venerdì 3 ottobre 2025

Bastardo!

 

Se le merde avessero un re, ecco a voi il Sire assoluto! Che il destino ti faccia soffrire carogna!



Governo delle Banane!

 



Continueremo a crederci!

 Signore giudice è misericordioso, 

Sono umilmente a confermare che, nel caso tu incenerissi questo sgorbio dell’umanità, questa accozzaglia di tutte le nefandezze del genere umano, questo rutto ultratradizionalista del caz.. ehm… del menga, continuerei pedissequamente, umilmente a credere nel libero arbitrio. 

Basterebbe un solo, piccolo, insignificante per Te, fulmine della tua faretra. E poi, ti assicuro, come recita il salmista “tutto canterebbe e griderebbe di gioia!”

Confido in Te!





Se solo lo si leggesse!

 

Storditi come siamo da chiacchiericci, insulti, rancori, banalità, soprusi per osteggiare l'altro, differenziarsi socialmente opprimendo i deboli, se solo potessimo, potessero, fermarsi un attimo e ragionare su una spaventosa, inaudita, inumana cifra, i ventimila bambini assassinati a Gaza, le migliaia che tutt'ora stanno soffrendo la fame, non vanno a scuola, non giocano, non vedranno più papà e mamma, vivendo nella desolazione, nel silenzio che sono i nemici di tutti i bimbi del mondo, se solo si potesse fermare tutto e leggere un breve passo di Lev Nikolaevic Tolstoj nel suo meraviglioso Anna Karenina, se nelle scuole, nelle piazze, nel parlamento, s'agevolasse la lettura, allora, lo credo fermamente, molte sconcezze, molti balordi armati di penna, molta gentaglia potrebbe ritornare in sé. 

E intanto laggiù, in fondo al letto, tra le abili mani di Lizavèta Petròvna, come la fiammella dello stoppino di una lampada, oscillava la vita di un essere umano che non era mai esistito prima e che come ogni altro, con lo stesso diritto e rivendicando per sé la stessa importanza sarebbe vissuto e avrebbe generato dei suoi simili. «E’ vivo! E’ vivo! Ed è un maschio per giunta! Non vi agitate!» Lèvin udì la voce di Lizavèta Petròvna, che batteva con la mano tremante la schiena del neonato. «Mamma, è vero?» chiese la voce di Kitty. La principessa le rispose soltanto con dei singhiozzi. E tra il generale silenzio, come indubitabile risposta alla domanda della madre, si udì una voce completamente diversa da tutte le altre che parlavano sommessamente nella stanza. Era il grido forte, prepotente, che non intendeva ragioni, di un nuovo essere umano comparso chissà da dove.  

L'Amaca

 

Francia - Italia dieci a zero
di Michele Serra
Chiediamo che i nostri compatrioti che hanno fatto questa scelta, che è una scelta di impegno di fronte a una situazione che noi stessi abbiamo denunciato nel modo più duro, e di fronte alla quale stiamo agendo e vogliamo continuare ad agire, siano protetti. Per questo motivo, monitoriamo la situazione mano a mano che si evolve. Adotteremo le misure appropriate”.
Beati i francesi della spedizione Flotilla, che hanno un presidente in grado di dire le parole che avete appena letto. Parole di rispetto e di protezione civile, parole di un uomo di Stato, non di un capofazione. Nota bene: Macron non è di sinistra. È un presidente centrista, liberista in economia, molto avversato dalla sinistra del suo Paese. Ma ha cultura politica quanta ne basta per sapere che Flotilla – sulla quale con ogni certezza non ci sono suoi elettori – è una spedizione umanitaria internazionale forse ingenua, forse velleitaria, ma certamente degna di rispetto.
Al capo opposto del borghese europeo Macron si è collocata, per naturale mancanza di spirito nazionale, la presidente Meloni, il cui sguardo piccolo certo non è assistito dalla piccola gente che la circonda, né dai mortificanti media di destra che hanno coperto di sghignazzi e disprezzo la gente di Flotilla. La differenza balza all’occhio: per Macron francesi sono tutti i francesi, per Meloni gli italiani sono solo quelli della sua tribù politica. Essere patrioti non è facile, ci vuole qualche secolo di cultura nazionale. Meloni e il suo manipolo di arditi ripassino tra un paio di secoli, forse saranno migliorati.

Ragogna!

 


Leccaculo