martedì 15 ottobre 2013

Din Don, Din Don!!!



 Oggi è proprio un gran giorno: l'Esimio Dottore Tarcisio Bertone, che tra l'altro è anche cardinale, dopo anni di scorribande al limite della legalità, dopo aver condotto una politica infausta a supporto di un condannato, dopo aver taciuto le nefandezze di un sistema politico all'antitesi del Vangelo, libro che a giudicare dalle opere non credo abbia letto con dedicato approfondimento, dopo aver contribuito e continuato a fare dello IOR la spelonca diabolica nonché lavatrice per tutti i pii desiderosi fedeli, speranzosi di rigenerare la sporca moneta in un nuovo soldo dal sapore cattolico, dopo aver imposto metodi ed azioni irriguardosi al dettato cattolico, oggi appunto questo commercialista che sta alla cura pastorale delle anime come la Garnero a Marie Curie, lascia finalmente la Segreteria di Stato per essere accolto in un (non ancora del tutto) anonimato alla generosa (per lui) età di 79 anni.

Al successore Mons. Parolin servirà ben poco per far meglio del predecessore.

Suonino dunque le campane per far festa per questa grande rimozione che prelude a cieli e terra nuova, finalmente ripuliti!

Prosit!  

lunedì 14 ottobre 2013

Aria pulita cercasi



 Si aerino le stanze delle case della capitale, si scuotano le coscienze e le giacche delle persone per bene per la presenza scomoda ed insana del cadavere di un nazista impenitente il cui nome non pronunceremo per mancargli volutamente di rispetto. 

Si faccia festa martedi giorno in cui il boia tenterà di farsi umano alla ricerca di un commiato che non gli appartiene. Si brindi in piazza e nelle vie in festa per la scomparsa di un bubbone pestilenziale che purtroppo calamiterà nella capitale poveri inetti, idioti senza confine che tenteranno di onorare questo ignobile, questa vergogna umana che ricorda ideologie che debbono scomparire per sempre dalla faccia della terra in quanto virus pericolosissime. 

Prometto di stappare il brut migliore che ho in casa per festeggiare la partenza di questo bastardo con destinazione inferi più profondi, sperando che possa rimanere qualche ora con quelle 335 persone a cui ha tolto la vita! 
E vaffanculo a tutti quelli come lui!

Ma quanti bei coglioni madama dorè



Roberto Bussinello è nell'organismo di vigilanza di Agms, l'azienda pubblica dell'energia della città di Verona. Ex leader di Forza Nuova ieri ha scritto su Facebook un elogio al bastardo nazista crepato a Roma. Parole indegne che ne dovrebbero decretare non solo l'espulsione dall'Agms ma anche dalla società civile. 

Un'altra testa di cazzo che è anche presidente della provincia di Salerno, tale Antonio Iannone paragona il nazista a Che Guevara dicendo che il Che è stato un macellaio peggiore del finalmente defunto assassino tedesco! 

A parer mio occorrerebbe organizzare un treno speciale ove far salire, oltre alla salma dannata, tutti coloro che in queste ore solidarizzano con i parenti del boia, compreso i giovani che sui social inneggiano al nazismo non avendolo mai conosciuto e non sapendo che per il loro Q.I. tendente allo zero, sarebbero stati anche loro graditi ospiti dei diabolici lager tedeschi che hanno soppresso milioni di persone in nome di ideologie che devono scomparire, anche con la forza, dal mondo civile.

Un bel treno dunque con destinazione sconosciuta che partirebbe senza alcun rimpianto e con tanto sollievo da parte di tutti, parenti sani di mente compresi.


Fiaba di mezza sera



C'era una volta, e c'è ancora, un signore di nome Edoardo. Ricevette tanti anni fa, quasi cinquanta, l'incarico di ricostruire una città dopo la grande guerra. Edoardo si mise subito al lavoro e a quei tempi non gli fu difficile farsi amici i politici di quella zona e costruire di tutto, ma proprio tutto e divenire in breve un ricchissimo uomo di affari.

Edoardo sapeva che prima di tutto per eccellere nel malaffare occorre avere la stampa amica: compra giornali locali che iniziano ad incensare lui e i suoi amici. Prendeva appalti pubblici, si faceva anticipare gli importi fino al 75% e prendeva dallo stato tassi d'interesse altissimi per cui l'importo dei lavori lievitava in maniera incredibile, sino a raddoppiare. Edoardo vinceva appalti a prezzi anche cinque volte più alti di quelli dell'Anas. Ma vinceva sempre. Riusciva ad avere tempi di consegna dilatati, iper dilatati, anche decine di anni senza pagare penali. Edoardo era un rullo compressore di un'Italia già votata al brigantaggio, e lui essendo amico dei grandi nomi della Balena Bianca, eccelleva in questa azione malefica.

Ma ad un certo punto la macchina s'inceppò e per Edoardo iniziò il declino.
Fu condannato a 10 anni per corruzione e truffa allo stato, ridotti a 3 anni e spiccioli in appello ed in attesa ancora oggi della sentenza definitiva della Cassazione. Nel frattempo Edoardo si è fidanzato con la nipote di sua moglie e lo Stato gli girò le spalle facendogli perdere tutto, denari ed appalti, compresi quelli già iniziati.

Ma Edoardo non si rassegnò: chiese allo stato 2000 miliardi di lire come indennizzo per aver perso i lavori assegnatigli da tecnici e politici competenti e soprattutto amici.

Lo Stato fece finire ad altri i lavori tolti ad Edoardo e si accorse che il costo alla fine fu un quinto di quello che aveva preventivato il nostro "eroe".
Nel 2006 un magistrato, poi passato alla politica dal cognome Di Pietro, decise che per risolvere la matassa intricata tra lo Stato ed Edoardo invece di chiedere la competenza di un tribunale, occorresse incaricare tre esperti per risolvere appunto l'arbitrato.

Le persone scelte furono le solite, abituate a dirimere matasse di amici e che in seguito si scoprì anche loro dedite alla coltivazione delle amicizie floride.
Per l'infausto lavoro i tre esperti decisero di presentare un conto allo stato di 12 milioni di euro. Ed alla fine emisero la sentenza!

Risultato: ad Edoardo lo stato dovrà pagare .. 1,5 miliardi di euro a titolo di rimborso per il blocco delle concessioni post belliche.

Manca solo un piccolo e quasi insignificante passaggio dopodiché ad Edoardo Longarini classe 1931 ras dell'Adriatica Costruzioni, lo Stato pagherà 1,5 miliardi di euro! E vissero tutti (Edoardo) felici e contenti.

(Fonte: Il Fatto Quotidiano del 9 ottobre 2013.)

Buona serata! Sigh!

sabato 12 ottobre 2013

Ti mette le ali


Scendi-Letta sta provando a salvare Alitalia, secondo il metodo canonico italico: prima di tutto salvare i crediti delle banche, dopo tutto il resto compreso i dipendenti che alla fine, come da copione pagheranno per tutti. 
La trama è dunque sempre la solita: cinque anni fa il condannato sfoderando uno dei suoi colpi magistrali, al grido di viva l'Italia consegnò la compagnia di bandiera a dei finti patrioti, assetati di moneta e risorse, non prima di aver creato a doc una società ove, sulla falsariga di un pozzo nero, posizionare tutti i debiti di Alitalia, quattro miliardi. Dopo l'intervallo di questo film già visto, nel secondo tempo i debiti furono ripianati dagli allocchi nazionali, quelli che poveretti arrivano addirittura a pagare le tasse, e la nuova società linda e intonsa è stata rapinata al solito da quelli che chiamiamo capitalisti i quali misero al comando dell'azienda, sorci immondi che, pagati fior di milioni, hanno diretto in modo scandaloso quella che dovrebbe essere la compagnia di bandiera, foraggiando i soliti amici politici, non facendo nessuna strategia di mercato atta almeno a cercare un pareggio annuale, e concedendo qualunque cosa a chiunque in nome del classico bagordo italico, vedi ferrovie, municipalizzate etc.

Ed oggi siccome non vi sono più soldi neanche per il carburante, ecco il Nipote che confezione una soluzione già ... Letta!

Occorrono 300 milioni per sopravvivere: bene! 75 milioni li mette sul tavolo Poste Italiane! Clap, clap, clap!

Dove li prende 75 milioni Poste Italiane? 
Ma dai!!! Dai conti correnti degli allocchi, no?! Che mirabile manovra! E via con un ennesimo giro di valzer! Il nuovo debito verrà rigettato dentro un nuovo pozzo nero e la società ripulita e sana sarà venduta ai francesi o a qualche nuovo brigante in cravatta, il debito delle banche preservato, ripagato dai soliti babbani, tra cui lo scrivente, ed avanti con nuove manovre di mercato utili solo a chi vuol depredare! 

Si vuole evitare di dare Alitalia ai francesi non per patriottismo, ma solo perché i francesi se sbarcassero a Roma, licenzierebbero almeno un 20% del personale, visto che Alitalia è il solito contenitore di fedeltà elettorali e di amici degli amici. 

L'unico dubbio di Poste Italiane è di carattere tecnico, visto che i 75 milioni sono nostri: dove mettere il francobollo sull'aereo per la spedizione del velivolo in ..air mail ? 
Consiglio a Letta per il prossimo salvataggio di Alitalia di cercare una novità ... che so... Red Bull!
Quella che ti mette le ali!

giovedì 10 ottobre 2013

Ma guarda un po'....


... mumble mumble...

clicca qui! Siamo alle solite!!

La mazza sulle palle


Perchè?

Mi chiedo perché il Movimento 5 Stelle debba farsi del male alla maniera di Tafazzi.

Hanno rifiutato 46 milioni di euro di finanziamento, sono stati isolati dalla casta nel peggiore dei modi quale segno indiscutibile che il loro fare politica è diverso dagli altri.

Hanno idee solari, potrebbero veramente aumentare il consenso alle prossime elezioni e cosa succede?

Che il Grillo Casaleggio prenda le distanze da due senatori che hanno votato per l'abrogazione dell'infame norma che criminalizza il reato di clandestinità.

Perché? 

Quale norma migliore di questa esiste in un panorama umano? 

Perché negare la fuga a chi è schiavizzato, torturato, spaventato da dittature indegne della nostra razza? 

Perché?

Sia chiaro: è l'Europa che si deve caricare questo fardello di disperati, non Lampedusa nè i centri razziali istituiti dalla legge abominevole che prende il nome da un fascista per fortuna sparito ed un cerebroleso che si crede Unno! 

Ma non far propria l'elementare apertura ad un mondo schiacciato da una disparità ignobile, è come schiacciarsi le palle dentro un cassetto.

Può essere che non interessi a nessuno di loro salire sulla tolda di comando, rimanendo in una posizione di critica esasperata ed idiota, per continuare da un lato lontano a pontificare arrivando però tra non molto...a parlare solo alle cicale.