martedì 7 gennaio 2014

Post feste


Sensazioni post feste: indossato maglione con risultato di apparire come primo ballerino della Scala anni 80 caduto in disgrazia bulimica che rindossa abito di scena in memoria dei fastigi ricordi. Epifania! Portale tutte via!

Poesia per la Befana



La Befana finge lotte
non s'accorge delle botte
gli spariscono i Kazaki
e lei parla di fichi e cachi.
Rende l'italica diplomazia
flebile come una baria
ogni volta che parla 
per il mondo sembra ciarla.
La Befana porta doni
che a guardar bene son droni.
S'inebria per le missioni di pace
che sono invece atti da rapace. 
La Befana sembra mite
ma agevola il traffico di dinamite
del paese del Poverello
che delle armi fa cartello!

sabato 4 gennaio 2014

Che musica per le orecchie!


"Chi lavora con i giovani non può fermarsi a dire cose troppo ordinate e strutturate come un trattato, perché queste cose scivolano addosso ai ragazzi. C'è bisogno di un nuovo linguaggio, di un nuovo modo di dire le cose. Oggi Dio ci chiede questo: di uscire dal nido che ci contiene per essere inviati."

"Io non mi sentirei affatto inquieto ad andare in periferia: non sentitevi inquieti a rivolgervi a chiunque."

"La cultura odierna è molto più ricca e conflittuale di quella vissuta da noi, al nostro tempo, anni fa. 
La nostra cultura era più semplice e ordinata. Oggi l'inculturazione richiede un atteggiamento diverso. Ad esempio: non si risolvono i problemi semplicemente proibendo di fare questo o quello. Serve tanto dialogo, tanto confronto. Per evitare i problemi, in alcune case di formazione, i giovani stringono i denti, cercano di non commettere errori evidenti, di stare alle regole facendo molti sorrisi, in attesa che un giorno gli si dica "Bene hai finito al formazione". Questa è ipocrisia frutto di clericalismo, che è uno dei mali più terribili."

"Se il Seminario è troppo grande, bisogna dividerlo in comunità con formatori capaci di seguire davvero le persone. Il dialogo deve essere serio, senza paura, sincero. E bisogna considerare che il linguaggio dei giovani in formazione oggi è diverso da quello di chi li ha preceduti: viviamo un cambiamento d'epoca. 

La formazione è un opera artigianale, non poliziesca.

Dobbiamo formare il cuore. Altrimenti formiamo piccoli mostri. 
E poi questi mostri formano il popolo di Dio. Questo mi fa venire davvero la pelle d'oca."

"Bisogna sempre pensare ai fedeli, al popolo fedele di Dio. Bisogna formare persone che siano testimoni della resurrezione di Gesù. Il formatore deve pensare che la persona in formazione sarà chiamata a curare il popolo di Dio. Bisogna sempre pensare nel popolo di Dio, dentro di esso. 
Pensiamo a quei religiosi che hanno il cuore acido come l'aceto: non sono fatti per il popolo. Insomma: non dobbiamo formare amministratori, gestori, ma padri, fratelli, compagni di cammino."

Quanto sopra è un estratto del dialogo avvenuto tra Papa Francesco ed i Superiori Generali degli Ordini Religiosi avvenuto presso il Salesianum in Roma il 29 novembre 2013.

Che dire?

Pare un risveglio, un rialzarsi dopo anni bui, dopo diktat incomprensibili emanati da freddi uomini di Chiesa acidi come l'aceto. 
Il Pastore della Chiesa Universale, il Vescovo di Roma in questo dialogo riaccende la lanterna sopra il moggio, sparge nuovo sale per il sapore del fedele, annaffia ciò che era arido da decenni. 
Passi incredibili, parole vive che penetrano come lame dentro cuori resi freddi da lustri di discorsi vacui e vuoti, di comportamenti ed imposizioni primordiali incuranti i cambiamenti della società, dei giovani, delle aspettative e delle sirene che attraggono in spirali senza senso, innumerevoli giovani vite. 

La formazione è un'opera artigianale, non poliziesca. 

Ripeto questa frase ripensando ai tetri e bui anni in cui i seminari erano luoghi di divieti, di duri ammaestramenti, di severe proibizioni. Lo scansare le problematiche, il non affrontare la realtà ha spesso immesso tra il popolo acidi personaggi che trasmettevano solo la differenza di status, ovvero il salvo che ordina la strada al peccatore senza carità, freddamente, in un proibizionismo, in un recalcitrante rifiuto di qualsiasi modernità, in un'ottica scialba e allontanante cuori desiderosi di ascoltare la Novità.
Papa Francesco spalanca gli scuri chiusi di una Chiesa grottescamente rivolta alla durezza di una liturgia fredda e palesemente per pochi. 

Ricordo nell'esperienza personale di un piccolo tempo trascorso in seminario, la coltre di severità, associata all'inadeguatezza personale, di sorpresa nell'udire l'allora Vescovo descrivere come pericolo nei giovani il cosiddetto ballo della mattonella, mentre già a quei tempi alcuni adolescenti parlavano di preservativi e pillole anticoncezionali! 
Papa Francesco scuote e indica la vera via, quella della tenerezza, del dialogo, del confronto, del rendersi conto del fatto che ognuno sulla terra, compreso lui, è peccatore. 

Abbiamo vissuto nella mia diocesi, anni bui frutto di un Pastore, ora passato a grande diocesi, che instaurò un clima diffidente, tenebroso, punitivo, egocentrico, che ha allontanato centinaia di persone, che ha ristretto l'ovile a pochi eletti serventi e proni, senz'anima, senza talenti, senza obbiettivi. I danni li contiamo ancora oggi, anche se la banda genovese è stata finalmente spazzata via. 

Sono commosso nell'intimo di questo Vento Nuovo, di queste parole sino ad ora pronunciate sommessamente in stile carbonaro da chi voleva continuare a credere al Vangelo e non alle tristi normative di persone con problemi.

Sia lode a Dio per il Dono di Papa Francesco a questa umanità bisognosa di tenerezza eucaristica! 

Prosit!  

venerdì 3 gennaio 2014

Gaudium Magnum



Era così sicuro di contare sempre più, attraverso la certa salita al soglio petrino del card Scola, ovvero l'amico del Formiga e dell'intrallazzante mondo ciellino nonché l'insegnante di morale anni addietro del Nano Condannato, che mons Crociata pubblicò pochi minuti dopo "l'habemus Papa" il testo sopra riportato, ove la Chiesa Italiana si congratulava con il nuovo Papa... che non era quello vero!!!!  


Povero Mons. Crociata! 
La mano provvidenziale di Francesco l'ha tolto dall'importantissima carica di segretario CEI, spedendolo a Latina, diocesi che prima di tutto non gli dona la possibilità di divenire cardinale al prossimo Concistoro e che gli permetterà però di ravvedersi circa la sua linea pastorale, incentrata sull'egocentrismo italico di ruiniana e bertoniana memoria, squallidamente interpretata per decenni da questi purpurei serventi l'allora potere puttanesco, quello del Condannato che in cambio di soldi e privilegi, ricevette in cambio dalla gerarchia cattolica italica, lo sdoganamento della sua politica affaristica ed agli antipodi con il cristianesimo, vedasi ad esempio la legge Bossi-Fini.

Al suo posto il Papa della Provvidenza ha nominato Mons. Nunzio Galantino, vescovo di una delle diocesi più piccole d'Italia, quella di Cassano allo Jonio. 
Mons Galantino si fa chiamare don Nunzio da tutti e per scelta non abita nel palazzo vescovile ma nel seminario assieme ai giovani che aspirano a divenire sacerdoti. 
E' uomo di Dio, preparato e ben cosciente di come un Pastore debba curare il proprio ovile senza lussi né bissi, senza sfarzi né ori, ma essenzialmente con l'esempio.

A don Nunzio il compito di snellire la Chiesa Italiana, riducendone il numero di diocesi e soprattutto preparando il terreno affinché la nomina del Presidente CEI avvenga per votazione interna tra tutti i vescovi e non su designazione papale, unico caso nel mondo. 

Già il Presidente CEI... quello attuale, ovvero Madamina Bagnasco sembra comportarsi come un pesce in un acquario collocato vicino alla padella fumigante! 
Sta facendo discorsi impensabili sino a qualche anno fa, parlando addirittura di carità e di solidarietà verso il prossimo, criticando questa classe politica stantia ed immobile, facendo quasi credere a tutti che in tempi passati vi fosse un altra persona a capo della Conferenza Episcopale Italiana e non lui, il delfino prescelto da "Testa a pera" Ruini di orripilante memoria. 
Madamina ha le ore contate, per fortuna! Attorno a sé inizia ad avere persone che pare credano a quello che dicono. 

Personalmente riservo quotidianamente uno spazio nel mio cuore di ringraziamento, sotto forma di Magnificat cantato in gregoriano, al Signore per il dono fattoci nella persona di Papa Francesco. 

E coltivo un altro sogno nel cassetto: che a "Mister Settebagni lagunare" possa sfuggire la tanto amata veste paonazza.
Se avvenisse anche questo, oltre al Magnificat prometto quotidianamente il canto del Salterio intero!!! 


Volano sempre


A chi pensa che delle centinaia di miliardi che il malaffare in Italia incassa annualmente tra droga, prostituzione ed azzardo, una buona percentuale non finisca nelle mani luride del mondo politico, suggerisco di continuare a guardare in alto, nel cielo, perché prima o poi un asino passerà!

Quello che non tornava era come quell'enorme massa di denaro sanguinante potesse essere ripulita, visto che la madre di tutte le lavatrici, al secolo IOR, è in fase di ritorno alla legalità, per opera del Dono più grande del Cielo, Papa Francesco (tutte le volte che penso ai delitti commessi dalla Banca Vaticana nel corso degli anni passati, mi do un pizzicotto sperando di risvegliarmi da un incubo). 

Orbene: siccome le attività malavitose organizzate, che sono la prima industria del paese per giro di moneta, sicuramente non si sono fermate, occorre individuare la nuova lavatrice. Gioco da ragazzi: Slot Machines! Protette dal potere politico, che ha condonato loro una multa di 98 miliardi, si avete letto bene 98 miliardi quando a noi ci rompono i coglioni se si dimentica di pagare pochi spiccioli, ridotta a poche centinaia di milioni che sono bazzecole in confronto all'immane giro di soldi, le mangiasoldi sono la principale porta per trasformare il laido incasso in denaro contante. Il Secolo XIX di oggi spiega come. Un'ultima cosuccia: la legge di stabilità permette di installarne altre 7000 per un totale di 57.000. 
Nel resto del mondo sono 160.000. 
Dimenticavo: buon anno!

Mònit


Non volevo ascoltare il Messaggio di Mònit dell'ultimo dell'anno, perché spero si dimetta. Poi però, siccome ho imparato a memoria una delle leggi pilastro della democrazia, che recita:" quando sei in difficoltà fai esattamente l'opposto di quello che ti suggeriscono Gasparri e Brunetta", l'ho ascoltato. 
Ha recitato bene, nulla da dire. 
Encomiabilmente non ha mai nominato il Condannato Porco. 
Peccato però che, essendo in politica dal 1953, non abbia ancora compreso che l'esempio vale più di cento moniti! 

Quando ad esempio ha chiesto per l'ennesima volta sacrifici, non avrebbe potuto informarci della sua personale rinuncia ai suoi emolumenti da destinarsi a chi è in difficoltà? 
Invece... solo vacui e vuoti moniti e nulla piú...

martedì 31 dicembre 2013

Primi messaggi


Stanno arrivando i primi messaggi augurali dei Capi di Stato.

Ecco il link dove potete gustarvi quello del ...

Granducato di Oltremare. Cliccate qui sotto:

Messaggio di fine anno del Granduca

Buona Visione e soprattutto BUON 2014!!!