sabato 4 ottobre 2025

Quasi quasi nel 2026 vado al Meeting....

 


Bergamo, le “Opere” di Cl: il Pnrr speso in ville e lusso
DI NICOLA BORZI E THOMAS MACKINSON
Le “opere di carità” della formazione professionale hanno incassato per anni soldi dalla Regione Lombardia e 40 milioni di Pnrr dal 2023, record in Italia per un solo istituto. Fondi destinati a corsi e laboratori, finiti invece nel vortice di Daniele Nembrini, imprenditore vicino a Comunione e Liberazione e alla Curia di Bergamo, da luglio 2024 indagato con altre 11 persone per vari reati. Dietro la facciata di Fondazioni dedicate alla formazione professionale, tra le quali Ikaros e Jobs Academy, quest’ultimo fino al 2023 il più grande Its d’Italia (si vantava di avere 2 mila diplomati l’anno e un tasso di occupazione del 96%), per gli inquirenti si celava un sistema di scatole societarie e conti offshore. Secondo la Procura di Bergamo, negli anni Nembrini e altri indagati hanno costruito una rete di 70 società tra Italia, Lettonia e Lussemburgo, con conti a Dubai, Panama e in Albania. Un labirinto usato per drenare fondi pubblici e comprare per sé amici e familiari immobili per 5 milioni, pacchetti di azioni di Banca del Fucino, ottenere ingenti mutui.
Il meccanismo era collaudato: sotto il cappello di una “casa madre”, tramite società di coordinamento e controllo, venivano istituite fondazioni che ricevevano soldi pubblici, affiancate da cooperative “gemelle” che assumevano il personale e fatturavano alle stesse fondazioni, poi società immobiliari compravano gli edifici da adibire a scuole coi fondi del Pnrr e li riaffittavano alle fondazioni, mentre le aule però restavano chiuse. Nel mezzo, fioccavano consulenze fittizie a Srl detenute dai familiari e prestanome di Nembrini, con un travaso di migliaia di euro al giorno usati per pagare mutui, ristrutturazioni di edifici personali e un elevatissimo tenore di vita. Nelle segnalazioni alla Banca d’Italia le banche parlano di “vasi comunicanti”: per far scomparire la liquidità si usavano caroselli di prestiti infruttiferi tra una ventina di Fondazioni e altri enti che fanno capo all’imprenditore, che Nembrini definiva “Opere” e delle quali si faceva indicare quale “fondatore”. Tutte erano da lui controllate sino al 2024 tramite la Fondazione San Michele Arcangelo. Con lui hanno collaborato Julián Carrón, già presidente della Fraternità di Cl, il fratello Eugenio, sacerdote di Cl, non indagati, e a molti l’imprenditore ha spesso citato Formigoni come “suo maestro”. Nella cornice ecclesiale compariva don Lucio Carminati, ex delegato vescovile di Bergamo per i beni economici, che sedeva in alcuni cda; la Curia lombarda per anni ha erogato a Nembrini fideiussioni bancarie e concesso in uso il monastero di San Paolo d’Argon come sede per l’Its; poi messe negli uffici della Fondazione San Michele e ad agosto 2024, a indagini già in corso, perfino un collegamento video con il cardinale Zuppi. In politica Nembrini era trasversale: uomo di destra ma in consolidati rapporti col centrosinistra, si affidava all’avvocato Sergio Gandi, vicesindaco e assessore alla sicurezza di Bergamo. Relazioni che hanno blindato Nembrini per anni, mentre le ispezioni della Regione Lombardia si chiudevano con inviti a regolarizzare mai rispettati.
Così, mentre predicava di aver firmato un “testamento di povertà”, Nembrini viveva da milionario: girava con autista su una Bmw i7 da 130 mila euro, possedeva una villa a Cenate costata 1,5 milioni e 800 mila euro di ristrutturazioni, insieme a familiari e amici fruiva di proprietà in Sardegna, sul Garda, in Francia, affittava yacht, pagava vacanze di lusso a tutta la famiglia alle Maldive mettendole in conto alle “Opere” come “progetto di biotecnologia marina”. Tutte vicende documentate dagli atti. La Guardia di Finanza ha sequestrato 50 terabyte di documenti e segue il flusso dei soldi, spezzettato in centinaia di passaggi bancari. L’indagine però rischia non solo resistenze politiche ed ecclesiali: secondo una sentenza della Cassazione del 2023, una volta entrati nelle casse di una fondazione i fondi non sono più pubblici. Così l’accusa di peculato vacilla ma restano malversazione, falsi in atti e bilanci, appropriazione indebita. Ora l’indagine è in fase di chiusura e la Procura ha iniziato a chiedere sequestri. Restano montagne di fondi pubblici destinati alla formazione usati invece a fini privati in un impero di ville, banche, lusso. Tutte “Opere” di bene: già, ma per chi?

Sambuca

 

Molinari, in arte Biscardi
DI MARCO TRAVAGLIO
Fra i vari performer dell’assurdo che si alternano nei talk per giustificare l’assalto illegale di Israele alla Flottilla, il nostro idolo assoluto è Sambuca Molinari, ex direttore e ora editorialista di Repubblica. Lo so, la concorrenza è spietata. C’è anche Tajani, quello del “diritto internazionale fino a un certo punto”, che si vanta di aver chiesto a Israele di non abbordare le barche in acque internazionali, cioè di non fare ciò che ha puntualmente fatto. C’è Crosetto che ringrazia Israele per aver arrestato illegalmente degli attivisti pacifici in acque non sue, anche su territorio italiano (le barche con bandiera tricolore), ma “nel modo più soft e leggero possibile” anziché “in modo violento”: cioè per non averli ammazzati come l’ultima volta. Ma non c’è partita: noi vogliamo solo Sambuca. L’altra sera festeggiava a Piazzapulita la fresca sanzione dell’Ordine per aver lanciato false accuse alla Albanese. E riusciva a dire, restando serio, che “la Flotilla ha rischiato di innescare un conflitto” (a colpi di gavettoni e patatine, visto che portava acqua e viveri) e “ha violato le acque internazionali”. Come uno che denuncia un tizio per violazione del proprio domicilio perché passeggiava per strada. Le acque internazionali sono di tutti e non può violarle nessuno, sennò le violerebbe ogni barca, yacht, nave, petroliera, cargo, peschereccio. Ora però siamo tutti avvisati. Uno va a pescare in alto mare e si ritrova Molinari col megafono e la paletta che gli intima l’alt: “Eh no, di qui non si passa, torna indietro, stai violando le acque internazionali, cioè di Israele”. Decide lui.
La scena ricorda una telefonata intercettata nel 2005 nell’inchiesta Calciopoli fra LucianoMoggi, patron della Juve, e l’ex arbitro Fabio Baldas, addetto al moviolone del Processo di Biscardi. Baldas, filmati alla mano, spiegava a Moggi che il gol di Trezeguet era in fuorigioco e l’arbitro doveva annullarlo. Ma Moggi non sentiva ragioni: “L’arbitro deve essere assolto alla grande! Anzi!”. Baldas balbettava che era impossibile nascondere un fuorigioco di mezzo metro. Ma Moggi, anticipando Molinari, sfidava le leggi della matematica: “E tu i 50 centimetri li accorci, devono diventa’ 20!”. Frattanto l’Associazione Arbitri aveva querelato Aldo Biscardi, che davanti al pm si era difeso così: “Lo sanno tutti che le cose che diciamo al Processo sono poco credibili”. Il giudice archiviò. Motivazione: “La credibilità oggettiva delle notizie riportate e fatte oggetto di dibattito è riconosciuta assai bassa, secondo l’opinione comune, trattandosi di notizie artatamente create o ‘gonfiate’ per suscitare la discussione e la polemica”, quindi non possono “ledere l’altrui reputazione” perché non ci crede nessuno. Oggi purtroppo Biscardi non c’è più: lo sostituisce degnamente Sambuca.

L'Amaca

 

Il fuoco si spegne con l’acqua
di Michele Serra
La Flotilla ha vinto. Senza armi e con le mani alzate, andando incontro a una violazione annosa e incontrastata del diritto, della libertà di navigazione, dell’uso condiviso di acque che appartengono a nessuno, dunque a tutti, e sono da troppi anni sotto sequestro. Nel momento in cui gli incursori israeliani sono saliti a bordo di barche non loro, in un mare non loro, la Flotilla ha vinto. Cedendo alla legge del più forte, la Flotilla ha vinto. Mostrando le mani nude ai mitra e ai droni, la Flotilla ha vinto.
L’aspetto non violento della spedizione non è stato abbastanza detto né abbastanza lodato – come se la cultura della non violenza, in questi tempi violenti, fosse un patetico anacronismo. Al contrario quella cultura, che fu una delle forze motrici dei movimenti di liberazione novecenteschi, si è rivelata perfettamente funzionale, perché simmetricamente in opposizione allo spirito dei tempi. Per spegnere il fuoco, ci vuole l’acqua. Se così tanto se ne è parlato, di quella spedizione, se ha emozionato tanto da riempire piazze e strade come da chissà quanto tempo non si vedeva, è perché aveva un’evidenza logica ben prima che ideologica: acqua contro fuoco, cibo contro fame, pace contro guerra.
La non violenza ha una lunga storia, i suoi santi, i suoi testimoni, i suoi testi sacri. La sua potenza (di seduzione, di opposizione, di contrasto all’egemonia culturale delle armi) è in questo momento più preziosa e più necessaria che mai. Difficile dire se la spunteranno, i non violenti, anche all’interno di un movimento di massa nel cui vasto corpo troveranno buon alloggio anche le frange dei violenti, parassiti di tutte le cause, anche quelle buone. Passate parola: nell’epoca della prepotenza i violenti sono i conformisti, i non violenti i rivoluzionari.

Ogni tanto m'addentro...

 


Non fosse un luogo virtuale c'entrerei vestito da RIS. Per fortuna invece è solo sui social, di conseguenza inspiro, dico sommessamente "Ohmmm!" ed entro:

ed eccola qui la Sorellina! 

Da l'idea di essere stata investita da una cosa più grande di lei, quasi come Claudio Bisio in "Benvenuto Presidente!" e, credendosi davvero un'illuminata, a volte compie forzature alla sua capacità cognitiva, di default in grado solo di condurla a fare shopping assieme alla tanto amata sorella, che visto gli impegni, lo disse qualche tempo fa, purtroppo non riescono più a fare...  

Ora come non comprenda che essendo lo sciopero un diritto, e questo lo ha scritto forse aiutata da qualche suo giullare di corte, è veramente difficile da digerire; le cose sono due: o possono scioperare tutti, regolati chiaramente, o l'astensione per protesta dovrà essere solo concessa ai suonatori di triangolo nelle orchestre, agli habitué delle divanate, agli ornitologi, agli scienziati che studiano gli amplessi dei cercopitechi! Arianna, lo sciopero deve necessariamente creare disagi altrimenti è un peto in un hangar di prove turbine aeree.  

La poverina ci insegna pure come dovrebbe essere svolto: cortei, sit - in, in accordo con le forze dell'ordine. Di conseguenza, se non deve arrecare fastidio, dovrebbe svolgersi o attorno ai campi di granturco della pianura padana, senza calpestarne i solchi, o magari in qualche baita dolomitica di notte, anzi no! E le marmotte poverine?  

Se due milioni di persone per strada non hanno spaccato nulla, forse qualche imbecille avrà esagerato certo, di imbecilli purtroppo siamo pregni ovunque, qualcosa vorrà dire o no? Asserire che Gaza sia solo un pretesto, rende bene l'idea della solitudine dei neuroni nella sua triste cervice. 

Ma il top viene subito dopo: queste manifestazioni non aiuteranno in nessun modo il popolo palestinese... ma dai Arianna, torna a far shopping! Il fatto stesso che tu abbia scritto queste idiozie dimostra che è servito, eccome! 

Poi scorrendo arriva il cuore del post, il momento in cui i savi di mente e di cuore dovrebbero calciare la prima sedia a tiro di gamba scorticandosi i garretti per la rabbia, cito testualmente: 

"Qui l'unico obiettivo è quello di attaccare il governo, che paradossalmente è il primo governo occidentale schierato per aiutare concretamente la popolazione di Gaza."  

Arianna, Arianna! Lo so non si dovrebbe mai dirompere in un vaffanculo verso una donna, lo so bene! 

Ma prendere per il culo milioni di persone in questo modo, non va bene. Tua sorella è due anni che, prona, sta in silenzio, attendendo ordini da quello scapestrato biondo, riverendo l'Assassino autore del Genocidio, fingendo con frasi fatte di compartecipare alla tragedia, infischiandosene della metà degli italiani che non l'hanno votata e che lei deride e sbeffeggia!

Tua sorella ha riportato a casa con un aereo di stato uno stupratore assassino libico, ha creato con i nostri soldi un resort in Albania dove le forze dell'ordine vanno a turno in vacanza, a spese nostre! 

Di che caxxo stai parlando, informati, leggi dalla manicure o quando entri da Fendi, chiedi al portiere che ti apre riverendoti, e non si sa perché! 

E poi termina con la classica frase divaricante della sua sorellina: la colpa è della sinistra, la colpa è di venti milioni di italiani che dovrebbe rappresentare e difendere, essendo, purtroppo, la premier italiana. 

Siete state in silenzio mentre imbarcazioni battenti bandiera italiana in acque internazionali, che sono, forse non lo sai, un prolungamento della nostra nazione in mare, sono state aggredite da uno stato straniero! Capisci il delitto costituzionale che avete perpetrato? L'ignoranza abissale che vi porta a non dir nulla difronte ad un'aggressione in acque di tutti? 

Senti ti do un consiglio: tornate a fare shopping insieme e disinteressatevi di tutto! Te lo chiedo per il bene della nazione. 

Assolutamente senza alcuna stima.  

Domani nella tana del lupo!

 

Domani andrò nella Tana del Lupo! 

Sono molto sereno e m'aspetto una bella partita. 

Intanto ho scaricato dalla web una foto...




venerdì 3 ottobre 2025

Certamente no!

 


In chiave positiva e costruttiva verrebbe da dire “se ci fosse stato lui sarebbe venuto via per primo lasciando gli altri nelle galere sioniste?” Manco per niente! Avrebbe lasciato Israele per ultimo. E questo non per criticare il comportamento dei quattro parlamentari appena arrivati in Italia. Solo rammarico per essere caduti nel trappolone di nero vestiti: il ministro degli Esteri - ciao core- ed ex cameriere del mausoleante  ha pressato quello degli interni sionista per liberar subito i quattro politici. Giammai tramutarli in eroi! Ne va del prolungamento del regno fascionero! Peccato!

No di venerdì!