Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
sabato 27 ottobre 2012
venerdì 26 ottobre 2012
mercoledì 24 ottobre 2012
Amarcord
Da sempre antijuventino, voglio mettere nel mio blog un pezzo che feci nel luglio del 2006 quando la Juventus scese in serie B.
La voglio pubblicare perché credo sia un bel lavoro.
Va collocata temporalmente: anno 2006, l'anno in cui vincemmo i Mondiali.
La Juventus come detto retrocedeva per lo scandalo di Moggi e soci.
L'anno prima aveva vinto il campionato (poi levatogli dalla giustizia sportiva) con Capello in panchina. C'erano nella squadra oltre a Del Piero, anche Cannavaro, Zambrotta ed Ibrahimovic.
Al tempo erano già stati compilati i calendari della serie B e la Juventus debuttava nella serie cadetta affrontando il Rimini.
Ecco la poesia
Il minatore
Questa è la storia di
un minatore
che toglieva carbone
a tutte le ore
lavorava in miniera
ed aveva solo una
passione vera!
Tifava juventus in
modo scalmanato
tanto che nessuno lo
aveva mai emulato.
Era maggio del
duemilasei
e dopo aver mangiato
polenta e osei
festeggiò con un urlo
i 29 camei
che la sua squadra
avea conquistato
ma che per gli altri
invece aveva ladrato.
Scudetto disse con
gioia e fremore
mentre prendea
l'ascensore
che lo portava nel
ventre della montagna
portandosi con se
solo un giornale e la lasagna!
Ma la sorte si sa è
brutta e troia!
In quella lurida
nottataccia boia,
la caverna venne giù
e lui ahimè non ci
vide più!
"Cosa è stato?
Una frana
porca
puttana!!!"
Sono fregato e
sepolto vivo!
Non vedrò più il sole
e neanche l'ulivo!"
Il povero e triste
minatore
pensava di aver
contate le ore!
Ma il destino tante
volte riserva
solo per pochi la
fortuna in conserva!
Aveva con se le
lasagne
e per dissetarsi vide
l'acqua nelle stagne.
Intanto nella valle
ove c'erano pure gli orsi
scattarono subito i
soccorsi
ma i più capirono che
molte ore
sarebbero servite per
trovare il minatore.
E lui nella pancia
della terra
avea caldo come in
serra
e l'unico pensiero
che lo risollevava
era l'amore per la
sua squadra!
“Appena mi tirano
fuori da stò tormento
vado a Torino a far
l'abbonamento.
Il prossimo anno
oltre alla terza stella
voglio anche la Coppa più bella!”
Con Zambrotta, Ibra e
Cannavaro
lotteremo come un
giaguaro
e faremo il culo a
tutti
e Luciano sconfiggerà
i farabutti!
Quelli che continuano
a dir che noi rubiamo
che con le macchine
l'arbitro turbiamo
quelli che ci danno
dei ladri
e quelli che
ingiuriano sui nostri padri!
Noi siam puliti come
la neve
e vinciamo sempre con
le nostre leve
e siamo onesti lindi
e corretti
perchè il Moggi
sconfigge gli inetti!
Ed il tempo passava
e lui sapeva che il
mondiale incalzava.
Triste pensò che
avrebbe perso le partite
e per quel danno li
venne la pancreatite!
"Ma in fondo
così non dovrò penare
a vedere il Brasile
furoreggiare!
L'Italia non vincerà
sicuro
e ahimè i miei
campioni bianconeri soffriranno duro!"
Cosi il poveretto
pensava
e con agosto l'ansia
aumentava!
"Porca miseria
se fossi all'aria aperta stato
non mi sarei perso il
ritiro precampionato!"
"Avran già fatti
i calendari!
Con chi inizieremo a
veleggiar nei mari?
Con la Lazio o la Fiorentina ?
Non importa tanto
sarà una passeggiatina!
Vinceremo nuovamente
il tricolore
e sarò in corteo per
tante ore!
La terza stella
acquisiremo
e tutti gli altri
consoleremo!"
E venne il giorno del
salvamento
quando gli amici lo
portarono su per il mento!
Urlava dalla gioia e
cantava a squarciagole
quando scorse
finalmente il sole!
Abbracci, canti,
risate
pollo, vino ed
insalate!
Ma il gelo calò
quando verso sera
chiese lumi sulla
squadra bianconera!
Vide occhi bassi e
gelo intorno
e lui pensò "
Del Piero è andato al Livorno!"
Chiese ancora, molto
accigliato
e domandò chi si era
squagliato.
Nessuno potè dirgli
ancora la triste verità
ed iniziarono a
prepararlo per pietà!
Vedi dissero nella
vita ci sono tante cose belle,
la gnocca, la pasta e
le stelle
ed è sciocco soffrire
per il pallone
quando è delizia
stare sotto il solleone.
Ti devi fare una
ragione
e pensare che grosso
sia il magone!
"Abbiamo ceduto
Buffon!"
Urlò come un capron!
Ma vide sempre gli
occhi per terra
e pensò che Capello
fosse andato in Inghilterra!
Scorse in un angolo
una copia della Gazza
con la foto di
Cannavaro con l'uomo Bazza
e capì che il dolore
disumano
fosse quello di aver
perso il capitano!
Ma la gente non andò
in fondo
e disse solo
"c'è del peggio al mondo!".
E lui piangendo urlò
"ditemi la verità se no esco pazzo
che non ci sto
capendo un cazzo!"
Gli amici gli dissero
"qui dentro in questa cesta quadra
c'è il nome della
prima squadra
che la Juve incontrerà impreparata
nella prossima prima
giornata!"
E lui apri il cesto
di vimini
e lesse interdetto
"Rimini!"
“Sono molto
meravigliato
il Rimini ha fatto un
sorpasso esagerato!”
Non è così quasi
piansero in coro
non è che la rimonta
l'han fatta loro!
E' che senza sconti
lasciando tutti lì
siete piombati ... in
serie B!!!
L'urlo fu straziante
e prolungato
come quando l'orso
vien stanato!
Pianse amaramente e a
più non posso
e pensava che fosse
meglio entrar nel fosso!
La morale della storia
non veritiera
è che è meglio vivere
al buio in miniera
che con coraggio oggi
più di ieri
tifare in B per i
bianconeri!
martedì 23 ottobre 2012
Cimelio ritrovato!
La mia lotta con il cibo è decennale. Una lotta senza quartieri fatta di alti e bassi, di cadute... di ricadute....
E guardando nel ripostiglio cosa ho trovato?
Una poesia, di dolore scritta il 28 dicembre 1994!
L'ho riportata alla luce, scannarizzata e trasformata in word .. e ve la propongo. L'ho lasciata così come la scrissi nel 1994.
Noterete come sia pregna di dolore, di nostalgia. Se ben mi ricordo con l'inizio del 1995 mi mettevo a dieta stretta! Pesavo circa 115 Kg e l'addio al Cibo (quello vero) era stato per me tragico!
Da allora sono sceso e risalito ... come in altalena....
ADDIO
di Mauro Sciamanna
Nel mezzo del cammin di mia vita
mi ritrovai col problema
di dover dimagrir d'acchita
e sulla bilancia lanciar l'anatema;
ebbi perciò occasione grande
di vedermi a quattr'occhi
da solo in mutande
e colpito decisi di mangiar solo finocchi.
Lo sgomento m'assalì
vedendo correre l'atleta Antibo;
fu allora che capii
di aver dato troppo peso al cibo.
Perciò mi ritrovo
solo e disperato
con sul piatto un rovo
e con il mesto ricordo di un gelato.
Ecco perche ho pensato
di affidarmi alla Musa della rima
per far cader nell'oblio lo stufato
per dimenticar la nobilissima cima.
Addio, addio lussureggianti antipasti
preludio di una immensa gioia
sì che i gastrici liquidi vi accogliean coi fasti
tanto solenni da ricever con gaio anche la soia.
Addio carciofini teneri ed oliosi,
olive candide e brunite,
salmone acciuffato nei marosi,
acciughette smilze e inviperite.
Addio, addio primi piatti
aurora tiepida e maestosa
di un pranzo che rendea un'allegria da matti,
e facea dell'esofago la certosa.
Addio ravioli, cuscini per un sogno culinario,
addio tortellini, bacio della dea Palato
addio tortellini, bacio della dea Palato
festa e danza per le papille, che facean lo straordinario
pronte a ospitar altro salato;
addio trenette al pesto e spaghetti al sugo,
così attraente e accattivante;
per voi sarei disposto a chiamarmi Ugo,
e a diventar pallon gonfiante.
Addio secondi piatti e affini
sole alto di un incontro d'amore,
addio melanzane e cotechini
masticati con tremore;
quando vi rivedrò e incontrerò,
condannato a scansarvi con paura,
ma certo che non mi ravvederò;
ci rivedremo nuovamente nella più placida calura.
Addio salamini soli e condannati.
addio olii inebrianti e sfuggenti,
addio zucchini e funghi impanati
cembali squillanti per i denti.
Addio formaggette splendide e cangianti
addio caciucchi e timballi favolosi,
addio vini inebrianti
addio mascarpone, sire dei golosi.
Addio, addio dolce sapore
tramonto di un abbraccio di gioia
addio soave incantatore
uovo che nascondi la sorpresa come il cavallo di Troia.
Addio buccellati e millefoglie,
pasticcini e bomboloni,
oasi benefiche che vivete sulle soglie
delle muse e dei cannoni,
pronte a sparar bellezza
ai recettori che trasformavan tale sensazione
con mirabile prontezza
in effluvio fragrante di culinaria commozione.
Addio, addio a tutti voi
compagni di viaggi estasianti
vissuti con la certezza del poi,
già tracimanti di mesti rimpianti.
Addio, addio ristoranti e pizzerie
alcove di amori galattici,
addio liquori e sangrie
finali e appassionanti mantici.
Addio cuochi e camerieri
addio tavole imbandite;
rimarrete nei miei pensieri
ma diverrete foto scolorite.
Addio a voi tutti
vado a ripristinarmi;
non sentirete più i miei rutti
non guarderete più la pancia mia grattarmi.
Solo con il mio nuovo cibo starò
uno straniero per le mie mascelle,
un intruso che malvolentieri incontrerò
e che me ne farà veder delle belle!
Eccomi a voi risi bianchi
e grammi contati!
eccomi qui con già i pensieri stanchi
ansioso di riveder i miei gelati.
Vi debbo incontrar per colpa di messer Colesterolo
vi debbo veder per causa di codesto signore
sempre nascosto dietro le carni al barolo
sempre in agguato dentro ad un semifreddo alle more.
E' lui il nemico folle
28/12/1994
è lui che ostacola il rapporto
tra me e le pastafrolle
tra me e lo spiedino contorto.
Vorrei dirgli e non lo nego
che la lotta sarà dura
ma di certo non mi piego
anche se trangugiar devo verdura.
Sono certo che un bel dì
siederò di nuovo a mensa
e tra un carciofo ed un supplì
gusterò di nuovo tanta salsa.
Addio quindi ma momentaneo
state certi tornerò
e sarà una festa senza neo
ove cento bottiglie stapperò.
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