Se le merde avessero un re, ecco a voi il Sire assoluto! Che il destino ti faccia soffrire carogna!
Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
Se le merde avessero un re, ecco a voi il Sire assoluto! Che il destino ti faccia soffrire carogna!
Signore giudice è misericordioso,
Sono umilmente a confermare che, nel caso tu incenerissi questo sgorbio dell’umanità, questa accozzaglia di tutte le nefandezze del genere umano, questo rutto ultratradizionalista del caz.. ehm… del menga, continuerei pedissequamente, umilmente a credere nel libero arbitrio.
Basterebbe un solo, piccolo, insignificante per Te, fulmine della tua faretra. E poi, ti assicuro, come recita il salmista “tutto canterebbe e griderebbe di gioia!”
Confido in Te!
Storditi come siamo da chiacchiericci, insulti, rancori, banalità, soprusi per osteggiare l'altro, differenziarsi socialmente opprimendo i deboli, se solo potessimo, potessero, fermarsi un attimo e ragionare su una spaventosa, inaudita, inumana cifra, i ventimila bambini assassinati a Gaza, le migliaia che tutt'ora stanno soffrendo la fame, non vanno a scuola, non giocano, non vedranno più papà e mamma, vivendo nella desolazione, nel silenzio che sono i nemici di tutti i bimbi del mondo, se solo si potesse fermare tutto e leggere un breve passo di Lev Nikolaevic Tolstoj nel suo meraviglioso Anna Karenina, se nelle scuole, nelle piazze, nel parlamento, s'agevolasse la lettura, allora, lo credo fermamente, molte sconcezze, molti balordi armati di penna, molta gentaglia potrebbe ritornare in sé.
E intanto laggiù, in fondo al letto, tra le abili mani di Lizavèta Petròvna, come la fiammella dello stoppino di una lampada, oscillava la vita di un essere umano che non era mai esistito prima e che come ogni altro, con lo stesso diritto e rivendicando per sé la stessa importanza sarebbe vissuto e avrebbe generato dei suoi simili. «E’ vivo! E’ vivo! Ed è un maschio per giunta! Non vi agitate!» Lèvin udì la voce di Lizavèta Petròvna, che batteva con la mano tremante la schiena del neonato. «Mamma, è vero?» chiese la voce di Kitty. La principessa le rispose soltanto con dei singhiozzi. E tra il generale silenzio, come indubitabile risposta alla domanda della madre, si udì una voce completamente diversa da tutte le altre che parlavano sommessamente nella stanza. Era il grido forte, prepotente, che non intendeva ragioni, di un nuovo essere umano comparso chissà da dove.