una Chiesa Romana, per fortuna trasformata dall'Argentino, che per lustri dietro a quei cazzo di principi non negoziabili, ha appoggiato il Nano Malato di Sesso ricevendone in cambio mammona e bisso. 
In conclusione (si vede che sono in treno, vero?) caro Grullo che hai tirato fuori la Generazione Telemaco: stai attento a quello che va a Troie, canta meglio di una sirena e in ogni istante è pronto a farti il pelo per i suoi porci comodi.
Altro che Telemaco! 
Piacendo pure a Pier Silvio ed al suo gel, temiamo e rischiamo di sopportare per altri vent'anni il ritorno dell'Incantatore, questa volta in format fiorentino! Un sequel, nefasto e finale!
Ma noi che non ci siamo mai stati, noi non ci saremo! No, no, noi non ci saremo!

giovedì 3 luglio 2014

Riassunto


E' durata quasi due ore la riunione tra il Presidente del Consiglio e un non meglio precisato Pregiudicato. 

Renzi che aveva tra l'altro molti appuntamenti in agenda, ha trovato l'accordo su tutto. 
Quindi grazie a questo arzillo vecchietto Bitumato potremo avere una nuova legge elettorale, il Senato non più legiferante e che a detta dei suoi innovatori non ci costerà quasi più nulla. 

Che cosa avrà chiesto il Lestofante in cambio?
Sicuramente l'immunità per i senatori, perché altrimenti quelli della sua parte avrebbero seguito le sedute senatoriali attraverso la tv nelle stanze dove ci sono le sbarre. 

E poi?

Amnistia per le proprie marachelle? 
Vedremo! 

Particolare curioso: ad un certo punto il Fiorentino ha chiesto all'Ali Babà Arcoriano se si fosse potuto aggiornare l'incontro all'indomani, venerdì. 
Ma il Tappo pare abbia risposto: "No Matteo, domani non posso! Sono a Cesano Boscone!!"
E come diceva De Filippo: "Ho detto tutto!"